31 de agosto
San Nicodemo
Miembro del Sanedrín
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
L'incontro notturno e la difesa nel Sinedrio
Nicodemo è menzionato nel Vangelo di san Giovanni quale Dottore della Legge e membro del Sinedrio, che costituiva il supremo organo giudiziario ebraico di Gerusalemme. Durante la prima Pasqua dell'anno ventotto dopo Cristo, Gesù si recò a Gerusalemme operando vari miracoli. Nicodemo, profondamente impressionato da tali prodigi, andò a trovare Gesù di notte per un incontro chiarificatore. Si recò di notte probabilmente per timore o per non compromettere la sua posizione nel Sinedrio. Nel corso del colloquio, Nicodemo chiese a Gesù la natura della sua missione e i mezzi per compierla, domandando in particolare se si trattasse dell'impero atteso dai Giudei con una rivincita sui pagani. Gesù corresse questa aspettativa spiegando che il regno di Dio è il dominio sulle anime e richiede una rinascita spirituale. Subito dopo, Gesù rimproverò Nicodemo ricordandogli che è maestro in Israele e ignora queste cose. Successivamente, Nicodemo riapparve pubblicamente per invitare i membri del Sinedrio ad agire con saggezza e ad ascoltarlo prima di condannarlo. Gli esagitati del Sinedrio risposero a Nicodemo con scherno, chiedendogli se fosse anche lui un Galileo e sostenendo che dalla Galilea non sorge alcun profeta.
La sepoltura di Gesù e le vicende successive
In seguito alla crocifissione, Nicodemo si recò sul Golgota insieme a san Giuseppe d'Arimatea per provvedere alla sepoltura di Gesù. Portò circa cento libbre di mirra e di aloe, equivalenti a circa trenta chilogrammi, per la preparazione del corpo. La grande quantità di aromi fu il segno di un profondo bisogno di riparazione da lui avvertito. Il Martirologio lo commemora a Gerusalemme insieme a san Giuseppe d'Arimatea per aver raccolto il corpo di Gesù sotto la croce, averlo avvolto nella sindone e deposto nel sepolcro. Giuseppe viene descritto come nobile decurione e discepolo del Signore in attesa del regno di Dio, mentre Nicodemo viene presentato come fariseo e principe dei Giudei, recatosi di notte da Gesù e difensore della sua causa davanti ai sommi sacerdoti e ai Farisei. I Vangeli non forniscono ulteriori informazioni biografiche su di lui. La tradizione riferisce che nel quattrocentoquindici un prete di nome Luciano avrebbe scoperto le reliquie di Nicodemo insieme a quelle di santo Stefano. Nicodemo sarebbe stato battezzato dagli Apostoli Pietro e Giovanni. A causa del battesimo fu maltrattato e scacciato dai Giudei, ma venne salvato dall'intervento del parente Gamaliele, il quale lo accolse nel suo possedimento di Kêfaz-Gamla. Nicodemo morì dopo un certo tempo a Kêfaz-Gamla e vi fu sepolto.
Il culto, le reliquie e la tradizione artistica
Il ricordo di San Nicodemo nei Martirologi al tre agosto è legato alla ricognizione delle reliquie insieme a quelle dei santi Stefano, Gamaliele e Abibo. Nei menologi bizantini il santo è ricordato il quindici settembre, mentre il Martyrologium Romanum lo colloca al trentuno agosto insieme a san Giuseppe d'Arimatea. Una tradizione leggendaria presenta Nicodemo come autore del Crocifisso ligneo chiamato Volto Santo, venerato a Lucca ed eseguito a Gerusalemme. Egli è stato inoltre raffigurato nelle Deposizioni da vari importanti artisti e nelle rappresentazioni popolari mentre toglie i chiodi dalla croce. Il nome Nicodemo è diffuso nell'Italia Meridionale, ha origine greca e significa vincitore tra il popolo.
Il cammino di fede
La figura di San Nicodemo si staglia nel panorama evangelico come quella di un uomo saggio e riflessivo, che seppe andare oltre le convenzioni del suo tempo. Membro del Sinedrio a Gerusalemme, scelse di avvicinarsi a Gesù nel segreto della notte, spinto da un desiderio autentico di conoscere le profondità della missione del Salvatore. Questo colloquio notturno segnò l'inizio di una trasformazione interiore che lo portò a distinguersi nettamente dagli altri membri del consiglio giudaico.
La coerenza di San Nicodemo si manifestò in momenti cruciali in cui il timore avrebbe potuto prevalere. Egli ebbe infatti il coraggio di levare la propria voce per difendere Gesù contro le accuse ingiuste dei suoi colleghi, rivendicando il diritto alla giustizia e all'ascolto. Tale fedeltà non rimase un atto isolato, ma si concretizzò nel servizio estremo reso al corpo di Cristo dopo la crocifissione. Insieme a Giuseppe di Arimatea, egli si occupò personalmente della deposizione e della sepoltura, offrendo un ultimo atto di venerazione che rimane impresso nella memoria cristiana. La sua esistenza si concluse a Kefaz-Gamla, luogo in cui il suo corpo riposò fino al ritrovamento delle reliquie avvenuto nel quattrocentoquindici, un evento prodigioso curato dal prete Luciano che permise alla comunità dei credenti di onorare degnamente la sua memoria e il suo esempio di discepolato discreto ma risoluto.
Memoria e celebrazione
Il culto di San Nicodemo trova spazio in diverse tradizioni del calendario liturgico, riflettendo l'universalità del suo esempio. La Chiesa cattolica celebra la sua memoria il trentuno agosto, data stabilita dal Martirologio Romano, mentre altre tradizioni orientali, come i menologi bizantini, ne fanno memoria il quindici settembre. Inoltre, la Chiesa ricorda con particolare solennità il tre agosto il ritrovamento delle sue reliquie, avvenuto per mano del prete Luciano nel primo decennio del quinto secolo.
Queste diverse date non fanno che sottolineare la ricchezza di un ricordo che trascende i secoli. San Nicodemo rimane, per ogni fedele, un punto di riferimento per chiunque cerchi di conciliare le proprie responsabilità nel mondo con l'adesione sincera al Vangelo. La sua figura è un invito costante alla riflessione, al coraggio civile e alla pietà verso il mistero della passione di Gesù, insegnandoci che ogni gesto, anche il più nascosto, trova la sua pienezza nella luce della fede.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Nicodemo?
Si commemora il trentuno agosto nel Martyrologium Romanum insieme a san Giuseppe d'Arimatea, il tre agosto per la ricognizione delle reliquie e il quindici settembre nei menologi bizantini.
En Jerusalén, conmemoración de los santos José de Arimatea y Nicodemo, que recogieron el cuerpo de Jesús bajo la cruz, lo envolvieron en la Sábana Santa y lo depositaron en el sepulcro. José, noble decurión y discípulo del Señor, esperaba el reino de Dios; Nicodemo, fariseo y príncipe de los Judíos, había ido de noche a Jesús para interrogarlo sobre su misión y, delante de los sumos sacerdotes y de los Fariseos que querían arrestar al Señor, defendió su causa. — Martirologio Romano