26 de septiembre
San Nilo de Rossano
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La vita eremitica e la sapienza
L'Italia meridionale conobbe i monaci d'Oriente e la loro liturgia al tempo del dominio bizantino. L'espansione araba si estese anche alla Sicilia, e questa spinta costrinse altri monaci d'Oriente a cercare rifugio in Italia. La Calabria si popolò così di comunità monastiche guidate dalla regola di san Basilio, le quali attrassero anche discepoli del posto. San Nilo era un calabrese di Rossano, nato nel 910. San Nilo era originariamente sposato e aveva una figlia, prima di diventare in seguito monaco assumendo il nome di Nilo. Gli storici non sono concordi sui dettagli della conversione di Nilo alla vita monastica. Nilo visse dapprima in comunità monastica, ma si fece in seguito eremita per bisogno di solitudine. Nilo mantenne un rigore severo nel cibo e nel riposo durante la vita eremitica, dedicandosi totalmente alla preghiera e allo studio. Nilo lesse i Padri della Chiesa, compose inni e trascrisse testi con grafia rapida ed elegante. Nilo indossò talvolta lo stesso abito per un anno intero, riempiendosi di pulci. Nonostante ciò, Nilo si sentiva felice e realizzato nella sua vita eremitica. Nilo non cercava discepoli, ma essi arrivarono ponendo fine alla sua solitudine. Nilo divenne maestro di nuovi monaci presso Rossano. Nilo applicò un metodo di selezione duramente selettivo per i nuovi monaci, non volendo gente qualunque. I discepoli di Nilo dovevano essere maestri di ascesi, studiosi ed eccellenti in calligrafia e canto. Nilo cercò una santa condotta di vita pervaso dal desiderio di penitenza, umiltà e peregrinazione. Nilo fu insigne per spirito di profezia e sapienza di dottrina.
Il cammino tra i territori e la missione a Roma
Quando si accorse di essere diventato un'autorità locale e di rischiare la nomina a vescovo, Nilo fuggì in territorio longobardo, verso il principato di Capua. Nilo educò monaci di rito orientale in terra longobarda per quindici anni. Nilo mantenne amabili rapporti con i monaci latini benedettini di Montecassino, che lo aiutarono cordialmente. Nilo trascorse altri dieci anni presso Gaeta. A Gaeta Nilo offrì ai suoi monaci una sede disagiata e caratterizzata da molto lavoro. Nilo vide la fine del primo Millennio cristiano mentre si trovava a Gaeta. Nel 998 Nilo corse a Roma per salvare il vescovo Giovanni Filagato. Giovanni Filagato era conterraneo di Nilo ed era stato fatto antipapa dal nobile romano Crescenzio. Crescenzio e Giovanni Filagato furono complici nella rivolta contro il papa Gregorio V e l'imperatore Ottone III, cugino del papa. L'imperatore Ottone III compì una feroce rappresaglia uccidendo Crescenzio e i suoi seguaci. Sull'antipapa Giovanni Filagato si infierì con atroci sevizie. Le preghiere di san Nilo a Roma per salvare Filagato non trovarono ascolto. Nilo lasciò Roma dopo il rifiuto delle sue preghiere. Nilo profetizzò all'imperatore e al papa che la maledizione del cielo avrebbe colpito i loro cuori crudeli. Papa Gregorio V morì dopo un anno dalla profezia. L'imperatore Ottone III morì dopo quattro anni all'età di ventitré anni.
La fondazione di Grottaferrata e il transito
All'età di novant'anni, Nilo partì da Gaeta per dare vita a una nuova fondazione. Nilo fece appena in tempo a indicare il luogo di Grottaferrata e a ottenere il terreno presso la cappella detta Cryptoferrata. Nilo fondò l'abbazia di Grottaferrata presso Roma. Nilo fondò il monastero di Grottaferrata secondo gli insegnamenti dei Padri orientali. Nilo morì nonagenario, rendendo lo spirito a Dio in chiesa. Nilo si spense nel vicino monastero greco di Sant'Agata. Nilo morì nel monastero di Sant'Agata a Grottaferrata il 26 settembre 1004. Il discepolo e biografo di Nilo fu Bartolomeo. San Nilo il Giovane è definito abate e di origine greca nel Martirologio. L'abbazia di Grottaferrata rimase viva e operosa alla fine del secondo Millennio nella sua linea di preghiera e cultura. L'abbazia di Grottaferrata ospitò la scuola di paleografia greca, la tipografia e la biblioteca, divenendo centro di operosità ecumenica.
Su camino monástico
Nacido en Rossano, San Nilo inició su proceso de conversión renunciando a su vida conyugal para consagrarse plenamente como monje basiliano. Su espíritu, siempre inclinado a la contemplación, le llevó a rechazar cualquier forma de poder o prestigio. Cuando en Rossano intentaron imponerle el episcopado, el santo prefirió abandonar su hogar y refugiarse en el principado de Capua. En aquel territorio vivió durante quince años, dedicándose con esmero a la formación y educación de numerosos monjes que buscaban en él un modelo de vida cristiana.
Posteriormente, su peregrinaje le condujo a pasar diez años en las proximidades de Gaeta, siempre bajo el rigor y la paz de su vocación. Su labor no se limitó al ámbito local, pues también se trasladó a Roma, donde intervino con firmeza y caridad para interceder a favor del obispo Juan Filagato. Finalmente, su búsqueda de un lugar de retiro culminó en Grottaferrata, donde obtuvo el terreno necesario para fundar la abadía que hoy lleva su nombre. Allí, en la paz de la Cryptoferrata, concluyó su larga vida en el año mil cuatro, dejando tras de sí un ejemplo de fidelidad al Evangelio que atravesó el siglo diez y el siglo once.
El culto y legado
La figura de San Nilo de Rossano es venerada especialmente en la localidad de Grottaferrata, lugar donde descansan sus restos y donde su obra monástica continúa siendo un faro de espiritualidad. Su memoria es honrada como un puente entre la tradición monástica griega y la Iglesia latina, destacando por su capacidad de intercesión y por su vida entregada a la oración. Los fieles acuden a su recuerdo para pedir su protección, reconociendo en él a un abad que supo combinar la firmeza en la fe con una profunda humildad. Su vida, que transcurrió entre el siglo diez y el siglo once, sigue siendo un modelo de austeridad y servicio incondicional a la comunidad y a la Iglesia.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Nilo?
La memoria liturgica di San Nilo si celebra il 26 settembre.
Di cosa è patrono San Nilo?
En la campiña tuscolana cerca de Roma, san Nilo el Joven, abad, que, de origen griego, buscó una santa conducta de vida y, invadido por el deseo de penitencia, humildad y peregrinación, así como insigne por espíritu de profecía y sabiduría de doctrina, fundó el célebre monasterio de Grottaferrata según las enseñanzas de los Padres orientales, donde nonagenario rindió en la iglesia el espíritu a Dios. — Martirologio Romano