2 de septiembre
San Nonnoso en el Monte Soratte
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Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Il contesto del Monte Soratte e le fonti storiche
Il Monte Soratte si trova nel Lazio, vicino a Civita Castellana, sulla sponda destra del Tevere, ed ha un'altezza di seicento novantuno metri. A partire dal sesto secolo sono sorti tre monasteri sul Monte Soratte e alle sue pendici. Il primo monastero situato sul monte, intitolato a San Silvestro, viene menzionato per la prima volta in un documento di papa Gregorio Secondo, il cui pontificato va dal 715 al 731. Nonnoso è vissuto nella prima metà del sesto secolo come monaco nel monastero di San Silvestro sul Monte Soratte. Nonnoso è stato un contemporaneo di san Benedetto. Sembra che Nonnoso sia divenuto in seguito abate del monastero di San Silvestro. Le uniche informazioni note su Nonnoso provengono da quanto scritto da san Gregorio Magno nel 593. San Gregorio Magno iniziò a redigere le storie miracolose dei santi italiani vissuti fino ad allora nel 593, accogliendo le richieste di numerosi amici. San Gregorio Magno narra soltanto tre miracoli compiuti da san Nonnoso. Il racconto di san Gregorio Magno non contiene elementi cronologici utili a stabilire le date di nascita e di morte di san Nonnoso. Il Martirologio indica san Nonnoso come abate sul monte Soratte, lungo la via Flaminia nel Lazio.
I prodigi e la vita monastica
All'epoca del primo miracolo, Nonnoso ricopriva il ruolo di preposito del monastero sul Monte Soratte, guidato da un abate molto rigoroso. Il monastero era privo di un orto per la coltivazione a causa di una grande roccia che occupava l'unico terreno disponibile. Nonnoso ha pregato per un'intera notte e la mattina seguente la grande roccia si è spostata più in là, liberando il terreno. Nemmeno cinquanta paia di buoi avrebbero avuto la forza di spostare quella roccia. Nel secondo prodigio, a Nonnoso è caduta di mano una lampada di vetro che si è frantumata in centinaia di pezzi. Temendo la punizione del severissimo abate, Nonnoso ha pregato con fervore e la lampada si è ricomposta interamente. Il terzo miracolo è avvenuto a beneficio dell'intera comunità monastica. Gli ulivi del monastero erano pochi e non producevano abbastanza olio per il fabbisogno dei monaci. L'abate aveva ordinato ai monaci di uscire dal monastero per lavorare presso i contadini della zona ed essere pagati in olio. Nonnoso ha chiesto con umiltà all'abate di revocare l'ordine per evitare che i monaci venissero distolti dalla preghiera e dal raccoglimento. Nonnoso ha fatto raccogliere le poche olive presenti sugli alberi e ha distribuito il pochissimo olio ottenuto in piccole dosi all'interno di recipienti vuoti. Dopo che Nonnoso ha trascorso la notte in preghiera, al mattino tutti i recipienti sono risultati colmi d'olio. Oltre a raccontare i tre miracoli, san Gregorio Magno loda Nonnoso per la sua umiltà e per la capacità di placare l'indole irascibile dell'abate. Nonnoso è deceduto in un anno sconosciuto ed è stato sepolto sul Monte Soratte.
La diaspora delle reliquie e il culto
Tra la fine del nono secolo e gli inizi del decimo secolo, le incursioni saracene hanno devastato il Soratte e gli altri due monasteri. A causa delle devastazioni saracene, la salma di san Nonnoso è stata traslata nel monastero di Suppentonia, situato a Castel Sant'Elia tra Nepi e Civita Castellana. Il vescovo Nitkero, in carica dal 1039 al 1052, ha trasferito il corpo di san Nonnoso da Suppentonia a Frisinga, in Baviera. Il corpo del santo è stato rinvenuto durante le opere di ricostruzione della cattedrale di Frisinga e nel 1161 è stato posto nella cripta. Nel 1708 le reliquie del santo, delle quali si era smarrita la collocazione, sono state riscoperte. In seguito a grandi festeggiamenti, le reliquie sono state sistemate in un sarcofago artistico all'interno della cripta della cattedrale di Frisinga. In un'epoca non precisata, la testa del santo è stata trasferita a Bamberga, dove gode di grande venerazione. Nel 1611 il vescovo di Frisinga ha concesso alcune reliquie ai monaci del Soratte. La vita monastica nei monasteri del Soratte era ripresa dopo la ricostruzione seguita alle distruzioni saracene. Il culto verso san Nonnoso si era interrotto a lungo a causa dell'abbandono e del degrado del monastero. Il culto è stato ripristinato tra il 1655 e il 1658 per iniziativa di un religioso cistercense, ordine a cui era stata assegnata l'abbazia. Il 2 settembre 1664 è stato riconsacrato il primo altare dedicato al santo priore sul Monte Soratte e si è tenuta la prima festa solenne. A partire dal 1664 la venerazione per il santo si è diffusa in tutta l'Italia centrale. San Nonnoso è il patrono della diocesi di Nepi e Sutri. San Nonnoso è compatrono della città di Frisinga. San Nonnoso è invocato come protettore di chi soffre di patologie renali. I malati di reni avevano l'usanza di fare il giro del sarcofago del santo tre volte a gattoni invocando la sua intercessione.
La vida y los prodigios
La trayectoria de San Nonnoso en el Monte Soratte es un testimonio de la presencia divina en la cotidianidad monástica. Como abad, el santo no solo se preocupó por la disciplina y el espíritu de sus monjes, sino que actuó como un instrumento de la providencia ante las dificultades materiales. Entre los hechos más significativos que han llegado hasta nosotros, se relata el desplazamiento milagroso de una enorme roca que obstruía un huerto monástico, permitiendo así que la comunidad pudiera cultivar el sustento necesario para su subsistencia. Asimismo, su vida estuvo marcada por la sencillez y el cuidado de los objetos sagrados, como ocurrió cuando, de manera inexplicable, una lámpara de vidrio que se había hecho añicos fue reconstruida por su intercesión, devolviendo la luz a la estancia.
La caridad de San Nonnoso se manifestó también en la multiplicación milagrosa del aceite, asegurando que la comunidad monástica no careciera de lo indispensable para su vida diaria y para el culto divino. Estas acciones, lejos de buscar el reconocimiento personal, fueron siempre una entrega al servicio de Dios y del prójimo. Tras concluir su labor en el Monte Soratte, su historia siguió un camino de peregrinación postrera. Sus reliquias fueron trasladadas primero a Suppentonia y, posteriormente, fueron llevadas a Frisinga y a Bamberga, lugares donde su memoria comenzó a arraigarse con fuerza, permitiendo que la devoción a su persona trascendiera la geografía local y se integrara en la piedad de diferentes pueblos, quienes vieron en él a un protector fiel y a un modelo de vida consagrada al Señor.
El culto y la veneración
El culto a San Nonnoso se ha consolidado a lo largo de los siglos como una manifestación de fe confiada en su intercesión. La traslación de sus reliquias desde el Monte Soratte hasta Frisinga permitió que su figura fuera acogida en tierras lejanas, donde su protección fue invocada con especial devoción. La Iglesia reconoce en él a un santo cercano a las aflicciones humanas, siendo particularmente invocado por quienes padecen enfermedades relacionadas con los riñones.
Su patronazgo se extiende también a la diócesis de Nepi y Sutri, así como a la ciudad de Frisinga, donde se le honra como un guía espiritual de gran relevancia. La memoria litúrgica del santo, fijada en el calendario el día dos de septiembre, es una ocasión para que los fieles recuerden su ejemplo de vida, su capacidad de servicio y la profunda humildad con la que afrontó cada desafío. A través de los siglos, la figura de San Nonnoso sigue siendo un recordatorio de que la santidad se construye en la fidelidad a los deberes diarios y en la confianza plena en la providencia de Dios.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Nonnoso?
Si festeggia il 2 settembre. La memoria liturgica del santo ricorre in questa stessa data.
Di cosa è patrono San Nonnoso?
San Nonnoso è il patrono della diocesi di Nepi e Sutri ed è compatrono della città di Frisinga. Viene inoltre invocato come protettore di chi soffre di patologie renali.
En el monte Soratte en la vía Flaminia en Lazio, san Nonnoso, abad. — Martirologio Romano