19 de julio
San Pedro (Pedrillo) Crisci de Foligno
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e conversione
San Pietro Crisci nacque a Foligno, figlio di un certo Pietro della Famiglia dei Crisci. Sebbene la sua esatta data di nascita non sia documentata con certezza assoluta, alcuni studiosi la collocano nell'anno 1243. Vissuto nel contesto della Foligno medievale, il santo compì una radicale svolta esistenziale quando, all'età di trent'anni, decise di vendere tutti i beni ereditati dal padre. L'intero ricavato di questa vendita fu generosamente distribuito ai poveri del territorio. Subito dopo questo gesto di totale distacco materiale, egli scelse di mettersi al servizio della cattedrale di Foligno, trovando dimora in un piccolo vano del campanile.
In quell'epoca particolare vi erano persone penitenti che sceglievano di vivere all'ombra di una chiesa, offrendo i propri servigi alla comunità e sostenendosi unicamente con l'elemosina, pur conducendo una vita solitaria e quasi eremitica nel pieno contesto urbano. A questa peculiare categoria di fedeli appartenne anche san Teobaldo Roggeri, vissuto all'ombra della chiesa di Alba in Piemonte. La vita stessa di Teobaldo Roggeri testimonia con forza che ci si può fare santi in qualunque condizione di vita, confermando la bellezza di queste vocazioni umili e nascoste.
Il cammino di penitenza e la spiritualità
Pietro Crisci visse nel periodo storico caratterizzato dai intensi moti religiosi umbri della prima metà del secolo XIV. A causa del fervore della sua fede e della particolarità del suo stile di vita, egli fu anche accusato ed indagato dagli inquisitori, affrontando con mitezza le verifiche del tempo. La sua ricca spiritualità era strettamente legata a figure eminenti della santità umbra, come la beata Angela da Foligno e santa Chiara di Montefalco. Egli era interamente dedito alle più aspre penitenze, alimentando la propria anima attraverso la preghiera e il digiuno costante nella sua celletta della torre campanaria.
Nel corso del suo cammino di fede, animato da un profondo desiderio di vicinanza ai luoghi santi, fu più volte pellegrino a Roma e ad Assisi. La tradizione tramandata dai suoi biografi attesta che durante la preghiera egli alzava lo sguardo verso il sole e, in tale intensa posa, ebbe il dono singolare di intravedere nel globo infuocato il vero sole che è Cristo. Per speciale grazia divina, egli poteva fissare immobile l'accecante luce senza subire alcun danno alla vista. Probabilmente lo stesso santo è da identificare con quel 's. Petro de Foligno' che, insieme al beato Cecco da Montegranaro, terziario francescano, edificò la chiesa di Santa Maria di Montegranaro presso Pesaro.
Transizione e memoria storica
San Pietro Crisci morì a Foligno il 19 luglio 1323, concludendo la sua esistenza terrena in profonda fama di santità. Subito dopo la sua dipartita, per incarico del vescovo Agneletti di Foligno, il padre domenicano Giovanni Gorini di San Geminiano ricevette l'incarico di redigere la 'Vita' o 'Legenda' del santo. Questa preziosa biografia redatta da Giovanni Gorini costituisce l'unica fonte storica cui si sono rifatti tutti i successivi biografi, ed è ritenuta dagli studiosi sufficientemente attendibile. Già dai primi anni dopo la sua morte, il santo fu tradizionalmente raffigurato vestito di un rozzo sacco, in ginocchio e con le mani alzate verso il sole, recando l'aureola sul capo.
Dati tutti i suoi beni ai poveri, si era messo al servizio della cattedrale vivendo in grande umiltà e penitenza nella torre campanaria, e proprio questa memoria visiva e scritta ha accompagnato i secoli successivi. Nel Martirologio egli è ricordato a Foligno come beato Pietro Crisci, mentre la devozione popolare lo ha costantemente circondato di venerazione.
Il culto e la devozione
Durante tutto il Medioevo il santo godette di una grandissima e diffusa devozione. Già dal secolo XIV gli statuti comunali avevano inserito la data del 19 luglio tra le feste di precetto per la cittadinanza. Ancora oggi, nel giorno del 19 luglio, si tiene tradizionalmente una fiera in suo onore, perpetuando un legame antico tra la comunità e la memoria del suo eremita. Un importante riconoscimento ufficiale giunse l'11 maggio 1400, quando papa Bonifacio IX concesse particolari indulgenze a quanti avrebbero visitato la cattedrale di San Feliciano nel giorno della sua festa e nei tre giorni seguenti.
A testimonianza della radicata devozione cittadina, nel 1385 fu eretta una cappella in suo onore all'interno della cattedrale. Questa stessa cappella fu accuratamente restaurata nel 1870 dal vescovo Crispigni. Attualmente il corpo di San Pietro Crisci è solennemente venerato proprio in questa cappella, custodito e racchiuso all'interno di un'urna artistica di legno che continua a richiamare la preghiera dei fedeli.
Il cammino di una vita
La vita di San Pedro Crisci, nota anche come Pedrillo, si è svolta interamente tra il 1243 e il 1323, anni che hanno visto la sua figura divenire un punto di riferimento per la comunità di Foligno. La sua conversione si manifestò attraverso un gesto di estrema generosità: la vendita dei beni ereditati dal padre per distribuire ogni ricavato ai bisognosi, spogliandosi di ogni ricchezza terrena per seguire Cristo in povertà. Questa scelta non fu un isolamento dal mondo, ma una presenza silenziosa e costante nel cuore della città.
Il suo eremitaggio urbano, vissuto tra le mura del campanile della cattedrale, lo rese un testimone vicino alle sofferenze e alle preghiere dei fedeli. Il suo spirito itinerante lo spinse verso mete di profonda spiritualità come Roma e Assisi, luoghi dove la fede si faceva storia e memoria. Il suo impegno si concretizzò anche nell'edificazione materiale di nuovi spazi sacri, come la chiesa di Santa Maria di Montegranaro, situata nei pressi di Pesaro. La sua esistenza non fu priva di tribolazioni; durante i complessi moti religiosi che interessarono l'Umbria in quel periodo, San Pedro fu sottoposto a indagini da parte degli inquisitori, affrontando con fermezza le difficoltà del suo tempo. La sua figura rimane un esempio di come, anche in mezzo ai cambiamenti sociali e religiosi, sia possibile mantenere una fedeltà integra alla propria vocazione solitaria e contemplativa, offrendo alla Chiesa del quattordicesimo secolo una testimonianza di umiltà e di instancabile ricerca del sacro.
La memoria e il culto
Il riconoscimento della santità di San Pedro Crisci avvenne in tempi ravvicinati rispetto alla sua scomparsa, segno di un culto che si era radicato profondamente nel cuore dei contemporanei. Già nel 1400, papa Bonifacio nono concesse indulgenze particolari legate alla venerazione del santo, confermando l'importanza che la sua figura aveva assunto per la pietà popolare. Questo riconoscimento ufficiale non fece che consolidare una devozione già ampiamente diffusa.
La memoria di San Pedro è stata preservata nel tempo anche attraverso gli statuti comunali medievali, che avevano elevato la sua festa a giorno di precetto, segno tangibile di quanto la sua presenza fosse vitale per l'identità spirituale e civile di Foligno. Celebrare la sua memoria ogni diciannove di luglio significa oggi riscoprire la bellezza di una vita spesa nel nascondimento, lontana dalle vanità, eppure capace di segnare profondamente il tessuto sociale e religioso della sua epoca. Il suo ricordo continua a interpellare il fedele, invitandolo a considerare il valore della preghiera e del servizio verso i più poveri, virtù che hanno reso il suo cammino un esempio luminoso di dedizione cristiana.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Pedro (Pedrillo) Crisci de Foligno?
Si festeggia il 19 luglio, data della sua morte e ricorrenza liturgica inserita fin dal secolo XIV tra le feste di precetto.
En Foligno, en Umbría, beato Pedro Crisci, que, dados todos sus bienes a los pobres, se puso al servicio de la catedral y vivió con gran humildad y penitencia en la torre campanario. — Martirologio Romano