1 de diciembre
San Proieto
Diácono y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Il primo San Proietto di Cavour
Due santi di nome Proietto sono ricordati nella tradizione agiografica piemontese, sebbene la loro esistenza sia diversamente suffragata da prove archeologiche e documentarie. Il primo Proietto è ricordato in un'epigrafe scoperta agli inizi dell'Ottocento tra Cavour e Campiglione, databile tra il quinto ed il sesto secolo. Questa epigrafe riporta la scritta HIC REQUIESCIT SCS PROIECTUS PRS QUI RECES SIT XIII K NOVBRES. Una piccola capsella plumbea fu rivenuta nel 1905 durante scavi nell'area dell'antica abbazia di Santa Maria a Cavour. La capsella plumbea conteneva reliquie attribuite da una targhetta a un santo di nome Proietto. Sulla base dell'epigrafe e della capsella, la tradizione indicava Proietto come uno dei primi vescovi dell'antica Caburrum, vissuto tra il quarto ed il quinto secolo. Una incerta credenza popolare considerava il primo Proietto anche martire, inserendolo nella lista dei martiri della Legione Tebea. Questo inserimento nella Legione Tebea rappresenta un processo frequente nell'agiografia locale per fornire coordinate spazio-temporal fantastiche a santi di cui si è persa l'identità.
Il culto per il primo Proietto era molto sentito nel Medioevo, ed il centro di questa devozione era una cappella nei pressi di Cavour. I fedeli veneravano la memoria del primo Proietto il venticinque gennaio. Questa data differisce da quella del diciannove ottobre riportata sulla lapide. Lo spostamento di data fu probabilmente causato da una confusione con un omonimo vescovo e martire di Clermont-Ferrand, il quale era venerato in diverse diocesi francesi in tale data. Un altro martire di nome Proietto è localizzato nella cittadina istriana di Parenzo ed è ricordato nello stesso giorno. Oggi non rimane traccia di devozione verso San Proietto di Cavour.
Il secondo San Proietto e il martirio a Casale Monferrato
Un secondo santo di nome Proietto è tuttora celebrato nel calendario liturgico regionale come diacono e martire venerato a Casale Monferrato. La tradizione locale fece del secondo Proietto un compagno di martirio del vescovo di Asti Evasio. Il vescovo Evasio fu ucciso il primo dicembre 741 nei pressi di Sedula, territorio di Casale. L'uccisione di Evasio e dei compagni avvenne per ordine del principe ariano Attubolo. La storicità di questa tradizione è stata oggetto di attente analisi critiche inconcludenti. Il martirio in pieno ottavo secolo è ritenuto improbabile da alcuni studiosi, i quali hanno invece trasportato i fatti agli inizi della cristianizzazione del Piemonte, collocandoli tra il quarto e il quinto secolo. Un vescovo di Asti di nome Evasio è testimoniato in un documento di donazione di Carlo Magno alla celebre abbazia di Novalesa. Il documento di Carlo Magno risale al tempo del re longobardo Liutprando, morto nel 744. La questione dell'identificazione del patrono di Casale e dei suoi compagni non è definitiva. Le reliquie del secondo Proietto sono conservate nella cattedrale romanica di Casale Monferrato dedicata a San Lorenzo, più precisamente sotto la mensa dell'altare di fondo della navata destra. La festa annuale del secondo Proietto è fissata al primo dicembre. Un'accurata analisi delle fonti storiche documentarie, archeologiche ed iconografiche potrebbe fare luce sulla vicenda, determinando se i due santi debbano essere identificati in un unico personaggio doppiamente interpretato per ragioni sconosciute.
La memoria storica
La venerazione per San Proieto si intreccia profondamente con la storia del territorio piemontese, offrendo ai posteri un legame concreto con le origini della fede in queste terre. Il vescovo Proieto, vissuto tra il quinto e il sesto secolo, rimane una figura di riferimento per la comunità di Cavour e di Campiglione, luoghi che hanno custodito la memoria del suo ministero episcopale. Il ritrovamento delle sue reliquie all'interno di una capsella plumbea conferma la sollecitudine con cui le prime comunità cristiane onoravano i propri pastori, riconoscendo nel loro operato il fondamento della Chiesa locale. Sebbene la sovrapposizione con altre figure omonime abbia talvolta complicato la ricostruzione storiografica, la devozione popolare ha saputo preservare intatto il senso del suo cammino pastorale.
Parallelamente, la figura del diacono Proieto, martire dell'ottavo secolo, arricchisce il panorama della santità regionale con il segno del sacrificio. Associato al martirio di San Evasio di Asti, egli rappresenta la dedizione totale al servizio ecclesiale, culminata nell'anno settecentoquarantuno in località Sedula. La presenza delle sue reliquie nella cattedrale di San Lorenzo a Casale Monferrato funge da perenne richiamo alla testimonianza dei martiri, i quali, attraverso la prova della sofferenza, hanno reso visibile la forza dello Spirito Santo. Questi due esempi di vita, pur distanti nei secoli, convergono nell'indicare una via di santità fondata sulla fedeltà ai compiti ricevuti e sull'amore profondo per il Signore, offrendo ai fedeli contemporanei un modello di sobrietà e di costante perseveranza nel bene.
Il culto e la liturgia
Il culto di San Proieto si manifesta oggi attraverso una chiara scansione liturgica che ne onora la memoria. Sebbene le antiche testimonianze abbiano talvolta generato incertezze, come nel caso della memoria locale di Cavour, fissata al venticinque gennaio, la Chiesa ha consolidato la celebrazione regionale del diacono martire nella data del primo dicembre. Questa ricorrenza permette ai fedeli di accostarsi alla figura del santo non come a un ricordo lontano, ma come a un intercessore vivo e presente nel cammino quotidiano della comunità diocesana.
La custodia delle reliquie presso la cattedrale di San Lorenzo a Casale Monferrato costituisce il cuore pulsante di questa venerazione. Il gesto di rendere omaggio a questi resti mortali non è espressione di un culto esteriore, ma un atto di profonda comunione con chi ha saputo testimoniare il Vangelo in tempi di prova. La preghiera liturgica, rivolta al Signore per intercessione di San Proieto, invita i fedeli a guardare con fiducia alla vita eterna, trovando nel martire un compagno di viaggio che ha già raggiunto la meta. In questo modo, la liturgia trasforma il dato storico in nutrimento spirituale per il presente.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Proietto?
La festività liturgica si celebra il venticinque gennaio per il primo Proietto e il primo dicembre per il secondo Proietto.
Di cosa è patrono San Proietto?
San Proietto è patrono della città di Casale Monferrato.