4 de agosto
San Rainerio (Raniero) de Cagli
Obispo
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e formazione monastica
San Rainerio nacque probabilmente in Romagna, e più precisamente nella città di Bologna, in un periodo non anteriore all'anno 1100. Animato dal desiderio di una totale consacrazione a Dio, entrò nel monastero di Fonte Avellana sul monte Catria, un cenobio appartenente alla Congregazione Avellanita e situato all'epoca all'interno della diocesi di Gubbio. Secondo la tradizione, l'ingresso nel monastero avvenne forse sotto il priorato di un altro Rainerio, diacono e suo omonimo. Durante gli anni della formazione monastica e del servizio ecclesiale, strinse una grande amicizia con il santo vescovo di Gubbio, Ubaldo, eletto a quella sede nel 1129. Tale legame spirituale rimase saldo nel tempo, tanto che Rainerio, divenuto anch'egli vescovo nel 1160, ebbe il privilegio di essere presente al momento della morte e ai solenni funerali di sant'Ubaldo.
Il ministero episcopale a Cagli
Nel corso degli anni cinquanta del secolo dodicesimo, precisamente nel 1156 oppure, secondo altre fonti, nel 1154, Rainerio fu chiamato alla dignità episcopale ed eletto vescovo di Cagli. Per quasi vent'anni esercitò il proprio ministero pastorale in questa terra con instancabile zelo, guidando la comunità affidata alle sue cure con fermezza e dedizione. Durante il suo episcopato, l'abbazia di san Geronzio, situata nelle vicinanze di Cagli, visse il periodo di maggiore splendore della sua storia spirituale e materiale. A conferma della vitalità di quel centro monastico, la medesima abbazia ricevette un importante privilegio direttamente da papa Alessandro III in data 2 aprile 1170. Verso la fine del periodo trascorso a Cagli, il vescovo si trovò coinvolto in una complessa controversia con il Capitolo cattedrale, sorta probabilmente a causa del conferimento dei benefici ecclesiastici. La questione non trovò immediata composizione a livello locale e fu pertanto portata a Roma, rimanendo a lungo pendente presso il Consistorium pontificio.
Il trasferimento a Spalato e la missione diplomatica
Mentre la causa con il Capitolo di Cagli si trovava in discussione a Roma, giunse nella città eterna una delegazione proveniente dall'archidiocesi di Spalato, incaricata di richiedere l'nomia di un nuovo pastore. In conseguenza di ciò, nel 1175 Rainerio fu trasferito dalla sede di Cagli alla prestigiosa arcidiocesi di Spalato. Partito da Ravenna via mare, raggiunse la nuova destinazione nel 1177. Nello stesso anno 1177 si recò personalmente incontro a papa Alessandro III, il quale era diretto a Venezia per un incontro storico con l'imperatore Federico Barbarossa, e accompagnò il pontefice lungo il viaggio fino a Zara. Sotto la guida del nuovo arcivescovo si tenne a Spalato un concilio nazionale, presieduto dal cardinale legato Raimondo de Capella tra il 1177 e il 1178. Successivamente, intorno al 1178, Rainerio intraprese un viaggio a Costantinopoli, recandosi alla corte dell'imperatore Emanuele Comneno, da cui la regione di Spalato dipendeva politicamente. L'anno seguente, nel 1179, prese parte al Concilio Lateranense III insieme ai suoi vescovi suffraganei, figurando autorevolmente tra i firmatari degli Atti conciliari.
Il martirio e la difesa dei diritti della Chiesa
All'inizio dell'anno 1180 sorse una grave contesa riguardante il possesso di alcune terre appartenenti alla Chiesa di Spalato, che erano state ingiustamente usurpate dai membri di una tribù locale nota come i Gratti. Rainerio tentò inizialmente la via del dialogo e della pacificazione, cercando di ottenere la restituzione dei beni ecclesiastici con mezzi pacifici. Tuttavia, l'autorità imperiale si mostrò debole e incapace di far rispettare la giustizia e di farsi valere di fronte ai prepotenti. Di fronte a tale situazione, il vescovo decise di intervenire con la propria autorità spirituale e pastorale, recandosi personalmente alle falde del Monte Grasso, un contrafforte del monte Misor, dove si trovavano i terreni contesi. Giunto sul posto, fu accolto dapprima dai lamenti e ben presto dalle esplicite minacce degli usurpatori. Gli uomini della tribù passarono rapidamente dalle parole ai fatti e lo lapidarono mortalmente il 4 agosto 1180. Dal punto di vista teologico e canonico, il sacrificio della vita per la difesa dei beni materiali della Chiesa cattolica rientra pienamente nella tutela della dottrina della fede e delle immunità ecclesiastiche. La narrazione dell'arcidiacono Tommaso attesta che il santo ricevette ripetute minacce prima della sua uccisione, avendo perciò ben chiara la sorte drammatica che lo attendeva. La tradizione riferisce inoltre che il martirio fu accompagnato da prodigiosi fatti straordinari, sebbene il primo biografo Tommaso da Spalato non ne faccia menzione, essendo i dettagli tramandati da fonti di qualche secolo posteriori.
Il culto e le traslazioni delle reliquie
Le spoglie mortali di San Rainerio furono inizialmente inumate nella chiesa di san Benedetto fuori le mura della città, edificio che in seguito venne ribattezzato in suo onore. I resti sacri rimasero custoditi in quel luogo per lungo tempo, dove i miracoli operati da Dio ne comprovavano lo status di martire, secondo la testimonianza storica di Lucio. Successivamente, fu edificata una seconda chiesa in memoria del santo nel villaggio di Dubrava, situato tra due colli del monte Misor, a quindici miglia da Spalato e nei pressi del luogo esatto del martirio. A causa del grave pericolo costituito dalle incursioni turche, nel corso del diciassettesimo secolo il corpo del santo fu traslato dalla chiesa di san Benedetto a quella di santa Maria de Taurelis. Nel 1676 le reliquie furono solennemente riportate nella sede originaria, la quale nel frattempo era stata inclusa all'interno della nuova cerchia delle mura cittadine. Durante questa traslazione del 1676 si tramanda che una colomba sia miracolosamente volata sopra il feretro, sebbene lo scrittore Farlati non si sbilanci a garantirne con certezza la veridicità storica. Il decreto di papa Urbano VIII non compromise in alcun modo la devozione popolare, considerata giustamente troppo antica per essere messa in dubbio. Farlati elencò accuratamente gli autori che riconobbero a Rainerio i titoli di santo e martire, mentre papa Sisto V fece dipingere l'immagine dell'arcivescovo con l'attributo della santità all'interno del Collegio illirico di san Girolamo a Roma. Il culto fu infine espressamente riconosciuto da papa Alessandro VIII nel 1690, il quale approvò l'Ufficio liturgico con ottava per l'intera arcidiocesi di Spalato e lo dichiarò compatrono della città insieme a san Domnione. Il 9 febbraio 1819 la concessione di tale culto fu estesa ufficialmente anche alla diocesi di Cagli. Nel martirologio cristiano San Rainerio è iscritto come vescovo e martire a Spalato, ricordato per le sofferenze patite a Cagli e per la morte per lapidazione subita a Spalato in difesa dei diritti inalienabili della Chiesa.
La vida
El camino espiritual de San Rainerio comenzó en el monasterio de Fonte Avellana, donde se formó bajo la disciplina monástica. Su profunda vida interior y su capacidad de servicio lo llevaron a ser elegido obispo de Cagli en el año mil ciento cincuenta y seis, dando inicio a una etapa de intensa dedicación a su diócesis. Años más tarde, en mil ciento setenta y cinco, fue trasladado a la sede arzobispal de Spalato, donde continuó su misión con la misma entrega que caracterizó sus años en Italia.
Su compromiso con la comunión eclesial quedó patente al participar activamente en el concilio Lateranense tercero, celebrado en Roma en el año mil ciento setenta y nueve. Esta experiencia le permitió colaborar estrechamente con la Iglesia universal, afrontando los desafíos de su tiempo con prudencia y rectitud. Sin embargo, su ministerio en Spalato encontró dificultades en la defensa de los derechos de la Iglesia. A causa de su firme oposición ante quienes pretendían menoscabar los bienes eclesiásticos, San Rainerio sufrió una violenta persecución que lo condujo al martirio. El cuatro de agosto del año mil ciento ochenta, en Monte Grasso, cerca de Spalato, fue lapidado mientras cumplía con su deber de pastor. Su muerte fue el acto final de una vida puesta al servicio de Dios y de su comunidad, dejando un ejemplo de fidelidad que ha perdurado a través de los siglos.
El culto
La memoria de San Rainerio ha sido custodiada con devoción por los fieles de Cagli y Spalato, ciudades que lo reconocen como su santo patrono. Aunque su vida terminó abruptamente, el testimonio de su entrega fue acogido por el pueblo cristiano, que reconoció en él a un verdadero siervo de Dios. El culto a su figura fue formalmente reconocido por el papa Alejandro octavo en el año mil seiscientos noventa, consolidando su lugar en la tradición de la Iglesia.
La celebración de su fiesta se organiza habitualmente en torno al cuatro de agosto, fecha de su tránsito al cielo, aunque la tradición litúrgica contempla variaciones en los días dos, cuatro u once de agosto. Esta flexibilidad permite a las comunidades locales honrar su memoria con la solemnidad debida, recordando que su martirio no fue una derrota, sino el cumplimiento de una vida entregada a la justicia y a la paz. A través de los siglos, San Rainerio sigue siendo un intercesor poderoso para quienes buscan vivir con integridad su vocación cristiana.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Rainerio de Cagli?
La festa liturgica di San Rainerio si celebra tradizionalmente il 2, il 4 oppure l'11 agosto di ogni anno.
Di cosa è patrono San Rainerio de Cagli?
San Rainerio è illustre patrono e compatrono della città e arcidiocesi di Spalato, ed è venerato con particolare devozione anche nella diocesi di Cagli.
En Spalato en Dalmacia, en la actual Croacia, san Raniero, obispo y mártir, que, ya monje, para defender los derechos de la Iglesia primero padeció mucho en la sede de Cagli y murió luego lapidado en la de Spalato. — Martirologio Romano