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17 de abril

San Roberto de La Chaise-Dieu

Abad

San Roberto de La Chaise-Dieu

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e giovinezza

San Roberto nacque presumibilmente all'inizio dell'undicesimo secolo nella regione francese dell'Alvernia. In passato si riteneva erroneamente che Roberto discendesse dai conti di Aurillac nel Cantal, in Francia, mentre in realtà apparteneva alla famiglia dei Turlande. L'anno e il luogo esatti della nascita di Roberto non sono noti per via delle particolari circostanze che accompagnarono venuta al mondo. La madre di Roberto fu sorpresa dalle doglie del parto mentre si recava a un castello vicino a casa e lo diede alla luce in mezzo a un bosco. A causa delle circostanze della nascita, qualcuno profetizzò che Roberto sarebbe diventato un celebre eremita. La madre rimase senza latte e affidò il figlio a balia a due donne, ma Roberto si rifiutò di allattarsi dalle due balie a causa della cattiva vita che conducevano. Ancora in tenera età, Roberto fu affidato dai genitori agli ecclesiastici di Saint-Julien-de-Brioude, nell'Alta Loira. A Saint-Julien-de-Brioude Roberto ricevette una formazione scientifica e religiosa, trascorrendo una giovinezza innocente e virtuosa grazie a eccellenti maestri. Roberto fu ammesso alla tonsura e nominato canonico della chiesa di San Giuliano per via delle sue ottime qualità. Roberto trascorreva sovente la notte in preghiera e si prendeva cura quotidianamente dei poveri e dei malati, arrivando a lavare loro le piaghe. Molte persone furono miracolosamente guarite a contatto con Roberto, la cui tenerezza verso gli sventurati crebbe con il passare degli anni. Roberto fece edificare un ospedale a Brioude per dedicarsi maggiormente ai bisognosi.

Il ministero e la chiamata alla solitudine

Roberto ricevette l'ordinazione presbiterale e celebrava ogni giorno la santa Messa manifestando grande devozione. Roberto convertiva i peccatori con una continua e ardente predicazione della Parola di Dio, pur ritenendo se stesso un servo inutile a causa della sua immensa umiltà. Il desiderio di abbandonare il mondo per donarsi a Dio nella solitudine fu ispirato a Roberto dall'amore per la contemplazione. I monaci di Cluny godevano di grande reputazione in Europa all'epoca perché vivevano secondo il rigore della primitiva regola benedettina ed erano governati dall'abate Sant'Ugo. Roberto tentò di raggiungere i monaci di Cluny segretamente in compagnia di un amico, ma la notizia della fuga si diffuse tra il popolo e Roberto fu rincorso e costretto a ritornare a Brioude. Roberto fu colpito da un dolore così grande per essere stato scoperto che si ammalò. Dopo essersi ristabilito, Roberto cercò di praticare la vita monastica nel mondo, ma l'attuazione di tale intento incontrò innumerevoli difficoltà. Roberto si recò in pellegrinaggio a Roma sulle tombe degli apostoli per chiedere a Dio di rendergli nota la sua volontà. Al ritorno da Roma, un soldato di nome Stefano chiese consiglio a Roberto su come ottenere la remissione dei propri peccati. Roberto consigliò a Stefano di rinunciare al mondo e di arruolarsi nella milizia dei servitori di Gesù Cristo. Stefano replicò che avrebbe fatto tale sacrificio solo in compagnia di Roberto. Il santo fu colpito dalla risposta di Stefano e gli rivelò il proprio desiderio di servire Dio nella solitudine, considerandolo quasi come un angelo inviato dal cielo. Stefano si recò in pellegrinaggio al Santuario di Nostra Signora du Puy-en-Velay nell'Alta Loira e implorò dalla Madre di Dio una benedizione sull'ardua intrapresa. Nel viaggio di ritorno, Stefano scoprì le rovine di una chiesa abbandonata fra le montagne a venti chilometri da Brioude e parlò del luogo a Roberto, ritenendolo molto adatto.

Fondazione dell'eremo e vita comunitaria

Stefano guadagnò a Dio un altro soldato di nome Dalmazio e Roberto associò con gioia Dalmazio alla loro vita. Roberto mise alla prova Stefano e Dalmazio per qualche mese prima di prendere la strada dell'eremo con loro, lasciando da parte ogni bene terreno. Gli abitanti del luogo si dimostrarono ostili ai nuovi vicini a causa della loro rozzezza, insultando e minacciando gli eremiti anziché assisterli, ritenendoli forse fannulloni. I tre eremiti realizzarono un oratorio in mezzo alle rovine per la preghiera e attorno ad esso costruirono piccole celle. Stefano e Dalmazio si dedicavano ai lavori manuali e alla coltivazione della terra per la sussistenza della comunità, mentre Roberto si dedicava allo studio e all'istruzione dei novizi che volevano abbracciare quello stile di vita. La comunità consumava insieme il cibo frugale oltre alla preghiera comune e gli eremiti distribuivano ai poveri e ai viandanti buona parte dei raccolti e dei viveri, senza preoccuparsi troppo del futuro. Roberto donò a un bisognoso tutto il pane avanzato dal giorno precedente. Dalmazio manifestò il proprio disappunto a uno dei due canonici del Puy che avevano venduto la terra agli eremiti, e il canonico del Puy mandò agli eremiti tre cavalli carichi di viveri entro la sera stessa. La fama di santità di un gruppo di solitari si diffuse rapidamente nella regione e l'avversione degli abitanti del luogo verso i solitari cessò gradualmente. Diversi giovani ed ecclesiastici chiesero di unirsi al gruppo per consacrare la loro vita a Dio. Il fascino dell'esempio di Roberto, le sue esortazioni e i prodigi da lui operati attiravano nuove persone. Roberto attribuiva per modestia i prodigi compiuti all'intercessione dei santi Agricola e Vitale, titolari dell'oratorio.

L'abbazia de la Chaise-Dieu e il ritorno al Padre

Il numero degli eremiti divenne considerevole e si rese necessaria la costruzione di un monastero per favorire la vita comunitaria e la formazione degli aspiranti. Generosi benefattori contribuirono alla realizzazione dell'opera del monastero. Roberto fondò l'abbazia de la Chaise-Dieu nel 1150. Rencone, vescovo di Clermont, chiese al pontefice San Leone IX l'autorizzazione per l'erezione canonica della nuova abbazia. Roberto si recò alla corte del re Enrico I di Francia per ottenere la ratifica delle donazioni ricevute. Il vescovo Rencone e Roberto ritornarono dalle rispettive missioni e il vescovo officiò la dedicazione del monastero e la vestizione dei primi monaci. Roberto fu eletto abate della comunità secondo le disposizioni di papa Leone IX. Roberto impose la regola benedettina a circa trecento monaci e si adoperò per la riapertura al culto di oltre cinquanta chiese della regione danneggiate dalle guerre. San Roberto radunò alcuni confratelli nel luogo in cui viveva in solitudine a Chaise-Dieu, vicino a Clermont-Ferrand, guadagnando molte anime con la predicazione e l'esempio. Dio preannunciò a Roberto il giorno della sua morte. Prima di mettersi a letto per l'ultima volta, Roberto volle celebrare la sua ultima Messa facendosi sostenere davanti all'altare. Roberto convocò i suoi discepoli, li abbracciò uno ad uno e li esortò a impegnarsi per la propria santificazione. Roberto morì il diciassette aprile millesessantasette. Durante il trapasso di Roberto, un monaco vide la sua anima salire al cielo sotto forma di globo di fuoco. Numerosi miracoli si verificarono sulla tomba di Roberto. Nel 1351 il pontefice avignonese Clemente VI, già abate di La-Chaise-Dieu, decise di canonizzare Roberto. San Roberto compare nel Martyrologium Romanum nel giorno della sua nascita al cielo.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Roberto de La Chaise-Dieu?

San Roberto si festeggia il 17 aprile, giorno della sua nascita al cielo.

En el monasterio de Chaise-Dieu, cerca de Clermont-Ferrand en Francia, san Roberto, abad, que reunió a algunos hermanos en el mismo lugar en el que vivía en soledad, ganando muchas almas al Señor con la palabra de la predicación y con su ejemplo de vida. — Martirologio Romano