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viernes 17 de abril 2026 · Santo del día

San Roberto de La Chaise-Dieu

Abad

San Roberto de La Chaise-Dieu

San Roberto de La Chaise-Dieu visse nell'undicesimo secolo ed emerse come una delle figure monastiche più insignificanti per umiltà e dedizione in Francia. Originario dell'Alvernia e appartenente alla famiglia dei Turlande, compì un cammino di profonda conversione che lo portò dalla canonica di Saint-Julien-de-Brioude alla vita eremitica tra i monti, fondando una celebre comunità benedettina.

Il santo è ricordato con profonda venerazione per aver guidato centinaia di monaci nell'abbazia de la Chaise-Dieu, distinguendosi per la carità operosa verso i poveri, la predicazione instancabile e la costante ricerca della volontà divina. La sua memoria liturgica si celebra il diciassette aprile, giorno della sua nascita al cielo.

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Los otros santos de hoy

Santa Caterina Tekakwitha

Virgen

Santa Caterina Tekakwitha, vergine nota come il Giglio dei Mohawks, nacque nel diciassettesimo secolo, precisamente nel 1656, presso Fort Orange, che oggi corrisponde ad Albany, ed è stata registrata anche a Osserneon, nello stato di New York. Ella nacque da genitori di due etnie differenti, un padre irochese pagano e una madre algonchina cristiana, rimanendo orfana a soli quattro anni a causa di una devastante epidemia di vaiolo scoppiata nel 1660 che distrusse la sua intera famiglia, mentre ella stessa riuscì a scampare al contagio pur riportando gravi conseguenze fisiche. La malattia le deturpò il volto attorno agli occhi e le lasciò una menomazione alla vista che rese difficile la sua vita sociale tra la sua gente. Venne accolta nella capanna di uno zio paterno nel villaggio di Gandaouagué, sorto dopo l'epidemia, e le fu imposto il nome Tekakwitha, che significa colei che mette le cose in ordine. Cresciuta senza scuola né studio, si dedicò alle faccende domestiche e all'artigianato con straordinaria laboriosità, distinguendosi per un'anima naturalmente cristiana e per la pratica eroica di tutte le virtù, specialmente della castità. Dopo l'incontro con i missionari gesuiti, ricevette il santo Battesimo il 16 aprile 1676, nel giorno di Pasqua, assumendo il nome cristiano di Caterina. Per sfuggire alle persecuzioni familiari e alle pressioni per un matrimonio indesiderato, si rifugiò nella missione di San Francesco Saverio a Salto San Luigi, dove condusse una vita di intensa preghiera, carità e profonda unione con Dio, emettendo il voto di perpetua verginità il 25 marzo 1679. Consumata dalle penitenze e dalla malattia, morì santamente il 17 aprile 1680 all'età di ventiquattro anni, invocando i nomi di Gesù e di Maria.

La memoria liturgica di Santa Caterina Tekakwitha si celebra il diciassette aprile, mentre in altre regioni e negli Stati Uniti viene ricordata il quattordici luglio. Ella è ricordata soprattutto per essere la prima beata e santa pellerossa d'America, considerata il primo fiore di innocenza cristiana sbocciato tra i nativi delle terre americane. La sua intercessione è invocata dai fedeli per i giovani, per gli orfani, per gli ecologisti, per i popoli indigeni e per quanti si trovano esposti al ridicolo a causa della loro fede. La sua testimonianza di purezza intatta e di fedeltà a Cristo, vissuta tra incomprensioni e aspre persecuzioni, continua a brillare nella Chiesa come modello luminoso di santità semplice e quotidiana, radicata nell'amore profondo per la Croce e per l'Eucaristia.

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San Roberto de Molesmes

Abad de Citeaux

San Roberto de Molesmes, nacido hacia el año 1024 en la región francesa de la Champagne, fue un insigne reformador de la disciplina monástica, abad y fundador de cenobioc. Su vida estuvo marcada por una profunda entrega a la contemplación y una incansable búsqueda de la pobreza evangélica, que lo llevó a guiar a numerosos eremitas y a ser uno de los iniciadores de la orden de los Cistercienses en Cîteaux.

Es recordado con veneración por su firmeza en el cumplimiento de la regla benedictina y por su paciencia ante las dificultades y divisiones comunitarias. Tras una existencia dedicada por entero a la oración, la mortificación y el servicio a Dios, falleció en la abadía de Molesme el veintiuno de marzo de 1111 y fue canonizado en el año 1222 por el papa Onorio III.

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Beata Clara Gambacorti

Dominica

La Beata Clara Gambacorti, universalmente chiamata Tora, nacque nel milletrecentosessantadue, forse a Firenze, all'interno del potente casato mercantile dei Gambacorti. Visse tra il quattordicesimo e il quindicesimo secolo, affrontando le complesse vicende politiche della signoria di Pisa, che la sua famiglia conquistò e perse per due volte. Rimasta vedova a soli quindici anni dopo un matrimonio celebrato quando ne aveva dodici, si oppose risolutamente a ogni ulteriore disegno matrimoniale e scelse la vita religiosa grazie agli incontri e alle lettere di Santa Caterina da Siena. Vestì l'abito domenicano nel monastero di Santa Croce e assunse il nome di suor Chiara, fondando successivamente a Pisa il primo monastero domenicano di stretta osservanza.

Ricordata per la sua straordinaria carità e per il perdono eroico offerto agli assassini del padre e dei fratelli, uccisi durante una congiura nel milletrecentonovantadue, guidò la sua comunità come madre abbadessa con prudenza e amore. Trasformò il monastero in un centro di accoglienza per i poveri e aprì le porte persino alla famiglia dell'assassino. Morì a Pisa il diciassette aprile del milletrecentoventi, giorno in cui le sue monache intonarono il Gloria anziché il Requiem, e fu confermata beata nel milleottocentotrenta da papa Pio VIII.

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San Wando (Vandón)

Abad

San Wando, conosciuto anche come Vandone, visse nell'ottavo secolo lasciando una profonda impronta nella storia monastica della Francia. Nato nella regione del Vimeu nel 664, compì un cammino di fede che lo condusse dall'educazione giovanile nell'abbazia di Saint-Wandrille a Fontenelle fino ai più alti incarichi di governo spirituale. La sua esistenza si svolse tra l'impegno missionario, lunghi anni di silenzio monastico, dolorose vicende politiche, l'esilio e una tarda maturità dedicata alle opere assistenziali e alla cultura liturgica. Morì il 17 aprile 754 all'età di circa novant'anni, dopo essere diventato cieco.

San Wando è ricordato per la sua fedeltà alla regola e per la capacità di attraversare le tempeste politiche del suo tempo senza perdere la propria dedizione alla Chiesa. Dalla giovinezza trascorsa accanto a san Vulfran fino al ritorno da Maastricht voluto da Pipino il Breve, egli guidò l'abbazia di Fontenelle arricchendone la biblioteca e il tesoro liturgico. La tradizione e la storia ne conservano la memoria come un abate saggio, costruttore di chiese e custode di reliquie, la cui eredità spirituale continua a vivere nella liturgia della Chiesa che lo festeggia il 17 aprile.

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Beata María Ana de Jesús (Navarro)

Mercedaria

La Beata María Ana de Jesús Navarro, vissuta tra il sedicesimo e il diciassettesimo secolo, fu una vergine spagnola che seppe trasformare ogni prova in un cammino di straordinaria dedizione a Dio. Nata a Madrid il ventuno gennaio del 1565 da Ludovico Navarro di Guevara e Giovanna Romero, manifestò fin da giovane il desiderio di consacrarsi alla vita spirituale. Di fronte all'opposizione dei genitori, desiderosi di vederla sposata, e alle successive asprezze familiari, ella rispose con una pazienza incrollabile e con una preghiera incessante. Rifiutata da diversi Ordini religiosi a causa di un'infermità alle mani, scelse di vivere in solitudine e preghiera presso la chiesa dei Mercedari Scalzi, offrendo la sua esistenza per i poveri e gli oppressi.

La sua fedeltà fu infine coronata dall'ingresso nell'Ordine della Beata Maria Vergine della Mercede, fondato da san Pietro Nolasco nel 1218, dove emise i voti religiosi continuando a servire i bisognosi. Ricordata dal martirologio a Madrid come beata Marianna di Gesù Navarro de Guevara, la sua figura spirituale fu immortalata dalla relazione dettagliata scritta dal cardinale Di Trejo, arcivescovo di Malaga, che la conobbe intimamente. Dopo la sua morte, avvenuta il diciassette aprile del 1624, il suo corpo rimase mirabilmente incorrotto e odoroso durante le ricognizioni ufficiali, e papa Pio VI la proclamò beata nella basilica vaticana il venticinque maggio del 1784.

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Sant' Inocencio de Tortona

Obispo

Sant'Innocenzo fu un insigne vescovo di Tortona vissuto nel quarto secolo, la cui esistenza si intrecciò profondamente con le vicende della comunità cristiana locale durante gli anni tormentati delle persecuzioni e la successiva rinascita costantiniana. Nato nella Valle Sant'Innocenzo presso Rocca Grue, all'interno di una nobile famiglia del patriziato che possedeva la villa Floriaca, visse fin da giovane il dramma della persecuzione sotto l'imperatore Diocleziano, subendo l'imprigionamento e la confisca dei beni familiari mentre la Chiesa tortonese veniva scossa fin dalle fondamenta.

Dopo essere stato consacrato vescovo direttamente da Papa san Silvestro nel 325, Sant'Innocenzo guidò la diocesi con straordinario zelo apostolico per ventotto anni, riorganizzando il territorio, edificando basiliche e monumentali luoghi di culto, e giungendo persino a ritrovare miracolosamente il corpo del primo vescovo san Marziano. La sua memoria liturgica si celebra il diciassette aprile, ricordando l'esempio luminoso di un pastore che seppe restituire vigore e santità alla Chiesa di Tortona prima di consegnare la propria anima al Creatore nel 353.

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Santi Simeón Bar Sabba’e, Usthazade y compañeros

Mártires en Persia

Nel corso del quarto secolo, precisamente tra gli anni 341 e 344 in Persia, la Chiesa visse un periodo di intensa prova durante le persecuzioni scatenate dal re Sapore secondo. In quel contesto di sofferenza emerse la figura luminosa di San Simeone Bar Sabba’e, il cui soprannome significava figlio del follatore. Nominato vescovo catholicos di Seleucia-Ctesifonte nell'anno 324 in seguito alla deposizione del predecessore, Simeone affrontò con fermezza la furia del sovrano persiano. Quest'ultimo impose la chiusura degli edifici di culto e pretese il pagamento raddoppiato delle tasse dai cristiani. Di fronte alla povertà del suo popolo, il vescovo decise di non raccogliere il denaro richiesto, attirando su di sé l'arresto e l'ira regale per essersi rifiutato di prostrarsi e di adorare il dio sole.

Condotto in catene, San Simeone condivise una lunga prigionia insieme a oltre cento compagni, tra cui vescovi, sacerdoti, chierici e membri di diversi ordini religiosi. Durante la detenzione, egli sostenne e rincuorò con grande forza d'animo tutti i suoi fratelli nella fede, tra i quali spiccava Sant'Usthazade, eunuco ed educatore del sovrano convertito dallo stesso vescovo. Il culmine di questa testimonianza avvenne nel venerdì della Passione del Signore nell'anno 344, quando Simeone fu decapitato per ultimo dopo aver assistito al martirio di tutti i suoi compagni, sgozzati sotto i suoi occhi. La memoria liturgica di questi martiri della Persia viene celebrata il diciassette aprile, data che unisce nella preghiera della Chiesa universale la testimonianza eroica di San Simeone, di Sant'Usthazade e di tutti i loro compagni.

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San Landerico

Abad

San Landerico fu una figura di rilievo nella vita monastica del settimo secolo, operante nella regione dell'Hainaut. La sua dedizione al servizio della Chiesa lo vide protagonista nel governo di importanti comunità religiose, lasciando un'impronta profonda nel tessuto spirituale del suo tempo. La sua testimonianza di fede continua a essere un punto di riferimento per chi cerca di comprendere le radici della tradizione cristiana europea.

Egli è ricordato principalmente per la sua solida guida spirituale e per la continuità che seppe imprimere alle abbazie di Soignies e Hautmont. La sua figura, avvolta in una sobria memoria storica, si lega indissolubilmente al territorio di Mons, dove esercitò il suo ministero. Ancora oggi, la venerazione delle sue reliquie presso la collegiata di Soignies invita i fedeli a una riflessione sul valore della dedizione al prossimo e sulla fedeltà ai compiti ricevuti nel cammino della vita cristiana.

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Beato Jacobo Won Si-bo

Mártir

El Beato Giacomo Won Si-bo, nacido en el seno de una familia de ceto umile en Hongju durante el siglo XVIII, abrazó la fe católica en su madurez y selló su devoción con el supremo sacrificio del martirio. Su itinerario espiritual estuvo marcado por una profunda generosidad hacia los necesitados, la fidelidad inquebrantable a la Iglesia y el valor demostrado frente a las persecuciones religiosas que azotaron Corea. A pesar de las duras pruebas, las repetidas torturas y el destierro, el testimonio de Giacomo mantuvo viva la llama del Evangelio en su tierra.

Es recordado con profunda veneración por su heroica entereza y por su martirio acaecido en el año 1799. Su memoria litúrgica se celebra el 17 abril. Su figura luminosa fue oficialmente reconocida por la Iglesia cuando papa Francesco lo beatificó el 16 agosto 2014 durante su viaje apostólico a Corea del Sud, inscribiéndolo en el grupo de martiri capeggiato da Paolo Yun Ji-chung.

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Beato Luciano Botovasoa

Padre de familia, Terciario franciscano, mártir

El Beato Lucien Botovasoa nació en el año 1908 en Ambohimanarivo, dentro de la región de Vohipeno, en el sureste de Madagascar, en el seno de una zona donde los misioneros habían llegado hacía poco tiempo. Proveniente de una familia que figuraba entre las primeras del pueblo en convertirse al cristianismo, creció cultivando una fe profunda que lo llevó a formarse con los padres jesuitas, destacarse como maestro de escuela, contraer matrimonio con Suzanne Soazana y consagrarse como terciario franciscano. Su vida estuvo marcada por la oración constante, la sobriedad absoluta, la entrega generosa a su comunidad y una gran vitalidad espiritual que anticipó las enseñanzas sobre el protagonismo de los laicos.

Es recordado principalmente por haber entregado su vida como mártir durante las tensiones políticas y los levantamientos de mediados del siglo XX en Madagascar, rechazando las propuestas de liderazgo político para mantenerse fiel al Evangelio. Su muerte cruenta, acaecida en la noche entre el 16 y el 17 aprile de 1947 a manos de jóvenes revolucionarios, estuvo motivada exclusivamente por el odio a la fe cristiana. Fue proclamado Beato el 15 aprile 2018, dejando un legado imperecedero de coherencia evangélica, perdón a los enemigos y santidad vivida en la sencillez de la vida familiar y profesional.

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Virgen de los Milagros

La Vergine dei miracoli è la straordinaria advocazione mariana legata agli eventi prodigiosi accaduti nel sedicesimo secolo a Corbetta, cittadina situata a una ventina di chilometri da Milano sulla strada verso Vigevano. La tradizione riferisce che il diciassette aprile del mille cinquecento cinquantacinque, giorno del primo giovedì dopo Pasqua, tre bambini che giocavano sulla piazzetta antistante la chiesetta di San Nicola furono partecipi di una discesa miracolosa. Sulla facciata della chiesetta era dipinta un'immagine della Madonna seduta in trono con in grembo il Bambino Gesù, il quale, sfuggendo dal braccio della Madre, scese a giocare con i suoi coetanei tra lo stupore generale. L'evento, provato da documenti storici e da numerosi miracoli verificatisi subito dopo, diede inizio a un intenso e duraturo culto che trasformò il borgo in una meta di pellegrinaggio, culminato nella costruzione del maestoso Santuario.

La memoria liturgica della Vergine dei miracoli si celebra il diciassette aprile, data che ricorda il prodigioso avvenimento e la guarigione di Giovanni Angelo, fanciullo sordomuto dalla nascita che riacquistò l'uso della parola gridando alla vista del Signore. La Vergine è ricordata con profonda devozione come patrona della comunità di Corbetta e protettrice dei fedeli che si rivolgono a lei nelle necessità spirituali e materiali. Nel corso dei secoli, il luogo dell'apparizione è diventato uno spazio di fede e di arte, impreziosito dall'impegno di figure insignenti della Chiesa e da interventi architettonici che ne hanno esaltato la bellezza. Ancora oggi, la Vergine dei miracoli guida i pellegrini verso la conversione del cuore, ricordando a ogni anima la vicinanza materna della Madre del Salvatore.

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Santi Pedro y Hermógenes

Mártires de Antioquía (?)

En Melitene, en la antigua Armenia, santos mártires Pedro, diácono, y Hermógenes, su siervo.

San Pantagato de Vienne

Obispo

En Vienne en Burgundia, en la actual Francia, san Pantágato, obispo.

San Donnano y compañeros

Mártires

En la isla de Eigg, en las Hébridas, frente a la costa de Escocia, santos Donnano, abad, y cincuenta y dos compañeros monjes, asesinados con fuego o espada por piratas mientras celebraban la solemnidad de la Pascua.

Santi Elías, Pablo e Isidoro

Mártires de Córdoba

En Córdoba, en Andalucía, España, santos mártires Elías, anciano sacerdote, Pablo e Isidoro, monjes de aún joven edad, asesinados durante la persecución de los moros por haber profesado la fe cristiana.

Beato Jacobo de Cerqueto

Sacerdote agustino

En Perugia, beato Jacobo de Cerqueto, sacerdote de la Orden de Ermitaños de San Agustín, que ofreció un ejemplo de serena soportación de las enfermedades.

Beato Enrique Heath (Pablo de Santa Magdalena)

Sacerdote y mártir

En Londres en Inglaterra, beato Enrique Heath, sacerdote de la Orden de los Hermanos Menores y mártir, entregado al verdugo en Tyburn bajo el rey Carlos I solo por ser sacerdote.

Beato Rodolfo de Berna

Mártir

Sant’ Acacio de Melitene

Obispo

En Melitene en la antigua Armenia, san Acacio, obispo, que, por haber defendido la recta fe en el Concilio de Éfeso contra Nestorio, fue injustamente depuesto de su sede.

San Villico de Metz

Obispo

Sante Isidora y Neófita

Mártires

Del Martirologio Romano

En el monasterio de Chaise-Dieu, cerca de Clermont-Ferrand en Francia, san Roberto, abad, que reunió a algunos hermanos en el mismo lugar en el que vivía en soledad, ganando muchas almas al Señor con la palabra de la predicación y con su ejemplo de vida. — Martirologio Romano