8 de septiembre
San Sergio I
Papa
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini ed elezione al soglio pontificio
San Sergio I è nativo di Palermo, sebbene la sua data di nascita sia incerta, ed è di famiglia siriana. Arrivato a Roma in gioventù, Sergio è diventato famoso nella Schola cantorum e successivamente è stato ordinato sacerdote. La sua cura premurosa per le chiese lo ha reso un personaggio eminente nel clero romano. Alla morte di papa Conone nel 687, Sergio viene eletto a succedergli. Tale elezione avviene per un compromesso tra i sostenitori di due altri candidati che non riuscivano a prevalere. Su Sergio c'è accordo unanime perché è riconosciuto come un uomo di fede, di preghiera e di studio, sebbene sia anche descritto come un uomo di testa dura quando occorre.
Il conflitto con l'impero d'Oriente
A quel tempo Roma e buona parte dell'Italia appartengono all'impero d'Oriente, mentre il resto è sotto il dominio dei Longobardi. Gli imperatori d'Oriente si considerano Isapostoli, cioè uguali agli apostoli, e non inferiori al Pontefice romano in tema di fede. Già in passato papa Martino I, che non si era piegato all'imperatore d'Oriente Costante II, era stato preso a Roma e portato a morire di maltrattamenti in Crimea nel 655. Successivamente, l'imperatore Giustiniano II tenta di imporre a Roma e ai cristiani le norme disciplinari stabilite a Costantinopoli da un Concilio di soli vescovi d'Oriente, inviando i decreti all'approvazione di papa Sergio. Tra le norme vi è l'abolizione del celibato per i preti, ma papa Sergio rifiuta fermamente di approvare i decreti imperiali, preferendo morire piuttosto che approvare gli errori.
La difesa di Roma e l'incontro con Ceadwalla
Per piegare la resistenza del pontefice, l'imperatore Giustiniano II spedisce a Roma un alto dignitario di nome Zaccaria con l'ordine di arrestarlo e portarlo a Costantinopoli. Quando Zaccaria arriva al Laterano con il mandato di cattura, truppe cittadine italiane provenienti dalla Romagna e dalle Marche accorrono in aiuto di Sergio anziché difendere l'imperatore d'Oriente. Molti romani, inferociti per le tassazioni imperiali, si aggiungono alle milizie e la folla circonda il Laterano. Zaccaria si ritrova braccato e viene scovato acquattato sotto il letto del papa, secondo quanto scritto dallo storico tedesco Gregorovius. San Sergio I dimostra grande magnanimità: salva Zaccaria, lo perdona e lo rimanda indietro. Durante il suo pontificato, nell'anno 688, giunge a Roma dalla Britannia il re pagano del Wessex Ceadwalla, il quale vuole farsi cristiano e riceve il battesimo nella basilica del Laterano direttamente dal Papa in persona, assumendo il nome di Pietro.
Unità liturgica e conclusione del pontificato
San Sergio I si adoperò con tutte le forze per l'evangelizzazione dei Sassoni e dei Frisoni, ricomponendo molte controversie e discordie. Tra i suoi meriti vi è quello di aver riportato la pace religiosa nel patriarcato di Aquileia, comprendente Veneto, Istria e terre d'Oltralpe, che era spaccato da centoquarant'anni da contrasti politici e religiosi riguardo alla questione dei Tre Capitoli sulle nature e sulla persona del Cristo. Il pontificato di Sergio I dura complessivamente quattordici anni. Egli lavora con passione all'arricchimento della liturgia per tutta la durata del suo mandato, e a lui si deve in particolare l'istituzione del canto dell'Agnus Dei nella Messa. San Sergio I muore nel 701 e, alla sua morte, viene seppellito nell'antica basilica costantiniana di San Pietro. Nel Martirologio, la deposizione di san Sergio I papa avviene proprio a Roma presso San Pietro.
Il cammino terreno
Nato a Palermo, Sergio intraprese un cammino di fede che lo condusse fino al cuore della cristianità, Roma, dove fu chiamato a servire come successore di Pietro nell'anno seicentottantasette. Il suo pontificato si inserì in un contesto storico particolarmente teso, contrassegnato da forti contrasti con l'imperatore Giustiniano Secondo. Papa Sergio si oppose con determinazione ai decreti disciplinari imposti dall'autorità imperiale, rivendicando la libertà della Chiesa di governarsi secondo i principi del Vangelo. Questa resistenza, lungi dall'essere un atto di superbia, fu un gesto di umiltà dinanzi alla verità, che portò il pontefice a proteggere l'inviato imperiale Zaccaria dalle minacce di una folla romana esasperata, preferendo la tutela della vita umana rispetto a qualsiasi logica di rappresaglia politica.
Oltre alle vicende romane, il suo impegno si estese verso il patriarcato di Aquileia, dove egli riuscì a risolvere con sapienza il delicato scisma dei Tre Capitoli, riportando l'unità nel gregge del Signore. La sua opera non si limitò alla diplomazia, ma toccò il cuore della preghiera comunitaria. È proprio a San Sergio Primo che la tradizione liturgica attribuisce l'introduzione dell'Agnus Dei all'interno della Messa. Questo canto, che invoca la misericordia di Dio e chiede la pace per il mondo, rimane il segno tangibile della sua devozione e del suo desiderio di elevare lo spirito dei credenti durante il sacrificio eucaristico. Il suo servizio alla Chiesa si concluse nell'anno settecentouno, lasciando un'eredità di pace, rigore dottrinale e profonda bellezza liturgica che continua a vivere nel tempo.
La memoria liturgica
La figura di San Sergio Primo è venerata dalla Chiesa con particolare devozione nel giorno dell'otto settembre, data che ricorda la sua deposizione. Questa ricorrenza non rappresenta soltanto un momento di commemorazione storica, ma invita i fedeli a riflettere sulla stabilità della fede in tempi di incertezza. Il culto di questo pontefice, sebbene sobrio, è legato indissolubilmente alla preghiera quotidiana di ogni cristiano, poiché ogni volta che durante la celebrazione eucaristica risuona il canto dell'Agnus Dei, la memoria di San Sergio si rinnova, unendo la Chiesa pellegrina sulla terra al mistero della redenzione celebrato sull'altare.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Sergio I?
La ricorrenza di San Sergio I si celebra l'8 settembre.
En Roma junto a san Pedro, deposición de san Sergio I, papa, que, de origen sirio, se esforzó con todas las fuerzas por la evangelización de los Sajones y de los Frisones y recompuso muchas controversias y discordias, prefiriendo morir antes que aprobar los errores. — Martirologio Romano