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23 de diciembre

San Servolo el Paralítico

Mendigo

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

La vita sotto i portici

San Servolo visse nel tardo sesto secolo come mendicante paralitico e povero di mezzi nella città di Roma. Dimorava stabilmente sotto i portici della strada che conduceva all'antica Basilica di San Clemente. Era diventato paralitico sin da bambino e la malattia lo accompagnò per tutta la vita senza lasciargli tregua. La madre e un fratello lo aiutavano quotidianamente nelle attività necessarie alla sopravvivenza. La sua postazione divenne presto una tappa obbligatoria per i pellegrini e per i fedeli diretti alla Basilica di San Clemente.

La carità e l'ascolto della Parola

Pur trovandosi in una condizione di assoluta indigenza, San Servolo distribuiva ai poveri, tramite i familiari, tutto il poco che riceva dalle elemosine quotidiane. Pur essendo immobilizzato nel corpo, era sveglio con la mente e con la volontà. Non sapeva leggere né scrivere, ma aveva comprato dei codici della Sacra Scrittura. Pregava i sacerdoti che si fermavano da lui di leggergli quei codici sacri. Si nutriva delle parole ispirate della Sacra Scrittura per trovare conforto nelle sofferenze quotidiane. Innalzava giorno e notte le lodi a Dio, e San Gregorio attesta che San Servolo rese sempre grazie a Dio nonostante le sofferenze e distribuì le elemosine ai poveri.

Il conforto ai pellegrini e il transito

San Servolo ricambiava le elemosine ricevute con parole di conforto, consiglio ed esortazione per quanti si fermavano da lui. Quando sentì approssimarsi la morte da giovane, volle che i pellegrini presenti si alzassero e cantassero i salmi insieme a lui. Accompagnava i salmi con il suo canto flebile. Ad un tratto tacque, fece segno agli altri di smettere e disse di udire le laudi cantate in cielo. Spirito dolcemente il ventitré dicembre del cinquanta novanta.

La testimonianza e il culto

Alla sua morte fu presente il segretario di papa San Gregorio Magno. Il segretario raccontò i particolari della morte a papa Gregorio Magno. Papa Gregorio Magno inserì un capitolo dedicato al santo paralitico nei suoi famosi Dialoghi. Adone, autore di un Martirologio storico morto nell'ottocento settantacinque, affermò che San Servolo fu sepolto nella chiesa di San Clemente. Tuttavia, la sepoltura nella chiesa di San Clemente è considerata incerta da molti studiosi che la ritengono sconosciuta. Nel Medioevo fu costruita fuori dalla chiesa di San Clemente una cappella in onore di San Servolo. Secondo alcuni studiosi la cappella medievale conteneva le reliquie del santo. Il Martirologio commemora a Roma San Servulo per la sua condizione di paralitico fin dall'infanzia sotto il portico di San Clemente.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Servolo?

La memoria liturgica di San Servolo si celebra il ventitré dicembre.

Di cosa è patrono San Servolo?

Le fonti storiche e i dati biografici non menzionano alcun patronato specifico per San Servolo.

En Roma, conmemoración de san Siérvulo, que, yaciedo paralítico desde la infancia bajo el pórtico de la iglesia de San Clemente, buscó siempre, como escribe san Gregorio, aunque en los sufrimientos, de dar gracias a Dios y distribuyó a los pobres todo lo que recogía de las limosnas. — Martirologio Romano