2 de diciembre
San Silverio
Papa y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini e l'ascesa al soglio pontificio
San Silverio era oriundo di Frosinone ed era figlio del papa sant'Ormisda. Dopo la morte di sant'Ormisda nel 523, vi furono come pontefici san Giovanni I, san Felice III, Bonifacio II, l'antipapa Dioscoro, Giovanni II e sant'Agapito I. Tali pontefici precedenti governarono in media due o tre anni ciascuno. Sant'Agapito I morì a Costantinopoli il ventidue aprile 536. Silverio salì al soglio pontificio nel giugno 536. La sua elezione avvenne pur essendo suddiacono e per imposizione del re ostrogoto Teodato, che regnò dal 534 al 536, il quale era memore dei buoni rapporti intercorsi tra il padre Ormisda e il re Teodorico. Buona parte del clero si oppose inizialmente all'elezione di Silverio, ma accettò tale esito dopo l'avvenuta consacrazione.
Il contesto politico e la minaccia del monofisismo
Il pontificato di Silverio fu breve e molto travagliato, poiché il papa fu direttamente coinvolto nelle lotte politiche e religiose che turbarono l'Italia e la Chiesa in quegli anni. In quel periodo era in corso la dura guerra tra i Bizantini e gli Ostrogoti per il possesso della penisola. Nel contempo, in Oriente continuavano ad esistere gruppi di monofisiti ostinati appoggiati dall'imperatrice Teodora. Il monofisismo era una dottrina teologica che negava la natura umana di Cristo, affermandone l'unica natura divina. Questa eresia si sviluppò nel quinto e sesto secolo e fu condannata dal Concilio di Calcedonia nel 451. Il monofisismo determinò il distacco delle Chiese Copta, Armena e Giacobita di Siria. San Silverio rifiutò in modo categorico di ristabilire Antimo, vescovo eretico di Costantinopoli, che era stato deposto dal predecessore di san Silverio, sant'Agapito.
L'assedio di Roma e le trame di Vigilio
Qualche mese dopo l'elezione di Silverio, il re Teodato fu deposto e ucciso dai Goti. Nel dicembre 536 il generale Belisario giunse alle porte di Roma con le sue milizie. Silverio, insieme al Senato, si adoperò affinché Roma fosse occupata senza combattimenti. Tuttavia, nel febbraio 537 il nuovo re degli Ostrogoti, Vitige, cinse d'assedio Roma con il suo esercito. Vitige effettuò vari attacchi per ritornare in possesso di Roma, distruggendo i dintorni compresi i cimiteri cristiani e le chiese. Durante l'assedio degli Ostrogoti giunse da Costantinopoli il diacono Vigilio con lettere dell'imperatrice Teodora per Belisario. Teodora voleva che Belisario favorisse l'elezione di Vigilio alla cattedra di san Pietro. Il diacono Vigilio era già stato designato dal papa Bonifacio II, che resse la Chiesa dal 530 al 532, come suo successore. La designazione di Vigilio aveva incontrato l'opposizione del clero perché costituiva una novità rispetto all'elezione consueta, impedendogli di entrare in carica. Alla morte di sant'Agapito I, Vigilio fu di nuovo designato dall'impero bizantino alla carica di pontefice. Trovando Silverio già eletto, Vigilio fu escluso per la seconda volta. Belisario cercò di non creare drammi supponendo che all'imperatrice stesse a cuore la sorte dei monofisiti. Si pensa che Vigilio avesse promesso a Teodora l'annullamento delle decisioni del Concilio di Calcedonia. Belisario chiese a Silverio di accordare a Teodora ciò che le stava a cuore, ma il papa si rifiutò decisamente.
La deposizione e il primo esilio
L'assedio degli Ostrogoti durò quasi un anno. A un certo punto fu messa in circolazione una presunta lettera di Silverio al re Vitige in cui il pontefice prometteva di aprirgli la porta Asinara presso il Laterano per consegnargli Roma. Belisario convocò il papa al suo quartiere generale contestandogli l'accusa, ma Silverio smontò facilmente l'accusa. Per evitare ulteriori sospetti, Silverio lasciò il palazzo del Laterano e si spostò presso la Basilica di Santa Sabina. Il diciotto e diciannove marzo vi fu un furioso attacco dei Goti. Silverio fu nuovamente chiamato da Belisario e, spalleggiato da sua moglie Antonina e da Vigilio, il generale mosse nuove accuse al pontefice. Per ordine dell'imperatrice Teodora, san Silverio fu privato della sua sede e mandato in esilio. Silverio fu spogliato degli abiti pontificali e vestito di un abito monastico. Ai chierici che l'accompagnavano, rimasti in un'altra stanza, fu detto che non era più papa e si era fatto monaco. Al posto di Silverio subentrò Vigilio, che resse la cattedra dal 537 al 555. San Silverio fu deportato a Patara nella Licia. Il vescovo di Patara si recò a Costantinopoli a protestare presso l'imperatore Giustiniano, dicendogli che nel mondo vi erano molti re e un solo papa e che questi era stato scacciato dalla sua sede. Giustiniano vinse le resistenze di Teodora e rimandò a Roma Silverio con l'ordine di riesaminare le presunte lettere e l'intera questione. L'ordine prevedeva che se Silverio fosse risultato innocente, sarebbe stato reintegrato come papa.
L'abdicazione, il martirio e il culto
Vigilio, impaurito dall'inaspettato ritorno del legittimo pontefice, convinse Belisario a deportare nuovamente Silverio nell'isola Palmarola, presso Ponza. Papa Silverio, per porre fine allo scisma che si era creato nella Chiesa, abdicò l'undici novembre 537. Consunto dagli stenti e dalla fame, san Silverio morì dopo molte tribolazioni, subendo il martirio il due dicembre successivo. San Silverio è morto a Palmarola, Ponza, il due dicembre 537. Il suo corpo non fu trasferito a Roma, contrariamente ad altri papi morti in esilio, ma rimase nell'isola. Il transito di san Silverio è avvenuto nell'isola di Palmarola. Il suo sepolcro divenne centro di guarigioni e miracoli e meta di pellegrinaggi. Notizie del culto tributatogli a Roma sono documentate solo a partire dall'undicesimo secolo. La memoria liturgica della Chiesa universale per san Silverio è fissata al due dicembre. I due santi pontefici Ormisda e Silverio, padre e figlio nella vita, sono i patroni della città di Frosinone. San Silverio è inoltre patrono dell'isola di Ponza, e nell'isola di Ponza san Silverio viene festeggiato il venti giugno.
Su camino en la Iglesia
La trayectoria de San Silverio comenzó en Frosinone y lo llevó a ocupar la cátedra de Pedro en junio del año quinientos treinta y seis, bajo la imposición del rey ostrogodo Teodato. Desde el inicio de su ministerio, el Papa Silverio demostró ser un pastor íntegro, especialmente al oponerse con firmeza a las presiones de la emperatriz Teodora, quien buscaba imponer concesiones al monofisismo. Su negativa a ceder ante estas demandas le granjeó enemigos poderosos en el entorno imperial.
La situación se agravó cuando el general Belisario, bajo falsas acusaciones de traición a favor de los godos, ordenó su deposición. San Silverio fue despojado de sus hábitos pontificales y forzado a un humillante destierro. Lejos de alimentar la discordia, el Papa eligió el camino de la humildad y la renuncia. El once de noviembre del año quinientos treinta y siete, abdicó formalmente a su cargo con el único propósito de detener el cisma que amenazaba con desgarrar a la comunidad cristiana. Este acto de sacrificio personal refleja la naturaleza de su liderazgo, centrado en la protección de la unidad eclesial por encima de su propia dignidad. Finalmente, agotado por el sufrimiento y la privación, falleció en el destierro en la isla de Palmarola el dos de diciembre del año quinientos treinta y siete, sellando con su muerte un destino marcado por la entrega total.
Su memoria y devoción
La figura de San Silverio es venerada como un ejemplo de rectitud y obediencia a la voluntad divina en medio de la adversidad. Su memoria litúrgica universal se celebra el dos de diciembre, fecha que marca el aniversario de su tránsito hacia la vida eterna en la isla de Palmarola. La devoción hacia este Papa mártir permanece arraigada en los lugares que marcaron su historia, siendo un referente de fe para los fieles que ven en él a un pastor que prefirió el destierro antes que traicionar su conciencia.
En la actualidad, su legado es honrado con especial fervor en Frosinone y en Ponza, comunidades que lo reconocen como su patrono. En Ponza, además de la fecha universal, se celebra una festividad especial el veinte de junio, manteniendo viva la conexión histórica y espiritual con quien, aun en el aislamiento del destierro, supo mantener el amor por la Iglesia. Su testimonio nos invita a reflexionar sobre la importancia de la integridad personal y el valor de la paz, virtudes que San Silverio encarnó hasta el último aliento de su vida.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia san Silverio?
La memoria liturgica universale di san Silverio si celebra il due dicembre, mentre nell'isola di Ponza viene festeggiato il venti giugno.
Di cosa è patrono san Silverio?
San Silverio è patrono della città di Frosinone, insieme a suo padre sant'Ormisda, e dell'isola di Ponza.
En la isla de Palmarola en Liguria, tránsito de san Silverio, papa y mártir, que, al no haber querido restablecer a Antimo, obispo herético de Constantinopla depuesto por su predecesor san Agapito, fue por orden de la emperatriz Teodora privado de su sede y mandado al exilio, donde murió después de muchas tribulaciones. — Martirologio Romano