Sant'Odorisio visse durante il dodicesimo secolo e lasciò un'impronta profonda nella storia della Chiesa e del monachesimo benedettino. Egli fu conte dei Marsi e venne creato cardinale diacono della Chiesa da papa Alessandro II, distinguendosi per la sua alta levatura spirituale ed ecclesiastica. Nel 1087, sant'Odorisio divenne il trentanovesimo abate del monastero benedettino di Montecassino, raccogliendo la preziosa eredità spirituale e culturale del suo illustre predecessore, l'abate Desiderio. Sotto la sua guida saggia e operosa, l'abbazia continuò il suo cammino di splendore e di tenace difesa durante la lotta contro l'invasione musulmana. La sua figura di pastore fu caratterizzata da una fervente carità verso i poveri, da una profonda devozione per i defunti e da un costante sostegno alla cristianità, culminato nell'accoglienza e nell'appoggio offerto ai crociati. Sant'Odorisio si spense a Montecassino il due dicembre 1105 e nello stesso giorno fu sepolto all'interno del venerato monastero.
La memoria di sant'Odorisio è custodita e venerata anche attraverso pregevoli testimonianze artistiche e architettoniche, in particolare all'interno della Cappella Sansevero. Questo insigne monumento si trova nel centro antico e storico di Napoli, in una zona di primissimo interesse artistico e archeologico dichiarata dall'UNESCO patrimonio dell'umanità ed edificata in un vicolo stretto, alle spalle dei grandi complessi basilicali. La Cappella Sansevero nacque inizialmente nel 1500 come cappella votiva. Successivamente, nel 1750, essa divenne cappella sepolcrale dei principi di Sansevero dei Marsi e di Sangro, per opera del principe Raimondo de Sangro, uomo munifico, sapiente, scienziato e misterioso. Questo luogo sacro rappresenta un concentrato di opere scultoree e architettoniche famose in tutta Europa. Nella volta della Cappella Sansevero sono effigiati sei santi discendenti dal casato principesco dei de Sangro, vale a dire Randisio, il cardinale Berardo, il vescovo Berardo, Rosalia, Filippa e sant'Odorisio. All'interno della cappella si ammira un magnifico altare dedicato a sant'Odorisio, arricchito da una statua realizzata dallo scultore Francesco Queirolo che raffigura il santo in mistico atteggiamento, inginocchiato su un cuscino di porfido, con accanto il cappello cardinalizio.