27 de abril
San Simeón de Jerusalén
Obispo y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Los orígenes y la sucesión episcopal
El primer vescovo de Gerusalemme ha sido l'apostolo Giacomo di Alfeo, detto il Minore, il quale fu ucciso nell'anno sessanta e tre. Dopo il martirio di Giacomo e la caduta di Gerusalemme, gli apostoli e i discepoli ancora in vita si unirono ai parenti del Signore, poiché la maggior parte dei parenti del Signore era ancora in vita a quel tempo. Apostoli, discepoli e parenti del Signore tennero consiglio insieme per decidere il successore di Giacomo. Tutti designarono all'unanimità Simeone come vescovo, sebbene Simeone non fu chiamato subito a succedere a Giacomo. L'epoca dell'elezione è quella del travaglio all'interno del mondo ebraico che precede la rivolta armata contro il dominio romano. Questa rivolta segue la spietata repressione militare sotto il comando del futuro imperatore Tito, la quale comporta la devastazione della Città Santa e il Tempio saccheggiato e distrutto. L'elezione di Simeone è stata riferita da Egesippo, uno dei primissimi scrittori cristiani, forse palestinese, giunto a Roma verso la metà del secondo secolo. Lo storico Eusebio scrive le informazioni basandosi su Egesippo, definendo Simeone il secondo vescovo di Gerusalemme nella sua Storia ecclesiastica.
La identidad y la comunidad en el exilio
Simeone es hijo de Cleofa, personaje menzionato nel Vangelo, e secondo la tradizione fu figlio di Cleofa e parente del Salvatore secondo la carne. Simeone è ritenuto parente di Gesù attraverso la moglie, forse cugina di Maria di Nazareth. Inoltre, Simeone è uno dei due discepoli che sulla strada di Emmaus incontrarono il Risorto senza dapprima riconoscerlo, secondo quanto scrive san Luca. Simeone è chiamato a guidare l'unica comunità cristiana formata interamente da ebrei. Questa comunità cristiana fu costretta alla migrazione dopo la distruzione di Gerusalemme operata dalle armate romane. La terra di rifugio della comunità è Petra di Perea, oltre il Giordano, e una parte dei profughi fissa la sua dimora proprio a Petra di Perea. La vita di Simeone fu lunghissima, arrivando a circa centoventi anni, sebbene si sappia poco dell'opera quotidiana di Simeone in quel periodo di esilio e ricostruzione spirituale.
El tiempo de la prueba y el martirio
Al tempo di Vespasiano e Domiziano, padre e fratello di Tito, Roma ordina ricerche sui parenti di Gesù. I parenti di Gesù sono ricercati perché discendenti dalla stirpe di Davide e sospetti per chi occupa il regno terreno. Ci sono denunce e arresti, ma nulla si dice di Simeone durante il regno di Vespasiano e Domiziano. Il tempo della prova per Simeone arriva sotto l'imperatore Ulpio Traiano, regnante dal novantotto al centosedici. Traiano è considerato uno ed è di origini spagnole. Traiano considera i cristiani un pericolo per lo Stato ma vieta le persecuzioni generali, stabilendo che i cristiani possono essere colpiti solo su regolare denuncia. La denuncia per Simeone arriva, forse per opera di eretici secondo Eusebio di Cesarea, e Simeone viene accusato di essere discendente di Davide e cristiano. Simeone subisce il martirio all'età di centoventi anni sotto Traiano Cesare e il console Attico. Il console Attico governava la Giudea e seguì di persona il giudizio e l'esecuzione. Attico si meravigliò per il coraggio di Simeone durante i molti giorni di torture. Alle torture seguì la crocifissione, e Simeone ottenne la gloriosa corona con il martirio della crocifissione ormai anziano dopo aver patito molti supplizi durante la persecuzione dell'imperatore Traiano.
La vida y el ministerio
San Simeón de Jerusalén desarrolló su ministerio durante el primer siglo, un periodo marcado por la consolidación de las comunidades cristianas tras la partida de los apóstoles. Al ser elegido como el segundo obispo de Jerusalén, asumió la delicada responsabilidad de suceder a Santiago el Menor. Su labor pastoral no se limitó a las tareas cotidianas, sino que fue decisiva para la supervivencia de la Iglesia en momentos de gran inestabilidad. Un hito fundamental de su episcopado fue la dirección de la migración de la comunidad cristiana hacia Petra de Perea, un desplazamiento que permitió a los fieles refugiarse y mantener su identidad espiritual ante las presiones del entorno.
La rectitud de su vida y su ascendencia familiar lo convirtieron en un blanco directo del poder imperial. Bajo el gobierno del emperador Traiano, fue denunciado por ser descendiente del rey David y por profesar abiertamente la fe en Jesucristo. Ante la mirada de las autoridades romanas, San Simeón demostró una entereza inquebrantable que no cedió ante la adversidad. Sufrió con paciencia y fortaleza los tormentos impuestos por el console Attico, quien ordenó su ejecución. Su vida llegó a su fin en el año 116 en la ciudad de Jerusalén, donde fue condenado a morir en la cruz. Este acto de martirio selló su entrega, convirtiéndolo en un faro de esperanza para los cristianos de todas las generaciones, quienes contemplan en su sacrificio la victoria definitiva del amor sobre la violencia y la muerte.
La memoria litúrgica
La Iglesia honra a San Simeón de Jerusalén inscribiendo su nombre en el martirologio, donde se le celebra solemnemente como obispo y mártir. Esta conmemoración anual, fijada en el calendario el día veintisiete de abril, permite a los fieles reflexionar sobre el peso de la tradición apostólica y la importancia de la perseverancia en la fe. Al recordar su vida, no solo celebramos el dato histórico de su sucesión episcopal, sino que renovamos el sentido de unidad con aquellos que, desde los inicios del cristianismo, han sostenido la Iglesia con su testimonio y su sangre.
Su culto es un recordatorio sobrio de que el seguimiento de Cristo implica, en ocasiones, la renuncia a la seguridad personal por el bien del cuerpo eclesial. La figura de San Simeón continúa presente en la oración de la Iglesia, inspirando a quienes buscan vivir su fe con la misma dignidad y firmeza que él demostró hasta el último instante de su vida, al pie de la cruz.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia San Simeone di Gerusalemme?
La ricorrenza liturgica di san Simeón de Jerusalén se celebra el 27 de abril.
En Jerusalén, conmemoración de san Simeón, obispo y mártir, que, según la tradición, fue hijo de Cleofás y pariente del Salvador según la carne y, ordenado obispo en Jerusalén después de Santiago, hermano del Señor, durante la persecución del emperador Trajano padeció muchos suplicios y ya anciano obtuvo la gloriosa corona con el martirio de la crucifixión. — Martirologio Romano