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3 de julio

San Tomás

Apóstol

San Tomás

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

I primi passi e l'ascolto del Maestro

Nei Vangeli sinottici il nome di Tommaso appare associato a quello di Matteo, mentre nel libro degli Atti degli Apostoli, Tommaso è affiancato alla figura di Filippo. Il Vangelo di Giovanni cita Tommaso con maggiore frequenza rispetto agli altri testi evangelici, menzionandolo spesso con il soprannome di Didimo, termine che significa gemello. La figura di San Tommaso si inserisce vivamente nel contesto della vita pubblica di Gesù, in particolare quando il Maestro riceve un messaggio inviatogli dalle sorelle di Lazzaro per informarlo della malattia dell'amico amato. Gesù considera l'infermità di Lazzaro un'occasione per manifestare la gloria del Figlio di Dio e, dopo aver atteso due giorni dalla notizia, propone ai discepoli di ritornare nella regione della Giudea. I discepoli manifestano timore per il rientro in Giuda, ricordando i recenti tentativi di lapidazione da parte dei Giudei, ma Gesù risponde ai loro timori parlando della luce, delle tenebre, del sonno di Lazzaro e della necessità di svegliarlo. Di fronte all'incomprensione dei discepoli, Gesù dichiara esplicitamente la morte avvenuta di Lazzaro, e in tale contesto Tommaso detto Didimo esorta gli altri discepoli ad andare a morire insieme a Gesù. L'episodio del Vangelo di Giovanni evidenzia la determinazione di Tommaso e la sua prontezza a seguire Gesù fino al sacrificio della vita.

Durante l'Ultima Cena, nell'imminenza della passione, Gesù annuncia ai discepoli che andrà a preparare un luogo per loro e afferma che gli apostoli conoscono la via per raggiungere il luogo verso cui egli è diretto. Tommaso interviene ponendo una questione pratica e chiedendo come sia possibile conoscere la via se non si conosce la destinazione. Gesù risponde a Tommaso proclamandosi la via, la verità e la vita, e la risposta ricevuta costituisce un insegnamento universale per il cammino di fede di ogni persona. I racconti della Passione di Gesù non menzionano direttamente Tommaso, ma la sofferenza provata dall'apostolo durante la Passione si evince chiaramente dal suo comportamento successivo alla Resurrezione.

Dal dubbio alla professione di fede

La sera della Resurrezione, i discepoli si trovano riuniti a porte chiuse per paura dei Giudei, e Gesù appare al centro del gruppo augurando loro la pace e mostrando le piaghe delle mani e del fianco. La visione del Signore risorto suscita la gioia dei discepoli, e Gesù rinnova l'augurio di pace conferendo agli apostoli il mandato missionario parallelo a quello ricevuto dal Padre, soffiando su di loro per trasmettere lo Spirito Santo e concedendo il potere di perdonare o trattenere i peccati. Inizialmente san Tommaso rifiutò di credere alla resurrezione di Gesù che gli era stata annunciata dagli altri discepoli, dichiarando che avrebbe creduto solo se avesse potuto vedere e toccare personalmente le piaghe di Gesù. Otto giorni dopo la Pasqua, i discepoli si trovano nuovamente all'interno della casa e questa volta Tommaso è presente. Gesù si ripresenta a porte chiuse, saluta i discepoli con l'augurio di pace e si rivolge direttamente a Tommaso, invitandolo a mettere il dito nelle sue mani, a stendere la mano nel suo fianco e a passare dall'incredulità alla fede. Tommaso risponde all'invito di Gesù esclamando: Mio Signore e mio Dio!. San Tommaso credette solo dopo che Gesù gli mostrò personalmente la ferita del proprio costato, e di fronte alla vista del costato trafitto l'apostolo esclamò questa formula immortale. Gesù rileva che Tommaso ha creduto dopo aver visto, proclamando beati coloro che credono senza aver visto. Il percorso di Tommaso si sviluppa dall'incertezza e dal dubbio iniziale fino a una piena professione di fede, dimostrando come il dubbio possa evolversi in un cammino di ricerca spirituale e nell'incontro con Gesù Eucaristia.

La figura di San Tommaso viene frequentemente citata nelle prediche e nei modi di dire popolari, poiché la tradizione lo considera il prototipo dello scettico che necessita della prova visiva e tattile per credere, e l'espressione comune Se non vedo non credo viene costantemente associata al suo atteggiamento. Papa Francesco descrive San Tommaso come una persona non appagata che cerca e vuole verificare direttamente la propria esperienza personale, aggiungendo che dopo un'iniziale resistenza e inquietudine, Tommaso giunge alla fede procedendo con sforzo. Secondo una antica tradizione, presente nella Legenda aurea di Jacopo da Varagine, Tommaso è legato anche all'Assunzione di Maria: dopo la morte della Vergine, Gesù depose il suo corpo in un sepolcro e dopo tre giorni lo ricongiunse all'anima accogliendolo in cielo, mentre la cintura di Maria cadde ancora allacciata nelle mani di Tommaso. Secondo alcune interpretazioni la consegna della cintura fu un segno di predilezione, secondo altre servì a vincere la sua incredulità, poiché in analogia con il racconto evangelico della Resurrezione, Tommaso sarebbe arrivato in ritardo e avrebbe espresso incredulità, venendo poi rassicurato dal segno della cintura.

L'opera missionaria in Oriente e in India

La figura di san Tommaso è storicamente collocata in Palestina e probabilmente nell'India meridionale durante il primo secolo dell'era cristiana, e si ritiene che, mosso dalla medesima fede e dal mandato ricevuto, si sia spinto fino in Oriente per evangelizzarne le popolazioni. Secondo una tradizione risalente almeno a Origene, vissuto tra il 185 e il 255 circa, Tommaso evangelizzò la regione dei Parti, comprendente Siria e Persia. Una tradizione più tarda, risalente a Gregorio Nazianzeno tra il 329 e il 390 circa, attribuisce a Tommaso l'evangelizzazione dell'India, confermata dagli apocrifi Atti di Tommaso che accolgono la tradizione della sua missione. Secondo gli stessi Atti, l'apostolo raggiunse l'alto corso del fiume Indo nell'India occidentale e in seguito si trasferì nell'India meridionale, dove l'India, assegnata a Tommaso per l'annuncio della Resurrezione, era abitata da popolazioni ritenute barbare e prive di vera fede e pietà. Tommaso battezzò persone di ogni estrazione sociale e politica, ricchi, poveri, potenti e governanti, agendo con amore e pazienza, rinunciando a castighi e predicazioni rigide, e mostrandosi umile, disponibile e vicino ai bisogni umani, accompagnando la predicazione con i miracoli del Maestro. I miracoli favorirono la diffusione della fede per la salvezza delle anime, la fondazione delle prime comunità cristiane e l'ordinazione di diaconi, presbiteri e vescovi, donando la salute agli infermi, molti dei quali si battezzavano entrando nella Chiesa.

La fama di santità di Tommaso si estese oltre i confini locali mentre compiva grandi opere per la comprensione e la tutela della sua comunità. Secondo Giovanni Crisostomo, il viaggio di Tommaso in Oriente lo avrebbe condotto fino alla terra dei Re Magi, dove rimase fino alla morte svolgendo il lavoro di architetto, motivo per cui viene spesso raffigurato con uno squadro in mano come simbolo di tale professione. Tra i vari episodi narrati, alcuni cittadini della città in cui viveva Tommaso si recarono in visita dal re locale, il quale interrogò i visitatori per avere notizie sulla grandezza e bellezza del nuovo palazzo reale. Tommaso aveva ricevuto dell'oro per costruire il palazzo reale, ma lo aveva distribuito ai poveri e ai bisognosi senza occuparsi dell'edificazione materiale. I visitatori riferirono al re che Tommaso non aveva costruito il palazzo, che aveva donato l'oro ai poveri, che annunciava un Dio sconosciuto e che compiva miracoli. Il re si adirò per la notizia e ordinò che san Tommaso fosse condotto alla sua presenza. L'apostolo Tommaso fu così condotto al cospetto del re, il quale gli domandò se avesse edificato il nuovo palazzo, e Tommaso rispose di aver costruito un unico e meraviglioso palazzo, appreso dall'architetto Cristo. Il re espresse la volontà di andare immediatamente a visitare la struttura, ma l'apostolo affermò che la visita non era opportuna al momento e che il palazzo sarebbe servito al re al momento della sua morte. Il sovrano si adirò ritenendosi deriso e ordinò di rinchiudere Tommaso in una fossa buia.

Il martirio e i prodigi finali

Mentre Tommaso era incarcerato insieme al mercante Amvani, il fratello del re si ammalò gravemente per il grande dolore causato dal danno subito, dichiarando al sovrano che la sua malattia e la sua imminente morte erano dovute al dolore per l'imbroglio patito, per poi morire poco dopo. Un Angelo del Signore condusse l'anima del defunto tra le tende dei giusti e gli chiese dove desiderasse risiedere; l'anima, colpita dalla bellezza di una tenda, chiese di poter stare lì, ma l'Angelo spiegò che apparteneva a suo fratello ed era stata costruita da Tommaso. L'anima pregò l'Angelo di lasciarla tornare dal fratello per acquistare la dimora spirituale, e l'Angelo reinserì l'anima nel corpo del defunto, che ritornò in vita e si recò dal fratello. Il resuscitato chiese al re in grazia il palazzo celestiale in cambio di qualsiasi ricchezza terrena desiderasse, e il re si mostrò sorpreso, ignorando di possedere una dimora nei cieli. Il fratello spiegò al sovrano che il palazzo in cielo esisteva ed era stato edificato dallo straniero rinchiuso in prigione, come rivelatogli dall'Angelo. Il re prese atto della situazione ma evitò di cedere la dimora celeste, suggerendo al fratello di far uscire Tommaso affinché ne costruisse una ancora migliore per lui. Dopo questi eventi, il re rimise in libertà Tommaso e il mercante Amvani, domandando perdono per il proprio errore. Tommaso rese grazie a Dio e battezzò tutte le autorità locali, e la popolazione venne a conoscenza di questi fatti e di altri prodigi, aderendo alla nuova fede con venerazione.

Secondo la tradizione delle chiese orientali, il re di Misdia fece visita a Tommaso in prigione per chiedergli se fosse uno schiavo o un uomo libero, e Tommaso rispose di essere un servo di Gesù Cristo, vero Dio celestiale, inviato in quel luogo per salvare le anime. Il re di Misdia, stanco delle predicazioni e delle correzioni dell'apostolo, lo condannò a morte per liberare se stesso e il popolo dalle sue presunte magie, inganni e malvagità. Il sovrano temeva tuttavia la reazione del popolo, che venerava e ammirava Tommaso poiché molti si erano convertiti ed erano entrati nella Chiesa grazie al suo aiuto spirituale. Per evitare sommosse e proteste, il re fece condurre l'apostolo fuori dalla città scortato da pochi soldati, affinché venisse giustiziato su un monte. La folla accorse per tentare di sottrarre Tommaso ai soldati, mentre il santo pregava Dio chiedendo di accoglierlo, di proteggere la sua anima dai demoni e di concedergli la libertà dopo aver compiuto la sua opera come servo. Terminata la preghiera e impartita la benedizione ai fedeli, Tommaso disse ai soldati di eseguire l'ordine del re, e i soldati colpirono e trafissero l'apostolo con i dardi, ponendo fine alla sua vita terrena nella città di Maliapour, nel Malabar, detta di San Tommaso, nella parte occidentale dell'India. La tradizione dell'evangelizzazione dell'India sostiene che Tommaso vi abbia subito il martirio tramite uccisione con colpi di spada o di lancia.

Le reliquie e il culto nella storia

Attorno al 636, Isidoro di Siviglia colloca nel giorno del 3 luglio la sepoltura di Tommaso a Calamina, località non altrimenti nota ma probabilmente identificabile con Mylapore, attuale sobborgo di Chennai-Madras. Nel luogo del presunto martirio a Mylapore si trova una croce con un'iscrizione in antico persiano risalente al settimo secolo, e la comunità cristiana locale è rimasta a lungo separata dall'Occidente, fino all'arrivo dei portoghesi in India nel 1517, conservando nei secoli la tradizione di essere stata fondata dalla predicazione di Tommaso. Marco Polo visitò nel 1292 il sepolcro attribuito dalla popolazione locale a Tommaso, e recenti analisi archeologiche confermerebbero l'antichità del sepolcro stesso, che all'arrivo dei portoghesi era custodito da secoli da una famiglia musulmana. I portoghesi edificarono una chiesa sopra il sepolcro di Tommaso, sostituita nel diciannovesimo secolo da una cattedrale intitolata all'apostolo. Gli Atti di Tommaso e sant'Efrem il Siriano, verso la fine del quarto secolo, attestano che le reliquie furono trafugate dal sepolcro e trasferite a Edessa, con una traslazione avvenuta probabilmente già dal 230 e la data tradizionale fissata al 3 luglio. Il 13 dicembre 1144 Edessa cadde sotto la definitiva conquista musulmana, e prima di tale evento le reliquie di Tommaso furono probabilmente spostate nell'isola di Chios. Da Chios le reliquie e la pietra tombale giunsero nella cittadina di Ortona, in Abruzzo, grazie al navarca ortonese Leone che, assieme ai suoi compagni d'arme, le trasportò sulla propria galea prelevandole dall'isola greca di Chios, teatro bellico dove la flotta di Ortona era giunta per combattere al seguito di Filippo Chinardo, ammiraglio di Manfredi.

Un solenne atto pubblico su pergamena datato 22 settembre 1259 raccoglie le testimonianze giurate degli ortonesi che asportarono le reliquie da Chios, e dal 1259 le reliquie di Tommaso sono conservate nella Concattedrale di Ortona a lui intitolata. La basilica di San Tommaso Apostolo ad Ortona, concattedrale dell'arcidiocesi di Lanciano-Ortona, conserva le ossa dell'apostolo dal 6 settembre 1258. A partire dal 1258, la basilica di Ortona è diventata un centro di preghiera e di pellegrinaggio, subendo nel tempo anche varie distruzioni ma mantenendo vivo il culto. Oggi si celebra la festa di san Tommaso, apostolo di Gesù, nel giorno stabilito dalla tradizione che ricorda sia il trasferimento delle reliquie a Edessa sia la sepoltura a Calamina.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Tommaso?

La festa di San Tommaso apostolo si celebra il 3 luglio, data indicata dalla tradizione come giorno della sepoltura a Calamina e del trasferimento delle sue reliquie a Edessa.

Di cosa è patrono San Tommaso?

San Tommaso è tradizionalmente patrono degli architetti, in virtù dei racconti che lo vedono impegnato in tale professione durante la sua missione.

Fiesta de santo Tomás, Apóstol, el cual no creyó a los otros discípulos que le anunciaban la resurrección de Jesús, pero, cuando él mismo le mostró el costado traspasado, exclamó: «¡Señor mío y Dios mío!». Y con esta misma fe se cree que llevó la palabra del Evangelio entre los pueblos de la India. — Martirologio Romano