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14 de octubre

San Venancio de Luni

Obispo

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini, elezione e contesto storico

San Venanzio nacque da nobile famiglia verso la metà del sesto secolo, e molti autori ne collocano la nascita a Piacenza. L'antica diocesi di Luni venerava quale primo vescovo San Basilio, un pastore illustre annoverato dalla Bibliotheca Sanctorum, e nel settimo secolo la medesima diocesi era nota come Ecclesia Basiliana, come si evince da alcune monete dell'epoca. Altri pastori santi della diocesi di Luni ancora oggi venerati sono Venanzio, Terenzio e Ceccardo. Nel maggio del cinquecento novantaquattro, San Venanzio succedette al vescovo martire San Terenzio alla guida della Chiesa lunense. Secondo il suo epistolario, San Venanzio sembrerebbe essere stato consacrato vescovo a Roma, avviando un episcopato che si colloca complessivamente tra il cinquecento novantaquattro e il seicentotrè. L'epistolario del santo si interrompe proprio nell'anno seicentotrè, anno in cui la morte lo colse probabilmente in missione ad Albacina presso Fabriano, nelle Marche. Ben poco è pervenuto sui primi e sugli ultimi anni della vita di San Venanzio, ma la storia ha conservato memoria della sua azione coraggiosa. San Venanzio resse infatti la sua diocesi in tempi difficili per la Chiesa. Dopo la caduta dell'impero di occidente, le invasioni e le guerre greco-gotiche, si registrò una grave latitanza dei poteri civili. In assenza di poteri civili, il vescovo si trovò ad essere l'autorità di più alto riferimento nelle terre di confine tra i Longobardi e i Bizantini. Probabilmente fu proprio San Venanzio a organizzare l'evangelizzazione della Lunigiana, promuovendo la fede cristiana in un territorio tanto vasto quanto provato dalle difficoltà politiche e sociali.

Il governo pastorale e il rapporto con Papa Gregorio Magno

La santità e l'attività apostolica di San Venanzio sono ampiamente documentate nella corrispondenza e ne I Dialoghi di San Gregorio Magno. San Gregorio Magno fu pontefice contemporaneo e confidente di Venanzio, e ne I Dialoghi di Gregorio, il presule è presentato come viro venerabili Venantio, Lunensi Episcopo. Tra i due vi fu una profonda stima reciproca, al punto che Gregorio apprese proprio da Venanzio episodi e miracoli compiuti da alcuni pii personaggi d'Italia. Tra i miracoli raccontati vi è il prodigio operato dal vescovo lucchese San Frediano, che deviò miracolosamente il fiume Serchio. Il Papa intervenne ripetutamente per guidare e sostenere il vescovo di Luni nelle sue fatiche quotidiane. Nel maggio del cinquecento novantaquattro, il pontefice raccomandò a Venanzio che i cristiani non fossero ridotti in schiavitù dagli Ebrei. Nello stesso mese, il Papa scrisse a Costanzo, vescovo di Milano allora esule a Genova, affinché aiutasse Venanzio circa la restaurazione della disciplina nel clero. Nel settembre del cinquecento novantaquattro, il Papa ordinò a Venanzio di sospendere il prete Saturnino fino alla morte o al pentimento, poiché aveva celebrato messa nonostante il divieto vescovile. Nel novembre del cinquecento novantaquattro, il Papa rispose a Venanzio riguardo all'abate di Portovenere e ai suddiaconi che avevano violato le regole comunitarie. Il pontefice dispose che l'abate di Portovenere non fosse privato degli ordini sacri, mentre i suddiaconi fossero deposti dai loro offici e dimessi dallo stato clericale. Inoltre, il Papa dispose che il presbitero Saturnino fosse confinato a Gorgona o Capraia per gestire la cura dei monasteri in tranquillità. Nel gennaio del cinquecento novantaquattro, e ancora negli anni successivi, l'azione del vescovo fu incessante. Nel gennaio del seicentocinquine, il Papa chiese a Venanzio di difendere i diritti di una monaca nella controversia con la madre. Nel gennaio del medesimo anno, il Papa chiese a Venanzio di ordinare nuovi sacerdoti, come richiesto dal magister militum, per convertire i pagani nei pagi della diocesi. Nel maggio del cinquecento novantainove, il pontefice sollecito Venanzio a far restaurare la facciata della chiesa di Fiesole, su richiesta del sacerdote Agrippino e del diacono Servando, a conferma di come le cure del vescovo superassero i confini della propria diocesi. Per incarico di Papa Gregorio, San Venanzio svolse infatti delicate missioni nella Chiesa di Fiesole e intervenne nella controversia tra il vescovo di Milano Diodato e il vescovo Teodoro. Nel maggio del seicentotrè, il Papa scrisse al vescovo di Milano Deudedit per informarlo di aver nominato Venanzio mediatore nella causa con il vescovo Teodoro. Esistono parecchi documenti biografici inerenti San Venanzio risalenti al periodo del suo episcopato che confermano la sua dedizione totale al Vangelo.

Monachesimo e cura della vita consacrata

San Venanzio ebbe una cura particolarissima del clero e dei monaci, promuovendo con fermezza la vita consacrata. Nel sesto secolo fiorì il monachesimo in Lunigiana, e il nome monastico più illustre in questa terra fu quello di San Venerio, eremita all'isola del Tino. Secondo alcuni storici sarebbero esistiti due santi di nome Venanzio in Lunigiana: uno vescovo di Luni e l'altro abate nel vicino monastero di Ceparana, pressoché contemporanei. Tuttavia, oggi si propende per ritenere che lo stesso San Venanzio vescovo di Luni fosse stato in precedenza monaco in qualche monastero vicino. Del resto, anche Gregorio Magno aveva un passato di vita claustrale. L'affermarsi del monachesimo in Lunigiana, lo zelo di San Venanzio per la disciplina monastica e la fondazione di un monastero a Luni confermano la sua precedente vita monastica. Sull'esempio di Gregorio, San Venanzio costituì nella casa paterna un monastero femminile, e nell'ottobre del cinquecento novantasette il Papa concesse a Venanzio di fondare tale istituto in una casa di sua proprietà. San Venanzio ottenne da Papa Gregorio l'invio di una abbadessa per il monastero femminile, e nel febbraio del cinquecento novantanove il Papa gli promise di mandare una badessa esperta per il monastero fondato. Questo impegno costante per la spiritualità monastica consolidò la fede e la disciplina ecclesiastica in tutto il territorio lunense.

Transito, reliquie e memoria liturgica

La morte colse probabilmente San Venanzio in missione ad Albacina presso Fabriano, nelle Marche, ponendo fine a un episcopato fecondo di opere e di testimonianza cristiana. La morte di San Venanzio avvenne circa nell'anno seicentotrè ad Albacina, nel territorio di Fabriano, in provincia di Ancona. Il corpo di San Venanzio si conserva tuttora nella chiesa a lui dedicata ad Albacina, dove la memoria del santo è rimasta viva nel corso dei secoli. La diocesi di Massa Carrara - Pontremoli fa memoria di San Venanzio il quattordici ottobre, data in cui il Martirologio Romano commemora parimenti San Venanzio come vescovo. Nel Martirologio, a Luni in Liguria, si commemora san Venanzio come pastore e guida della comunità cristiana. I Bollandisti ricordano San Venanzio al venticinque novembre nel Supplementum agli Acta Sanctorum. Ad Albacina e Fabriano il santo è festeggiato il sette giugno, mentre il quattordici luglio ricorre l'anniversario della scoperta delle reliquie del santo. Queste molteplici ricorrenze attestano la profonda radice della devozione popolare e liturgica legata alla figura di questo insigne vescovo del sesto secolo.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Venanzio de Luni?

San Venanzio si festeggia il quattordici ottobre secondo il Martirologio Romano e la diocesi di Massa Carrara - Pontremoli. Altre ricorrenze locali si celebrano il venticinque novembre, il sette giugno ad Albacina e Fabriano, e il quattordici luglio per la scoperta delle reliquie.

Quale fu il ruolo di San Venanzio nella diocesi di Luni?

San Venanzio fu il vescovo di Luni tra il cinquecento novantaquattro e il seicentotrè. In un'epoca segnata da invasioni e dalla latitanza dei poteri civili, fu la massima autorità di riferimento e promosse la disciplina ecclesiastica e il monachesimo.

En Luni, en Liguria, conmemoración de san Venancio, obispo, que tuvo especial cuidado del clero y de los monjes y fue amigo estimado del papa san Gregorio Magno. — Martirologio Romano