13 de enero
Sant' Agricio de Tréveris
Obispo
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini e il ministero episcopale
Secondo la tradizione tramandata dalla sua Vita, Sant'Agricio era originariamente patriarca di Antiochia. Su istanza di Santa Elena, madre dell'imperatore Costantino, fu nominato da papa Silvestro vescovo di Treviri, diventando il quarto pastore di quella diocesi. A due secoli di distanza dalla prima predicazione dei santi Eucario, Valerio e Materno, la città e i territori circostanti erano ricaduti in pieno paganesimo. Di conseguenza, il nuovo vescovo intraprese una complessa opera di riedificazione del cristianesimo, affrontando molte e gravi difficoltà. In questo gravoso impegno pastorale, Sant'Agricio fu validamente aiutato proprio da Santa Elena.
I doni insigni e la memoria storica
Santa Elena fece dono a Sant'Agricio di preziose reliquie del Salvatore, tra le quali figuravano un chiodo della Croce e la Santa Tunica, oltre alle reliquie di Lazzaro e di Marta. La traslazione di queste ultime reliquie è raffigurata in un pregevole avorio di epoca bizantina che mostra Sant'Agricio e papa Silvestro su un carro mentre trasportano l'urna a Treviri, sebbene tale opera sembri riferirsi a un'altra traslazione. All'interno della medesima fonte agiografica si narra anche che papa Silvestro avrebbe donato al vescovo e ai suoi successori il primato sui vescovi di Gallia e Germania, un privilegio che gli studi moderni giudicano apocrifo e probabilmente eco di quello concesso da papa Giovanni XIII il ventidue gennaio 969 al vescovo Thierry.
Sant'Agricio prese parte al concilio d'Arles nel 314 insieme all'esorcista Felice. Inoltre, Sant'Agricio trasformò in chiesa la reggia che gli era stata donata da Santa Elena. Rabano lo ricorda come vescovo pur senza indicazione della sede, ed egli è menzionato in vari Calendari di Treviri al tredici gennaio e dall'agiografo di San Massimino. Per quanto riguarda la cronologia della sua esistenza, la sua morte fu stabilita da alcuni nel 344 e da altri nel 368, ma va indicata quasi certamente nel 335 in base alla testimonianza di san Gerolamo, il quale attesta che nel 336 san Massimino era già il suo successore.
Il manoscritto e la tradizione della Vita
Esiste un manoscritto conservato nel monastero di San Massimino che contiene una Vita di Agrizio, la quale costituisce la seconda parte della Vita di sant'Elena. Questa composizione fu redatta quasi certamente nel secolo undicesimo, più precisamente tra il 1030 e il 1045. J. Marx ha dimostrato con argomenti sufficientemente validi che l'autore della Vita fu un membro del clero della cattedrale di Treviri, forse identificabile nel cancelliere Angibaldo, che prestava servizio presso il vescovo Poppone. In precedenza, H. V. Sauerland aveva ipotizzato che l'autore fosse invece un monaco di San Massimino, forse l'abate Berengoz, il quale morì nel 1125 e avrebbe scritto l'opera tra il 1070 e il 1090.
Sebbene la Vita di Agrizio sia largamente intessuta di leggenda, essa possiede un valore storico-letterario non indifferente, in quanto rappresenta uno dei più antichi documenti storiografici di Treviri. Questo testo offre una preziosa testimonianza della vita e della mentalità dominanti nella Chiesa di Treviri nel secolo decimo, consegnandoci la memoria di un vescovo le cui vicende si fondono con le origini cristiane della regione.
Il ministero episcopale
Sant' Agricio esercitò il suo ministero di vescovo a Treviri nel corso del quarto secolo, inserendosi in una linea di successione che ha segnato la storia della Chiesa in quella regione. Egli succedette al vescovo Materno e fu seguito nel suo incarico da Massimino, garantendo stabilità e coerenza alla guida della diocesi. Il suo operato non si limitò all'ambito locale, ma si estese alla partecipazione attiva nei consessi ecclesiastici più importanti del suo tempo. Un momento significativo della sua biografia è rappresentato dalla partecipazione al concilio di Arles, svoltosi nell'anno 314, occasione in cui fu accompagnato dall'esorcista Felice. Tale presenza testimonia l'importanza del vescovo di Treviri nelle questioni di fede e di disciplina che animavano la Chiesa primitiva.
Uno dei lasciti più preziosi di Sant' Agricio riguarda la cura per gli spazi dedicati al culto. A lui si deve, infatti, la trasformazione in chiesa della reggia che era stata donata alla comunità cristiana da sant'Elena. Questo gesto simbolico e concreto permise di riqualificare un luogo di potere mondano in un tempio consacrato al Signore, offrendo ai fedeli un ambiente degno per la celebrazione dei divini misteri. Il suo impegno pastorale, vissuto con dedizione fino alla sua morte avvenuta nell'anno 335 a Treviri, lo ha consacrato come una figura di riferimento per i cristiani del suo tempo, capace di unire la sollecitudine per la dottrina alla cura materiale per la Chiesa.
La memoria e il culto
La devozione verso Sant' Agricio viene celebrata annualmente il giorno 13 gennaio, data in cui la Chiesa ne onora la memoria terrena e la gloria celeste. All'interno della diocesi di Treviri, che custodisce gelosamente il ricordo del suo antico pastore, la liturgia prevede anche una ricorrenza particolare il giorno 9 gennaio. La presenza di un'ulteriore data, fissata al 29 maggio, ricorda solennemente la traslazione delle sue reliquie, un evento che ha permesso nel tempo di rinnovare il legame tra la comunità dei fedeli e il suo vescovo, facilitando la venerazione dei resti mortali di colui che ha guidato con sapienza la Chiesa locale durante il quarto secolo.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Sant'Agricio de Tréveris?
Sant'Agricio è festeggiato il tredici gennaio, mentre nella diocesi di Treviri si celebra anche il nove gennaio e la traslazione delle sue reliquie si commemora il ventinove maggio.
En Tréveris, en la Galia Bélgica, en la actual Alemania, san Agricio, obispo, que transformó en iglesia el palacio real donado por santa Elena. — Martirologio Romano