25 de diciembre
Sant' Alberto Chmielowski
Religioso, Fundador
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini, giovinezza e la formazione
Fratel Alberto, al secolo Adamo Chmielowski, nacque a Igolomia, presso Cracovia in Polonia, il 20 agosto del 1845, e i documenti riportano talvolta la località anche come Aigolonija. Era il primo di quattro figli nati da Adalbert e da Józefa Borzystawska, entrambi discendenti da una nobile famiglia. Adamo trascorse la sua infanzia a Varsavia, distinguendosi sin dai primi anni per la sua spiccata carità verso i poveri, con i quali divideva generosamente tutto ciò che aveva. In seguito fu mandato a Pietroburgo nella scuola dei cadetti, ma dopo un solo anno la madre, profondamente preoccupata per l'influsso che l'educazione russa poteva esercitare sul figlio, lo fece ritornare in famiglia. Successivamente fu inviato a frequentare il ginnasio di Varsavia. Rimasto orfano dei genitori, fu affidato alle cure amorose della zia paterna Petronela. Nel 1863 scoppiò in Polonia l'insurrezione contro l'oppressione zarista e Adamo, che a quel tempo era studente dell'Istituto di Agricoltura a Pulawy, vi aderì con grande entusiasmo. Durante un aspro combattimento presso Melchów, avvenuto il trenta settembre del 1863, rimase gravemente ferito e fu fatto prigioniero dalle forze nemiche. A causa delle ferite subite, gli fu amputata la gamba sinistra senza alcuna forma di anestesia, circostanza in cui dimostrò un eccezionale coraggio. Grazie all'interessamento premuroso dei parenti, riuscì a fuggire dalla prigionia, pur essendo costretto a lasciare la propria amata Patria.
Il percorso artistico e la crisi spirituale
Dopo la fuga dalla prigionia, soggiornò a Parigi per dedicarsi agli studi di pittura, coltivando il suo grande talento creativo. In seguito passò a Gand, in Belgio, dove frequentò la facoltà di ingegneria, per poi riprendere gli studi artistici all'Accademia di Belle Arti a Monaco di Baviera. In ogni ambiente che frequentava emergeva con chiarezza la sua forte personalità cristiana, capace di influenzare positivamente quanti lo avvicinavano. Nel 1874 Chmielowski fece finalmente ritorno in Patria e iniziò a interrogarsi profondamente sul senso della propria vocazione, domandandosi se servendo l'arte si potesse servire autenticamente anche Dio, alla ricerca costante di un nuovo ideale di vita. La sua produzione artistica comprendeva dapprima soggetti profani, per poi essere continuata con opere di ispirazione sacra. Uno dei suoi migliori quadri religiosi fu l'Ecce Homo, che rappresentò il risultato di una profonda esperienza interiore sull'amore misericordioso di Cristo verso l'uomo, conducendo l'artista a una radicale metamorfosi spirituale. Convinto che per servire Dio fosse necessario dedicare a Lui interamente l'arte e il talento, nel 1880 entrò nella Compagnia di Gesù come fratello laico. Tuttavia, dopo soli sei mesi di permanenza, dovette lasciare il noviziato a cagione della cattiva salute. Superata una profonda crisi spirituale, cominciò una nuova esistenza dedicata totalmente a Dio e ai fratelli. Abitandodi nuovo presso i parenti in Podolia, regione della Polonia allora assoggettata alla Russia, conobbe il Terz'Ordine di San Francesco e cominciò a visitare le parrocchie della zona restaurando quadri e diffondendo tra la gente rurale lo spirito terziario.
La vocazione tra i poveri e la nascita delle Congregazioni
Costretto a lasciare la Podolia, si recò a Cracovia dove si stabilì presso i Padri Cappuccini, continuando la sua attività di pittore e dedicandosi contemporaneamente all'assistenza dei poveri. Destinava regolarmente ai bisognosi tutto il ricavato della vendita dei suoi quadri. Venne a conoscenza per puro caso della tragica situazione dei poveri ammassati nei posti di riscaldamento e nei dormitori pubblici di Cracovia e decise immediatamente di venire loro in aiuto. Per amore profondo verso Dio e verso il prossimo, rinunciò definitivamente al successo dell'arte, al benessere materiale e agli ambienti aristocratici cui apparteneva. Scelse di vivere stabilmente tra i poveri per sollevarli dalle loro miserie morali e materiali, e nella dignità calpestata di quegli emarginati scoprì il Volto oltraggiato di Cristo, desiderando ardentemente di rinnovarlo in essi. Il venticinque agosto del 1887 vestì un saio grigio e prese il nome di Fratel Alberto. Un anno dopo, con il consenso del Cardinale Dunajewski, pronunciò i voti di terziario francescano. Nel 1888 diede inizio alla Congregazione dei Frati del Terz'Ordine di San Francesco, Servi dei Poveri, i cui membri presero inizialmente cura del dormitorio maschile. Fratel Alberto assunse in seguito anche la diretta assistenza delle donne ospiti del dormitorio pubblico femminile. Le sue valide collaboratrici dettero origine al ramo femminile della Congregazione nel 1891, affidandolo alla guida della Serva di Dio Suor Bernardyna Jabkonska. Insieme con le sue Congregazioni, egli si dedicò senza sosta al servizio dei più poveri, diseredati, abbandonati, emarginati e vagabondi.
Opere di carità e ultimi anni
Organizzò per i bisognosi ricoveri concepiti come vere e proprie case di assistenza materiale e morale. Queste dimore offrivano un lavoro volontario di natura artigianale, svolto fianco a fianco con i frati e con le suore nella stessa dimora, permettendo così ai poveri di guadagnare onestamente per il proprio sostentamento. Nonostante la grave invalidità e l'uso di una protesi rudimentale alla gamba, viaggiava molto per fondare nuovi asili in altre città della Polonia e per visitare regolarmente le case religiose. Tali case erano aperte a tutti senza alcuna distinzione di nazionalità o di religione. Oltre agli asili, fondò nidi e orfanatrofi per i bambini e per i giovani, case destinate agli anziani e agli incurabili, e cucine per il popolo. Mandò inoltre le suore a prestare servizio negli ospedali militari e nei lazzaretti durante il corso della prima guerra mondiale. Nel corso della sua vita terrena sorsero in tutto ventuno case religiose, nelle quali prestavano la loro opera quaranta frati e centoventi suore. Con l'esempio luminoso della sua vita insegnò che bisogna essere buoni come il pane, che ognuno può prendere per soddisfare la propria fame. Osservò e raccomandò sempre ai suoi religiosi la massima povertà evangelica, seguendo fedelmente l'esempio di San Francesco d'Assisi, e affidò la sua vasta opera caritativa con fiducia totale alla Provvidenza divina. La forza necessaria per svolgere un'attività così intensa fu sempre attinta dalla preghiera costante, dall'Eucaristia e da un grande amore per il Mistero della Croce. Colpito da un inesorabile cancro allo stomaco, Fratel Alberto morì a Cracovia il giorno di Natale del 1916, spegnendosi proprio in un ricovero per i poveri. Prima di morire, indicò l'immagine della Madonna di Czestochowa ai fratelli e alle suore, dicendo loro che la Madonna di Czestochowa è la loro vera Fondatrice, e raccomandò ancora una volta ai presenti di osservare la povertà prima di tutto, lasciando una meravigliosa testimonianza di fede e di carità a quanti lo avevano avvicinato e conosciuto.
Il culto, la beatificazione e la canonizzazione
A Cracovia e in tutta la Polonia è unanimemente conosciuto come il Padre dei poveri, ed è giustamente chiamato il San Francesco polacco del ventesimo secolo per via della sua rigorosa povertà evangelica. Fratel Alberto ha lasciato una traccia incisiva e indelebile nella storia della Chiesa, avendo interpretato in modo giusto il Vangelo sulla misericordia di Cristo e avendolo accolto per introdurlo pienamente nella propria vita religiosa. Oggi i Fratelli Albertini e le Suore Albertine continuano a realizzare il carisma del Fondatore prestando il loro servizio in Polonia, mentre le suore albertine sono largamente diffuse anche in Italia, negli Stati Uniti e in America Latina. Papa Giovanni Paolo II beatificò Fratel Alberto a Cracovia il ventidue giugno del 1983, durante il suo secondo viaggio apostolico in Polonia. Successivamente, la Chiesa lo proclamò Santo il dodici novembre del 1989 a Roma, additandolo come un modello luminoso per i nostri tempi di autentica testimonianza dell'amore verso Dio manifestato concretamente nel prossimo.
Il cammino di una vita
La vicenda terrena di Sant' Alberto Chmielowski ebbe inizio nel 1845 a Igolomia, in Polonia. La sua giovinezza fu segnata da un profondo spirito patriottico, che lo portò a partecipare attivamente all'insurrezione polacca del 1863. Durante questo conflitto, egli subì una grave ferita che richiese l'amputazione della gamba sinistra, evento che ne segnò indelebilmente la salute e la prospettiva esistenziale. Nonostante la prova, proseguì la sua formazione intellettuale e artistica, soggiornando in città europee di grande fermento culturale come Parigi, Gand e Monaco di Baviera.
La svolta decisiva giunse con la scelta di abbandonare la carriera di artista per dedicarsi interamente al servizio dei poveri di Cracovia. Questa vocazione lo portò a comprendere l'urgenza di una risposta organizzata alle sofferenze di chi viveva nell'abbandono. Nel 1888, diede vita alla Congregazione dei Frati del Terzo Ordine di San Francesco, cui seguì, nel 1891, la fondazione del ramo femminile. Attraverso queste istituzioni, Sant' Alberto estese il suo raggio d'azione in tutta la Polonia, creando una rete di ricoveri, orfanatrofi e cucine popolari. Egli non si limitò a offrire un aiuto materiale, ma cercò di restituire speranza e umanità a coloro che la società aveva dimenticato. La sua vita si concluse a Cracovia nel 1916, lasciando una traccia indelebile di santità operosa.
Il culto e la memoria
La memoria di Sant' Alberto Chmielowski è profondamente radicata nella terra polacca, dove il suo ricordo è sinonimo di carità eroica e spirito di sacrificio. La Chiesa ha riconosciuto il valore della sua testimonianza canonizzandolo il 12 novembre 1989, per mano di Papa Giovanni Paolo II, che vide in lui un modello di santità laica e religiosa capace di parlare al cuore di ogni generazione. I fedeli guardano a lui come a un intercessore potente per chi vive situazioni di indigenza o di esclusione sociale.
La sua opera continua ancora oggi attraverso il servizio delle congregazioni da lui fondate, che mantengono vivo lo spirito francescano di povertà e accoglienza. Il culto di Sant' Alberto invita i credenti a una riflessione sincera sulla propria capacità di compassione verso gli ultimi, ricordando che ogni atto di bene compiuto con animo puro è un riflesso della luce divina. La sua figura rimane un faro per la Chiesa, incoraggiando costantemente alla ricerca del Cristo sofferente nei volti di chi ha bisogno di conforto e sostegno.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Sant' Alberto Chmielowski?
La memoria liturgica di Sant' Alberto Chmielowski si celebra il venticinque dicembre.
Di cosa è patrono Sant' Alberto Chmielowski?
I documenti storici e biografici non menzionano titoli di patronato specifici per il santo.
En Cracovia, en Polonia, san Alberto (Adán) Chmielowski, religioso, que, ilustre pintor, se consagró a los pobres, proponiéndose estar disponible en todo para ellos, y fundó las Congregaciones de los Frailes y de las Hermanas de la Tercera Orden de San Francisco al servicio de los necesitados. — Martirologio Romano