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17 de julio

Sant' Alessio

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Sant' Alessio

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Le origini e le versioni della vita

La vita di san Alessio è descritta con poche frasi ma arricchita da varie narrazioni del tempo antico in buona parte leggendarie. Esistono tre versioni della vita di san Alessio: la leggenda siriaca, la leggenda greca e la leggenda latina. Le tre versioni hanno trasformato la vita di un uomo di Dio, mendicante e asceta del quinto secolo, in un racconto oggetto di opere teatrali e di poesia in Oriente e Occidente. La leggenda siriaca è stata composta la prima volta tra il quattrocentocinquanta e il quattrocentosettantacinque. Il manoscritto più antico della leggenda siriaca risale alla fine del quinto secolo. Secondo la tradizione, il santo lasciò una casa ricca per diventare povero e mendicare l'elemosina in incognito.

La leggenda siriaca ed Edessa

La leggenda siriaca narra di un giovane e ricco abitante di Costantinopoli. Il giovane si allontanò di nascosto la sera delle nozze imbarcandosi per l'Oriente. Il giovane giunse ad Edessa, città dell'odierna Siria. Edessa fu un centro di cultura cristiana tra il quarto e il quinto secolo. Edessa passò ai musulmani nel settimo secolo. Il giovane si mise a chiedere l'elemosina con altri mendicanti sull'uscio di una chiesa ad Edessa. Ciò che raccoglieva di giorno lo distribuiva di sera ai poveri della città. Per il suo ascetismo fu chiamato Mar-Riscia, ovvero uomo di Dio. Persone incaricate dal padre di ritrovarlo giunsero ad Edessa ma non riuscirono ad identificarlo. Il mendicante appariva lacero ed emaciato. Dopo diciassette anni, sentendosi morire, il giovane mendicante rivelò la sua vera identità ed origine al sacrestano della chiesa. Un'icona della Vergine Maria nella chiesa di Edessa ordinò al sacrestano di far entrare in chiesa il mendicante considerandolo un santo. La voce si diffuse rapidamente fra il popolo dei fedeli che presero a venerarlo. Alessio, non amando gli onori, fuggì imbarcandosi per Tarso. I venti fecero approdare prodigiosamente Alessio sulle coste italiane ad Ostia. Il sacrestano lo trovò morto sul sagrato una mattina. Il sacrestano si precipitò dal vescovo Rabula supplicandolo di non far confondere il corpo nella fossa comune. Il vescovo Rabula visse tra il quattrocentododici e il quattrocentotrentacinque. Il vescovo si recò al cimitero per esumare il santo uomo ma trovò solo le misere vesti, poiché il corpo era scomparso.

La leggenda greca e il ritorno a Roma

La leggenda greca o bizantina comparve documentata nel secolo nono. La leggenda greca trasformò significativamente quella siriaca. La leggenda greca diede un nome al giovane chiamandolo Aléxios, che significa difensore o protettore. La leggenda greca situò la nascita di Alessio a Roma. La leggenda greca datò la morte di Alessio al diciassette luglio. La morte avvenne al tempo degli imperatori fratelli Arcadio e Onorio, regnanti tra il trecentonovantacinque e il quattrocentotto. Alessio prese questo fatto come un'indicazione divina e decise di farsi ospitare come straniero povero nella casa paterna a Roma. Il padre, memore del figlio lontano e in difficoltà, lo accolse con benevolenza senza riconoscerlo. Alessio rimase nella casa paterna per diciassette anni dormendo in un sottoscala tra umiliazioni e scherni dei servi. Sentendo la fine vicina, Alessio decise di scrivere le avventure e le origini della sua vita su un rotolo. Alla sua morte le campane di Roma suonarono a festa. Fu udita una voce divina che diceva di cercare l'uomo di Dio affinché pregasse per Roma. Il corpo del santo fu scoperto ancora con il rotolo in mano. Solo gli imperatori Arcadio e Onorio riuscirono a sfilarglielo e a leggerlo.

La tradizione latina e il culto sull'Aventino

La leggenda latina non ha documentazioni prima del secolo decimo. La leggenda latina comparve prima in Spagna e verso l'ultimo quarto del secolo a Roma. Il culto fu diffuso a Roma dall'arcivescovo metropolita di Damasco Sergio. Sergio fu costretto a fuggire a seguito dell'invasione dei Saraceni. Sergio si stabilì presso la chiesa di San Bonifacio sull'Aventino. Sergio fondò una comunità monastica mista dove i greci osservavano la Regola di san Basilio e i latini quella di san Benedetto. La comunità monastica rivestì grande importanza e rielaborò la leggenda greca in una versione diventata dominante in Occidente. La versione latina fu inserita nella Leggenda Aurea di Jacopo da Varagine. Nella leggenda latina la chiesa dove Alessio avrebbe dovuto sposarsi divenne la stessa basilica della sepoltura. La mancata sposa accettò di vivere in castità la sera prima delle nozze e fu chiamata Adriatica. Il rotolo con scritta la sua vita fu tolto di mano dal papa stesso. Erano presenti i genitori Eufemiano e Aglae, che finalmente seppero che il mendicante era l'amato figlio. La versione latina ispirò canti popolari e leggende tramandate dai contadini di padre in figlio. Nel milleduecentodiciassette papa Onorio III dedicò la chiesa di San Bonifacio anche al leggendario san Alessio. L'icona della Vergine Maria di Edessa è oggi venerata nella chiesa romana di Sant'Alessio sull'Aventino, secondo la tradizione.

Il patrimonio artistico e i simboli del santo

Dell'antica chiesa di Sant'Alessio non è rimasto quasi nulla a causa di vari rifacimenti. Nell'attuale basilica barocca di Sant'Alessio è presente la Cappella di san Alessio. Nella Cappella di san Alessio è contenuto un frammento lungo circa un metro della scala sotto la quale il santo dormiva. Il frammento della scala sovrasta la statua in marmo raffigurante san Alessio sul letto di morte. La statua raffigura il santo vestito da pellegrino di Santiago. La statua è opera dello scultore Antonio Bergondi, seguace del Bernini. Un ciclo di affreschi di fine secolo undicesimo nella chiesa inferiore di San Clemente a Roma costituisce una testimonianza artistica sulla vita del santo. Nel ciclo di affreschi di San Clemente compaiono gli attributi identificativi del santo come la scala, il bastone da pellegrino e la lettera nella mano serrata dalla morte. Gli attributi presenti negli affreschi di San Clemente sono stati ripresi da molti artisti nei secoli successivi. Il numero diciassette compare più volte nella vita di san Alessio. Il santo ha trascorso diciassette anni ad Edessa. Il santo ha trascorso diciassette anni a Roma in casa del padre. Il diciassette luglio è la data ritenuta della morte di san Alessio. Il santo viene celebrato in Oriente il diciassette marzo. Il santo viene celebrato in Occidente il diciassette luglio. Ancora oggi molte coppie di sposi vogliono celebrare il loro matrimonio nella Basilica di Sant'Alessio sull'Aventino. Nel Martirologio, nella chiesa sul colle Aventino a Roma, sotto il nome Alessio si venera un uomo di Dio.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia San Alessio?

San Alessio si festeggia il diciassette luglio in Occidente e il diciassette marzo in Oriente.

En Roma en la iglesia en la colina Aventino, bajo el nombre Alessio se venera a un hombre de Dios, que, como dice la tradición, dejó una casa rica para convertirse en pobre y mendigar en incógnito la limosna. — Martirologio Romano