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viernes 17 de julio 2026 · Santo del día

Sant' Alessio

Mendigo

Sant' Alessio

San Alessio è una figura venerata dalla Chiesa fin dall'antichità, la cui esistenza storica si intreccia profondamente con una ricca tradizione agiografica e leggendaria. Vissuto nel quinto secolo, questo uomo di Dio scelse la via della povertà radicale, dell'ascetismo e del nascondimento, lasciando gli agi della propria casa per vivere come mendicante. La sua memoria è giunta sino a noi attraverso tre principali versioni letterarie, rispettivamente siriaca, greca e latina, che ne hanno tramandato l'esempio di totale dedizione al Signore e di distacco dai beni terreni.

Nel corso dei secoli, il culto di San Alessio si è diffuso ampiamente sia in Oriente sia in Occidente, trovando il suo centro principale nella basilica romana sull'Aventino a lui intitolata. La Chiesa ne celebra la memoria liturgica il diciassette luglio in Occidente e il diciassette marzo in Oriente. Egli è ricordato come modello di umiltà e di preghiera silenziosa, capace di ispirare nei secoli poeti, artisti, drammaturghi e innumerevoli fedeli attraverso il fascino di una vita spesa interamente nell'amore di Dio e nella carità verso i poveri.

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Los otros santos de hoy

Beate Teresa de San Agustín (Marta Magdalena Claudina Lidoine) y 15 compañeras

Vírgenes del Carmelo de Compiègne y mártires

La Beata Teresa de San Agustín, nacida Marta Magdalena Claudina Lidoine, fue una religiosa francesa que encabezó un grupo de quince compañeras, todas ellas vírgenes del Carmelo de Compiègne, durante los años turbulentos del siglo dieciocho. Su figura destaca por una profunda entrega espiritual, manifestada en su decisión de consagrarse como olocausto por la paz de la Iglesia y del Estado en mil setecientos noventa y dos. Este acto de fe marcó profundamente su camino hacia el sacrificio supremo, manteniendo siempre la serenidad propia de quienes han entregado su existencia a Dios.

Son recordadas con profunda veneración por su firmeza inquebrantable ante la persecución. Tras sufrir el arresto y la detención en el carcere de la Conciergerie en París, fueron condenadas a muerte bajo acusaciones de fanatismo y por su lealtad inalterable a la vida religiosa. Su testimonio final quedó grabado en la memoria de la Iglesia como un ejemplo de valentía espiritual, al caminar hacia el martirio entonando himnos de alabanza, hasta ser ejecutadas mediante la guillotina el diecisiete de julio de mil setecientos noventa y cuatro.

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San Jacinto de Amastris

Mártir

San Jacinto de Amastris es una figura venerada en la tradición cristiana, cuya vida transcurrió en el siglo tercero en la región de Paflagonia. Nacido en el seno de una familia profundamente creyente, hijo de Teoclito y Neonilla, Jacinto se distinguió por su firme testimonio de fe en un entorno marcado por la cultura pagana. Su existencia es un recordatorio del valor de aquellos que, en los primeros tiempos de la Iglesia, mantuvieron su fidelidad a Dios a pesar de las presiones sociales y las persecuciones que buscaban silenciar la verdad del Evangelio.

Es recordado hoy como un mártir que entregó su vida por amor a Cristo, dejando un legado de fortaleza espiritual. Su valentía al desafiar las creencias idólatras de su tiempo lo condujo ante el tribunal del preside Kastrikios, donde enfrentó con serenidad el proceso que sellaría su destino terrenal. Tras sufrir crueles tormentos, encontró la paz definitiva en la prisión. Su memoria permanece como un faro de integridad y coraje para todos los creyentes, invitando a la reflexión sobre la constancia necesaria para vivir conforme a la fe en medio de cualquier circunstancia adversa.

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San León IV

Papa

San León IV, nacido en Roma en el seno de una familia de origen longobardo, guio a la Iglesia como sumo pontífice durante el siglo IX en un tiempo marcado por graves amenazas externas y profundas necesidades de renovación espiritual. Caracterizado por su probada pureza y su profunda integridad interior, el futuro papa supo conjugar la firmeza en el gobierno de la Iglesia con una infatigable labor como restaurador y defensor de la Ciudad Eterna. Su pontificado dejó una huella indeleble tanto en la memoria de los romanos como en la historia de la cristiandad occidental.

Entre sus obras más memorables destacan la creación de la Ciudad Leonina para proteger la basílica de San Pietro, la valiente defensa del litoral frente a las incursiones sarracenas y la constante promoción de la disciplina eclesiástica a través de concilios y sinodos. San León IV es recordado con devoción en el martirologio por haber custodiado con celo el primato de Pedro, consolidando la autoridad papal y sosteniendo a los fieles en los momentos de mayor prueba material y espiritual hasta su tránsito al Padre en el año 855.

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Santa Marcelina

Virgen, hermana de los Santos Ambrosio y Sátiro

Santa Marcellina, nata probabilmente a Treviri intorno al trecento trenta e vissuta nel quarto secolo, fu una vergine consacrata e la sorella maggiore dei santi Ambrogio e Satiro. La sua figura è indissolubilmente legata alla grande stagione della Chiesa milanese e alla vita spirituale del fratello vescovo, che la scelse come interlocutrice privilegiata e destinataria di importanti scritti dottrinali ed epistolari. La tradizione liturgica ne custodisce la memoria il diciassette luglio, ricordandone la dedizione alla preghiera, il rigore ascetico e il fecondo compito di educatrice dei fratelli minori.

Nel corso dei secoli, le sue spoglie mortali trovarono riposo nella basilica di sant'Ambrogio a Milano, dove ancora oggi la sua testimonianza continua a ispirare la fede dei credenti. Il suo esempio di vita consacrata ha dato origine, in epoca moderna, all'Istituto delle Suore di Santa Marcellina, fondato da monsignor Luigi Biraghi e madre Marina Videmari per l'educazione e la formazione cristiana della gioventù. La sua intercessione rimane un punto di riferimento luminoso per quanti scelgono di servire il Signore nella sobrietà e nella fedeltà quotidiana alla Parola.

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Beato Paolo (Pietro) Gojdic

Il Beato Paolo Pietro Gojdič, nato nel ventesimo secolo e precisamente il 17 luglio 1888 a Ruské Peklany presso Prešov, fu un insigne vescovo e martire che spese tutta la sua esistenza al servizio di Dio e della Chiesa greco-cattolica. Figlio del sacerdote greco-cattolico Štefan Gojdič e di Anna Gerberyová, ricevette il nome di Peter durante il battesimo e crebbe in un ambiente profondamente radicato nella fede. La sua vita fu segnata da un cammino di profonda dedizione pastorale, prima come sacerdote e poi come amministratore apostolico e vescovo, operando sempre in piena fedeltà a Roma e amando intensamente il rito orientale in quanto slavo.

Egli è ricordato soprattutto per la sua eroica testimonianza di fede e per il coraggio con cui affrontò la persecuzione del regime comunista, rifiutando ogni compromesso e subendo il carcere, le torture e le privazioni fino alla morte. Rimasto incrollabile nella sua fedeltà al Santo Padre e alla Chiesa, spirò il 17 luglio 1960 nell'ospedale del carcere di Leopoldov, nel giorno del suo settantaduesimo compleanno, coronando i suoi grandi desideri di ricevere i sacramenti e di morire nel giorno della sua nascita. Oggi la sua memoria liturgica si celebra il 17 luglio ed è venerato come pastore esemplare che offrì la vita per il proprio gregge.

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Sant' Ennodio de Pavía

Obispo

Sant' Ennodio de Pavía, il cui nome corretto è Ennodio Magno Felice, visse nel quinto secolo e viene giustamente ricordato come una figura assai importante, celebre come vescovo, poeta e retore latino. Egli seppe emergere come una personalità di altissimo valore culturale e spirituale in un secolo oscuro e frammentato, guadagnandosi grazie alla sua alta stima generale e alla sua vasta opera l'appellativo di confessore della fede e padre della Chiesa. Originario della Gallia, nacque nel 473 o 474 probabilmente ad Arles da una famiglia dell'aristocrazia locale che vantava legami di parentela con la più alta nobiltà di Roma, e si pensa potesse addirittura discendere da Felice Ennodio, proconsole d'Africa tra il 408 e il 423. Rimasto orfano in tenera età dopo aver avuto per padre un uomo che sembra si chiamasse Firmino, citato accanto a Geronzio come uno dei nonni del nipote Lupicino, crebbe insieme a due sorelle e due nipoti, tra cui Euprepia madre di Lupicino e un'altra sorella di nome ignoto madre di Partenio. Allevato dalla zia paterna nell'Italia settentrionale, più precisamente a Pavia, città a cui legò in modo particolare il suo nome e la sua opera soprattutto come vescovo, affrontò la perdita della zia all'età di sedici anni, verso il 489-490, ritrovandosi solo in una regione preda delle miserie conseguenti agli scontri armati tra Teodorico e Odoacre.

Dopo aver trovato rifugio presso una famiglia pia e facoltosa e dopo un fidanzamento con la figlia che non ebbe seguito a causa della guerra, entrò nel clero di Pavia verso il 493 sotto la guida del vescovo Epifanio, la cui morte avvenne il 21 gennaio del 496 o 498. Passato come diacono alla Chiesa di Milano sotto il vescovo Lorenzo, che era suo parente ed era in carica dal 490 al 512, compose qui la parte essenziale delle sue opere, distinguendosi per il suo talento letterario e facendosi notare per la difesa di papa Simmaco durante il conflitto con il diacono Lorenzo, un impegno che segnò l'inizio di una visibilità sempre più forte nella chiesa cattolica grazie alla sua straordinaria eloquenza ed erudizione dottrinale. Colpito da una grave forma febbrile nel luglio del 511, guarì per intercessione di san Vittore, vivendo una profonda crisi morale che lo portò alla rinuncia delle futilità letterarie e a una maggiore determinazione nella fede. Divenuto vescovo di Pavia nel 514, con l'approvazione non estranea di Teodorico in una sede cruciale come quella del Regno, svolse una intensa opera di pastore contrassegnata dalla carità e dalla necessità di confermare clero e popolo nella retta dottrina, partecipando anche nel 515 e nel 517 alle importanti missioni in Oriente volute da papa Ormisda per regolare il conflitto tra le due Chiese. Morì pochi anni dopo queste missioni e fu inumato il 17 luglio 521, come riporta il suo epitaffio, lasciando in eredità nove libri di Epistole e Opuscoli, inni, epigrammi e la biografia del predecessore Epifanio.

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San Koloman (Colmán)

Peregrino

San Koloman, noto anche come san Colmano, visse nell'undicesimo secolo e nacque in Irlanda. Non si sa se fosse prete, monaco o laico, né che cosa facesse in patria, ma la sua storia conosciuta parte dalla sua morte come un criminale e dalla sua adozione come patrono da parte di un popolo. Il Martirologio Romano racconta che Koloman andava verso la Terra Santa come pellegrino in nome di Dio e arrivò alla Gerusalemme celeste. Nel corso del suo cammino attraverso l'Europa, lasciata l'Irlanda, approdò sul Continente e si inoltrò nel territorio dell'Austria Inferior, ossia la Marca orientale, una provincia di confine a est dell'Impero germanico. Sull'Impero germanico regnava Enrico II, mentre il territorio della Marca orientale era governato dalla famiglia marchionale dei Babenberg, incaricati di mantenere sicuri i confini contro le minacce degli ungheresi o dei boemi. Questa situazione di preallarme rese tutti sospettosi e fu fatale al pellegrino. Arrivato a Stockerau vicino a Vienna, non parlando la lingua locale, Koloman fu d'improvviso catturato, malmenato e creduto una spia ungherese o boema, finendo per essere ucciso e appeso a un albero nell'anno 1012.

San Koloman è ricordato per il culto straordinario sorto spontaneamente dopo la sua morte e per essere stato il patrono principale delle terre austriache fino al 1633, anno in cui subentrò nella devozione san Leopoldo margravio, detto il Pio. Il suo corpo rimase a pendere per lungo tempo come ammonimento, ma la gente vide che restava intatto nonostante il passare dei giorni, e i racconti tradizionali narrano che il patibolo mise radici, rami e foglie, diventando prodigiosamente un albero, mentre la tradizione conserva ancora oggi l'albero a cui fu appeso nel castello di Kreuzenstein presso Vienna. Il corpo intatto per diciotto mesi spinse la popolazione a gridare al miracolo e a iniziare un culto spontaneo. Trasferito a Melk per volere del vescovo e custodito dai Canonici regolari, il santo fu invocato contro la peste, proteggendo la città nel 1713 grazie a un cero votivo, e divenne protettore del bestiame. La sua figura è rappresentata in abito di pellegrino con il bordone e la corda.

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Santa Justa

Mártir de Sevilla

Santa Justa fue una joven cristiana de Sevilla, recordada por su firme testimonio de fe durante el siglo sexto. Su vida estuvo marcada por una integridad inquebrantable, que la llevó a oponerse a las prácticas paganas de su tiempo, prefiriendo el sufrimiento y la muerte antes que traicionar sus convicciones espirituales más profundas.

Es venerada junto a su hermana Rufina como una figura ejemplar de valentía y fidelidad. Su memoria perdura en diversas ciudades, donde se le honra como patrona, siendo un símbolo de resistencia frente a la idolatría y un modelo de entrega total a la voluntad de Dios, cuya luz sigue inspirando a los fieles en su camino de fe.

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Santa Rufina

Mártir de Sevilla

Santa Rufina, junto a su hermana Santa Justa, es una figura emblemática de la fe cristiana en la ciudad de Sevilla. Ambas son recordadas por su inquebrantable fidelidad al Evangelio frente a la presión de las autoridades paganas del siglo VI. Su testimonio de vida, marcado por la coherencia y el valor ante el martirio, las ha convertido en referentes de rectitud espiritual para los fieles de diversas generaciones.

La memoria de estas santas hermanas perdura como un símbolo de resistencia pacífica y devoción profunda. Su recuerdo no se limita a la ciudad de Sevilla, sino que se extiende por múltiples localidades donde su intercesión es invocada con esperanza. La vida de Santa Rufina, coronada por el sacrificio supremo, invita a los creyentes a reflexionar sobre la importancia de mantener la integridad de la fe en todo momento, reconociendo en su entrega un ejemplo de amor absoluto hacia el Señor.

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Santa Edvige (Jadwiga)

Reina de Polonia

Santa Edvige, conosciuta storicamente anche come Jadwiga, nacque a Buda nel 1374 ed è stata la prima regina della sua nazione, salendo al trono di Polonia e inaugurando il secolo d'oro della storia cristiana del regno nel corso del quattordicesimo secolo. La sua esistenza terrena, sebbene breve e conclusasi all'età di venticinque anni e cinque mesi il diciassette luglio 1399 a Cracovia, ha segnato profondamente la storia europea attraverso un'opera di governo intrisa di profonda ascesi cristiana, fede matura e costante carità verso i più deboli.

La sua memoria rimane viva e venerata ininterrottamente dal popolo polacco, che ne custodisce il culto fino ai giorni nostri e l'ha vista elevata agli onori degli altari l'otto giugno 1997 da parte di Giovanni Paolo secondo a Cracovia, dinanzi a una folla oceanica. Santa Edvige è ricordata come sovrana che ha regnato servendo, capace di unire la saggezza politica, la mediazione nei conflitti e l'impulso decisivo all'evangelizzazione dell'Europa orientale con una dedizione totale alla giustizia e alla crescita culturale e spirituale del suo popolo.

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Beata Constanza de Aragón

Reina

La Beata Costanza di Aragona, vissuta nel corso del tredicesimo secolo tra il mille duecentoquarantasette e l'anno mille trecento, fu una figura di grande rilievo regale e spirituale. Figlia di Manfredi, re di Sicilia, e nipote dell'imperatore Federico II, ella seppe unire i doveri della sua alta condizione alle esigenze di una profonda dedizione cristiana, manifestando una costante attenzione per i poveri e per i bisognosi.

La sua esistenza si svolse tra eventi politici complessi, delicate vicende dinastiche e scelte di autentica povertà evangelica che la legarono indissolubilmente all'Ordine Francescano. Ricordata con devozione e celebrata dalla tradizione e dai poeti, in particolare da Dante nel canto terzo del Purgatorio dove viene definita la buona Costanza, la sua memoria liturgica si rinnova ogni anno nel mese di luglio.

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Beati 4 Mártires de El Chamical

Beatificados en 2019

I Beati Quattro Martiri di El Chamical rappresentano una pagina luminosa e dolorosa della storia della Chiesa in Argentina, segnata dal coraggio evangelico e dalla fedeltà agli ultimi. In un contesto politico e sociale di profonda instabilità e violenza, culminato nella dittatura militare degli anni settanta del ventesimo secolo, il vescovo Enrique Angelelli e i suoi collaboratori scelsero di stare accanto ai poveri e ai contadini, traducendo il Concilio Vaticano II in azioni concrete di giustizia e di pace. I sacerdoti Gabriel Longueville e Carlos de Dios Murias, insieme al padre di famiglia e catechista Wenceslao Pedernera, pagarono con la vita questa dedizione evangelica, affrontando l'agguato e la morte con spirito cristiano e senza serbare rancore per i loro persecutori.

Ricordati per la loro testimonianza di fede vissuta fino all'effusione del sangue, questi servitori di Dio furono beatificati nel 2019 dopo un rigoroso percorso canonico che ne ha riconosciuto il martirio in odio alla fede. La loro memoria liturgica, celebrata il diciassette luglio, richiama alla mente dei fedeli la forza salvifica del Vangelo e la fecondità del seme gettato nella terra argentina. I luoghi del loro ministero e del loro sacrificio sono oggi mete di pellegrinaggio, segno tangibile di una devozione viva che continua a ispirare la comunità cristiana nel cammino della solidarietà e della coerenza battesimale.

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Santi Mártires Escilitanos

En Cartago, en la actual Túnez, aniversario de la muerte de los santos mártires Escilitanos, Esperato, Nartzal, Citino, Veturio, Félix, Aquilino, Letancio, Genara, Generosa, Vestia, Donata y Secunda, que por orden del procónsul Saturnino fueron, tras una primera confesión de la fe en Cristo, arrojados a la cárcel; conducidos en cepos al día siguiente, confesaron con firmeza ser cristianos y, al rechazar honrar al emperador como dios, fueron condenados a muerte: puestos todos de rodillas en el lugar de la ejecución, fueron decapitados con una espada mientras daban gracias a Dios.

San Teodosio de Auxerre

Obispo

San Fredegando

Abad de Kerkelodor

En Deuren, cerca de Amberes en Austrasia, en la actual Bélgica, san Fredegando, que se dice que vino como monje de Irlanda, compañero de san Foillán y otros en la peregrinación y en el trabajo misionero.

Santi Andrés Zoerard y Benedicto

Eremitas

En Nitra, en el río homónimo cerca de los montes Cárpatos, en la actual Eslovaquia, santos Zoerardo o Andrés y Benedicto, eremitas, que, venidos, a petición del rey santo Esteban, de Polonia a Hungría, llevaron en una ermita en el monte Zobor una vida de extrema austeridad.

San Pedro Liu Ziyu

Mártir

En el territorio de Zhujiaxiezhuang, cerca de Shenxian, en la provincia de Hebei en China, san Pedro Liu Ziyu, mártir, que en la persecución de los Boxers, a pesar de los intentos de disuasión de los amigos, en presencia del mandarín permaneció firme en la fe cristiana y fue por ello atravesado con la espada.

San Generoso de Tívoli

Mártir

San Chenelmo

Mártir en Inglaterra

En el monasterio de Winchelcumbe en la Mercia en Inglaterra, san Chenelmo, que, príncipe de Mercia, es tenido por mártir.

Beato Blas de la Encarnación

Diácono mercedario

Beato Sebastián del Espíritu Santo

Mercedario

Santa Graebnat

Virgen

Del Martirologio Romano

En Roma en la iglesia en la colina Aventino, bajo el nombre Alessio se venera a un hombre de Dios, que, como dice la tradición, dejó una casa rica para convertirse en pobre y mendigar en incógnito la limosna. — Martirologio Romano