5 de octubre
Sant' Anna Schaffer
Virgen
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La giovinezza e la chiamata
Nel corso del ventesimo secolo, precisamente il 18 febbraio 1882, nacque a Mindelstetten, in Germania, la terza degli otto figli del falegname bavarese Michele Schäffer e di Teresa Forster. La famiglia viveva sui modesti guadagni del padre in condizioni di non molte risorse, e la giovane Anna ricevette la sua istruzione elementare proprio nelle scuole del paese natale. Fin dai primi anni coltivò il nobile sogno di diventare suora e di partire come missionaria in terre lontane per annunciare il Vangelo. Spinta da questo proposito, cercò e trovò lavoro a Ratisbona per mettere insieme la dote necessaria ed essere finalmente accolta in una congregazione religiosa, venendo presa a servizio da una famiglia di benestanti. Tuttavia, esattamente un anno dopo l'inizio di questa esperienza, la morte del padre la costrinse a fare ritorno a Mindelstetten per sostenere la famiglia rimasta orfana. La situazione domestica era particolarmente complessa poiché la famiglia doveva accudire cinque fratelli e sorelle più piccoli di lei. Per diversi anni Anna continuò a lavorare indefessamente sia in casa propria sia presso altre famiglie del posto, mantenendo intatta la sua dedizione al lavoro e alla famiglia.
La prova del dolore e la conversione
Il 14 febbraio 1901, all'età di diciannove anni, la sua vita fu segnata da una grave disgrazia che la rese invalida per sempre. L'incidente accadde nella lavanderia della casa forestale di Stammham, presso Ingolstadt, dove la giovane lavorava quotidianamente. Mentre una canna fumaria stava per sfilarsi e cadere rovinosamente, Anna si arrampicò per rimetterla a posto con prontezza, ma perse l'equilibrio e cadde dentro una vasca di acqua calda mescolata a lisciva. Riportò ustioni dolorosissime alle gambe che si estendevano fino ai ginocchi. Fu curata dapprima nell'ospedale di Kosching e successivamente trasferita nel centro medico universitario di Erlangen, ma i trattamenti non riuscirono in alcun modo a guarire le profonde piaghe provocate dall'azione corrosiva del detergente. Dopo mesi di doloroso ricovero, fece ritorno nella sua casa di Mindelstetten, ritrovandosi totalmente invalida mentre i suoi familiari erano diventati ancor più poveri di prima, al punto che la famiglia cadde in una totale rovina finanziaria. Anna si ritrovò prigioniera dei suoi dolori resi insopportabili dalla certezza che non avevano rimedio e non sarebbero mai finiti, vivendo questa tremenda situazione a partire dai ventuno anni. Inizialmente si ribellò al patire senza alcuna speranza e lo comunicò apertamente ai suoi familiari, alle amiche e al parroco padre Karl Rieder. La conquista della serenità avvenne attraverso una lunga e faticosa lotta interiore, e non per mezzo di illuminazioni improvvise. Alla fine si convinse che la sua drammatica condizione non rappresentava una condanna ingiusta, bensì un compito preciso affidatole dal Signore a cui si era consacrata. Comprese così di dover essere missionaria proprio dal suo letto e attraverso le piaghe del suo corpo, accettando la situazione come un atto di totale volontà e offrendo le sue sofferenze quotidiane al Signore. Nel corso della sua lunga malattia subì ulteriori e gravissime sofferenze fisiche, tra cui la paralisi totale delle gambe, l'irrigidimento del midollo spinale e persino un tumore all'intestino. Durante questo tempo di prova, la tradizione riferisce che nel corso della malattia ebbe sogni in cui le appaiono il Signore e san Francesco.
L'apostolato dal letto e il ritorno al Padre
Malcatamente inchiodata al suo giaciglio, santa Anna non visse isolata, ma divenne un punto di riferimento indispensabile per i sani e per quanti si sentivano sicuri, rimanendo sempre in servizio attivo dal suo letto attraverso la parola e la scrittura di lettere. Consigliava e incoraggiava costantemente la moltitudine di persone che si recava da lei per chiederle aiuto, conforto e sostegno spirituale. Nel settembre del 1925, una caduta accidentale dal letto le tolse definitivamente la voce, privandola della possibilità di parlare. La morte sopraggiunse poco dopo, mentre pronunciava il suo ultimo sussurro con le parole Gesu io vivo in te. Non lasciò ultime parole o particolari raccomandazioni prima di morire. Nel martirologio è ricordata come beata Anna Schäffer nel villaggio di Mindelstetten nel territorio di Ratisbona in Germania, e viene ricordata liturgicamente il 5 ottobre. Nacque il 18 febbraio 1882 e morì il 5 ottobre 1925. Dopo la sua morte rimase una presenza forte e viva nel suo mondo bavarese. Il suo corpo fu dapprima sepolto nel cimitero locale e successivamente trasportato nella chiesa parrocchiale di Mindelstetten, dove tuttora riposa. Giovanni Paolo II la proclama beata nel 1999, mentre Papa Benedetto XVI la proclama santa il 21 ottobre 2012.
La vita
La vita di Santa Anna Schaffer si è svolta interamente tra le mura domestiche di Mindelstetten, luogo in cui nacque e dove concluse il suo cammino terreno. La sua esistenza mutò radicalmente nel 1901, a causa di un grave incidente avvenuto in una lavanderia, dove riportò ustioni gravissime alle gambe. Questo evento segnò l'inizio di una lunga e dolorosa infermità che la costrinse a una condizione di invalidità permanente, impedendole la vita attiva che aveva conosciuto in precedenza. Lungi dal soccombere allo sconforto, Anna scelse di accogliere la malattia come una chiamata speciale, trasformando il suo letto di dolore in una cattedra di spiritualità.
Nel corso dei decenni, pur restando confinata nel suo ambiente, la sua influenza spirituale si estese ben oltre i confini di Mindelstetten, toccando località come Ratisbona, Stammham, Ingolstadt, Kosching ed Erlangen. Molte persone si recavano da lei per cercare sollievo spirituale e consiglio. Anna accoglieva chiunque con dedizione, offrendo le proprie sofferenze fisiche come atto di intercessione per la salvezza delle anime. La sua esistenza fu un costante esercizio di pazienza e amore, vissuto in un'unione profonda con Cristo. Dopo una vita segnata da una malattia prolungata, si spense il cinque ottobre 1925, lasciando dietro di sé una scia di santità che la Chiesa ha solennemente riconosciuto con la canonizzazione avvenuta nel 2012 per opera di Papa Benedetto Sedicesimo.
Il culto
Il culto di Santa Anna Schaffer è profondamente radicato nella sua terra d'origine, Mindelstetten, dove il ricordo della sua testimonianza continua a vivere nella preghiera dei fedeli. La Chiesa universale ne celebra la memoria liturgica ogni anno il cinque ottobre, data che segna il suo transito verso la vita eterna. Attraverso la sua canonizzazione, avvenuta nel 2012, il magistero ha offerto ai cristiani di ogni epoca l'esempio di una donna laica che, pur nella fragilità del corpo, ha saputo edificare la Chiesa con il sacrificio del cuore.
La devozione verso Santa Anna Schaffer non si limita al ricordo storico, ma si manifesta come un invito costante ad accogliere le prove della vita con la medesima dignità e fiducia che lei seppe dimostrare. I fedeli che si rivolgono a lei trovano conforto nella consapevolezza che nessuna sofferenza, se offerta con amore, rimane sterile, ma diviene invece una preziosa forma di apostolato spirituale che accompagna il cammino verso il Signore.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia santa Anna Schäffer?
Si festeggia il 5 ottobre, giorno della sua nascita al cielo avvenuta nel 1925.
Di cosa è patrono santa Anna Schäffer?
Nei fatti forniti non sono menzionati specifici patronati.
En el pueblo de Mindelstetten, en el territorio de Ratisbona, en Alemania, beata Ana Schäffer, virgen, que a la edad de diecinueve años, mientras prestaba servicio como sirvienta, se quemó con agua hirviendo y, a pesar del progresivo empeoramiento de sus condiciones, vivió luego serenamente en pobreza y en oración, ofreciendo la cruz de su dolor por la salvación de las almas. — Martirologio Romano