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18 de septiembre

Sant' Ariana (Ariadna) de Primnesso

Mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

L'esame critico dei documenti e la scoperta del testo

Molte discussioni sono state affrontate dai critici riguardo a questa martire della Frigia, la cui memoria ci è giunta attraverso una complessa tradizione testuale. Esistono infatti alcuni atti leggendari composti di varie parti collazionate da un poco abile redattore tra il quinto e il sesto secolo. Secondo alcuni critici, Arianna è da identificare con una Maria martire menzionata nel Martirologio Romano al primo novembre. Di questa Maria si possiedono atti latini, noti come la passio Sanctae Mariae ancillae. L'identificazione di Arianna con Maria sembra suffragata da un passo del Sinassario del Sirmond. Secondo altri critici, la passio di Arianna e quella di Maria non sono che pie invenzioni scritte a edificazione dei cristiani dopo il periodo delle persecuzioni. C'è anche chi propende ad ammettere l'esistenza storica di Arianna, negando però ogni valore agli atti, ritenuti anacronistici e irreali. Tuttavia, il noto studioso Franchi de' Cavalieri ha mostrato l'attendibilità del documento degli Atti, esaminando in particolare la narrazione del martirio di Ariadne, scoperta nel mille ottocentonovantanove da Giovanni Mercati nel codice Vaticano greco 1853. Il documento ha un indubbio sapore di autenticità, tranne alcuni passi, se confrontato con monumenti letterari del secondo e terzo secolo. Il redattore si sarebbe servito di fonti contemporanee ad Arianna, interpolandole nell'opera a passi di epoca chiaramente più tarda. La narrazione del martirio scoperta dal Mercati è stata divisa in cinque parti, di cui due si rivelano sicuramente autentiche e le altre tre rimangono dubbie.

La persecuzione locale e la testimonianza a Primnesso

La leggenda inserita negli atti narra che gli imperatori Adriano e Antonino promulgarono un editto di persecuzione contro i cristiani. L'editto contemplava la pena di morte per chi rifiutava i cibi immolati agli dei e prometteva ai delatori i beni confiscati ai cristiani e in più quattrocento denari. Parte dell'editto è senz'altro falsa per via di termini estranei all'ambito degli Antonini. Né Adriano né Antonino emanarono editti generali contro i cristiani, e la menzione di una taglia di quattrocento denari riporta a un'epoca anteriore alla crisi monetaria del terzo secolo. Di conseguenza, l'editto fu certamente pubblicato non dall'imperatore, ma probabilmente da un magistrato locale. In questo contesto storico si inserisce la figura di Arianna, che era una giovane schiava di Tertullo, un decurione di Primnesso nella Frigia Salutare. La giovane si rifiutò di rompere il digiuno nel giorno del compleanno del figlio del suo padrone. A seguito di questo rifiuto, Arianna fu scoperta cristiana, subendo la flagellazione e la reclusione nella prigione domestica per la durata di un mese. Al termine del mese, Tertullo fu denunciato da alcune spie al preside Gordio con l'accusa di nascondere una cristiana nella propria abitazione. Tertullo fu condotto in giudizio e abilmente difeso da Nicagora, uscendo infine assolto dal processo. Egli sostenne infatti che Arianna faceva parte della dote della moglie e che egli nulla sapeva della sua fede religiosa.

L'interrogatorio, il processo e la conclusione leggendaria

A seguito dell'assoluzione del padrone, seguì il drammatico interrogatorio di Arianna. La giovane si proclamò cristiana di famiglia cristiana e rifiutò fermamente di sacrificare agli dei pagani. Per questo motivo, Arianna fu condannata alla tortura sul cavalletto. La sua esecuzione fu tuttavia interrotta e la giovane fu salvata da un intervento del popolo, impietosito dalla sua giovane età. L'intervento popolare, per la sua palese illegalità, suscitò le ire del preside Gordio, il quale fu costretto a concedere ad Arianna una dilazione di tre giorni per recedere dai suoi propositi e compiere il sacrificio. Le parti relative alla difesa di Tertullo e all'interrogatorio di Arianna sono senz'altro autentiche per la loro vivezza, precisione e per il ricordo di un procedimento anteriore alle persecuzioni di Diocleziano, noto come il processo coram populo. Al scadere dei tre giorni concessi, Arianna fuggì verso una zona montagnosa. Vedendosi inseguita, Arianna elevò a Dio la preghiera di essere accolta nella roccia. Dio esaudì la preghiera di Arianna, e Gordio ordinò al capo dei custodi del tempio di aprire il masso e trarne fuori la giovane per mostrare al popolo la potenza degli dei. Un violento temporale con la comparsa di due angeli disperse tuttavia la folla impaurita. L'ultima parte della leggenda è la più sospetta, poiché non si vede come Arianna abbia potuto ottenere la corona di martire senza aver subìto materialmente il martirio. L'autore potrebbe essere stato influenzato da altre leggende come quelle di santa Tecla e santa Barbara, le quali riecheggiano la storia mitologica di Dafne. Santa Tecla e santa Barbara avevano titolo di martiri perché tentavano di sfuggire a chi minacciava la loro verginità, mentre Arianna, stando al testo, non corse mai il pericolo di minacce alla verginità.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Sant'Ariana?

Sant'Ariana viene celebrata il 18 settembre dal Martirologio Romano e il 18 e 27 settembre dal Sinassario Costantinopolitano.

Di cosa è patrono Sant'Ariana?

Le fonti storiche e agiografiche disponibili non menzionano alcun patronato specifico attribuito a santa Arianna.

En Primnesso en Frigia, siempre en Turquía, santa Ariana, mártir. — Martirologio Romano