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5 de agosto

Sant' Emidio

Obispo y mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini, giovinezza e conversione

La storia di sant'Emidio è narrata in una Passio composta probabilmente da un monaco di origine franca intorno all'undicesimo secolo. Tale documento fu scritto dopo il ritrovamento delle reliquie del santo Emindius, morto decapitato. Emidio nacque a Treviri nel 279 da una famiglia pagana. In giovinezza Emidio si istruì nelle arti liberali. All'età di ventitré anni Emidio lasciò le dottrine filosofiche e divenne catecumeno, ricevendo quindi il battesimo. Subito dopo aver ricevuto il sacramento, Emidio iniziò a studiare le Sacre Scritture diventandone un buon conoscitore. In seguito, Emidio iniziò la sua vita da predicatore, muovendosi con fervore tra la gente. La predicazione di Emidio suscitava molte conversioni tra quanti lo ascoltavano. Il successo della predicazione irritò i pagani che catturarono Emidio e lo portarono a un tempio dedicato a Giove. Nel tempio di Giove Emidio fece una solenne professione di fede. Alla professione di fede seguì un improvviso terremoto che spaventò i carcerieri di Emidio, permettendogli di riprendere il suo cammino. Durante questo percorso, Emidio si ricongiunse con i compagni Euplo, Germano e Valentino. Spinto anche da una voce udita nel sonno, Emidio partì alla volta dell'Italia insieme ai suoi fedeli compagni di viaggio.

Il cammino a Milano e la missione a Roma

Giunto in Italia, Emidio arrivò a Milano dove rimase per tre anni presso l'oratorio di San Nazario. A Milano Emidio continuò la sua predicazione spingendo spesso gli ascoltatori alla conversione. A causa della persecuzione di Diocleziano, scoppiata in quel periodo, Emidio dovette fuggire a Roma per trovare un luogo sicuro. A Roma Emidio trovò rifugio presso un certo Graziano, padre di una ragazza paralitica ed emoroissa. Sapendo che Emidio praticava l'arte medica, Graziano gli chiese aiuto per la figlia sofferente. Emidio promise la guarigione della ragazza a patto che si fosse battezzata nella fede cristiana. Tutta la famiglia di Graziano si convertì, chiese il battesimo e ottenne la guarigione della giovane. Sempre a Roma, Emidio guarì pubblicamente nello stesso modo un cieco che chiedeva la carità. Dopo la guarigione del cieco, moltissimi dei convenuti chiesero di essere battezzati. I pagani pensarono che Emidio fosse un'incarnazione del dio Esculapio a causa di questi straordinari poteri. Per tale motivo, Emidio fu condotto all'isola Tiberina dove sorgeva il tempio dedicato ad Esculapio. All'isola Tiberina Emidio guarì oltre mille infermi che si erano recati da lui. Sempre all'isola Tiberina Emidio testimoniò la sua fede spezzando l'ara pagana e gettandola nel Tevere. I sacerdoti pagani denunciarono dapprima Emidio al prefetto della città. Non avendo ottenuto soddisfazione dal prefetto, i sacerdoti pagani si ricredettero su Emidio e si recarono da lui per farsi battezzare. Il prefetto, saputa la distruzione dell'altare all'Isola Tiberina, scatenò una nuova e feroce persecuzione contro i cristiani.

L'episcopato ad Ascoli e i prodigi

Un angelo invitò in sogno Emidio e i compagni a recarsi da papa Marcello per ricevere indicazioni sul loro ministero. Papa Marcello accolse Emidio e i compagni, ordinò Emidio vescovo di Ascoli, ordinò Euplo diacono e li inviò ad Ascoli per diffondere il Vangelo. Emidio entrò in Ascoli, che era ancora una città pagana, e iniziò la sua coraggiosa predicazione. Il governatore Polimio convocò Emidio invitandolo a sacrificare agli dei, ma non ottenne risposta dal santo. Data la giovane età di Emidio, il governatore decise di non arrestarlo subito e gli diede alcuni giorni per riflettere. Emidio sfruttò i giorni di riflessione per predicare e compiere una guarigione miracolosa che convertì moltissimi ascolani. Il governatore Polimio richiamò Emidio per ottenere finalmente il sacrificio agli dei. Credendolo l'incarnazione del dio Esculapio, il governatore promise a Emidio in matrimonio la propria figlia Polisia. In un incontro con Polisia, Emidio la portò alla conversione al cristianesimo. Pochi giorni dopo la conversione, Emidio battezzò Polisia nelle acque del fiume Tronto. Nella borgata Solestà, battendo la roccia come Mosè, Emidio fece scaturire una fonte di acqua limpida. Nella fonte di Solestà Emidio battezzò più di mille ascolani che avevano accolto la fede. Infuriato per questi eventi, il governatore Polimio ordinò l'arresto della figlia Polisia, la quale però riuscì a fuggire rifugiandosi sul Monte Nero.

Il martirio e il culto

In seguito alla fuga della figlia, Polimio ordinò la decapitazione di Emidio per punire la sua opera di evangelizzazione. Durante l'esecuzione avvenne l'ultimo miracolo del santo: invece di stramazzare al suolo, Emidio raccolse il proprio capo e camminò fino al monte dove aveva costruito un oratorio. Emidio morì sul Monte Nero il 5 agosto 309. I fedeli seppellirono Emidio nella grotta sottostante l'oratorio. Subito dopo, i fedeli assalirono il palazzo di Polimio e lo abbatterono in segno di protesta. Nel 1703 un violento terremoto sconvolse le Marche ma non colpì la città di Ascoli. La città di Ascoli è considerata protetta dal suo patrono sant'Emidio, invocato contro i terremoti. Nel 1717 la città di Ascoli eresse una chiesa dedicata al santo il cui interno corrisponde alla grotta dove Emidio morì. Secondo la leggenda, nella grotta fu trovato il sepolcro del santo ricoperto di basilico. Ad Ascoli Piceno sant'Emigdio è celebrato come primo vescovo della città e martire. Le reliquie di sant'Emidio furono portate nella cripta del Duomo e conservate in un sarcofago romano.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia sant'Emidio?

Sant'Emidio si festeggia il 5 agosto, giorno in cui si ricorda la sua morte sul Monte Nero.

Di cosa è patrono sant'Emidio?

Sant'Emidio è il patrono di Ascoli Piceno ed è invocato tradizionalmente per la protezione dai terremoti.

En Ascoli Piceno, san Emigdio, celebrado como primer obispo de la ciudad y mártir. — Martirologio Romano