24 de junio
Sant' Eros y hermanos
Mártires de Satala en Armenia
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini e gesta militari
Orenzio e i suoi sei fratelli erano cristiani e furono arruolati ad Antiochia insieme ad altri milletduecento coscritti, con la destinazione della Tracia per essere inseriti nella Legione Legeandra. Dopo la morte dell'imperatore Diocleziano avvenuta nel trecentotredici, l'imperatore associato Massimiano fu colto di sorpresa da un'invasione di Sciti che attraversarono il Danubio, chiamato anche Istro, devastando la provincia romana. Il re degli Sciti, Marmaroth, sfidò l'imperatore in uno scontro personale per decidere le sorti della guerra. Massimiano era poco propenso a scontrarsi con il re scito poiché era un gigante. Orenzio si fece avanti volontariamente per combattere al posto dell'imperatore e uccise il capo degli invasori come Davide davanti a Golia, portando poi la testa di Marmaroth a Massimiano.
Il rifiuto e il martirio
Massimiano organizzò subito cerimonie per ringraziare gli dei, ma Orenzio e i fratelli, essendo cristiani, rifiutarono di partecipare alle cerimonie pagane. In un primo momento Orenzio fu ricolmo di onori e regali, tra cui il cinturone di Marmaroth. Trascorsi pochi giorni, l'imperatore cambiò radicalmente atteggiamento nei confronti dei fratelli, i quali furono obbligati ad abiurare la loro fede cristiana. Poiché si rifiutarono di abiurare, i fratelli furono subito esiliati a Satala, odierna Sadagh, in Armenia. Fu data loro l'opportunità di rinnegare il cristianesimo per ritornare e ricevere ricompense, pena l'esilio definitivo in Abasgia e Zicchia, che fu effettivamente eseguito.
Durante la lunga e disagiata marcia forzata verso il Caucaso, Eros fu il primo a morire a Kené Parembolé, città della costa tra Trebisonda e Rhizos. Due giorni dopo il ventiquattro giugno, la carovana giunse a Rhizos, dove Orenzio fu gettato in mare con una pietra al collo. La tradizione riferisce che l'arcangelo san Raffaele venne in aiuto di Orenzio deponendolo su uno scoglio, dove morì e fu sepolto sul luogo. Farnace morì a una trentina di chilometri oltre Rhizos. Firmo e Firmino giunsero ad Apsaros vicino Petra e spirarono insieme il tre luglio. Ciriaco morì nella città di Ziganeos, sempre sulla costa, il ventiquattro luglio. Longino fu imbarcato su un battello e morì in mare il ventotto luglio prima di arrivare al porto di Pityonte. Anche se morti in varie località armene, i fratelli furono conosciuti come Martiri di Satala, poiché Satala era il luogo da cui erano partiti prima di subire il martirio.
Il culto e la tradizione
La storia raccontata dai sinassari bizantini è leggendaria e riporta vari elementi che compaiono in altre Passio di martiri dell'epoca. La narrazione agiografica sembra il frutto di una politica di Bisanzio sulla costa orientale del Mar Nero, divenuta l'ultimo avamposto dell'impero greco. Bisanzio tentò di mantenere la popolazione locale nell'ambito della Chiesa imperiale per consolidare la propria posizione strategica contro gli arabi che avanzavano. Uno dei mezzi di propaganda della politica religiosa bizantina era coltivare o suscitare leggende poetiche e pietose tradizioni locali confuse con le antiche glorie romane. La storia di Eros, Orenzio e fratelli è probabilmente vera ma ingigantita per motivi politici e religiosi.
Lo storico Cesare Baronio, estensore del primo Martirologio Romano, li aveva inseriti alla data del ventiquattro giugno nel Cinquecento, avendoli trovati scritti nei Sinassari bizantini dell'epoca. In precedenza in Occidente i santi erano completamente sconosciuti. I sinassari bizantini conservarono la data del ventiquattro giugno, giorno della morte di Orenzio, come celebrazione di tutto il gruppo. Il sinassario armeno di Ter Israel celebra invece i santi il diciotto marzo. La nuovissima edizione del Martyrologium Romanum non fa più cenno ai santi.
La vida de los hermanos
La historia de San Eros y sus hermanos se desarrolla en un periodo turbulento de la historia del Imperio romano. Estos siete hombres, unidos por la sangre y por una fe inquebrantable, fueron reclutados inicialmente en Antioquía para servir en la Legión Legeandra. Su trayectoria militar estuvo marcada por una disciplina ejemplar, destacando especialmente la figura de Orenzio, quien alcanzó notoriedad al enfrentarse y vencer al rey escita Marmaroth en un duelo singular. Este episodio, sin embargo, fue apenas el preludio de un conflicto mucho más profundo y personal: su fidelidad a Jesucristo.
Cuando el emperador Maximiano exigió la participación de sus tropas en los rituales y sacrificios paganos, los siete hermanos optaron por el camino de la resistencia pacífica pero firme. Al rechazar estas prácticas, que consideraban contrarias a su conciencia y a su devoción, atrajeron sobre sí la ira de las autoridades imperiales. Esta negativa desencadenó una serie de medidas punitivas que culminaron en un forzado destierro desde sus tierras de origen hacia las remotas regiones del Cáucaso. Durante este exilio, fueron conducidos a través de diversos lugares, incluyendo Tracia, Satala, Armenia, Rhizos y Pityonte. Fue en estas tierras armenias donde cada uno de los hermanos encontró finalmente el martirio, sellando su testimonio con el sacrificio de sus vidas en el año trescientos trece. Lejos de ser olvidados, su travesía por estas tierras se convirtió en un legado espiritual para las comunidades cristianas locales, quienes preservaron el recuerdo de su integridad y su inagotable esperanza frente a la persecución.
El culto y la memoria
La memoria de San Eros y sus hermanos ha sido atesorada con especial devoción a lo largo de los siglos, particularmente dentro de las tradiciones orientales. La Iglesia reconoce en su sacrificio una manifestación clara de la gracia divina que sostiene a los fieles en momentos de tribulación. Su legado no se limita a la historia de su valentía militar, sino que se extiende a su firmeza como testigos de la fe, siendo un referente para quienes buscan perseverar en sus convicciones ante la adversidad.
Su culto se ha mantenido vivo gracias a la tradición de los sinassarios, documentos que recogen la vida y el martirio de los santos para la edificación de los fieles. En el ámbito bizantino, su conmemoración se celebra con solemnidad el veinticuatro de junio, mientras que en el sinassario armenio su memoria se recuerda el dieciocho de marzo. Estas fechas permiten a los creyentes reflexionar sobre la entrega de estos siete hermanos, cuya vida, aunque marcada por el destierro y la muerte en tierras lejanas, floreció en el testimonio de una paz profunda y un amor inquebrantable hacia su Señor.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Sant'Eros e i suoi fratelli?
Nella precedente edizione del Martirologio Romano erano commemorati il ventiquattro giugno, mentre il sinassario armeno li ricorda il diciotto marzo.