19 de junio
Sant' Ildemarca (Childomarca) de Fecamp
Abadesa
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La fondazione del monastero di Fécamp
A metà del settimo secolo un signore di nome Vaneng, governatore del paese di Caux, decise di fondare un monastero femminile nella foresta di Fécamp. Vaneng era solito andare a caccia nella foresta di Fécamp e concepì l'opera per la gloria di Dio. Per procedere nell'intento, Vaneng ottenne il benestare per la fondazione da sant'Audoeno, vescovo di Rouen. Lo stesso fondatore ottenne il benestare anche da san Vandregisilo, abate di Fontenelle, consolidando così le basi spirituali del nuovo cenobio. In quel tempo, un monaco di Fontenelle di nome Sindard, che svolgeva l'ufficio di diacono, si recava talvolta a Bordeaux per sbrigare affari del monastero. Durante i suoi viaggi a Bordeaux, Sindard riceveva ospitalità in un convento retto dalla badessa Ildemarca. Osservando le sue virtù, Sindard convinse Ildemarca a mettersi a disposizione di san Vandregisilo per un futuro servizio in terra normanna. Questa chiamata trovava riscontro nel profondo dell'anima della religiosa, la quale era già stata avvertita da una visione celeste riguardo al suo futuro incarico. San Vandregisilo presentò quindi Ildemarca a Vaneng, il quale riconobbe in lei la guida spirituale adatta per la nuova fondazione. Vaneng affidò formalmente a Ildemarca la direzione del monastero di Fécamp nel 664. La comunità femminile di Fécamp fiorì rapidamente sotto la guida di Ildemarca, attirando numerose anime alla vita consacrata. Come altri monasteri del tempo, Fécamp contò presto più di trecento religiose, unite nella preghiera e nel lavoro. Nel monastero di Fécamp fu organizzata la lode perpetua, nota come laus perennis, per lodare giorno e notte il Signore.
L'accoglienza di san Leodegario
Verso il 675 il maestro di palazzo Ebroino fece mutilare le labbra e la lingua a san Leodegario, vescovo di Autun, a causa di aspre dispute politiche e religiose. Subito dopo questo efferato atto, Ebroino incaricò Vaneng di custodire il prigioniero san Leodegario. Vaneng trattò san Leodegario con ogni riguardo e gli assegnò Fécamp come residenza sicura. Il Martirologio ricorda che Ildemarca accolse benignamente e curò san Leodegario dopo che questi era stato mutilato da Ebroino. Ildemarca e le sue suore si prodigarono con affetto materno nell'assistere san Leodegario durante la sua dolorosa convalescenza. Grazie alle cure ricevute e alla serenità del luogo, san Leodegario poté presto riprendere a celebrare la Messa e a tenere conferenze alla comunità di Fécamp. Il soggiorno di san Leodegario a Fécamp durò circa due anni, portando grande consolazione spirituale alle religiose. Tuttavia Ebroino, furioso nel constatare che il suo nemico era sopravvissuto alle ferite, lo fece rapire da Fécamp per sottrarlo alla protezione del monastero. Poco dopo il rapimento, verso il 677, Ebroino fece assassinare san Leodegario, coronando la vita del vescovo con il martirio.
Il transito e il culto
Ildemarca morì qualche anno dopo la morte del vescovo, in una data non precisata attorno al 682, lasciando un grande vuoto nella comunità di Fécamp. Il culto di Ildemarca fu diffuso con devozione dai monaci di Fontenelle, che ne custodirono la memoria storica. I monaci di Fontenelle scrissero il nome di Ildemarca al diciannovesimo giorno di giugno nella loro redazione del Martirologio Geronimiano. La santa figura inoltre al ventesimo giugno in un antico calendario del priorato di Perrecy, situato nella diocesi di Autun. Le reliquie di Ildemarca furono probabilmente disperse nell'ottocentoquarantadue. La dispersione delle reliquie avvenne a causa della drammatica distruzione del monastero perpetrata dai Normanni durante le loro incursioni. Nel Martirologio, Ildemarca è ricordata come badessa nel monastero di Fécamp in Neustria, in Francia, quale fulgido esempio di dedizione e fede cristiana.
La vita
La parabola terrena di Sant' Ildemarca si intreccia con i luoghi e le vicende del settimo secolo. Originaria di Bordeaux, la santa dedicò la propria esistenza a un cammino di ascesi e servizio. La svolta significativa della sua vocazione avvenne quando ricevette una visione celeste che la chiamò esplicitamente alla guida del monastero di Fécamp. Accogliendo con umiltà questo compito, assunse la direzione del monastero nell'anno seicento sessantaquattro, ponendo le proprie capacità organizzative e spirituali al servizio della comunità.
Il suo ministero non fu isolato dal mondo, ma si aprì alle necessità dei confratelli in difficoltà. Il gesto più significativo della sua vita, tramandato con venerazione, fu l'assistenza prestata a San Leodegario durante la sua detenzione. In un periodo caratterizzato da aspre contese e sofferenze, Sant' Ildemarca divenne per lui un punto di riferimento, offrendo sostegno e conforto in un momento di grande prova. Tale gesto rivela la profondità della sua carità e la fermezza del suo spirito nel soccorrere chi era vittima di ingiustizie. La sua missione terrena si concluse nell'anno seicento ottantadue, lasciando in eredità una testimonianza di dedizione che ha attraversato i secoli, mantenendo viva la memoria della sua figura come badessa esemplare e custode premurosa dei perseguitati.
Il culto
Il ricordo di Sant' Ildemarca persiste nel tempo grazie alla cura con cui la tradizione ha preservato il suo nome. La Chiesa la commemora ufficialmente il diciannove giugno, data riportata nel Martirologio Geronimiano, a sottolineare il legame profondo tra la santa e la liturgia. Inoltre, una ulteriore testimonianza della sua venerazione si ritrova nel calendario di Perrecy, che ne celebra la memoria il venti giugno.
Queste date rappresentano ancora oggi un momento di riflessione per i fedeli, chiamati a riscoprire la figura di una donna che ha saputo ascoltare la voce del cielo e tradurla in azioni concrete di amore e accoglienza. Il culto di Sant' Ildemarca, pur nella sobrietà che caratterizza le memorie antiche, continua a essere un invito alla preghiera e alla solidarietà, specialmente verso coloro che vivono la solitudine e la prova, proprio come ella seppe fare con San Leodegario tra le mura del monastero di Fécamp.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Sant'Ildemarca?
La memoria di Sant'Ildemarca si celebra il diciannovesimo giorno di giugno nel Martirologio Geronimiano, mentre il Calendario di Perrecy la ricorda il ventesimo giugno.
En el monasterio de Fécamp en Neustria, en Francia, santa Ildemarca, abadesa, que acogió benignamente y curó a san Leodegario mutilado por Ebroíno. — Martirologio Romano