5 de febrero
Sant' Ingenuino (Genuino)
Obispo de Sabiona
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Il vescovo Ingenuino e il sesto secolo
Sant' Ingenuino e san Albuino sono vescovi di Sabiona-Bressanone, ma sono vissuti ad oltre tre secoli di distanza l'uno dall'altro. Sant' Ingenuino è il primo vescovo storicamente documentato della diocesi di Sabiona ed visse al tempo di san Gregorio Magno. Durante il suo governo, Sabiona fu invasa dai Longobardi ariani e dai Bajuvari pagani. Gli invasori riuscirono a prendere la rocca e devastarono la cattedrale di Sabiona, costringendo il vescovo alla fuga. Sant' Ingenuino dovette fuggire dalla città di Sabiona e trovò rifugio dapprima presso il vescovo Agnello di Trento, e in seguito presso Severo di Aquileia. Sant' Ingenuino ritornò presumibilmente più tardi a Sabiona, dove morì verso il seicentocinque. Prima di questi eventi, Ingenuino partecipò al sinodo di Merano verso il cinquecento novanta insieme ad altri vescovi del patriarcato di Aquileia. L'anno successivo, Ingenuino sottoscrisse la lettera scismatica all'imperatore Maurizio contro la condanna dei Tre Capitoli. Sant' Ingenuino e i suoi colleghi agirono presumibilmente in buona fede seguendo la condotta del loro patriarca.
Il vescovo Albuino e la sua epoca
San Albuino discendeva dalla nobile famiglia degli Ariboni, potente e diffusa nella Carinzia, e nacque nella prima metà del secolo decimo. I genitori di Albuino furono il margravio Albuino e Ildegarda. Da giovane Albuino frequentò le scuole del duomo di Bressanone ed in seguito entrò tra il clero. San Albuino divenne vescovo di Bressanone verso il novecentosettantacinque. Durante il suo governo Albuino acquistò molti beni donati alla sua famiglia e dagli imperatori Ottone II ed Enrico II. San Albuino era molto amico degli imperatori Ottone II ed Enrico II. L'episcopato di Albuino durò circa trenta anni, ed egli è ritenuto responsabile del trasferimento della sede episcopale di Sabiona a Bressanone. San Albuino operò la traslazione delle reliquie di Ingenuino e morì il cinque febbraio del millenove-millecinque, oppure nel millesei. Alla fine del secolo undecimo Albuino era già venerato come santo ed associato ad Ingenuino.
Culto, reliquie e tradizioni
Le più antiche notizie del culto di Ingenuino risalgono al secolo decimo e all'inizio del secolo undecimo. All'inizio del secolo undecimo la chiesa di Sabiona era dedicata a Ingenuino insieme con san Cassiano. La memoria congiunta di Ingenuino e Albuino è celebrata fin dagli ultimi anni del secolo duodecimo. La memoria congiunta dei santi si celebra il cinque febbraio, dies natalis di Albuino. I santi sono ricordati nel Martirologio Romano il cinque febbraio con i nomi di Genuino e Albino. Le reliquie di Ingenuino furono portate a Bressanone alla fine del secolo undecimo. Il beato Artmanno riunì le reliquie di Ingenuino e Albuino sotto lo stesso are. I nomi di Ingenuino e Albuino furono inseriti insieme il cinque febbraio in calendari e martirologi dal tempo del beato Artmanno. Il culto dei due santi si estese nelle diocesi di Trento, Frisinga ed Eichstaett. Le reliquie dei due santi sono conservate sull'altare di san Cassiano nella basilica di Bressanone. Le teste dei due santi sono custodite in due reliquiari d'argento. Il reliquiario d'argento di Ingenuino è particolarmente artistico ed è opera del maestro Enrico di Bressanone del millecinquecentoquattro. I santi sono invocati specialmente in tempo di siccità e protettori dell'agricoltura.
Memoria artistica e iconografia
Le più antiche rappresentazioni artistiche dei due santi risalgono al milletrecentocinquanta circa. Le rappresentazioni del milletrecentocinquanta circa si trovano nella chiesa di san Giovanni di Bressanone e nel vicino chiostro. Un affresco del secolo quintodecimo nel Museo diocesano riproduce i santi insieme con san Cassiano e il beato Artmanno. Il Museo diocesano conserva due busti in legno del millequattrocentonovanta attribuiti a Hans Klocker. Il busto di Albuino realizzato da Hans Klocker è senza attributi specifici. Il busto di Ingenuino realizzato da Hans Klocker presenta il santo con un grappolo d'uva. La tradizione vuole che Ingenuino abbia introdotto la coltivazione della vite nella valle dell'Isarco. Le immagini dei santi sono riprodotte nel grandioso affresco della cattedrale di Bressanone. L'affresco della cattedrale di Bressanone è opera di Paolo Troger ed è un capolavoro del barocco tedesco del millesettecentocinquanta. Le immagini dei santi compaiono anche nell'affresco della chiesa del Seminario maggiore dipinto da A. Zeiler nel millesettecentosessantaquattro. Il testo è stato scritto dall'autore Johannes Baur.
Il ministero e la vita
Sant' Ingenuino operò come vescovo in un periodo di estrema fragilità per la regione, vivendo la sua missione tra Sabiona, Trento e Aquileia. La sua esistenza fu segnata dal peso delle responsabilità episcopali in un territorio conteso e instabile. Nel cinquecento novanta, la sua partecipazione al sinodo di Merano testimonia il suo ruolo attivo nelle questioni ecclesiastiche del tempo, dove si distinse per la sottoscrizione della lettera scismatica relativa ai Tre Capitoli, un gesto che evidenzia la complessità delle controversie teologiche affrontate dai vescovi di quell'epoca.
La vita di Sant' Ingenuino fu profondamente segnata dalla necessità di guidare il gregge in un tempo di migrazioni e conflitti. L'invasione dei Longobardi e dei Bajuvari impose al vescovo la dolorosa scelta di fuggire da Sabiona, una decisione dettata dalla necessità di salvaguardare la propria comunità e il proprio ministero. Nonostante le difficoltà, egli rimase un punto di riferimento saldo per i fedeli, incarnando la figura del vescovo che non abbandona la cura delle anime nemmeno nei momenti di maggiore incertezza. Il suo legame con la terra di Sabiona rimase indelebile, tanto che, secoli dopo la sua morte avvenuta nel seicento cinque, il suo ricordo continuò a essere venerato in tutto il territorio. L'opera di Sant' Ingenuino non si concluse con il suo transito, ma proseguì attraverso la memoria liturgica e la cura dedicata alle sue spoglie, che furono onorate con la traslazione nella città di Bressanone alla fine dell'undicesimo secolo, per opera del successore Sant' Albuino, vescovo di Bressanone che, verso il novecentosettantacinque, ebbe il merito di trasferire la sede episcopale e di restituire lustro alle reliquie del suo predecessore, unendo così i destini di questi due santi pastori nel culto e nella preghiera comune dei fedeli.
Il culto e la devozione
Il culto di Sant' Ingenuino si è radicato profondamente nella tradizione della diocesi, trovando espressione solenne nella memoria liturgica che ricorre ogni cinque febbraio. Questa data, condivisa con Sant' Albuino, sottolinea la continuità della successione apostolica e l'importanza del legame tra i pastori che hanno guidato la Chiesa locale. La devozione dei fedeli verso Sant' Ingenuino è caratterizzata da una spiccata fiducia nella sua intercessione presso Dio, specialmente per le necessità primarie della vita quotidiana.
Il santo è invocato in particolare per proteggere il raccolto e per ottenere sollievo durante i periodi di siccità, una supplica che riflette il legame antico e profondo tra la comunità cristiana e la terra. Questa forma di pietà popolare, che vede nel santo un mediatore per i doni della natura, è una testimonianza di come la santità sia percepita come una benedizione concreta per l'intera creazione. La traslazione delle sue reliquie a Bressanone, avvenuta secoli addietro, ha permesso che la venerazione di Sant' Ingenuino si preservasse nel tempo, trasformando il suo sepolcro in una meta di preghiera dove, ancora oggi, i fedeli si rivolgono a lui con animo fiducioso, invocando la sua protezione per le sfide che la natura e il tempo pongono costantemente davanti all'uomo.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Sant' Ingenuino?
Si celebra il cinque febbraio insieme a san Albuino, nel giorno del dies natalis di quest'ultimo.
Di cosa è patrono Sant' Ingenuino?
I santi sono invocati specialmente in tempo di siccità ed sono legati alla protezione dell'agricoltura.
En Sabiona en la Recia, hoy en el Tirol, san Ingenuino, primer obispo de esta sede. — Martirologio Romano