Enciende una vela por quien amas — arde aquí durante 7 díasEnciende la tuya →

20 de noviembre

Sant' Octavio

Mártir

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Le origini e le prime testimonianze storiche

Nulla di certo è stato tramandato sulle origini terrene dei martiri Ottavio, Solutore e Avventore. Il primo vescovo di Torino, San Massimo, citò tuttavia i loro nomi nel quarto secolo nel titolo di uno dei suoi sermoni. Nel testo del sermone, Massimo narra la vicenda dei martiri senza precisi riferimenti geografici o temporali. Il testo di Massimo lascia presumere che fossero cittadini torinesi o primi missionari inviati a evangelizzare la città. Tutti questi eventi avvennero verso la fine del terzo secolo, segnando l'aurora della fede cristiana in terra subalpina. Una passio del quinto secolo, storicamente non attendibile, ipotizzò che appartenessero alla Legione Tebea. La Legione Tebea era un esercito proveniente dall'Egitto guidato dal capitano San Maurizio. La Legione Tebea subì il martirio in Svizzera presso Agaunum per essersi rifiutata di uccidere cristiani e sacrificare agli dei pagani. Nacquero voci su soldati della Legione Tebea scampati all'eccidio e divenuti evangelizzatori sulle Alpi. L'arrivo dei tre santi a Torino verrebbe spiegato proprio dalla loro appartenenza alla Legione Tebea. La morte dei santi Ottavio, Solutore e Avventore è avvenuta a Torino alla fine del terzo secolo, imprimendo un sigillo indelebile nella storia religiosa della comunità locale.

Il martirio e la deposizione delle reliquie

Raggiunti dai soldati dell'imperatore, Avventore e Ottavio furono uccisi nei pressi della Dora Riparia. Solutore fuggì nel Canavese ma fu scoperto in una cava di sabbia sulle rive della Dora Baltea vicino a Caravino. Solutore fu decapitato su un sasso che conservò le tracce del suo sangue. Una matrona romana di Ivrea raccolse il corpo di Solutore e lo trasportò con la sua quadriga a Torino. La matrona romana raccolse anche i resti degli altri due martiri a Torino. I resti furono sepolti insieme in una cappella fatta costruire vicino all'odierna Cittadella di Pietro Micca. La matrona romana fu sepolta nella stessa cappella alla sua morte. Il vescovo Vittore fece ingrandire la chiesa verso il 490, accogliendo il flusso crescente dei devoti. Nel 1006 fu aggiunto un monastero benedettino intitolato a San Solutore. Il monastero fu fondato dal vescovo Gezone e dipendeva dalla Sacra di San Michele in Val di Susa. Nel corso del tempo, questi luoghi divennero custodi della memoria spirituale della città, preservando il legame profondo tra i vivi e i loro più antichi protettori celesti.

Le traslazioni e i luoghi di culto

Nel 1536 le reliquie dei tre martiri, di Santa Giuliana e dell'abate San Gozzelino furono trasferite al santuario della Consolata. Il trasferimento fu ordinato dal re francese Francesco I a causa dell'abbattimento dell'antico monastero. Successivamente, nel 1619, i resti furono traslati nella nuova chiesa dei Santi Martiri in Via Garibaldi. La nuova chiesa fu edificata secondo i desideri di San Pio V e del duca Emanuele Filiberto. Nella chiesa dei Santi Martiri sono venerati anche San Tigrino e gli altri cinque santi. Inoltre, nella chiesa torinese di Santa Barbara sono venerati i Santi Solutore, Avventore, Ottavio, Giuliana e Gozzelino. Nel 1845 la Madonna apparve a San Giovanni Bosco indicandogli il luogo del martirio di Avventore ed Ottavio a Valdocco. Sul luogo indicato a don Bosco fu eretta la Basilica di Maria Ausiliatrice. La cripta della basilica contiene un quadro sulla decapitazione dei due santi e la fuga di Solutore. Un altare nel coro della basilica è dedicato ai tre martiri e le loro statue sono sulla facciata. Nella cripta della basilica una pala d'altare raffigura la matrona Giuliana tra altre sante vergini. Antichi Codici del Comune di Torino raffigurano i tre santi con le insegne dei martiri e dei soldati tebei. La diocesi di Ivrea celebra San Solutore a Baio Dora, Borgofranco, Caravino, Romano Canavese, Strambino e Issogne. La morte dei santi Ottavio, Solutore e Avventore è avvenuta a Torino alla fine del terzo secolo, e da allora la loro protezione non è mai venuta meno.

L'insegnamento spirituale e la teologia del martirio

San Massimo di Torino nel sermone 12 celebra il natale dei martiri che hanno sparso il sangue tra le case locali. San Massimo afferma che i martiri che hanno sofferto il supplizio sono speciali intercessori per i concittadini. San Massimo scrive che il martire vince il premio per sé e offre l'esempio e la salvezza ai concittadini. Dall'esempio dei martiri si impara a cercare la vita eterna nelle umiliazioni. L'esempio dei martiri insegna a non temere la morte. I martiri subiscono tormenti affinché altri vengano salvati. Un martire sopporta il carnefice affinché un altro riconosca Cristo. Un martire viene mandato a morte affinché un altro guadagni la vita eterna. Il santo viene ucciso affinché il peccatore venga liberato. I beati martiri non sono vissuti né morti per se stessi. I martiri hanno lasciato un esempio di vita con la loro bontà. I martiri hanno lasciato un esempio di fortezza con la loro passione. Il Signore ha voluto la presenza di martiri in diversi luoghi di tutto il mondo. I martiri fungono da fidati testimoni per spronare gli uomini con l'esempio della loro professione di fede. La testimonianza presente dei martiri aiuta l'umana debolezza a credere, essendo la predicazione del Signore lontana nel tempo. Tutti i martiri devono essere venerati devotamente. Una particolare venerazione va tributata ai martiri di cui si possiedono le reliquie. Tutti i martiri soccorrono con la preghiera, mentre quelli con reliquie soccorrono anche con il martirio. I martiri con reliquie offrono familiarità poiché sono sempre presenti e dimorano in mezzo ai fedeli. I martiri custodiscono i viventi affinché non siano colti dalla lebbra del peccato. I martiri accolgono i morenti affinché non siano sommersi dal terrore dell'inferno. Gli antenati hanno stabilito che le sepolture siano contigue a quelle dei martiri. La vicinanza alle sepolture dei martiri impedisce all'inferno di avvicinarsi ai defunti e li protegge dalle tenebre. Riposando insieme ai santi martiri si sfuggono le tenebre dell'inferno grazie alla vicinanza della loro santità. I martiri vanno venerati in questo mondo per averli come difensori nell'altro. La vicinanza spirituale nella pietà ai martiri impedisce la separazione da essi, così come le loro ossa sono materialmente presenti tra i fedeli. Solutore, Avventore e Ottavio sono stati i più antichi protettori di Torino. I santi Solutore, Avventore e Ottavio sono invocati per impetrare devozione alla Madonna nei titoli di Consolata e Ausiliatrice e a San Giuseppe Lavoratore. Solutore, Avventore e Ottavio sono martiri torinesi. Nel corso di tanti secoli i santi Solutore, Avventore e Ottavio sono stati esaltati da Dio come taumaturghi a favore di Torino e dei concittadini devoti. I santi Ottavio, Solutore e Avventore sono martiri a Torino.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Sant'Ottavio?

Il Martyrologium Romanum commemora i santi al 20 novembre, mentre l'archidiocesi di Torino celebra la memoria al 20 gennaio.

Di cosa è patrono Sant'Ottavio?

Sant'Ottavio è ricordato come uno dei più antichi protettori e martiri della città di Torino.

En Turín, santos Octavio, Solutor y Adventor, mártires. — Martirologio Romano