1 de julio
Sant' Oliverio Plunkett
Obispo y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Il contesto storico e le origini
Papa Paolo VI volle onorare le terre di Scozia e Irlanda, oltre a canonizzare i quaranta martiri di Inghilterra e Galles uccisi dagli anglicani per odio verso il cattolicesimo romano. L'Irlanda ottenne l'appellativo di isola dei santi in seguito all'evangelizzazione di San Patrizio. San Patrizio fondò in Irlanda monasteri e vescovadi, divenuti successivamente centri di missione e di cultura. L'Irlanda fu sottomessa al dominio inglese nel 1171. La popolazione irlandese soffrì molto per rifiutare la fede e la liturgia anglicana sotto i regni di Enrico VIII, della figlia Elisabetta I e durante il governo di Oliviero Cromwell. Re Enrico VIII morì nel 1547. La regina Elisabetta I morì nel 1603. Oliviero Cromwell era un fanatico puritano divenuto dittatore dopo la sconfitta e la decapitazione del re Carlo I, avvenuta nel 1649. Oliviero Cromwell morì nel 1658. I conflitti politici e religiosi fecero numerose vittime in Irlanda. Oliviero Plunket, arcivescovo di Armagh e primate d'Irlanda, fu la vittima più illustre di tali scontri. Oliviero Plunket nacque nel 1625 a Loughcrew, nella contea di Meath. La famiglia di Oliviero Plunket era legata da parentela alle più importanti casate d'Irlanda. Durante l'infanzia, Oliviero fu affidato al parente Patrizio Plunket, abate benedettino di Santa Maria a Dublino e in seguito vescovo di Ardagh e di Meath.
La formazione romana
All'età di diciannove anni, Oliviero fu inviato a Roma assieme ad altri quattro giovani sotto la guida del Padre oratoriano Pietro Francesco Scarampi per studiare da sacerdote nel collegio irlandese. Padre Scarampi era giunto in Irlanda nel 1643 inviato da papa Urbano VIII a causa delle lotte per la libertà di coscienza tra il re Carlo I e la coalizione formata da anglo-irlandesi e vecchi cattolici. Padre Scarampi sostenne finanziariamente gli studi di Oliviero per tre anni, fino all'ottenimento di una borsa di studio. Nel Collegio Romano dei Gesuiti, sotto la guida del Padre Pallavicino Sforza, Oliviero si distinse per intelligenza, impegno negli studi, gentilezza, integrità morale e devozione. Oliviero Plunket venne ordinato sacerdote nel 1654. Nonostante il giuramento presbiterale imponesse il ritorno immediato in patria, Oliviero chiese di restare a Roma poiché Cromwell aveva invaso l'Irlanda e perseguitava i cattolici. A Roma fu accolto dai Padri di San Girolamo della Carità. Svolse gli studi di diritto civile e canonico alla Sapienza per completare la propria formazione. Lavorò presso l'ospedale di Santo Spirito in Sassia curando i malati e assistette i poveri guidati dal principe Don Marcantonio Odescalchi e dal cugino Benedetto Odescalchi, futuro papa Innocenzo XI. Nel 1657 fu nominato lettore di teologia nel collegio di Propaganda Fide grazie ai suoi eccellenti risultati scolastici. Divenne consultore della Sacra Congregazione dell'Indice. Nel 1668 ottenne l'incarico di procuratore dei vescovi irlandesi presso la Santa Sede.
L'episcopato e il ritorno in Irlanda
In seguito alla morte in esilio del precedente arcivescovo di Armagh e primate d'Irlanda, papa Clemente IX nominò Oliviero Plunket alla medesima cattedra con un motu proprio il 9 giugno 1669. Per evitare tensioni con il governo britannico, si stabilì di celebrare la consacrazione episcopale a Gand, in Belgio, tramite il nunzio apostolico e non a Roma. Prima di partire da Roma, monsignor Plunket si recò di nuovo all'ospedale di Santo Spirito. Un sacerdote polacco lo abbracciò e gli predisse che avrebbe versato il sangue per la fede cattolica. Monsignor Plunket rispose al sacerdote di non ritenersene degno e gli chiese preghiere affinché il desiderio del martirio si avverasse. Il nuovo vescovo sbarcò in Irlanda nel marzo del 1670 e venne accolto da monsignor Patrizio Plunket, nel frattempo nominato vescovo di Meath. Le condizioni religiose dell'Irlanda al suo arrivo erano drammatiche. Dopo la scomparsa di Cromwell fu ripristinata la monarchia con re Carlo II, il quale morì nel 1685. Carlo II, descritto come debole e dissoluto, negò agli irlandesi la tolleranza religiosa richiesta. Le condizioni della popolazione irlandese mutavano in base alle decisioni dei vari luogotenenti inglesi insediati nell'isola. Nonostante le persecuzioni legali, il santo visse dieci anni di relativa calma svolgendo un'intensa attività pastorale.
L'opera pastorale e i sinodi
Celebrava le messe in segreto, indossava abiti civili e faceva visite pastorali esclusivamente di notte. Appena insediato, visitò una parte della diocesi, incontrò il clero locale, convocò due sinodi e amministrò la cresima a oltre diecimila persone. In una lettera a monsignor Baldeschi, segretario di Propaganda Fide, dichiarò di dedicare ogni suo pensiero unicamente alla salvezza delle anime, disinteressandosi di questioni politiche o materiali. Promosse l'organizzazione del concilio nazionale dei vescovi irlandesi a Dublino il 17 giugno 1670. Durante il concilio di Dublino, da lui presieduto, vennero approvate dieci norme per eliminare gli abusi introdotti durante la persecuzione precedente. Il 23 agosto 1670 convocò a Clones un concilio provinciale a cui parteciparono i rappresentanti delle diocesi dell'Ulster. Monsignor Oliviero Plunket accettò solennemente le deliberazioni del Concilio di Trento e le norme stabilite a Dublino per il rinnovamento della disciplina ecclesiastica. Il presule invitò i Padri Gesuiti a Drogheda, nella diocesi di Armagh, per occuparsi dell'istruzione e dell'educazione dei giovani. Egli ottenne una benevola tolleranza da parte delle autorità pubbliche per l'insediamento dei Gesuiti.
La povertà evangelica e le persecuzioni
Ricevendo dalla propria diocesi un rendito di sole duecento corone all'anno, fece edificare per i Gesuiti le scuole e la residenza grazie al contributo di Propaganda Fide. Per poter finanziare le esigenze degli istituti scolastici, Plunket condusse un'esistenza povera, accumulò debiti e mantenne al proprio servizio soltanto due persone. Il 20 gennaio 1672 scrisse al segretario di Propaganda Fide dichiarando la propria disponibilità a vendere anche la croce e la mitra pur di servire Dio e la Santa Sede. A un anno dal suo insediamento ad Armagh, Plunket aveva già visitato la sua diocesi e sei diocesi suffraganee per catechizzare i fedeli in lingua inglese e irlandese, amministrare la cresima, ricomporre controversie e correggere irregolarità. L'arcivescovo informava dettagliatamente e costantemente la Congregazione di Propaganda Fide di tutte le sue attività. La nomina del conte Arturo di Essex a luogotenente d'Irlanda nel 1672 dette inizio a una nuova e violenta persecuzione contro i cattolici. A causa della persecuzione le scuole vennero chiuse e i religiosi insieme ai vescovi furono costretti a nascondersi. Monsignor Plunket si rifugiò in una capanna di paglia nei boschi portando con sé una scorta di candele e libri. Durante il rifugio si dichiarò pronto a morire di stenti piuttosto che abbandonare i suoi fedeli o venire esiliato su una nave con una corda al collo. Al termine della fase persecutoria, Plunket si adoperò immediatamente per riorganizzare sia la diocesi sia le scuole. Nel mese di agosto del 1678 celebrò un secondo sinodo provinciale ad Ardpatrick per promuovere la santità e la riforma del clero secolare e regolare.
La testimonianza del clero e l'accusa infondata
Dopo il martirio di Plunket, l'arcivescovo di Cashel ne lodò l'operato definendolo vigilante, zelante e instancabile nei suoi dodici anni di residenza, superando i propri predecessori. L'arcivescovo di Cashel attestò che nessun primate o metropolita di Armagh del secolo aveva visitato la diocesi con pari sollecitudine, adoperandosi nel riformare i costumi, punire i colpevoli, premiare i meritevoli, confortare e soccorrere i bisognosi. L'operato di Plunket gli procurò la stima e l'applauso del clero e del popolo, eccetto che degli individui indisciplinati e ostili alla virtù. Una nuova fase di persecuzione anticattolica in Irlanda fu scatenata dall'inventata congiura papale ideata dall'avventuriero inglese Tito Oates. Tito Oates era stato anabattista durante il governo di Cromwell, anglicano e cappellano navale sotto il regno di Carlo II. Nel 1678 Oates simulò una conversione al cattolicesimo per farsi accogliere nei collegi dei Gesuiti, dai quali fu poi espulso per cattiva condotta. Per vendicarsi dell'espulsione, Oates accusò i Gesuiti di aver pianificato un complotto per assassinare il re, sterminare i protestanti e ripristinare il cattolicesimo in Inghilterra. Il parlamento inglese, condizionato da lord Shaftesbury, diede credito alle accuse di Oates nonostante le palesi contraddizioni. A causa delle false accuse vennero arrestate oltre duemila persone e molte di esse furono condannate all'impiccagione. Tra i soggetti arrestati e giustiziati vi fu anche il primate d'Irlanda Oliviero Plunket. Uno dei primi prelati a essere incarcerati fu monsignor Pietro Talbot, arcivescovo di Dublino, deceduto nel 1680. Plunket e Talbot avevano avuto in passato frequenti e sgradevoli controversie riguardo alla rivendicazione del primato d'Irlanda.
L'arresto e la prigionia
Il 27 ottobre 1678 Plunket informò il nunzio di Bruxelles del peggioramento della situazione, riferendo di editti pubblicamente emessi che offrivano quattro scudi per la cattura di un prelato o gesuita e venti scudi per un vicario generale o frate. Plunket descrisse una caccia continua condotta giorno e notte da sbirri, spie e soldati. A livello personale Plunket ipotizzava per sé la condanna all'esilio, mentre la realtà gli riserva la prigionia e il martirio. Avendo appreso che monsignor Patrizio Plunket, suo parente e benefattore, era in punto di morte a Dublino, l'arcivescovo lasciò il suo nascondiglio per andarlo a confortare. Il 6 dicembre 1679 Oliviero Plunket fu scoperto e arrestato dai soldati per ordine del luogotenente conte di Ormond. Fu recluso nella prigione del castello reale di Dublino per la sua carica di vescovo cattolico e per non aver abbandonato la diocesi come imposto dagli editti parlamentari. Durante il periodo di detenzione il contegno di Plunket fu di grande edificazione per le persone circostanti. Nel luglio 1680 venne condotto davanti al tribunale di Dundalk, nella diocesi di Armagh, con l'accusa di essere il principale promotore della cospirazione papale. Tra gli accusatori al processo figurava il francescano apostata Giovanni Mac Moyer, precedentemente sospeso da Plunket a causa di molteplici reati. I testimoni d'accusa furono esortati a fornire prove a sostegno delle imputazioni, ma non riuscirono a dimostrare la colpevolezza del primate. Plunket venne riportato nel carcere di Dublino.
Il processo a Londra e il martirio
Il 25 luglio 1680 Plunket informò in modo segreto il nunzio riguardo alle accuse mosse contro di lui. L'accusa sosteneva che Plunket avesse settantamila cattolici pronti a uccidere tutti i protestanti per ripristinare il cattolicesimo nel paese. L'accusa sosteneva che Plunket avesse inviato diversi agenti in vari regni per chiedere aiuto. L'accusa affermava che Plunket avesse perlustrato ed esaminato tutte le fortezze ed i punti marittimi del regno. L'accusa sosteneva che Plunket avesse organizzato un concilio provinciale nel 1678 al fine di favorire l'ingresso dei francesi in Irlanda. Principi elementari di giustizia avrebbero richiesto che il processo per tradimento contro Plunket non fosse riaperto o che si tenesse in Irlanda in presenza di nuove prove. Fu disposto che il 21 ottobre 1680 il primate Plunket venisse trasferito nel carcere di Newgate a Londra. A Londra Plunket doveva essere giudicato da un tribunale composto da individui orientati a condannare un innocente. Plunket accettò la prova per la salvezza della sua anima e per la maggiore gloria di Dio. Per coprire le spese giudiziarie, Plunket dovette vendere una parte delle sue proprietà, inclusi la croce pettorale ed il calice. Gli accusatori di Plunket erano sacerdoti e frati che egli aveva sospeso a causa della loro condotta scandalosa. Il 3 maggio 1681 monsignor Plunket fu condotto al banco degli imputati. A Plunket non fu accordato un avvocato per difendersi. Dovendo affrontare le medesime accuse, Plunket domandò del tempo per poter convocare i propri testimoni. La concessione del tempo gli fu accordata, ma il processo fu ripreso trentacinque giorni dopo. Il capo del giurì pronunciò un verdetto di colpevolezza nei confronti di Plunket. Plunket reagì al verdetto di colpevolezza ringraziando Dio con semplicità. A causa delle avversità meteorologiche e di altri ostacoli, i testimoni ed i documenti provenienti dall'Irlanda non erano ancora giunti. Il detenuto domandò un'ulteriore proroga di circa dieci giorni, che gli venne rifiutata. Se Plunket avesse confessato la presunta colpa e incriminato altre persone avrebbe salvato la propria vita. Plunket rifiutò la possibilità di salvare la vita tramite confessione e delazione, dichiarando di preferire la morte diecimila volte piuttosto che privare ingiustamente un uomo dei beni, della libertà o della vita. Il 15 giugno 1681 il capo della giustizia pronunciò un discorso d'invettiva contro la religione cattolica. Il capo della giustizia condannò Plunket a essere condotto dal carcere a Tyburn, trascinato per la città di Londra. La sentenza di morte prevedeva l'impiccagione, lo sventramento da vivo con il rogo delle viscere sotto i suoi occhi, la decapitazione e la suddivisione del corpo in quattro parti a disposizione del re. Il giudice concluse la sentenza pregando Dio di avere misericordia dell'anima di Plunket. Il giorno successivo alla condanna, Plunket scrisse una lettera a suo parente Michele Plunket, studente del Collegio Irlandese a Roma. Nella lettera a Michele Plunket, il martire perdonò i suoi nemici citando le parole di Santo Stefano. In una lettera successiva, Plunket affermò che la condanna a morte non gli causava spavento né gli toglieva il sonno. Plunket ribadì la propria totale innocenza da ogni accusa di tradimento. Plunket dichiarò pubblicamente di essere condannato a morte a causa del suo carattere sacerdotale, della sua professione religiosa e delle sue funzioni di sacerdote. Plunket si disse pronto ad andare incontro alla morte volentieri, desiderando essere d'esempio agli altri per grazia di Dio come primo tra gli irlandesi. Plunket lodò i cattolici inglesi per la loro carità e per l'aiuto sostenuto a proprie spese durante il processo. L'11 luglio 1681 monsignor Plunket fu obbligato dai suoi carnefici a indossare gli abiti prelatizi. Plunket fu steso su una treggia e trascinato fino al luogo dell'esecuzione. Plunket mostrò grande gioia mentre veniva condotto al patibolo, somigliando a uno sposo verso le nozze. Sul patibolo Plunket proclamò pubblicamente la sua innocenza e perdonò chi gli aveva fatto del male. Plunket recitò il Miserere e pronunciò le ultime parole affidando il suo spirito nelle mani del Signore. Plunket venne giustiziato tramite impiccagione, sventramento e squartamento. Nel 1685 il corpo di Plunket fu trasferito in gran segreto dall'Inghilterra al monastero benedettino di Lamspring, vicino ad Hildesheim in Germania. Nel 1883 la salma di Plunket fu traslata nell'abbazia di Downside, nell'Inghilterra meridionale. La testa di Plunket è conservata e venerata a Drogheda, presso il monastero delle Domenicane. Papa Benedetto XV proclamò beato Oliviero Plunket il 23 maggio 1920. Papa Paolo VI canonizzò Oliviero Plunket il 12 ottobre 1975. Nel 1975 le reliquie del santo furono trasferite solennemente nella cattedrale di Armagh. Sant'Oliviero Plunkett è stato vescovo di Armagh e martire giustiziato a Londra. Plunkett fu ingiustamente accusato di cospirazione e condannato a morte sotto il regno di Carlo II. Davanti alla folla al patibolo, Plunkett concesse il perdono ai propri nemici e testimoniò con fermezza la fede cattolica. Il soggetto è nato a Loughcrew, in Irlanda, nel 1625. Il soggetto è deceduto a Londra, in Inghilterra, il 1° luglio 1681.
Una vida entregada al ministerio
La trayectoria de Sant' Oliverio Plunkett comenzó en Loughcrew, Irlanda, en el año mil seiscientos veinticinco. Desde su juventud, mostró una clara vocación que lo llevó a Roma para realizar sus estudios eclesiásticos en el prestigioso Collegio Romano de la Compañía de Jesús. Fue en esta ciudad donde recibió la ordenación sacerdotal en mil seiscientos cincuenta y cuatro, dando inicio a un camino de servicio que lo llevaría de regreso a su tierra natal. Su nombramiento como arzobispo de Armagh y primado de Irlanda en mil seiscientos sesenta y nueve marcó el inicio de una etapa de intenso apostolado, desarrollada en un clima de fuertes tensiones sociales y religiosas.
Durante su episcopado, Sant' Oliverio Plunkett llevó a cabo un apostolado clandestino, visitando a los fieles y sosteniendo la vida sacramental en medio de una persecución anticatólica que amenazaba la supervivencia de la fe. Su labor no se limitó a su diócesis, sino que extendió su preocupación pastoral a diversas regiones, manteniendo siempre una firmeza espiritual que le permitió afrontar las acusaciones injustas que se presentaron contra él. En mil seiscientos setenta y nueve, fue arrestado bajo la falsa acusación de cospiración papale, un cargo que fue utilizado como pretexto para intentar silenciar su voz y desmantelar su labor al frente de la Iglesia irlandesa.
El tramo final de su vida transcurrió bajo el rigor de un proceso judicial que desembocó en su traslado a Londres, Inglaterra. Allí, en mil seiscientos ochenta y uno, sufrió el martirio mediante el tormento del ahorcamiento, sventramento y squartamento. Su muerte fue recibida por la comunidad cristiana como el testimonio de un pastor que no abandonó a su grey, prefiriendo entregar su vida antes que renunciar a la verdad que había predicado con valentía durante todo su ministerio episcopal.
El culto y la memoria
La figura de Sant' Oliverio Plunkett ha sido venerada por generaciones como un ejemplo de fidelidad heroica al Evangelio. Su martirio, ocurrido en Tyburn, Londres, marcó profundamente la conciencia de los fieles en toda Europa. La Iglesia reconoció oficialmente su sacrificio al ser canonizado por el papa Pablo Sexto en el año mil novecientos setenta y cinco. Este acto solemne no solo restauró la memoria de su integridad, sino que lo propuso como un modelo de valentía para todos aquellos que, en distintas épocas, enfrentan dificultades por causa de su fe.
Actualmente, Sant' Oliverio Plunkett es honrado como un santo patrón de Irlanda. Su festividad, que se celebra el uno de julio, es un momento de oración y reflexión sobre la importancia de la coherencia cristiana y la defensa de la libertad religiosa. La devoción hacia este mártir trasciende las fronteras de su patria, recordándonos la importancia de mantenerse firmes en las convicciones personales incluso ante la adversidad extrema. Su legado perdura como una luz que ilumina la historia de la Iglesia, especialmente para aquellos que buscan en los santos un apoyo en su caminar cotidiano hacia Dios.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Sant'Oliverio Plunkett?
La festa liturgica di Sant'Oliverio Plunkett si celebra il primo luglio, ricordando la sua testimonianza e il suo martirio.
Di cosa è patrono Sant'Oliverio Plunkett?
Sant'Oliverio Plunkett è stato vescovo di Armagh e primate d'Irlanda, ed è venerato come glorioso martire della Chiesa cattolica.
También en Londres, san Oliverio Plunkett, obispo de Armagh y mártir, que, falsamente acusado de conspiración y condenado a muerte bajo el rey Carlos II, ante la multitud presente frente al patíbulo, perdonó a sus enemigos y profesó hasta el último con firmeza su fe católica. — Martirologio Romano