16 de noviembre
Sant' Otmaro de San Galo
Abad
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le fonti storiche e le origini
Esistono numerose fonti storiche antiche che illustrano sufficientemente l'opera di sant'Otmaro quale secondo fondatore dell'abbazia di San Gallo. Tra le fonti vi sono documenti contemporanei conservati nell'archivio dell'antica abbazia. La Vita di sant'Otmaro fu scritta da Gozberto verso l'830 e successivamente rielaborata da Valafrido Strabone tra l'834 e l'838. La Relatio de miraculis fu scritta da Isone tra l'864 e l'867, mentre molte indicazioni sul santo si trovano nel secondo libro della Vita di san Galli scritto sempre da Valafrido. I Casus di san Gallo furono invece scritti da Ratperto nel corso del IX secolo. Si conservano inoltre numerose copie della Vita di sant'Otmaro e importanti rappresentazioni artistiche. Otmaro era un alemanno originario della regione del lago di Costanza e nacque verso il 689, con date di riferimento che vanno dal 689 al 16 novembre 759.
Prima di giungere al suo grande incarico monastico, Otmaro fu educato nella corte del governatore Vittore a Coira, località nota come Curia Raetorum. Nella stessa città di Coira, Otmaro fu ordinato sacerdote e prese la direzione della chiesa di San Forino. Il conte Waltram chiamò Otmaro a San Gallo nel 719. Nel territorio dell’odierna Svizzera visse sant'Otmaro, abate, il quale edificò la sua opera là dove il santo irlandese Gallo aveva fondato un romitorio nel 612. Sant'Otmaro fondò un piccolo lebbrosario e un monastero sotto l’osservanza della regola di san Benedetto nel luogo della cella costruita da san Gallo.
L'opera monastica e la carità
Otmaro costruì a San Gallo un monastero di cenobiti per sostituire gli antichi anacoreti. Il Liber Professionum conserva i nomi di cinquantatré monaci vissuti al tempo di Otmaro. Da tutta l'Alemagna furono fatte ricche donazioni al monastero, di cui si conservano i documenti originali. L'abate Otmaro esercitò con i suoi monaci la povertà, la pazienza e la fedeltà. La regola di san Benedetto fu introdotta nel monastero nel 747 in luogo dell'antica regola irlandese o di carattere misto.
Otmaro si distinse nella beneficenza verso i poveri e per lo spirito di sacrificio nel curare i malati. Otmaro eresse un albergo per i poveri ed eresse uno speciale ospedale per i lebbrosi, che volle curare personalmente. Il monastero diventò così un centro religioso e civile del ducato dell'Alemagna, punto di riferimento spirituale per tutta la popolazione circostante.
La persecuzione, la morte e la glorificazione
L'attività di Otmaro attirò il malvolere del re franco Pipino, che voleva distruggere l'indipendenza della provincia, e l'invidia dei commissari franchi Warino e Rutardo. Il vescovo di Costanza Sidonio avanzò ingiuste pretese di possesso sul monastero per sé e per la sua diocesi. I nemici di Otmaro indussero il monaco infedele Lamperto a rendere una falsa testimonianza, accusando il suo abate di aver commesso adulterio. Otmaro aveva retto gloriosamente il monastero per quaranta anni.
Otmaro fu condannato in giudizio a morire di fame e fu deportato dai potenti vicini nell’isola di Werden sul Reno per aver difeso i diritti del monastero. Sant'Otmaro morì esule nell'isola di Werden sul Reno, all'età di settant'anni, il 16 novembre 759 in completa solitudine.
Dieci anni dopo la morte, i monaci riportarono le spoglie di Otmaro nel monastero di San Gallo. Nel 764 Otmaro fu canonizzato dal vescovo Salomone I di Costanza. Nell'867 ebbe luogo la traslazione di Otmaro al tempio eretto in suo onore presso la chiesa abbaziale di San Gallo, e da quella data incominciò il culto pubblico del santo, sviluppatosi in tutta l'Europa centrale.
Il culto e l'iconografia
La festa di sant'Otmaro si celebra il 16 novembre, data della morte, ed è ricordata anche con la nota che si celebra proprio in questo giorno. Nell'iconografia Otmaro è rappresentato con gli attributi episcopali e con un fiaschetto di vino. Il fiaschetto di vino ricorda un racconto della Vita secondo cui, durante il trasporto delle spoglie verso San Gallo attraverso il lago di Costanza, il vino per rinfrancarsi sarebbe miracolosamente aumentato.
Otmaro è venerato come patrono aeque principalis dell'antica abbazia e dell'attuale diocesi di San Gallo insieme a san Gallo. Il santo è inoltre venerato come patrono di ottantaquattro chiese ed è invocato come patrono degli ammalati, specialmente bambini, dei calunniati e della Chiesa del silenzio.
La vita di Sant' Otmaro
La parabola terrena di Sant' Otmaro ebbe inizio nella regione del lago di Costanza, dove maturò la sua vocazione sacerdotale. Il suo cammino fu consacrato presso la corte di Vittore a Coira, luogo in cui ricevette l'ordinazione che avrebbe segnato per sempre il suo apostolato. La sua opera più significativa ebbe inizio nel settecentodiciannove, con la fondazione del monastero di San Gallo, un centro destinato a diventare faro di fede e cultura per il territorio.
La sua guida spirituale fu caratterizzata da una profonda adesione alla tradizione benedettina; nel settecentoquarantasette, egli scelse di introdurre ufficialmente la regola di San Benedetto all'interno della comunità, donando ai monaci un solido fondamento per la loro preghiera e il loro lavoro quotidiano. Tuttavia, il cuore di Sant' Otmaro non fu rivolto soltanto alla vita contemplativa, ma si aprì con generosità verso chi soffriva. Egli diede vita a istituzioni caritative essenziali, fondando un ospedale dedicato ai lebbrosi e accogliendo i bisognosi in un albergo per i poveri, dimostrando che il servizio a Dio si manifesta concretamente attraverso l'amore verso il prossimo.
Gli ultimi anni della sua vita furono segnati da una prova dolorosa: fu vittima di una falsa accusa di adulterio, che portò alla sua condanna e al conseguente esilio. Lungi dal cedere allo sconforto, visse questa ingiustizia con spirito di sottomissione e dignità. Morì lontano dalla sua casa, sull'isola di Werd, bagnata dalle acque del Reno, lasciando un'eredità di santità che ha superato le tempeste del tempo e delle calunnie, testimoniando la forza di un uomo che ha saputo restare fedele fino alla fine.
Il culto e la memoria
La santità di Otmaro fu riconosciuta solennemente già nel settecentosessantaquattro, quando il vescovo Salomone primo di Costanza ne promosse la canonizzazione, confermando la venerazione che il popolo nutriva verso il suo abate. Da allora, la sua figura è rimasta un pilastro per l'abbazia di San Gallo e per l'intera diocesi, che lo venerano come un padre protettore e un modello di vita cristiana.
Sant' Otmaro è invocato con particolare fervore dagli ammalati, dai bambini e da coloro che subiscono l'amarezza della calunnia, trovando in lui un intercessore che ha conosciuto sulla propria pelle il peso della sofferenza ingiusta. Egli è inoltre il santo patrono della Chiesa del silenzio, a significare la sua vicinanza a quanti soffrono nell'ombra. La sua commemorazione liturgica, fissata al sedici novembre, coincide con l'anniversario della sua morte, invitando i fedeli a riflettere sulla perseveranza nella fede e sulla carità operosa che hanno caratterizzato il suo cammino terreno.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia sant'Otmaro?
La festa di sant'Otmaro si celebra il 16 novembre, data della sua morte.
Di cosa è patrono sant'Otmaro?
Sant'Otmaro è patrono di ottantaquattro chiese, dell'antica abbazia e dell'attuale diocesi di San Gallo, degli ammalati, in particolare dei bambini ammalati, dei calunniati e della Chiesa del silenzio.
En el territorio de la actual Suiza, san Otmaro, abad, que en el lugar de la celda construida por san Galo fundó un pequeño leprosorio y un monasterio bajo la observancia de la regla de san Benito y, por haber defendido sus derechos, fue luego deportado por los poderosos vecinos a la isla de Werden en el Rin, donde murió exiliado. — Martirologio Romano