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16 de mayo

Sant' Ubaldo de Gubbio

Obispo

Sant' Ubaldo de Gubbio

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

La giovinezza e i primi passi nella Chiesa

Sant'Ubaldo nacque a Gubbio nel millottantaquattro o millottantacinque da una famiglia di origine tedesca. Avendo perduto i genitori in tenera età, Ubaldo ricevette accudimento e protezione da uno zio che si prese cura di lui dopo la scomparsa della famiglia. La sua formazione giovanile incluse un periodo di studi trascorso a Gubbio, per poi proseguire brevemente a Fano, prima del suo ritorno definitivo nella città umbra. All'epoca Gubbio si trovava a essere una città-stato tra le più potenti di tutta l'Umbria, inserita in un contesto politico vivace e complesso. Nello sviluppo della sua vocazione, Ubaldo si recò dapprima presso la collegiata di San Secondo, luogo in cui aveva già soggiornato da ragazzo per compiere i suoi primi studi. Proprio in quel luogo, Ubaldo ebbe la grazia di scoprire la figura di Giovanni da Lodi, un uomo che era stato monaco per quarant'anni a Fonte Avellana nelle Marche e che rivestì l'incarico di vescovo di Gubbio per un anno solo, che coincise con l'ultimo della sua vita terrena. Giovanni da Lodi scelse Ubaldo come proprio collaboratore stretto. Successivamente, Ubaldo fu ospitato dai canonici di San Mariano in Gubbio, i quali all'epoca venivano descritti come persone dedite a poca preghiera e a scarsa penitenza. Nonostante Ubaldo non fosse ancora sacerdote, il vescovo Giovanni da Lodi lo rimandò proprio a San Mariano con il compito specifico di rimettere in riga quei canonici. Attraverso le sue doti naturali di persuasore e soprattutto grazie alla forza insuperabile dell'esempio personale, Ubaldo riuscì nell'intento di correggere i canonici di San Mariano col passare del tempo e procedendo per gradi. Per via di questo rinnovamento spirituale, i canonici stessi elessero Ubaldo priore per un decennio. Nel frattempo, in quel percorso di crescita e di servizio alla comunità ecclesiale, Ubaldo ricevette finalmente la sacra ordinazione sacerdotale.

Le prove della città e il ministero episcopale

Intorno al millecentoventicinque, un grave incendio distrusse molte abitazioni della città di Gubbio e la stessa cattedrale cittadina. A causa di questa catastrofe, i canonici si videro costretti a disperdersi temporaneamente presso altre chiese del territorio. Non essendoci più una comunità stabile e sentendosi profondamente scoraggiato da quella situazione di desolazione, Ubaldo pensò seriamente di ritirarsi a vita solitaria facendosi eremita. Tuttavia, superato quel momento di smarrimento, Ubaldo tornò successivamente in città e si prodigò con tutte le sue forze per lavorare alla ricostruzione materiale e spirituale. Un anno dopo il devastante incendio, il vescovo di Perugia morì, e i cittadini perugini espressero la ferma volontà di mettere Ubaldo al suo posto per guidare quella diocesi. Ubaldo reagì a quella nomina inattesa fuggendo prontamente per sottrarsi agli onori episcopali di quella sede. Intraprese un viaggio che lo condusse fino a Roma, dove supplicò direttamente Papa Onorio II di volerlo lasciare semplice prete. Il pontefice accolse la sua richiesta e accontentó Ubaldo, lasciandolo nel suo stato di semplice sacerdote. Quando in seguito si rese vacante la sede vescovile di Gubbio per la morte del pastore precedente, il Papa decise di nominare proprio Ubaldo a succedergli nella guida della sua città. Sant'Ubaldo fu così vescovo a Gubbio in Umbria, adoperandosi con tutte le sue energie per il rinnovamento della vita comunitaria del clero locale. La situazione diocesana presentava gravi difficoltà, poiché a Gubbio vi erano aspre divisioni tra le famiglie importanti, frequenti scontri all'interno del clero e gravi atti di indiscrezione e indisciplina. A causa di questo clima teso, Ubaldo subì persino offese personali e fisiche dirette contro la sua sacra persona di vescovo. Ciononostante, Ubaldo rispose sempre a tutte le offese ricevute con la fiduciosa inalterabilità del suo carattere, senza mai impaurirsi né lasciarsi andare a scatti d'ira. Inoltre, nelle frequenti liti cittadine in cui venivano brandite le armi, il vescovo era sempre pronto a mettere in gioco la propria vita pur di fermare la violenza e ristabilire la concordia.

La difesa di Gubbio e la memoria perenne

Nel millecentocinquantaquattro, la città di Gubbio fu fatta oggetto di un grave attacco militare da parte di una coalizione di città umbre capeggiate dalla vicina Perugia. Miracolosamente, Gubbio riuscì a uscire vittoriosa da quell'attacco, e il merito di tale scampato pericolo fu attribuito unanimemente alle ferventi preghiere del vescovo. L'anno successivo, nel millecentocinquantacinque, l'esercito imperiale di Federico Barbarossa diede prima alle fiamme la città di Spoleto e poi cinse d'assedio la stessa Gubbio. In quella drammatica circostanza, Ubaldo non esitò a correre direttamente dall'imperatore Federico Barbarossa, con il quale ebbe un colloquio risolutivo. Subito dopo quel colloquio con il vescovo Ubaldo, l'assedio di Gubbio fu sciolto e la città fu definitivamente salva. Di fronte a ogni crisi, Ubaldo aveva l'abitudine di chiamare i cittadini alla preghiera, li faceva sentire una cosa sola, li rassicurava con fermezza ed evitava ogni forma di panico collettivo. Questa mirabile strategia della fiducia e della fede fece di Ubaldo un vero baluardo per la salvezza della città. Sant'Ubaldo morì a Gubbio il sedici maggio millesecento. Già in punto di morte e subito dopo il suo trapasso, al santo vennero attribuite profezie e numerosi miracoli. Il suo corpo fu dapprima sepolto con onore all'interno della cattedrale cittadina. Successivamente, nel millecentonovantaquattro, le spoglie mortali di Ubaldo furono solennemente trasferite in una chiesa edificata sul monte Ingino, il luogo che ancora oggi custodisce gelosamente i resti del santo patrono. Nel millecentonovantadue, Papa Celestino III aveva provveduto a canonizzare ufficialmente Ubaldo, che venne proclamato patrono della città. Ogni anno Gubbio festeggia solennemente Ubaldo con importanti riti religiosi in data sedici maggio, giorno della sua ricorrenza liturgica. Contestualmente si tiene la famosa manifestazione all'aperto nota come corsa dei ceri, un evento che unisce mirabilmente fede, gioia popolare e fantasia. Questa tradizione consiste nel trasporto di tre grandi macchine di legno, chiamate ceri, da parte di portatori indossanti caratteristici costumi. I portatori dei ceri compiono una corsa appassionata per le vie cittadine per poi salire di volata sul monte Ingino, raggiungendo la basilica che custodisce il corpo del patrono.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Sant'Ubaldo de Gubbio?

La festa liturgica di Sant'Ubaldo si celebra ogni anno il sedici maggio.

Di cosa è patrono Sant'Ubaldo?

Sant'Ubaldo è proclamato e venerato come patrono della città di Gubbio.

En Gubbio en Umbría, san Ubaldo, obispo, que se esforzó por la renovación de la vida comunitaria del clero. — Martirologio Romano