16 de mayo
Santi Abda y Ebedieso
Mártires
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Il contesto della persecuzione in Persia
La persecuzione promossa dal re Sapore II, durata complessivamente dal 310 al 379, ha riempito di nomi il martirologio della Chiesa persiana. Nel 339 e 340, Sapore II iniziò una feroce persecuzione contro i cristiani, mossa anche da motivi politici e dall'intento di fare del mazdeismo la religione di stato. Il sovrano sassanide giudicava infatti i cristiani come i naturali alleati dell'Impero Romano. Con la complicità di magi e di giudei, lo stesso re fece impiccare il vescovo di Seleucia e Ctesifonte, Simeone Bar Sabbã, insieme a cento dei suoi chierici, con la falsa accusa di essere amici dell'imperatore cristiano. Lo storico Sozomeno, che scriveva a meno di un secolo di distanza dagli avvenimenti, riferisce di una stragrande moltitudine di vescovi, sacerdoti, diaconi, monaci, vergini ed altri ministri della Chiesa che diedero la vita per Cristo in quegli anni, avendo avuto notizia in particolare del martirio di ventidue vescovi e riportando i nomi di Abdas e Abdjesus rispettivamente al quindicesimo e sedicesimo posto. Il nome siriaco Abdyesü significa letteralmente Servo di Gesù.
L'arresto e il processo dei martiri
Maggiori particolari sulla vicenda sono raccontati nel documento posteriore denominato Acta Sanctorum Quadraginta Martyrum, pubblicati in siriaco dagli studiosi Assemani e Bedjan. I quaranta martiri menzionati in questo testo comprendono Abdas, vescovo della città di Kaskar, Abdjesus, vescovo di Bethkaskar, sedici preti, nove diaconi, sei monaci e sette vergini della regione di Kaskar. Nel trentaseiesimo anno della persecuzione, corrispondente al 375 e 376, Abdjesus fu tradito da un familiare e consegnato al re Sapore insieme ad alcuni altri cristiani. La stessa sorte toccò poco dopo ad Abdas e a ventotto suoi compagni di fede tra preti, diaconi e vergini. Il re Sapore, dopo un primo sommario interrogatorio, incaricò del processo suo fratello maggiore Ardasir, noto anche come Arseth o Artaserse e viceré dell'Adiabene. Ardasir tentò ogni mezzo per indurre i confessori di Cristo ad adorare il sole, ma né lui né il capo dei magi riuscirono a superare l'ispirata eloquenza dei due vescovi.
I supplizi e la testimonianza della fede
Di fronte alla fermezza dei prigionieri, tutti i martiri furono legati e stretti tra due legni fino ad essere quasi stritolati. Questo terribile supplizio dell'essere stretti tra due legni fu ripetuto per ben sette volte durante la medesima giornata. Successivamente, i martiri furono gettati in carcere senza che venisse dato loro alcun nutrimento. Durante la detenzione, una pia donna passò regolarmente pane ed acqua ai prigionieri attraverso una finestra del carcere, e i prigionieri ringraziarono il Signore per il pane e l'acqua ricevuti. La datazione degli eventi è collocata storicamente al 375 o 376. Nel trentaseiesimo anno della persecuzione, corrispondente appunto al 375 e 376, si consumarono le ultime fasi della loro testimonianza. I martiri furono infine giustiziati. Abdas e i suoi ventotto compagni furono i primi ad esserlo, essendo brutalmente percossi, feriti con sassi alla bocca o al viso e infine decapitati. Otto giorni dopo, la stessa sorte della decapitazione toccò ad Abdjesus.
Analisi storica e fonti agiografiche
L'autore della passio dei quaranta martiri dimostra una certa ignoranza delle cose persiane, rendendo il suo racconto poco meritevole di fiducia sotto l'aspetto rigorosamente geografico e cronologico. L'autore non si rese conto che la regione del Kaskar si trova all'estremo nord del regno ed è troppo lontana dall'Adiabene, situata all'estremo sud. A causa di questa notevole distanza geografica, non è credibile un passaggio di processi tra le autorità delle due zone. Inoltre, la città di Kaskar fu fondata da Bahram-Gor V tra il 420 e il 428, rendendo storicamente non credibile che Abdas fosse vescovo della città di Kaskar in quell'epoca. L'autore insiste sul fatto che i due gruppi di martiri furono uccisi di venerdì, ma il quindicesimo e ventiduesimo giorno della luna di iyãr non capitarono di venerdì se non negli anni 368 e 372. Tuttavia, gli anni 368 e 372 non corrispondono al trentaseiesimo anno della persecuzione di Sapore. Il particolare dei venerdì nella passio dipende probabilmente dal racconto di Sozomeno, il quale narra che Simeone e i suoi cento soci furono uccisi in un venerdì coincidente con il Venerdì Santo, e che l'editto di persecuzione fu proclamato in un altro venerdì Santo dell'anno seguente. In Sozomeno i due vescovi appaiono nell'ordine Abdas e Abdjesus, mentre nella passio Abdjesus è il protagonista principale.
Il culto e la tradizione liturgica
La memoria dei due santi vescovi e dei loro soci è presente nel Sinassario di Costantinopoli, che colloca la memoria ai giorni quindici e sedici maggio. Il Sinassario presenta la variante secondo cui i due gruppi furono uccisi ad un giorno di distanza l'uno dall'altro, e calcola in modo inesatto a sessantanove il gruppo totale dei martiri, sommando i quaranta del gruppo di Abdjesus e i ventinove di Abdas. Questa celebrazione è poi passata dai sinassari bizantini al Martirologio Romano con l'aggiunta di alcune inesattezze. Nel Martirologio Romano il nome Abdas diventa Auda, i soci di Abdas sono ridotti a ventitré, e il re persecutore non è più Sapore ma Iezdegerd I. Proprio Iezdegerd I è colui che farà martirizzare nel 420, secondo una tradizione, un santo vescovo omonimo identificato con Abdas vescovo di Ergol. Il Martirologio commemora in Persia i santi martiri Abda e Ebediéso, vescovi, i quali furono uccisi sotto il regno di Sabor II insieme a trentambero o meglio trentotto compagni, suggellando con il sangue la loro indomita fedeltà al Vangelo.
La vida y el martirio
Los santos Abda y Ebedieso ejercieron su ministerio episcopal en la región de Persia, específicamente en Kaskar y Bethkaskar, durante el cuarto siglo. En un tiempo marcado por una intensa hostilidad hacia los cristianos, ambos obispos fueron detenidos por las autoridades bajo el mandato del rey Sapore segundo, quien buscaba erradicar la fe cristiana de sus dominios. La persecución no solo perseguía la detención física de los líderes espirituales, sino que pretendía doblegar sus conciencias mediante la imposición de prácticas ajenas a su credo.
Durante su cautiverio, fueron sometidos a severas torturas debido a su firme negativa de adorar al sol, una práctica que el poder político de aquel tiempo exigía como signo de obediencia. A pesar del sufrimiento infligido, Abda y Ebedieso permanecieron inamovibles en su amor a Cristo, dando testimonio de que ninguna fuerza terrenal puede prevalecer sobre la convicción de un alma consagrada. Finalmente, en el año trescientos setenta y seis, ambos fueron condenados a morir decapitados en tierras de Persia. Su muerte, aceptada con serenidad y valentía, selló su unión definitiva con el Maestro, dejando un legado de integridad que ha perdurado a través de los siglos en la memoria de la cristiandad.
La memoria litúrgica
El culto a los santos Abda y Ebedieso ha sido preservado con esmero a través de la tradición litúrgica de Oriente. Su figura no ha caído en el olvido, sino que es invocada con solemnidad dentro del Sinassario de Constantinopla, donde su sacrificio es recordado con devoción. La Iglesia establece la memoria de estos dos obispos mártires en los días quince y dieciséis de mayo, fechas en las que los fieles se reúnen para meditar sobre la entereza de aquellos que entregaron su vida por el Evangelio.
Esta conmemoración litúrgica sirve como recordatorio constante de que la fe es un don que exige, en ocasiones, la entrega total de uno mismo. Al honrar a Abda y Ebedieso, los creyentes renuevan su compromiso de fidelidad a Dios, fortalecidos por el ejemplo de estos pastores que, en la Persia del cuarto siglo, prefirieron la muerte antes que traicionar su conciencia. Su celebración es una invitación a mantener la esperanza y la firmeza en la oración, reconociendo en su martirio un triunfo de la gracia divina sobre la adversidad humana.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggiano i santi Abda e Ebediéso?
La loro memoria liturgica si celebra nei giorni quindici e sedici del mese di maggio.
Di cosa sono patroni i santi Abda e Ebediéso?
Le fonti storiche e agiografiche non menzionano specifici patronati per questi santi martiri.
En Persia, santos mártires Abda y Ebediéso, obispos, que fueron asesinados bajo el reinado de Sabor II junto con treinta y ocho compañeros. — Martirologio Romano