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5 de diciembre

Santa Crispina

Mártir en Tebessa

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e arresto

Crispina proveniva da una famiglia nobile ed era una donna molto nota in Africa per la sua condizione agiata e ricchissima. Nata a Tagora, in Numidia, visse come moglie e madre di famiglia, custodendo con cura la fede cristiana nel cuore della sua casa. Nel corso del quarto secolo, precisamente nel tremilaquattro, la furia delle persecuzioni degli imperatori Diocleziano e Massimiano raggiunse anche la sua terra. Arrestata per ordine del proconsole Anulino, Crispina fu condotta a Tebessa, nell'Africa Proconsolare, per affrontare il tribunale imperiale. Prima di lei, altri cristiani erano stati giudicati e condannati nello stesso contesto di persecuzione. I calendari liturgici e storici conservano i nomi di alcuni di loro, tra cui Giulio, Potamia, Felice, Grato e altri sette cristiani che avevano affrontato il supplizio prima dell'arrivo di Crispina.

Il processo e la testimonianza

Il processo di Santa Crispina si svolse davanti al giudice Anulino e l'intera vicenda è rimasta impressa nella Passione, documento imperniato sul dialogo serrato tra la donna e il magistrato romano. Durante il dibattimento, per infliggere alla nobile matrona un pubblico oltraggio e un profondo dileggio, i capelli di Crispina le vennero rasati a forza. Il giudice cercò di piegare la sua resistenza con l'alternativa tra la vita e la morte, chiedendole se volesse vivere a lungo o morire tra i supplizi come i suoi compagni di fede già condannati. Con straordinaria fermezza, Crispina ribatté che per morire le sarebbe bastato dare il consenso ai demoni, perdendo così la propria anima nel fuoco eterno. La donna rifiutò con tenacia di sacrificare ai demoni, preferendo resistere ad ogni minaccia piuttosto che sporcare la propria anima con gli idoli di pietra fabbricati dall'uomo. Davanti all'irremovibile rifiuto di Crispina di compire il sacrificio idolatrico prescritto, il giudice emise la sentenza di condanna conforme alle prescrizioni della legge di Augusto.

Il martirio e la memoria

Alla lettura della condanna a morte, Crispina non si scompose ma ascoltò la sentenza benedicendo il Signore per la grazia concessale. Subito dopo, la Martire tese il collo fragile al taglio della spada poco fuori dalle mura di Tebessa, in Numidia, nell'odierna Algeria. Il suo martirio avvenne proprio per essersi rifiutata di sacrificare agli idoli nel tempo di Diocleziano e Massimiano. Nel luogo esatto del suo transito è stata ritrovata l'antichissima memoria sepolcrale dedicata alla Martire, segno tangibile della venerazione tributata fin dalle origini alla sua tomba. Sant'Agostino, originario della stessa terra, ha lasciato pagine memorabili su di lei, commentandone il sacrificio e descrivendola come una donna ricca e delicata ma resa forte dalla protezione del Signore. Nel suo sermone, il grande Vescovo osserva che nel martirio di Crispina la sua anima non ha ceduto ed è stato soltanto il corpo ad essere colpito. Lo stesso Sant'Agostino accosta la figura di Crispina a quella di Santa Agnese, paragonando la fanciulla candida e intatta alla donna anziana, consapevole, sposa e madre. Infine, il santo Dottore accenna alla sublime e misteriosa comunione che unisce i morti ai viventi e i Santi ai sofferenti, affermando con certezza che i Santi non soffrono più e sono realmente in mezzo a noi.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Santa Crispina?

Santa Crispina si festeggia il cinque dicembre, giorno in cui si ricorda il suo glorioso martirio.

Di cosa è patrono Santa Crispina?

I documenti storici e la tradizione relativa a Santa Crispina non menzionano alcun patronato specifico.

En Tebessa, en Numidia, en la actual Argelia, pasión de santa Crispina de Tagora, madre de familia, que, en tiempo de Diocleciano y Maximiano, fue decapitada por orden del procónsul Anulino por haberse negado a sacrificar a los ídolos. — Martirologio Romano