25 de julio
Santa Eugenia
Virgen y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Il prelievo e il riconoscimento delle reliquie
La storia delle spoglie attribuite a Santa Eugenia ha inizio nella seconda metà del diciannovesimo secolo, ma le radici documentarie della reliquia risalgono a un secolo prima. Il corpo santo fu prelevato dalla catacomba di San Callisto nel 1764, inserendosi nel contesto delle antiche ricognizioni dei resti cristiani custoditi nei cimiteri sotterranei di Roma. Due anni dopo quel prelievo, esattamente il 4 settembre 1766, la reliquia fu ufficialmente riconosciuta da monsignor Giovanni Lercario, arcivescovo titolare di Adrianopoli. Successivamente, la reliquia fu deposta, insieme a una presunta ampolla del sangue, presso l'ufficio delle reliquie del vicariato di Roma. Per lungo tempo il corpo santo rimase custodito al Vicariato di Roma, dove fu accuratamente vestito, aggiustato e rinchiuso nella sua attuale urna, in vista di una destinazione d'uso oltremare.
Nella seconda metà del secolo diciannovesco era molto viva la richiesta di corpi santi da ogni parte del mondo cristiano, e l'assegnazione di queste reliquie a privati o a comunità non seguiva regole precise, ma era spesso determinata da circostanze del tutto casuali. Il corpo di Eugenia era stato destinato in un primo momento a una chiesa di una città del Messico. Tuttavia, durante la costruzione di un altare appositamente commissionato per accogliere la santa in terra messicana, fu commesso uno sbaglio nelle dimensioni. L'urna contenente il corpo non poteva in alcun modo entrare nel vuoto preparato ad hoc, motivo per cui il Messico contromandò l'ordine di spedizione. Per disposizione divina, il corpo di Santa Eugenia prese la via della Valsesia anziché l'Oceano Atlantico.
La richiesta e il viaggio verso la Valsesia
Il corpo di Eugenia fu destinato a Ferrera per il tenace interessamento del parroco don Cusa. Don Cusa aveva fatto richiesta alla Congregazione per le Indulgenze e le Reliquie nel 1877 e l'anno seguente, allegando alle proprie istanze una lettera di presentazione della curia diocesana, senza tuttavia ottenere risposta. Nel 1880 il parroco reiterò la domanda tramite don Pietro Fornara, un sacerdote che doveva recarsi a Roma per motivi personali. Don Fornara si recò direttamente al Vicariato nella sezione preposta alla distribuzione delle reliquie. La sua visita avvenne pochi giorni dopo la giunta dal Messico della revoca del trasporto delle reliquie. In questo modo, le reliquie che erano già state preparate per il lungo viaggio transoceanico furono impiegate per soddisfare le pressanti richieste del parroco valsesiano.
Don Fornara si occupò personalmente di organizzare il complesso trasporto del corpo santo verso la sua nuova dimora. Nel luglio del 1880 il corpo giunse in treno a Novara, da dove fu successivamente collocato su un carro per arrivare fino a Varallo. Da Varallo partì alla volta di Ferrera a bordo di un'elegante carrozza, percorrendo le ultime tappe del viaggio tra l'attesa trepidante dei fedeli. Ai confini della parrocchia, situati tra le località di Nosuggio e Saliceto, il parroco e l'intera popolazione attendevano l'arrivo della reliquia. Si formò così una solenne processione che accompagnò l'urna fino al cuore del paese, segnando l'inizio di una nuova stagione di fede per la comunità.
L'accoglienza e la sistemazione in parrocchia
L'arrivo di Santa Eugenia a Ferrera rientra nel più ampio quadro del fervore religioso e del risveglio sociale che seguì la costituzione della parrocchia avvenuta nel 1846. Al loro arrivo in paese, le sacre spoglie furono inizialmente conservate in casa parrocchiale per alcuni mesi, in attesa che venisse predisposto uno spazio liturgico apposito e decoroso. Il 3 ottobre avvenne finalmente il solenne trasporto della santa nella chiesa parrocchiale, dove la reliquia fu collocata in un apposito vano ricavato nella parete sinistra della cappella di San Giovanni Battista. Sopra a quella nicchia fu dipinta con cura la scritta EUGENIA DULCIS ANIMA IN PACE, una testimonianza epigrafica che potrebbe corrispondere al testo originario inciso sulla chiusura del loculo catacombale di provenienza.
Nel corso del tempo, le esigenze conservative mutarono per proteggere il patrimonio sacro dall'usura del tempo e degli elementi ambientali. Attualmente l'urna è sistemata direttamente sulla mensa dell'altare della cappella, una scelta operata per sottrarla all'umidità che minacciava l'integrità della struttura. Sulla parete destra della medesima cappella, il pittore Cesare Tos eseguì un affresco nel 1945. Quest'opera pittorica, oggi purtroppo già molto deteriorata, riproduce idealmente il martirio di Eugenia, offrendo ai fedeli un'immagine visiva della testimonianza di fede resa dalla vergine. Un'autentica accompagnava costantemente la reliquia di Sant'Eugenia nel suo pellegrinaggio fino in Valsesia, a garanzia della sua autenticità ecclesiastica.
I registri delle spese e i protagonisti del trasporto
I registri delle spese della chiesa risalenti all'anno 1880 offrono dettagli preziosi e notizie documentate sul corpo santo e sulle persone che resero possibile la sua traslazione. In questi registri si legge un primo pagamento alla signora Matilde Scevola per il corpo di Sant'Eugenia dell'ammontare di milletrecento lire, una figura di cui la storia locale non tramanda particolari dettagli e il cui ruolo effettivo rimane piuttosto oscuro. Si registra inoltre un pagamento a Pietro Fornara di centotredici lire e venti soldi, destinato a coprire le spese di imballaggio e il trasporto da Roma fino in Piemonte. Un ulteriore esborso fu effettuato a favore dell'indoratore Dago e del falegname Ricca, pagati ventinove lire per la sistemazione e la cura dell'urna.
I documenti contabili attestano anche un pagamento a monsignor Imbrico e ai due maestri Cagnoni e Masini pari a ottantaquattro lire, destinato ai reliquiari della santa. Le indicazioni delle spese sono tuttavia prive di specificazioni dettagliate sul ruolo effettivo dei singoli personaggi citati. Si sa che Pietro Fontana si identifica con il sacerdote che ottenne materialmente il corpo per il parroco di Ferrera, mentre monsignor Imbrico corrisponde a Innocenzo Imbrici, arcidiacono della cattedrale, il quale giunse a Ferrera in rappresentanza del capitolo canonicale. Uno dei due reliquiari pagati tramite Imbrici potrebbe essere proprio quello contenente il vaso sanguinis che ancora oggi si conserva all'interno dell'urna. I due maestri citati nei registri erano invece i direttori della cappella strumentale del duomo e della basilica di San Gaudenzio di Novara.
Tradizione, culto e verifiche storiche
La ricorrenza annuale in onore di Santa Eugenia cade liturgicamente nell'ultima domenica di luglio, stabilita in memoria del fausto arrivo del corpo santo in paese. La festività della santa era un tempo celebrata con maggiore solennità e partecipazione popolare rispetto ai decenni successivi. La tradizione riferisce che il corpo si trovava già da tempo al Vicariato di Roma prima di intraprendere il viaggio, e che la destinazione valsesiana fu il frutto di una serie di circostanze fortuite guidate dalla Provvidenza. Tuttavia, le indagini agiografiche e storiche moderne precisano che le reliquie in questione non possono essere attribuite all'omonima santa romana le cui spoglie risultano custodite nella basilica dei Santi Apostoli. Tutte le fonti storiche indicano infatti che quella santa romana fu sepolta nella catacomba di Aproniano e non nel complesso di Callisto, da cui invece fu effettivamente recuperato il corpo inviato a Ferrera.
Nonostante questa distinzione storica circa l'identità anagrafica originaria della reliquia, il valore spirituale e la devozione della comunità non sono mai venuti meno. Il corpo santo era giunto a Ferrera dopo essere stato vestito e preparato nel Vicariato di Roma, inserendosi in una storia complessa fatta di pratiche devozionali ottocentesche. La memoria di Santa Eugenia continua a vivere nella preghiera dei fedeli della Valsesia, che la ricordano ogni anno nell'ultima domenica di luglio, rinnovando un legame spirituale nato da un errore logistico trasformatosi in un dono prezioso per la parrocchia.
Su historia y camino
La historia de Santa Eugenia se entrelaza con el cuidado y la preservación de la memoria de los mártires. Sus restos fueron hallados originalmente en la catacumba de San Callisto, en la ciudad de Roma. Este lugar, sagrado por haber acogido a tantos testigos de la fe, fue el primer refugio de sus reliquias hasta que, en el año mil setecientos sesenta y cuatro, se procedió a su solemne prelievo. Dos años más tarde, en mil setecientos sesenta y seis, la autenticidad de sus restos fue confirmada mediante un riguroso reconocimiento realizado por monseñor Giovanni Lercario, asegurando así la integridad de su legado para la veneración pública.
El camino de las reliquias continuó hacia el norte, encontrando un nuevo hogar en Ferrera, Valsesia. El traslado definitivo desde Roma tuvo lugar en el año mil ochocientos ochenta, marcando un hito fundamental para la fe de la comunidad local. El tres de octubre de aquel mismo año, se llevó a cabo la colocación solemne de sus restos en la iglesia parroquial de Ferrera. Desde entonces, este lugar se convirtió en un centro de referencia para quienes desean honrar su memoria, permitiendo que la historia de esta virgen y mártir se mantenga presente en la oración y en la vida diaria de quienes habitan estas tierras, fortaleciendo el vínculo espiritual con la tradición apostólica.
El culto y la memoria
El culto a Santa Eugenia en Ferrera es una expresión de gratitud y fidelidad que se manifiesta cada año. Aunque su celebración litúrgica está fijada en el calendario el veinticinco de julio, la comunidad de Ferrera dedica una jornada especial de fiesta el último domingo de julio. Esta fecha particular fue elegida con el propósito de conmemorar el histórico momento en que sus reliquias llegaron finalmente a la localidad, un acontecimiento que transformó la vida espiritual de sus habitantes.
La devoción a la santa no es solo un recuerdo del pasado, sino un acto vivo que convoca a los fieles a la reflexión y al encuentro. Al celebrar su martirio, la comunidad no solo venera los restos mortales de una virgen que supo ser fiel hasta el final, sino que también reafirma su propia identidad como pueblo creyente. Es un tiempo de gracia en el que, mediante la liturgia y la oración, se busca imitar su fortaleza y su amor incondicional, manteniendo viva la luz de su testimonio en un mundo que necesita, hoy como ayer, ejemplos de entrega y pureza de corazón.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Santa Eugenia a Ferrera?
La ricorrenza annuale in onore di Santa Eugenia si celebra l'ultima domenica di luglio, in ricordo dell'arrivo del corpo santo in paese.