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22 de diciembre

Santa Francesca Saverio Cabrini

Virgen

Santa Francesca Saverio Cabrini

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Le origini e la giovinezza

Santa Francesca Saverio Cabrini nacque a Sant'Angelo Lodigiano il quindici luglio 1850 in una numerosa famiglia di contadini benestanti e cristianamente praticanti. In questo contesto familiare ricco di fede, ella imparò fin da piccola il fervore religioso, lo spirito di iniziativa e il profondo amore alla patria italiana. Rimasta orfana di padre e di madre, crebbe insieme ai suoi fratelli, accudendo con amore la sorella handicappata Maddalena insieme all'altra sorella Rosa. Sin dalla giovinezza sentì il desiderio di consacrarsi a Dio e desiderava fortemente chiudersi in convento, ma non fu accettata a causa della salute malferma. Conseguì il diploma magistrale e l'abilitazione all'insegnamento, accettando un lavoro di supplente nella scuola vicina di Vidardo dove insegnò per due anni. Durante questa esperienza, vinse la battaglia contro il sindaco anticlericale di Vidardo ottenendo il permesso di insegnare la dottrina cristiana in classe. In seguito, il parroco di Codogno affidò a Francesca l'incarico di accudire un orfanotrofio e la giovane fece i voti religiosi entrando nella Casa della Provvidenza di Codogno. Affrontò anni difficili praticando con costanza la virtù dell'obbedienza e coltivando nel cuore il desiderio ardente di diventare missionaria, ispirandosi a San Francesco Saverio e sognando di salpare per la Cina.

La fondazione e il contesto storico

Il Vescovo di Lodi propose a Francesca di fondare un istituto religioso per l'assistenza degli emigrati italiani in America, offrendole una nuova e provvidenziale prospettiva. Nel 1880 fu costituito il primo nucleo delle Suore missionarie del Sacro Cuore, un'opera che portò alla nascita dell'Istituto delle Missionarie del Sacratissimo Cuore di Gesù con case in Lombardia e una a Roma. Monsignor Giovanni Battista Scalabrini cercava un ramo femminile per il suo istituto e stimava la Cabrini, sebbene ella resistette inizialmente alla proposta per timore di perdere l'autonomia del proprio istituto. Nel frattempo, il fenomeno migratorio assumeva dimensioni colossali: tra il 1901 e il 1913 emigrarono in America quasi cinque milioni di italiani, e oltre tre milioni di essi provenivano dal meridione. Molti politici e sociologi dell'epoca definirono l'emigrazione un morbo sociale e un salasso, mentre gli italiani venivano trattati spesso come schiavi, come osservava L. Scaraffia, la quale notava che bisognava non sentire amor di patria per non sentirsi feriti. In questo scenario drammatico, Papa Leone XIII indicò a Francesca l'America quale luogo di missione, dicendole di andare negli Stati Uniti anziché a Oriente. Il Papa affermò che l'istituto aveva bisogno di mezzi e che negli Stati Uniti avrebbe trovato un grande campo di lavoro e tanti italiani emigrati. Francesca accettò così la nuova destinazione, dicendo addio per sempre al sogno della Cina.

La traversata e l'arrivo in America

Francesca partì per l'America con destinazione New York nel 1889, affrontando i disagi e le incertezze dei compatrioti nella prima delle sue ventiquattro traversate oceaniche. L'arcivescovo Corrigan si oppose inizialmente a Francesca e al suo progetto, scoraggiando le suore e facendo la parte dell'avvocato del diavolo con quel manipolo di suore aventi molta fede e pochi soldi. Un prelato rifletteva sulla necessità di molto denaro per le opere del Signore, di cui le suore erano sprovviste, e dubitava se non fosse più saggio tornare in Italia. Madre Cabrini oppose un argomento spirituale rappresentato dalla benedizione del Papa e un argomento materiale rappresentato dall'amicizia di una ricca cattolica americana, moglie di un emigrato italiano illustre, Luigi Palma de Cesnola, direttore del Metropolitan Museum. Non è certo se il prelato fu convinto dagli argomenti di madre Cabrini, ma ella continuò per la sua strada e il suo progetto. Le suore aprirono una prima scuola femminile in un modesto appartamento offerto dalla contessa de Cesnola, impegnandosi in un lavoro di assistenza e di insegnamento nei quartieri più degradati della città. Le suore compivano ogni giorno chilometri di strada ed entravano senza paura in ambienti spaventosi per miseria e violenza. Madre Cabrini dimostrò subito una spiccata sensibilità per i problemi degli emigrati italiani, affiancata all'attività di educatrice religiosa, e lavorò tutta la vita con innumerevoli viaggi per aiutare a inserire gli emigrati nella realtà sociale americana.

L'opera e la cittadinanza americana

Francesca Cabrini affrontò la metropoli di New York badando agli orfani e agli ammalati, e costruì case, scuole e un grande ospedale a New York. Il lavoro della Cabrini mirava a fare degli emigrati dei buoni cittadini e a rafforzare la loro identità italiana e cattolica, risvegliando il sentimento patriottico negli emigrati italiani negli Stati Uniti. Ella usava una tecnica di promozione sociale basata sul convincere gli italiani ricchi ad aiutare quelli meno favoriti, e persino alcuni benefattori convinti e incalliti anticlericali la aiutavano, trascinati dal suo carisma piuttosto che da motivazioni teologiche. G. Pelliccia afferma che se Cristoforo Colombo ha scoperto l'America, la Cabrini ha scoperto tutti gli italiani in America. Sentendosi autentica patriota, Francesca Cabrini si rese cittadina americana nel 1909 a causa di circostanze particolari. Il suo ideale missionario rimase sempre genuino e senza confini di razze e di geografia, e la sua opera geniale e coraggiosa la fece stimare anche in ambienti non benevoli verso il cattolicesimo, aiutando enormemente a far cambiare idea sui connazionali emigrati. Madre Cabrini rispondeva a chi si congratulava con lei chiedendo se tutte quelle cose non le avesse fatte il Signore, e passò a Chicago e poi in California per allargare la sua opera in tutta l'America sino all'Argentina, seguendo costantemente l'Istituto da lei fondato.

La santità operosa e la morte

Nei quaderni di viaggio Francesca scrisse che l'amore deve diventare operoso, vivo e vero, e la sua vita fu interamente dedicata a Dio e a seguire Cristo. La morte la colse in piena attività durante un viaggio a Chicago il 22 dicembre 1917, spegnendosi in quella città durante uno dei suoi frequenti spostamenti. Il corpo di Francesca fu trionfalmente traslato a New York presso la chiesa della Mother Cabrini High School. Ella non è ricordata per opere teologiche, grandi rivelazioni o miracoli, poiché la sua è una santità semplice e umile che non fu fatta di tante ore di preghiera, ma di tutta la vita passata a lavorare, sudare e faticare per Dio. L. Scaraffia osserva che la preghiera stava nei fatti e non nelle parole e che la sua vita fu segnata da una perpetua attività. Leone XIII nel 1898 affermava che ella era una santa vera ma vicina a noi, definendola testimone della santità possibile a tutti. Pio XI esaltò il suo nome definendolo un poema di attività, di intelligenza e soprattutto di carità. Ella lasciò in eredità alla Chiesa e al mondo un fiorente istituto religioso, la sua personale santità e la testimonianza di carità apostolica a beneficio particolare degli emigrati italiani e non solo.

Il culto e i riconoscimenti

Papa Pio XII canonizzò Francesca il 7 luglio 1946, e la memoria liturgica fu stabilita nel giorno del suo transito. La sua festa si celebra il ventidue dicembre, mentre nelle diocesi di Milano e di Lodi la memoria si celebra il tredici novembre. Il Martirologio la ricorda a Chicago in Illinois negli Stati Uniti d'America, dove si spensero i suoi giorni terreni. Nel 1950 la santa fu proclamata Celeste Patrona di tutti gli Emigranti, coronando il suo impegno speso per i connazionali. Nel 1952 il Comitato Americano per l'Emigrazione Italiana le decretò il riconoscimento di La Immigrata Italiana del Secolo in considerazione del suo lavoro per gli italo-americani, per i quali ella è semplicemente la loro santa. L'autore del testo è Fabio Arduino. La testimonianza di Santa Francesca Saverio Cabrini rimane un faro luminoso di amore cristiano, capace di trasformare la fatica quotidiana in un atto di lode e di servizio verso i fratelli più bisognosi di speranza e di dignità.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Santa Francesca Saverio Cabrini?

La festa di Santa Francesca Saverio Cabrini si celebra il ventidue dicembre. Nelle diocesi di Milano e di Lodi la memoria liturgica si celebra invece il tredici novembre.

Di cosa è patrona Santa Francesca Saverio Cabrini?

Santa Francesca Saverio Cabrini è la Celeste Patrona di tutti gli Emigranti, titolo proclamato nel 1950 in riconoscimento della sua straordinaria opera a favore delle comunità in movimento.

En Chicago, Illinois, en los Estados Unidos de América, santa Francisca Javier Cabrini, virgen, que fundó el Instituto de las Misioneras del Sacratísimo Corazón de Jesús y se esforzó de todas las maneras en asistir a los emigrantes con insigne caridad. — Martirologio Romano