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3 de enero

Santa Genoveva (Genevieve)

Virgen

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

L'incontro con san Germano e la consacrazione

In un giorno del 429, gli abitanti di Nanterre videro sbarcare sulla riva della Senna i vescovi san Germano di Auxerre e san Lupo di Troyes. San Germano di Auxerre era vissuto indicativamente tra il 378 e il 448, mentre san Lupo di Troyes era vissuto indicativamente tra il 383 e il 478. I due vescovi si stavano recando in Gran Bretagna su richiesta di papa Celestino I. Il motivo del viaggio era opporsi alle dottrine di Pelagio, le quali riducevano l'importanza dell'intervento divino nella pratica delle virtù. L'arrivo di visitatori così eminenti attirò l'attenzione e una folla andò loro incontro per riceverne la benedizione. San Germano notò tra la folla una bambina di circa sette anni di nome Geneviève. Geneviève era nata indicativamente attorno al 420 e sarebbe morta attorno al 500, provenendo da una ricca e potente famiglia cristiana. San Germano fece condurre a sé la bambina e la baciò sulla testa. Il primo biografo anonimo della santa attesta che il vescovo si rivolse ai genitori di Geneviève predicendo la sua futura grandezza agli occhi del Signore e la gioia degli angeli alla sua nascita. San Germano affermò che molti si sarebbero allontanati dal male e sarebbero tornati al Signore grazie all'ammirazione per la vita e la condotta di Geneviève, ottenendo la remissione dei peccati. San Germano chiese alla bambina se desiderasse essere consacrata a Cristo nella vita religiosa e custodire il proprio corpo immacolato come sposa di Cristo. Geneviève rispose immediatamente a Germano confermando che questo era il suo desiderio e chiedendogli di pregare affinché il Signore compisse i suoi voti. Il Martirologio attesta a Parigi la deposizione di santa Genoveffa, vergine originaria di Nanterre. All'età di quindici anni Genoveffa ricevette il velo delle vergini su sollecitazione di san Germano, vescovo di Auxerre, sebbene altre fonti indichino il compimento del ventesimo anno per la consacrazione definitiva.

Il ritorno di san Germano e la difesa di Parigi

Nel 445 o 446 il vescovo Germano di Auxerre, di ritorno dalla Gran Bretagna, si recò nella dimora della giovane Geneviève. Germano salutò la giovane con una riverenza che impressionò tutti i presenti. Germano raccontò ai presenti il primo incontro con la fanciulla a Nanterre e di come avesse presagito fin da allora la sua futura santità. A partire da questo episodio ebbero inizio la stima e l'ammirazione dei parigini per Geneviève. Nel 451 si diffuse la notizia che il re degli Unni, Attila, aveva saccheggiato Treviri, Metz e Reims e stava avanzando verso sud. La popolazione parigina fu atterrita dalla notizia e molti si prepararono a fuggire. Geneviève non fuggì ed esortò i parigini a rimanere in città. Geneviève riunì alcune donne nel battistero per pregare, invitandole a supplicare Dio mentre gli uomini valutavano la fuga. Alcuni parigini maturarono l'intenzione di uccidere Geneviève mediante lapidazione o gettandola in un burrone. Il vescovo Germano era morto a Ravenna il 31 luglio 448. Un arcidiacono di san Germano, di passaggio a Parigi, intervenne in difesa di Geneviève fermando i cittadini. L'arcidiacono riferì che il vescovo Germano considerava Geneviève eletta da Dio fin dal grembo materno e consegnò le eulogìe lasciate dal vescovo per lei. Parigi fu difesa dai suoi abitanti incoraggiati dalle esortazioni e dalle preghiere di Geneviève, la quale rassicurò la popolazione spaventata dalle scorrerie degli Unni. Attila, scoraggiato dall'inattesa resistenza di Parigi, proseguì verso Orléans. Attila fu sconfitto nella battaglia dei Campi Catalaunici, presso Châlons-sur-Marne, dal generale romano Ezio.

Assedi successivi, la carestia e il grano

Cinque anni dopo l'assedio unno, Meroveo, terzo re dei Franchi, mise sotto assedio Parigi. Parigi era difesa da una forte guarnigione romana comandata prima da Egidio e successivamente da suo figlio Siagrio. Dopo la morte di Meroveo nel 457, l'assedio prosegui con suo figlio Childerico I. Childerico I conquistò Parigi dopo cinque anni di assedio. In questa occasione Geneviève non si oppose alla conquista, presagendo che la dinastia franca avrebbe aiutato la diffusione della fede cristiana tra i barbari. L'assedio e le distruzioni circostanti causarono una grave carestia a Parigi, portando gli abitanti a morire di fame per mancanza di pane. Geneviève risolse la crisi guidando undici battelli sulla Senna fino a Troyes. Passando di città in città e compiendo diversi miracoli, Geneviève ottenne dai mercanti un gran carico di grano che riportò a Parigi. Genoveffa fornì così aiuto e sostentamento ai propri concittadini durante questo difficile periodo di carestia.

Vita ascetica, mistica e contatti con l'Oriente

L'autorità di Geneviève crebbe costantemente, anche a corte, ma ella non ne approfittò mai. Geneviève si sottopose a una rigida regola di vita consacrata. Geneviève si nutrì di pane d'orzo e fave, cuocendone la provvista per due o tre settimane in una sola pentola. Durante la sua vita non fece mai uso di vino o di altre bevande inebrianti. All'età di cinquant'anni, su consiglio dei vescovi, Geneviève aggiunse pesce e latte alla propria alimentazione. Geneviève fu sia un'asceta sia una mistica e taumaturga. San Simeone stilita il Vecchio ricevette una specifica rivelazione divina riguardante Geneviève. San Simeone stilita il Vecchio viveva ritirato in cima a una colonna situata nei pressi di Antiochia, nella Siria settentrionale. San Simeone stilita incaricò dei mercanti di portare a Geneviève i suoi saluti e di chiederle di pregare per lui.

Transito, culto e prodigi nei secoli

Geneviève è deceduta a Parigi, in Francia, all'incirca nel 500, dopo aver superato gli 80 anni di età. La sepoltura di Geneviève avvenne il 3 gennaio di un anno non precisato, collocabile intorno al 500. La tomba di Geneviève fu posta nella basilica dei Santi Apostoli. La basilica dei Santi Apostoli fu fatta erigere dal re Clodoveo e da sua moglie Clotilde per ospitare le tombe dei membri della dinastia reale. La basilica dei Santi Apostoli venne successivamente ridenominata basilica di Sainte-Geneviève. La reputazione di santità di Geneviève si diffuse ampiamente anche a seguito della sua scomparsa. San Gregorio di Tours, vissuto tra il 539 e il 594, attestò la presenza di numerosi prodigi verificatisi presso la tomba della santa. Nel corso dell'anno 822 la città di Parigi fu colpita da un'inondazione di grandi proporzioni. Durante la ricerca di un sito asciutto per la celebrazione della Messa, si notò che il giaciglio di morte di Geneviève non era stato toccato dalle acque. Subito dopo la constatazione di tale miracolo, le acque dell'inondazione rientrarono. Nell'anno 857 i Normanni abbandonarono l'assedio di Parigi a seguito delle preghiere rivolte alla santa. Questo episodio miracoloso, unito all'evento dell'invasione degli Unni, contribuì ad affermare la figura di Geneviève come patrona di Parigi. Nel periodo della Rivoluzione francese i giacobini convertirono la basilica di Sainte-Geneviève nel Pantheon, destinandolo a sepolcro dei francesi illustri. Durante la Rivoluzione francese le reliquie della santa subirono una parziale distruzione. La devozione verso la santa di Nanterre continuò nella vicina chiesa di Saint-Etienne-du-Mont, presso la quale la santa viene invocata per la protezione contro le minacce moderne.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Santa Genoveffa?

La festa liturgica si celebra il 3 gennaio, giorno della sua deposizione.

Di cosa è patrona Santa Genoveffa?

Santa Genoveffa è la patrona di Parigi.

En París, en Francia, deposición de santa Genoveva, virgen de Nanterre, que a quince años, a invitación de san Germán obispo de Auxerre, tomó el velo de las vírgenes, confortó a los habitantes de la ciudad aterrorizados por las incursiones de los Hunos y socorrió a sus conciudadanos en tiempo de carestía. — Martirologio Romano