23 de febrero
Santa Josefina (Judith Adelaide) Vannini
Virgen, fundadora
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Infanzia e giovinezza
Giuditta Adelaide Agata Vannini nacque a Roma il 7 luglio 1859, figlia di Angelo e Annunziata Papi. Il giorno successivo alla nascita, ricevette il battesimo nella chiesa di Sant'Andrea delle Fratte. La famiglia comprendeva anche una sorella di nome Giulia e un fratello di nome Augusto. L'infanzia fu segnata da precoci e dolorosi lutti che disgregarono il nucleo familiare. All'età di quattro anni, Giuditta perse il padre. Tre anni dopo la morte del padre, la famiglia fu colpita da un nuovo lutto con la scomparsa della madre. In seguito a questa duplice perdita, i tre fratelli orfani vennero separati per necessità. Augusto fu accolto da uno zio materno, mentre Giulia venne affidata alle Suore di San Giuseppe. Giuditta, all'età di sette anni, fu accolta nel Conservatorio Torlonia a Roma. Il Conservatorio Torlonia era un orfanotrofio dove le Figlie della Carità di San Vincenzo De Paoli educarono Giuditta alla fede cristiana e la prepararono alla vita. All'interno di questa istituzione, Giuditta crebbe buona, pia, docile e riflessiva. Un momento centrale della sua giovinezza spirituale si compì il 19 marzo 1873, giorno in cui ricevette la Cresima e la Prima Comunione. Successivamente, visse un periodo di prova dalle Figlie della Carità e ottenne il diploma di maestra d'asilo. All'età di vent'anni, sentendo forte il richiamo del Signore, chiese di entrare nel noviziato delle Figlie della Carità a Siena. Poco dopo ritornò a Roma per motivi di salute e per un periodo di prova. L'anno seguente tornò a Siena, ma in seguito venne definitivamente dimessa dall'istituto perché ritenuta inadatta. Nonostante questa dolorosa battuta d'arresto, continuò a sentire profondamente la chiamata verso la vita religiosa, pur non sapendo ancora in quale istituto avrebbe dovuto spendere la propria esistenza.
La fondazione dell'istituto
A trentadue anni, Giuditta partecipò a un corso di esercizi spirituali nella casa delle Suore di Nostra Signora del Cenacolo a Roma. L'ultimo giorno del ritiro, il 17 dicembre 1891, Giuditta si presentò al predicatore per chiedere un consiglio. Il predicatore era il camilliano padre Luigi Tezza. Pochi mesi prima, padre Luigi Tezza aveva avuto l'incarico di Procuratore generale di ripristinare le Terziarie Camilliane. I precedenti tentativi di ripristinare le Terziarie Camilliane non avevano avuto esito. L'incontro con Giuditta fece sorgere in padre Tezza l'ispirazione di affidare a lei la realizzazione del progetto. Giuditta rispose a padre Tezza chiedendo tempo per riflettere e promettendo una risposta. Due giorni dopo, Giuditta si presentò dicendosi a disposizione per il progetto, dichiarandosi incapace di nulla ma fiduciosa in Dio. Padre Tezza scoprì presto in lei la tempra della fondatrice, sicura di sé, donna di preghiera e di sacrificio. Padre Tezza informò i superiori dell'Ordine camilliano e ottenne l'autorizzazione del Cardinale Vicario di Roma per procedere nell'iniziativa. Giuditta iniziò a fare vita comune con Vittorina Panetta ed Emanuela Eliseo, preparate da padre Tezza. Il 2 febbraio 1892, giorno della conversione di San Camillo, le tre donne ricevettero lo scapolare con la croce rossa nella stanza-santuario dove morì il Santo. Questo evento costituì l'atto di nascita di una nuova famiglia religiosa innestata sul tronco camilliano. Il 19 marzo successivo, padre Tezza vestì Giuditta dell'abito religioso contrassegnato dalla croce rossa. Giuditta prese il nome di suor Maria Giuseppina, detta brevemente Giuseppina, e fu nominata superiora. Con la consulenza del sacerdote camilliano furono formulate le Regole del nuovo istituto e fu precisato il fine fondamentale: l'assistenza dei malati anche a domicilio e a rischio della vita.
Crescita, prove e dispersione
Nonostante grandi povertà, il numero delle religiose crebbe costantemente. Alla fine del 1892 le religiose erano quattordici. Nel 1893 fu aperta una nuova comunità a Cremona e, nel 1894, fu aperta una comunità a Mesagne, in provincia di Brindisi. L'istituto avvertì presto la necessità di ottenere l'approvazione definitiva dell'autorità ecclesiastica. Papa Leone XIII aveva deciso in quegli anni di non permettere fondazioni di nuove comunità a Roma. Alla richiesta di padre Tezza, rinnovata due volte, fu risposto a nome del Papa con la formula "non expedit", e fu imposto al gruppo delle religiose di allontanarsi da Roma. L'attività di assistenza delle sorelle, tuttavia, suscitava l'ammirazione anche della stampa. Intervenne così l'appoggio del cardinale Lucido Maria Parocchi, vicario del Papa per Roma, grazie al quale si ottenne l'erezione del gruppo in Pia Associazione. Successivamente sopravvenne una nuova prova legata all'amabilità di padre Tezza verso le religiose, da lui chiamate affettuosamente "le mie figlie". L'atteggiamento di padre Tezza fu oggetto di interpretazioni maligne e insinuazioni definite da madre Giuseppina calunnie. Il cardinale vicario intervenne togliendo a padre Tezza la facoltà di confessare e proibendogli di incontrare le suore. Padre Tezza non si difese, accettò in silenzio le disposizioni e offrì il sacrificio della separazione per il bene dell'istituto. Il distacco si completò quando, nel 1900, il superiore generale incaricò padre Tezza di recarsi in Perù come visitatore della comunità di Lima. Padre Tezza accettò per obbedienza e partì per l'America Latina, da dove non fece più ritorno in Italia. Padre Tezza mantenne i rapporti con la fondatrice e l'istituto esclusivamente tramite corrispondenza epistolare. Padre Tezza morì a Lima all'età di ottantadue anni il 26 settembre 1923 ed è stato beatificato il 4 novembre 2001. L'allontanamento di padre Tezza ha rappresentato un dramma per madre Giuseppina, la quale ha dovuto addossarsi da sola il peso del nascente istituto. La fondatrice non si è persa d'animo, ha ricevuto da padre Tezza quanto occorreva per proseguire ed è risultata dotata di mirabile fortezza e fiduciosa nell'aiuto del Signore.
Diffusione e transito al cielo
La fondatrice è riuscita a diffondere l'istituto in varie parti d'Italia, in Francia, in Belgio e in Argentina. La salute di madre Giuseppina era debole e spesso travagliata da languori e da emicranie, ma la fondatrice non si è risparmiata e ha visitato ogni anno le case dell'istituto. Madre Giuseppina si è prodigata per le suore, accompagnandole con amabilità e con vigore. Il 21 giugno 1909, dopo tante resistenze, la fondatrice è riuscita ad ottenere il decreto di approvazione diocesana e l'istituto ha assunto ufficialmente il titolo di Figlie di San Camillo. Nel 1910, dopo l'ultima visita a tutte le case in Italia e in Francia, madre Giuseppina è stata colpita da una grave malattia di cuore. La fondatrice ha trascorso gli ultimi mesi sofferente nel corpo. Per un certo periodo madre Giuseppina ha sofferto anche nello spirito a causa di timori e ansietà sulle sorti dell'istituto. Sentendo vicina la sua dipartita, ha esortato le figlie a farsi coraggio ricordando che è Dio a mandare avanti le cose. La fondatrice ha promesso che dal paradiso avrebbe fatto per loro più di quanto potesse fare in questo mondo e ha affermato che dopo la sua morte le cose si sarebbero fatte meglio di prima. Ulteriormente purificata dal dolore, il 23 febbraio 1911 madre Giuseppina ha reso serenamente l'anima a Dio. Al momento della morte, lasciava sedici case religiose in Europa e America e centocinquantasei religiose professe. I funerali di madre Giuseppina sono stati celebrati il giorno successivo alla morte e la salma è stata sepolta nel cimitero del Verano a Roma. Nel 1932 i resti mortali sono stati riesumati e traslati nella chiesa della casa madre delle Figlie di San Camillo in via Labico 29 a Roma. Successivamente, il 28 aprile 1976, i resti sono stati nuovamente traslati nella cappella della nuova casa generalizia delle suore in via Anagnina 18 a Grottaferrata.
Il cammino verso gli altari
La causa di beatificazione è stata avviata presso il tribunale del Vicariato di Roma l'8 giugno 1955. Il processo informativo si è concluso il 20 dicembre 1956. Il 22 marzo 1961 è stato emesso il decreto sugli scritti, mentre il decreto sull'introduzione della causa porta la data del 25 dicembre 1977. Il decreto sull'assenza di culto è stato emesso il 23 febbraio 1979. Il processo informativo e quello apostolico sono stati convalidati il 5 luglio 1985. La Positio super virtutibus è stata predisposta e consegnata nel 1988 secondo le nuove normative. I Consultori Teologi hanno discusso la causa il 26 ottobre 1991, seguiti dai cardinali e dai vescovi membri della Congregazione delle Cause dei Santi il 7 gennaio 1992. Il 7 marzo 1992 Papa san Giovanni Paolo II ha autorizzato la promulgazione del decreto con cui madre Giuseppina Vannini è stata dichiarata Venerabile. Parallelamente è stato esaminato il caso di Olga Núñez presso il Tribunale Ecclesiastico della diocesi di Buenos Aires come possibile miracolo per la beatificazione. Olga Núñez era affetta da un melanoma che aveva intaccato anche il cervello ed era rimasta gradualmente paralizzata. Davanti all'inefficacia delle cure mediche, le Figlie di San Camillo dell'ospedale hanno posato su di lei una reliquia di madre Giuseppina e iniziato una novena. L'ammalata ha cominciato a migliorare dopo la novena fino a essere dichiarata perfettamente guarita. Il decreto di convalida dell'inchiesta diocesana sull'asserito miracolo è datato 20 dicembre 1985. Il 16 marzo 1993 la Consulta Medica ha concluso che il fatto era inspiegabile secondo le conoscenze scientifiche del momento. Il 4 giugno 1993 i Consultori Teologi hanno espresso parere favorevole circa il nesso tra la guarigione e l'intercessione di madre Giuseppina, confermato dai cardinali e vescovi il 5 ottobre 1993. Il 23 dicembre 1993 san Giovanni Paolo II ha autorizzato il decreto che riconosceva come miracolosa la guarigione di Olga Núñez. San Giovanni Paolo II ha beatificato madre Giuseppina il 16 ottobre 1994 a Roma in piazza San Pietro insieme ad altri cinque candidati. La memoria liturgica è stata inizialmente fissata al 16 ottobre, giorno anniversario della beatificazione.
Canonizzazione ed espansione dell'ordine
Il secondo miracolo esaminato per la canonizzazione è avvenuto nella città di Sinop, in Brasile, dove le Figlie di San Camillo erano presenti fin dal 1981. Nel 2004 le suore sono riuscite a ottenere la costruzione di una casa di riposo per anziani intitolata a madre Giuseppina grazie alla carità dei cittadini. Il 19 agosto 2007 un operaio di nome Arno Celson Klauck lavorava a un vano ascensore in un edificio in costruzione. Mentre posizionava assi di legno per chiudere il vano, l'operaio cadde al suo interno da un'altezza di oltre dieci metri, pari a tre piani. Durante la caduta l'operaio invocò madre Giuseppina esclamando "Madre mia, aiutami!". Il figlio dell'operaio e un collega accorsero e lo estrassero illeso, riportando solo alcune escoriazioni. I medici del pronto soccorso dell'ospedale di Sinop non riscontrarono danni né al cervello né ad altri organi. Tempo dopo Arno accusò dolori alla schiena, ma esami successivi stabilirono che non erano collegati alle conseguenze della caduta. L'inchiesta diocesana sull'asserito miracolo si è tenuta dal 1 al 4 dicembre 2015. Gli atti dell'inchiesta furono consegnati alla Congregazione delle Cause dei Santi il 15 dicembre 2015 e ottennero il decreto di convalida il 27 maggio 2016. La Consulta Medica riconobbe l'inspiegabilità tecnica del caso il 27 settembre 2019, mentre i Consultori Teologi espressero parere favorevole il 19 febbraio 2019. I cardinali e i vescovi confermarono il nesso il 7 maggio 2019. Papa Francesco, ricevendo in udienza il cardinale Giovanni Angelo Becciu il 13 maggio 2019, autorizzò la promulgazione del decreto sul miracolo. Papa Francesco ha canonizzato Giuseppina Vannini il 13 ottobre 2019 in piazza San Pietro a Roma, insieme ad altri quattro Beati. Le Figlie di San Camillo ottennero il pontificio decreto di lode il 25 febbraio 1922 e la Santa Sede concesse l'approvazione definitiva il 17 giugno 1931. Oggi l'ordine conta circa ottocento suore professe presenti in ventidue Paesi di quattro continenti. Seguendo il carisma di san Camillo, le suore si dedicano all'assistenza professionale e spirituale in ospedali, lebbrosari, case di riposo e case di cura, gestendo anche scuole per infermiere. Le religiose professano i tre voti tradizionali e in più il voto camilliano di non abbandonare mai i malati, inclusi quelli infettivi. Nel martirologio è ricordata come beata Giuseppina, al secolo Giuditta Adelaide Vannini, vergine e fondatrice della Congregazione delle Figlie di San Camillo per l'assistenza ai malati.
Su camino de vida
La vida de Josefina Vannini estuvo marcada desde muy temprano por el dolor y la providencia. Habiendo quedado huérfana durante su niñez, encontró refugio y formación en el Conservatorio Torlonia de Roma. Este entorno fue el escenario donde comenzó a fraguarse su espíritu, preparándose para una misión que trascendería los muros de la institución. Con el paso de los años, su deseo de servir a los enfermos se convirtió en el eje central de su existencia, llevándola a desplegar su labor apostólica en diversos lugares, tales como Siena, Cremona y Mesagne.
El momento culminante de su vocación llegó en el año mil ochocientos noventa y dos, cuando unió sus esfuerzos a los del padre Luigi Tezza para dar vida a las Hijas de San Camilo. Esta nueva familia religiosa nació con el propósito de llevar consuelo y alivio a los cuerpos y almas de quienes padecían enfermedad. A pesar de los desafíos propios de toda fundación, Santa Josefina mantuvo una confianza inquebrantable en la voluntad divina. Su constancia dio frutos visibles cuando, en el año mil novecientos nueve, su instituto recibió la aprobación diocesana, consolidando así el carisma que habría de extenderse por el mundo. Tras una vida de servicio abnegado, entregó su alma al Señor en Roma, el veintitrés de febrero de mil novecientos once, dejando a sus hijas espirituales un ejemplo vivo de humildad y caridad.
El culto y su memoria
La Iglesia celebra la santidad de Josefina Vannini, reconociendo en ella a una mujer que supo encarnar la ternura de Dios hacia los enfermos. Su proceso de beatificación y posterior canonización, culminado por el Papa Francisco el trece de octubre de dos mil diecinueve, fue el reconocimiento oficial de una vida que se convirtió en un faro de esperanza para muchos.
Aunque su tránsito a la vida eterna ocurrió en febrero, su memoria litúrgica ha sido fijada para el dieciséis de octubre. Los fieles que se acercan a su figura encuentran en ella una intercesora poderosa, especialmente aquellos que dedican sus vidas al cuidado de la salud y el acompañamiento de los que sufren. La devoción a Santa Josefina trasciende su época, invitándonos a todos a redescubrir el valor del servicio desinteresado y la importancia de ver en el enfermo el rostro mismo de Cristo.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Santa Josefina Vannini?
La memoria liturgica si celebra il 23 febbraio e il 16 ottobre, giorno anniversario della sua beatificazione.
Di cosa è patrona Santa Josefina Vannini?
Santa Josefina Vannini è ricordata come vergine e fondatrice delle Figlie di San Camillo, dedicata all'assistenza ai malati.
En Roma, beata Josefina (Judith Adelaide) Vannini, virgen, fundadora de la Congregación de las Hijas de San Camilo para la asistencia a los enfermos. — Martirologio Romano