6 de julio
Santa María Goretti
Virgen y mártir
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini e il trasferimento nell'Agro Pontino
Maria Goretti nacque a Corinaldo, in provincia di Ancona, il 16 ottobre 1890, primogenita di una famiglia numerosa che comprendeva altri quattro fratelli. I genitori, Luigi Goretti e Assunta Carlini, lavoravano come umili braccianti agricoli e provvidero a farla battezzare il giorno stesso della nascita con i nomi di Maria Teresa. In giovane età, il 4 ottobre 1896, ricevette il sacramento della Cresima per mano del vescovo Giulio Boschi durante una visita pastorale al paese. A causa delle gravi difficoltà economiche che rendevano arduo il sostentamento della famiglia, i genitori maturarono la decisione di cercare lavoro altrove. Nel 1897 la famiglia scelse di trasferirsi nell'Agro Pontino, a differenza di altri compaesani che avevano preferito emigrare verso le Americhe. L'Agro Pontino costituiva all'epoca una zona paludosa e un confine naturale tra il Lazio settentrionale e i pantani del sud, prima della bonifica avvenuta tra il 1925 e il 1939. L'area si presentava insalubre e particolarmente infestata d'estate da zanzare che trasmettevano la malaria. A quel tempo il chinino rappresentava l'unico farmaco efficace per la cura della malattia, ma non veniva impiegato a scopo preventivo. I Goretti iniziarono la loro attività lavorativa come mezzadri a Paliano, all'interno della proprietà del senatore Scelsi. Durante la permanenza a Paliano conobbero Giovanni Serenelli e suo figlio Alessandro, anch'essi originari delle Marche e impiegati come mezzadri, la cui madre era morta tempo prima. In seguito all'interruzione dei rapporti con il proprietario della tenuta di Paliano, entrambe le famiglie furono costrette a un nuovo trasferimento. Trovarono quindi una nuova occupazione come mezzadri a Ferriere di Conca, località oggi nota come Borgo Montello, inseriti nella tenuta del conte Attilio Gori Mazzoleni.
La vita quotidiana e la fede
Mentre i genitori erano impegnati nel duro lavoro nei campi, Maria si dedicava con dedizione alla cura della casa e dei fratelli minori. Il 6 maggio 1900 il padre Luigi morì tragicamente a causa della malaria contratta ai margini della palude. Maria aveva appena dieci anni al momento della scomparsa del padre e cercò amorevolmente di confortare la madre, rassicurandola sul soccorso divino. Nonostante un buon raccolto ottenuto quell'anno, la famiglia accumulò un debito di quindici lire dell'epoca con il conte Mazzoleni per i diritti di mezzadria. Il conte Mazzoleni chiese ad Assunta di lasciare la casa e il lavoro, ritenendo che la conduzione familiare fosse inadeguata alle esigenze del mercato. Di fronte alle accorate suppliche della donna, priva di un altro luogo dove rifugiarsi con cinque figli, il conte le permise di rimanere a condizione che si associasse ai Serenelli. I Serenelli abitavano nella medesima cascina e coltivavano altri terreni della tenuta. L'accordo stabiliva che i Serenelli si dedicassero ai campi mentre Assunta provvedesse ai figli, alla gestione delle due abitazioni e ai lavori sull'aia. Maria, chiamata affettuosamente Marietta, si occupava anche di vendere uova e colombi nella lontana Nettuno. Trasportava l'acqua in casa, mancando un impianto idrico, preparava i pasti per i lavoratori e rammendava i vestiti, interrompendo la frequenza scolastica che già in precedenza era stata sporadica. Maria era profondamente devota, recitava regolarmente il Rosario e la popolazione locale la considerava un angelo. Frequento il catechismo affrontando notevoli sacrifici e dimostrando una grande insistenza. Ricevette la Prima Comunione con tutta probabilità il 16 giugno 1901, all'età di meno di undici anni, in anticipo rispetto alla consuetudine dell'epoca che fissava l'età a dodici anni. Partecipava regolarmente alla Messa nella chiesa della vicina Conca. Tra giugno e settembre la chiesa di Conca chiudeva a causa della partenza dei conti Mazzoleni, che intendevano evitare la malaria estiva. Durante tale chiusura estiva, Maria si recava a Messa a Campomorto, camminando per diversi chilometri e sottraendo ore preziose al sonno. Nel corso della sua breve vita si accostò all'Eucaristia soltanto cinque volte, coerentemente con le consuetudini dell'epoca che non incoraggiavano la Comunione frequente.
Le tensioni domestiche e l'aggressione
I rapporti tra il vedovo Giovanni Serenelli e Assunta si deteriorarono progressivamente perché l'uomo pretendeva la sottomissione di lei in cambio del sostentamento familiare. Di fronte al rifiuto di Assunta, Giovanni Serenelli iniziò a esercitare un rigido controllo sulla gestione domestica, prelevando personalmente le uova dal pollaio. Alessandro Serenelli era di costituzione robusta e rappresentava l'orgoglio del padre per la sua straordinaria capacità lavorativa. Alessandro era inoltre uno dei rari contadini dell'epoca in grado di leggere e scrivere. Di ritorno dal paese, Alessandro portava con sé riviste contenenti immagini di artiste in pose ritenute scandalose per il tempo. Assunta protestava energicamente per la presenza di quelle pubblicazioni, ma Giovanni giustificava il figlio sostenendo che gli servissero per esercitarsi nella lettura. Con il passare degli anni, Alessandro sviluppò un interesse di natura diversa nei confronti di Maria. La giovane veniva regolarmente molestata da Alessandro, ma le sue avances venivano costantemente respinte. Un giorno Alessandro fece esplicite proposte a Maria e, incassato il suo netto rifiuto, la minacciò di morte qualora avesse rivelato l'accaduto alla famiglia. Per non aggravare le tensioni già esistenti tra la propria famiglia e i Serenelli, Maria obbedì pur senza comprendere appieno la gravità della situazione. Il 5 luglio 1902 le famiglie Serenelli e Goretti stavano sgranando fave secche. Maria si trovava seduta sul pianerottolo a guardare l'aia mentre rammendava una camicia di Alessandro Serenelli. Alessandro interruppe improvvisamente il lavoro e si diresse verso la casa utilizzando un pretesto. Raggiunto il pianerottolo, invitò Maria a entrare dentro casa. Al rifiuto della ragazzina di muoversi, Alessandro la afferrò per un braccio e la trascinò con forza nella cucina, situata subito dopo l'ingresso. Comprese le chiare intenzioni del giovane, Maria cercò di dissuaderlo affermando che Dio non voleva e che compiendo tale gesto sarebbe finito all'inferno. A causa dell'ulteriore rifiuto, Alessandro si adirò violentemente. Impugnato un punteruolo in suo possesso, Alessandro cominciò a colpire Maria. Mentre la vittima lo rimproverava e provava a divincolarsi, Alessandro continuò a colpirla con furia cieca all'addome. Maria invocò la madre e supplicò Alessandro di fermarsi, ribadendogli che in quel modo sarebbe andato all'inferno. Notando le macchie di sangue sugli abiti della ragazza, Alessandro smise di colpirla, pienamente consapevole di averla ferita a morte. La ricostruzione di questi drammatici eventi deriva direttamente dalla deposizione resa da Alessandro Serenelli dinanzi al Tribunale Ecclesiastico. I richiami disperati di Maria furono uditi appena dagli altri presenti. La madre accorse sul luogo udendo le grida e trovò la figlia immersa in una pozza di sangue.
Gli ultimi istanti e il perdono
Maria venne immediatamente condotta presso l'ospedale Orsenico situato a Nettuno. Il personale medico tentò ogni misura possibile per salvarla da un'emorragia imponente e dalla peritonite causata da quattordici ferite inferte dal punteruolo. Durante la notte la ragazza fu vegliata con amore dal parroco don Temistocle Signori e da un'amica di famiglia di nome Teresa Cimarelli. La madre Assunta fu fatta allontanare dal personale medico per motivi di gestione della struttura. Il giorno seguente Maria ricevette la medaglia delle Figlie di Maria. Successivamente vennero avviati i preparativi necessari per somministrarle gli ultimi Sacramenti. Prima di procedere con la somministrazione dei Sacramenti, don Signori domandò a Maria se perdonasse il suo aggressore, ricordando l'altissimo esempio di Gesù sulla croce. Maria rispose senza esitazione di perdonare l'aggressore per amore di Gesù e di desiderare ardentemente la sua presenza al proprio fianco in Paradiso. Maria morì alle ore 15.45 di domenica 6 luglio 1902, all'età di 11 anni, 8 mesi e 21 giorni. La santa è nata a Corinaldo, in provincia di Ancona, il 16 ottobre 1890, ed è deceduta a Nettuno, in provincia di Roma, il 6 luglio 1902. La santa ha vissuto un'infanzia segnata da stenti e difficoltà, durante la giovinezza ha costantemente assistito la madre nella gestione delle attività domestiche ed era solita dedicarsi con costanza e intensità alla preghiera. All'età di dodici anni è stata accoltellata a morte con un pugnale per aver opposto resistenza a un'aggressione rivolta a violare la sua castità, in un martirio avvenuto nei pressi della località di Nettuno, nella regione Lazio. Alessandro fu prontamente sottoposto a processo e condannato a trent'anni di carcere, tre dei quali da trascorrere in isolamento speciale. La pena dell'ergastolo non gli fu inflitta unicamente in ragione della sua minore età.
La conversione di Alessandro e il cammino verso la santità
Nel dicembre 1906, durante il terzo anno di isolamento, Alessandro ebbe una vivida visione in sogno. Nel sogno Maria gli andava incontro all'interno di un campo di gigli, porgendogli amorevolmente quei fiori. Ciascuno dei quattordici gigli presi da Alessandro, pari esattamente alle ferite inflitte, si trasformava miracolosamente in una lingua di fuoco. La mattina seguente al sogno Alessandro si rivolse al cappellano del carcere, avviando con decisione il proprio profondo percorso di conversione. A causa della buona condotta tenuta, la pena di Alessandro fu in seguito ridotta a ventisette anni. Nel Natale del 1934, secondo quanto attestato dagli studiosi, Alessandro si recò da mamma Assunta per chiederle umilmente perdono. Mamma Assunta accettò la richiesta di perdono, ritenendo doveroso seguire l'esempio luminoso della figlia che lo aveva già perdonato in punto di morte. Assunta e Alessandro si accostarono insieme alla Comunione durante la Messa di Mezzanotte. In seguito Alessandro svolse la professione di ortolano, lavorando con dedizione anche in diversi conventi di cappuccini, prima di spegnersi il 6 maggio 1970 all'età di ottantotto anni. La fama di santità di Maria si diffuse immediatamente dopo la sua uccisione. Il giorno dei suoi funerali, celebrati l'8 luglio 1902, una numerosa folla giunse per renderle omaggio. Il corpo della santa fu inizialmente inumato nel cimitero di Nettuno a spese della municipalità. Trascorsi ventisei anni, il 26 gennaio 1929 si procedette alla solenne riesumazione delle spoglie. I resti riesumati furono collocati all'interno di una cassetta in zinco. La cassetta con le sacre spoglie venne riposta nel santuario della Madonna delle Grazie a Nettuno, luogo affidato alla cura dei padri Passionisti. Nel 1947, anno della beatificazione, i resti furono ricomposti all'interno di una statua antropomorfa. La statua contenente le reliquie presenta il volto e le mani realizzati artisticamente in cera. A seguito di importanti interventi di restauro eseguiti nel 1969, la salma ha trovato la sua collocazione definitiva nella cripta del santuario. La cripta e il santuario erano già da tempo meta di frequenti pellegrinaggi provenienti da ogni parte del mondo. Un'ulteriore reliquia della santa è conservata con venerazione presso il santuario a lei intitolato a Corinaldo, che rappresenta il luogo d'origine della santa.
Il processo di beatificazione e la canonizzazione
Il 31 maggio 1935 fu aperto ufficialmente il processo informativo per la beatificazione nella diocesi di Albano. Il successivo processo apostolico ebbe inizio nel 1938. Il 25 marzo 1945 papa Pio XII riconobbe la morte di Maria come un vero e proprio martirio, motivato dalla sua eminente spiritualità, dalla difesa della purezza come dono divino e dal rifiuto consapevole opposto eroicamente fino alla morte. La solenne beatificazione fu presieduta dal Papa e si tenne nella basilica di San Pietro il 27 aprile 1947. In quanto martire riconosciuta, non fu necessaria la verifica di un miracolo per la beatificazione, mentre ne occorrevano due per la canonizzazione secondo le norme canoniche dell'epoca. L'11 dicembre 1949 vennero ufficialmente riconosciute miracolose le guarigioni di Anna Grossi Musumarra da pleurite e di Giuseppe Cupo da un grave ematoma, entrambe attribuite con certezza all'intercessione di Maria. La cerimonia di canonizzazione venne quindi fissata per il 24 giugno 1950. A causa dell'elevatissimo numero di richieste di ingresso pervenute, la celebrazione della canonizzazione fu allestita per la prima volta nella storia della Chiesa direttamente in piazza San Pietro. Mamma Assunta, ammalata e costretta su una sedia a rotelle, assistette al sacro rito da una finestra del Palazzo Vaticano, esattamente come aveva fatto in occasione della beatificazione. Alla grandiosa cerimonia presenziarono anche due fratelli e due sorelle della nuova Santa, suggellando il trionfo spirituale di una giovane vita offerta per amore di Dio.
Su vida y martirio
María Goretti nació en Corinaldo en 1890. Ante las dificultades económicas, su familia se trasladó en 1897 al Agro Pontino en busca de trabajo agrícola, pasando por Paliano y Ferriere di Conca. Tras la dolorosa pérdida de su padre a causa de la malaria en 1900, la pequeña María asumió con madurez las tareas domésticas y el cuidado de sus hermanos. En este contexto de sacrificio, recibió con profunda devoción su Primera Comunión el 16 de junio de 1901 en Conca, un encuentro con Cristo que fortaleció su espíritu de manera definitiva.
El 5 de julio de 1902, en su hogar de Ferriere di Conca, la joven fue asaltada por Alessandro Serenelli, quien intentó ultrajarla. Al resistirse con firmeza para defender su pureza, fue herida de muerte con un punzón. Trasladada al hospital de Nettuno, pasó sus últimas horas en oración y agonía. Antes de expirar el 6 de julio de 1902, María pronunció palabras de perdón absoluto hacia su asesino, expresando su deseo de verlo junto a ella en el paraíso.
Canonización y memoria
La devoción a la pequeña mártir de Nettuno se extendió rápidamente, convirtiéndose en un faro de esperanza y reconciliación para el mundo entero. Su muerte, unida a la gracia del perdón que otorgó a su agresor, dio frutos de conversión profunda. En el año 1950, el Papa Pío XII la proclamó santa oficialmente, reconociendo en ella un modelo preclaro de virtudes cristianas y fortaleza espiritual para las generaciones venideras.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Santa María Goretti?
La celebrazione liturgica di Santa María Goretti ricorre il 6 luglio, giorno anniversario della sua morte.
Di cosa è patrona Santa María Goretti?
Il Martirologio definisce Santa María Goretti come vergine e martire.
Santa María Goretti, virgen y mártir, que transcurrió una difícil infancia, ayudando a la madre en las faenas domésticas; asidua en la oración, a los doce años, para defender su castidad de un agresor, fue asesinada a golpes de puñal cerca de Nettuno en el Lacio. — Martirologio Romano