28 de abril
Santa Valeria
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Il contesto del terzo secolo e le origini della testimonianza
Nel corso del terzo secolo si collocano la vita e il martirio di San Vitale, di Santa Valeria e del medico San Ursicino. Le prime e fondamentali notizie su di essi provengono da un opuscolo scritto da un personaggio di nome Filippo, il quale si nomina servo di Cristo e alla cui figura sono intitolati i più antichi nuclei di vita cristiana a Milano, come il cosiddetto hortus Philippi e la domus Philippi. Questo prezioso opuscolo fu rinvenuto accanto al capo dei corpi dei martiri Gervasio e Protasio, i quali erano stati ritrovati da sant'Ambrogio nel trecentonovantasei. Lo scritto narra il martirio dei due fratelli Gervasio e Protasio, descrive la passione dei genitori San Vitale e Santa Valeria, e racconta la testimonianza del medico ligure Ursicino, forse operante a Ravenna. Numerosi documenti e antichi Martirologi continuano a nominare i santi durante i secoli, specie San Vitale e San Ursicino come martiri a Ravenna, mentre molti studiosi moderni riconoscono nei personaggi citati altre figure di martiri omonimi venerati storicamente a Milano e Ravenna, ritenendo che la narrazione conservi elementi in parte fantasiosi ma documentati da celebri monumenti di notevole antichità.
San Vitale e il martirio di San Ursicino
San Vitale era un ufficiale che aveva accompagnato il giudice Paolino da Milano a Ravenna. Scoppiata la persecuzione contro i cristiani, San Vitale ebbe il compito di accompagnare e incoraggiare San Ursicino, un medico che era rimasto profondamente turbato dall'orrore di trovarsi davanti alla morte violenta durante il tragitto verso la propria esecuzione capitale. San Ursicino affrontò la condanna e fu decapitato, ricevendo poi una decorosa sepoltura dallo stesso San Vitale all'interno della città di Ravenna. In seguito a questo gesto e alla sua fede irremovibile, San Vitale fu a sua volta arrestato e sottoposto a varie torture nel tentativo di farlo apostatare dal cristianesimo. Poiché rimase saldo nella sua professione di fede, il giudice Paolino ordinò che venisse gettato in una fossa profonda e ricoperto di sassi e terra, facendo di San Vitale un martire di Ravenna. Il sepolcro di San Vitale, situato nei pressi della città, divenne ben presto una fonte di grazie per i credenti, e a lui fu dedicata la celebre basilica ravennate.
Il ritorno di Santa Valeria e la sua testimonianza di sangue
La moglie Santa Valeria avrebbe voluto riprendersi il corpo del marito martirizzato, ma i cristiani di Ravenna glielo impedirono per custodire gelosamente le sue spoglie. Privata della salma di San Vitale, Santa Valeria cercò allora di ritornare verso la sua terra d'origine a Milano. Durante il viaggio di ritorno, la donna incontrò una banda di villani idolatri, i quali la invitarono a compiere un sacrificio insieme a loro in onore del dio Silvano. Santa Valeria rifiutò con fermezza di sacrificare al dio pagano, dimostrando una fedeltà incrollabile al Signore. Per questo rifiuto, la santa fu percossa così violentemente dai villani. Portata a Milano in condizioni disperate, Santa Valeria morì tre giorni dopo le percosse subite, sigillando la sua esistenza con il martirio.
I figli Gervasio e Protasio e la memoria ecclesiale
I giovani figli della coppia, Gervasio e Protasio, appresa la notizia della testimonianza dei genitori, vendettero tutti i loro beni distribuendo il ricavato ai poveri. Da quel momento si dedicarono interamente alle sacre letture e alla preghiera costante. Dieci anni dopo la scomparsa dei genitori, anche Gervasio e Protasio subirono il martirio per la fede cristiana, e lo stesso Filippo curò personalmente la loro sepoltura. La stretta parentela e la comunione di fede di questi martiri sono confermate anche dalla presenza a Milano di tre chiese antiche sorte vicine tra loro, identificate come San Vitale, Santa Valeria e la basilica di Sant'Ambrogio, dove tuttora riposano i due fratelli gemelli Gervasio e Protasio. L'antica chiesa di Santa Valeria a Milano, distrutta nel diciassettesimo secolo, precisamente nel decimosettimo anno successivo al mille e settecento, era considerata dagli studiosi la cella memoriae della primitiva area cimiteriale milanese intitolata alla gens Valeria.
La basilica di Ravenna e la diffusione del culto
La grande basilica ravennate dedicata a San Vitale fu solennemente consacrata il diciassette maggio del cinquecentoquarantotto, ed è intitolata a San Vitale e ai suoi figli Gervasio e Protasio. All'interno di questo splendido edificio, le immagini di Gervasio e Protasio sono poste sotto la lista degli apostoli, mentre un altare laterale è specificamente dedicato a San Ursicino. Nei celebri mosaici della basilica di Sant'Apollinare Nuovo sono rappresentati tutti e cinque i personaggi della tradizione: dall'undicesimo al quattordicesimo posto della fila dei santi vi sono i quattro uomini, mentre al nono posto della fila delle sante si trova Santa Valeria. A Venezia si trova una chiesa omonima dedicata a San Vitale, dove il santo è raffigurato vestito da soldato a cavallo che solleva uno stendardo con lancia, spada e mazza; quest'ultima raffigurata a Venezia costituisce lo strumento del martirio della sposa Valeria. A San Vitale è inoltre dedicata una chiesa omodina a Roma, impreziosita da affreschi che narrano il suo martirio. Vitale, Valeria, Gervasio, Protasio e Ursicino sono venerati da tempo immemorabile per la loro impavida fede tenacemente difesa, e sono celebrati insieme ogni anno il ventotto aprile.
El testimonio y el martirio
Durante el siglo tercero, en un contexto de profunda hostilidad hacia la fe cristiana, Valeria vivió su entrega a Dios en las tierras de Milán y Rávena. Su camino estuvo estrechamente vinculado al servicio y al acompañamiento de los hermanos en la fe. Como oficial al servicio del juez Paulino, realizó el tránsito desde Milán hasta la ciudad de Rávena, donde su testimonio de caridad y valentía alcanzaría su plenitud.
En Rávena, Valeria demostró una fortaleza singular al sostener espiritualmente al médico Ursicino, infundiéndole aliento para que permaneciera firme en el martirio. Tras la muerte de este médico, ella misma se encargó con devoción de cuidar su sepultura. Este acto de piedad y su confesión de fe provocaron su arresto por las autoridades. Valeria fue condenada a ser sepultada viva en una fosa, entregando así su vida terrenal para nacer a la gloria del cielo.
La memoria litúrgica
La memoria de Santa Valeria ha permanecido viva a lo largo de las generaciones como un ejemplo de fidelidad conyugal y de entrega cristiana. Su fiesta litúrgica se celebra solemnemente cada 28 de abril, día en el que la Iglesia recuerda su sacrificio junto al de su esposo, uniendo así sus nombres en la liturgia terrenal tal como están unidos en la gloria celestial.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Santa Valeria?
Santa Valeria si festeggia il ventotto aprile, data in cui viene celebrata insieme a San Vitale, San Gervasio, San Protasio e San Ursicino.
Quali chiese sono legate a Santa Valeria e alla sua famiglia?
A Santa Valeria e alla sua famiglia sono legate la basilica di San Vitale a Ravenna, una chiesa a Venezia, una chiesa a Roma e l'antica chiesa di Santa Valeria a Milano.
En Rávena, conmemoración de san Vital: en este día, como se transmite, bajo su nombre fue dedicada a Dios la célebre basílica en aquella ciudad. Él junto a los santos mártires Valeria, Gervasio, Protasio y Ursicino es desde tiempo inmemorial venerado por la intrépida fe tenazmente defendida. — Martirologio Romano