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8 de julio

Santi Aquila y Priscila

Esposos y mártires, discípulos de San Pablo

Santi Aquila y Priscila

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e incontro con san Paolo

Aquila era un ebreo nato nel Ponto, regione situata nell'attuale Turchia, il quale si trasferì come immigrato a Roma. Nella città eterna conobbe e sposò una donna romana di nome Priscilla, chiamata anche due volte con il nome di Prisca. Entrambi conducevano una vita coniugale fondata sul lavoro e sulla fede, avviando insieme una fabbrica di tende e convertendosi al cristianesimo. Molti studiosi ritengono che fossero già cristiani prima di incontrare san Paolo, sebbene il Sinassario Costantinopolitano tramandi che furono battezzati direttamente dall'apostolo. La loro esistenza cambiò radicalmente a causa di un provvedimento imperiale promulgato nell'anno quarantanove, quando l'imperatore Claudio ordinò l'espulsione di tutti i giudei da Roma, accusati ingiustamente di fomentare tumulti. A causa di questo editto, i due coniugi dovettero lasciare la città eterna e si trasferirono a Corinto, una città cosmopolita caratterizzata da un fiorentri culto dedicato ad Afrodite.

Nel suo secondo viaggio apostolico, san Paolo arrivò a Corinto l'anno cinquantuno e vi trovò i due santi giunti da poco tempo da Roma. L'apostolo intuì subito le loro grandi qualità spirituali e umane, chiedendo o accettando di essere ospitato nella loro dimora. Esercitando il medesimo mestiere di fabbricanti di tende, condivisero il lavoro quotidiano, permettendo in questo modo a san Paolo di mantenersi senza essere di peso a nessuno. Quando l'apostolo lasciò la sinagoga a causa del rifiuto opposto dai giudei, scelse come nuovo luogo di predicazione la casa del proselita Tizio Giusto, situata nelle immediate vicinanze dell'abitazione dei coniugi. Durante l'anno e mezzo trascorso a Corinto, la dimora abituale di san Paolo rimase quella di Aquila e Priscilla, sebbene in questa prima fase la loro casa non svolgesse ancora la funzione di chiesa domestica, come invece sarebbe accaduto in seguito ad Efeso e a Roma. L'amicizia profonda nata tra i coniugi e l'apostolo non si interruppe quando san Paolo decise di fare ritorno in Siria, poiché Aquila e Priscilla decisero di accompagnarlo per un tratto del viaggio, fermandosi infine ad Efeso.

La missione ad Efeso e la casa come chiesa domestica

San Paolo e la coppia di sposi si ritrovarono così ad Efeso, centro nevralgico di scambi culturali, religiosi e commerciali in Anatolia. L'apostolo si stabilì in quella città per più di due anni, fondandovi una fervente Chiesa, mentre Aquila e Priscilla continuarono la loro attività commerciale offrendo un aiuto fondamentale nella formazione dei nuovi convertiti. Il viaggio compiuto insieme a san Paolo poteva avere inizialmente anche scopi commerciali, ma testimoniava soprattutto una chiara condivisione delle preoccupazioni apostoliche. Durante il soggiorno efesino, i coniugi acquistarono una grande casa che divenne rapidamente il punto di riferimento per la neonata comunità cristiana, un luogo privilegiato per l'ascolto della Parola e per la celebrazione dell'Eucarestia, dando vita a una vera e propria ecclesia domestica. San Paolo soggiornò a lungo nella loro casa ad Efeso, ricordando sempre con immensa gratitudine l'accoglienza premurosa ricevuta dai due amici. Secondo la lezione di alcuni codici greci, ripresi anche dalla Volgata latina, san Paolo sarebbe stato loro ospite in questa città proprio come lo era stato in precedenza a Corinto.

Con particolarissima dedizione, Aquila e Priscilla si presero cura dell'iniziazione cristiana di Apollo, un giudeo originario di Alessandria d'Egitto, uomo molto eloquente e versatissimo nelle Sacre Scritture. Sebbene fosse fervente nello spirito, Apollo era inizialmente ignaro di qualche punto essenziale della nuova dottrina cristiana, come il significato pieno del battesimo di Gesù. I coniugi seppero accoglierlo con amore e competenza, completando la sua istruzione catechetica ed edificandolo profondamente grazie alla loro testimonianza di reciprocità e di oblazione sponsale. Probabilmente furono proprio Aquila e Priscilla a battezzare Apollo prima della sua partenza per Corinto. Anche dopo la partenza di san Paolo da Efeso, i due sposi continuarono con premura ad istruire i credenti nella via del Signore. Fu proprio da Efeso che san Paolo scrisse la prima lettera ai Corinti verso l'anno cinquantacinque, inserendo nel testo i saluti affettuosi di Aquila e Priscilla insieme a quelli della comunità che si riuniva nella loro casa, menzionando esplicitamente di essere stato loro ospite.

Il ritorno a Roma, il pericolo affrontato e le ultime notizie

Cessato il divieto imperiale di espulsione che aveva colpito i giudei, Aquila e Priscilla fecero ritorno a Roma con rinnovato slancio missionario e con la ferma testimonianza del Risorto, spinti anche da ragioni legate al loro commercio. Nell'anno cinquantotto, san Paolo scrisse da Corinto la sua celebre lettera ai Romani, dedicando parole di straordinaria stima ai due sposi nel sedicesimo capitolo dell'opera, dove essi compaiono come i primi tra le venticinque persone salutate dall'apostolo. San Paolo li definisce esplicitamente suoi collaboratori in Cristo Gesù, attestando che per salvare la sua vita essi avevano rischiato la testa, offrendo le loro stesse nuca al pericolo. A loro resero grazie non soltanto san Paolo, ma tutte le Chiese dei gentili, un'espressione di gratitudine che comprendeva certamente le comunità di Corinto, Efeso e Roma. Il grave pericolo corso dai coniugi per salvare l'apostolo avvenne in un'occasione non meglio precisata dalle fonti, forse ad Efeso durante il tumulto fomentato dagli argentieri guidati da Demetrio.

L'ultima menzione biblica riguardante Aquila e Priscilla si trova nell'ultima lettera che san Paolo scrisse a Timoteo. L'apostolo si trovava nuovamente imprigionato a Roma per la causa di Cristo e raccomandava al suo discepolo Timoteo, allora vescovo di Efeso, di porgere i suoi saluti a Priscilla e ad Aquila, i quali si erano recati ancora una volta in quella città anatolica. Le uniche fonti storiche e biografiche certe su di essi rimangono queste poche e preziose notizie bibliche, poiché non si conosce nulla di preciso circa la data, il luogo e la modalità della loro morte. La tradizione cristiana ha tuttavia custodito la memoria del loro transito terreno attraverso suggestive identificazioni. Alcuni studiosi tentano di identificare Priscilla con la vergine e martire romana santa Prisca, la cui venerazione è legata all'omonima chiesa situata sull'Aventino, la quale viene ricordata come la prima donna martire ad essere decapitata. Altri studiosi identificano Priscilla con la nobile titolare delle Catacombe situate lungo la via Salaria. Si ipotizza inoltre che il nome di Aquila potesse ricondurre a qualche membro della gens Acilia, famiglia storicamente collegata alle medesime catacombe sulla via Salaria. Partendo da questi legami con i luoghi di sepoltura sotterranea e dall'identificazione con santa Prisca, alcuni autori deducono il loro martirio, mentre altri specificano il genere del presunto martirio proprio nella decapitazione, traendo spunto dalla celebre espressione della lettera ai Romani in cui si ricorda che essi avevano esposto la propria vita. Il Martirologio romano ne onora la memoria commemorando i santi Aquila e Prisca o Priscilla come coniugi fedeli, collaboratori instancabili di san Paolo, che aprirono la loro casa alla Chiesa e non esitarono a rischiare la vita per la salvezza dell'Apostolo.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Santi Aquila e Priscila?

La memoria liturgica dei santi Aquila e Priscila ricorre l'otto luglio nel Martirologio.

Di cosa è patrono Santi Aquila y Priscila?

Le fonti storiche e bibliche non menzionano specifici patronati per i santi Aquila e Priscilla.

Conmemoración de los santos Aquila y Prisca o Priscila, cónyuges, que, colaboradores de san Pablo, acogían en su casa la Iglesia y para salvar al Apóstol arriesgaron su propia vida. — Martirologio Romano