7 de abril
Santi Doscientos Soldados
Mártires
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini della persecuzione e la testimonianza a Sinope
Il Martirologio Romano include un gruppo particolare di duecento santi soldati. La loro presenza nel Menologio del Cardinale Sirleto indusse il Cardinal Cesare Baronio a introdurli nel Martirologio Romano, sebbene l'ultima edizione del testo citi i duecento soldati senza menzionare Rufo ed Aquilina. I Sinassari bizantini riportano la festa dei santi Rufino il Taumaturgo, Aquilina e duecento compagni al 7 aprile. Il Menologio di Basilio II contiene una notizia sui santi del 7 aprile che appare come il compendio di una passio perduta. La storia ha inizio con Rufino, un diacono arrestato e imprigionato durante la persecuzione dell'imperatore Massimino il Trace. L'impero di Massimino il Trace si colloca tra il 235 e il 238. Il capo d'accusa contro Rufino furono le numerose conversioni da lui operate. Insieme a Rufino fu incarcerata una donna cristiana di nome Aquilina. Rufino e Aquilina furono condotti davanti al governatore e sottoposti a diverse torture. È facile supporre che anche Rufo e Aquilina abbiano trovato la morte a Sinope. I santi martiri sono ricordati a Sinope nel Ponto, nell'odierna Turchia.
Il martirio dei duecento soldati
La svolta decisiva avvenne grazie alla grazia operante nei cuori dei presenti. Duecento soldati si convertirono alla fede cristiana dopo aver assistito ai miracoli compiuti da Rufino e Aquilina. La conversione dei soldati fece accrescere ulteriormente la collera del governatore. Davanti al rifiuto di rinnegare la fede, il governatore ordinò che fossero tutti messi a morte. I condotti al luogo del supplizio furono tutti decapitati. Il luogo del martirio dei duecento soldati sarebbe Sinope nel Ponto, nell'odierna Turchia. Con il loro sacrificio, i duecento uomini hanno realizzato la profezia di Isaia riguardante il forgiare spade in vomeri e lance in falci.
La riflessione della Chiesa sulla vita e sulla pace
La memoria di questi martiri si inserisce nella più ampia riflessione morale e dottrinale della Chiesa. Il Catechismo della Chiesa Cattolica vieta la distruzione volontaria della vita umana tramite il quinto comandamento. La Chiesa esorta a pregare e operare per liberarsi dalla guerra a causa dei mali e delle ingiustizie che essa provoca. La dottrina della guerra giusta richiede che il danno dell'aggressore sia durevole, grave e certo. La dottrina della guerra giusta richiede che tutti gli altri mezzi per porre fine al conflitto siano inefficaci. La dottrina della guerra giusta richiede fondate condizioni di successo e che il ricorso alle armi non provochi mali peggiori. La potenza dei moderni mezzi di distruzione ha un grandissimo peso nella valutazione del ricorso alle armi.
El testimonio de fe
La vida de los Santos Doscientos Soldados está marcada por una conversión sincera y radical. En el contexto del tercer siglo, cuando el imperio romano exigía una lealtad absoluta a sus dioses, estos hombres encontraron una verdad superior al contemplar la obra de Dios a través de Rufino y Aquilina. La observación de aquellos portentos no fue para ellos un simple asombro intelectual, sino el inicio de un cambio de vida que los llevó a abrazar el cristianismo con una seriedad inquebrantable.
Esta nueva fe pronto los puso en conflicto con las autoridades civiles de Sinope. Al hacerse evidente su compromiso con el Evangelio, el gobernador de la región ordenó su arresto, buscando con ello sofocar la propagación del mensaje cristiano entre la tropa. Lejos de retroceder o buscar una salida fácil, estos soldados mantuvieron su confesión de fe ante el tribunal. La firmeza con la que afrontaron la presión política y social demuestra que su decisión no fue impulsiva, sino el fruto de una convicción madurada en la oración y la comunidad. El año doscientos treinta y ocho marca el momento de su sacrificio final. Al ser condenados a la decapitación, sellaron su lealtad a Cristo con su propia sangre, convirtiéndose en un ejemplo de coherencia para las generaciones futuras. Su martirio en Sinope es recordado como un acto de heroísmo espiritual que trasciende las épocas, invitando a los fieles a revisar la autenticidad de su propia entrega en el servicio a Dios y al prójimo.
La memoria litúrgica
La Iglesia celebra la memoria de los Santos Doscientos Soldados el siete de abril. Esta fecha no solo es un recordatorio histórico de su muerte, sino una invitación litúrgica a renovar nuestra adhesión a los valores del Reino de Dios. Su conmemoración está inscrita tanto en el Martirologio Romano como en los Sinassarios bizantinos, lo que subraya la importancia que la cristiandad ha otorgado a su sacrificio a lo largo de los siglos.
Al recordar a estos mártires, la comunidad cristiana los invoca como intercesores que conocieron bien lo que significa la disciplina, la lealtad y el sacrificio. Su culto, aunque sencillo, es una fuente de esperanza para quienes enfrentan dificultades en su camino de fe. En cada celebración del siete de abril, la Iglesia honra no solo la valentía de estos hombres, sino el poder transformador de la gracia divina, capaz de convertir a soldados de un imperio terrenal en testigos inmortales de la paz y el amor de Dios.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia Santi Doscientos Soldados?
La memoria liturgica si celebra il 7 aprile.
En Sinope en el Ponto, en la actual Turquía, santos doscientos soldados mártires. — Martirologio Romano