18 de abril
Santi Eleuterio y Anzia
Mártires
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le fonti e le origini leggendarie
Le testimonianze scritte relative a Eleuterio, vescovo dell'Illirico, e a sua madre Anzia si fondano su atti sia greci sia latini che presentano un carattere marcatamente leggendario. I testi redatti in lingua greca sono posteriori al secolo quinto e delineano una narrazione devozionale attorno alla figura del santo, nato da Anzia e dal console Eugenio, rimasto vedovo. I dati biografici tradizionali raccontano che Eleuterio ricevette l'ordinazione a diacono e a prete, per poi essere consacrato vescovo da un certo Aniceto e inviato a svolgere il suo ministero episcopale nell'Illirico. Successivamente, il comes Felice prelevò Eleuterio per condurlo a Roma al cospetto dell'imperatore Adriano. Il colloquio con il sovrano iniziò con promesse e si concluse con la condanna a morte di Eleuterio e di sua madre. La tradizione greca fissa il loro martirio alla data del quindici dicembre. Esiste tuttavia una versione latina del testo greco, anteriore al secolo ottavo, la quale riferisce che papa Aniceto destinò Eleuterio come vescovo in Apuliam Aecanam civitatem dopo averlo consacrato. Secondo questa medesima traduzione latina, Eleuterio e sua madre fecero ritorno a Roma, dove trovarono la morte il diciotto aprile. I cittadini di Aeca compirono l'azione di rapire i corpi dei due martiri per trasportarli nella propria città.
La tradizione geografica e gli errori storici
La complessa stratificazione agiografica ha generato nei secoli vari equivoci sulla figura e sui luoghi legati a Eleuterio. La qualifica di vescovo dell'Illirico fu introdotta nel Martirologio Romano dal cardinale Baronio, il quale la desunse direttamente da libri di origine greca. Per quanto riguarda il legame con la città di Aeca, gli studiosi come Delehaye considerano tali relazioni puramente artificiali. L'origine di un celebre errore risale al diacono Floro, il quale lesse per sbaglio la dicitura Apuliam Aecanam come Apuliam Messenam. Questo travisamento testuale entrò stabilmente nel Vetus Romanum e nel successivo Martirologio Romano, generando la falsa convinzione che il santo avesse legami con Messina, quando in realtà Eleuterio non ha alcuna relazione con questa città. Inoltre, il santo non deve essere confuso con il Sant'Eleuterio di Parenzo, il quale viene ricordato anch'egli alla data del diciotto aprile. Sul piano della ricerca storica, gli studiosi concordano sul fatto che non si sa nulla di certo sulla vita storica di Eleuterio. Secondo l'analisi di Lanzoni, non è da escludersi l'identificazione di questo santo con un martire romano di nome Liberalis, il cui nome compare talvolta nella forma latina di Liberalis in riferimento alla figura di Eleuterio. Il martire romano Liberale riposava originariamente sepolto nel cimitero situato ad clivum Cucumeris, dove i pellegrini giungevano in visita alla sua tomba durante il settimo secolo, come attestato dagli itinerari dell'epoca. Due iscrizioni epigrafiche risalenti a un'epoca successiva a papa Damaso, custodite presso il sepolcro di tale martire romano, sostenevano che egli fosse stato patricio clarus de germine consul prima di andare incontro al martirio.
Diffusione del culto e chiese dedicate
Il culto tributato a Eleuterio risulta molto antico e solidamente accertato attraverso le testimonianze dei libri liturgici. Il nome del santo compare nei sinassari greci alla data del quindici dicembre e del ventuno o venti luglio. Troviamo inoltre menzione nel Martirologio Geronimiano il diciotto aprile, il cinque settembre e il ventiquattro novembre nella città di Rieti, dove il santo godeva di particolare venerazione. La sua memoria figura nel Calendario Marmoreo di Napoli alla data del diciotto aprile e nei libri mozarabici sempre il diciotto aprile. Numerose chiese sorsero nel corso del tempo in diverse località d'Italia in onore del santo. Un edificio di culto si trovava a Roma lungo la via Labicana. Altre chiese dedicate a Eleuterio sorgevano a Nepi, a Vasto e a Parenzo d'Istria, località quest'ultima in cui il santo era solennizzato il diciotto aprile proprio come ad Aeca. A Chieti la sua memoria liturgica era celebrata il ventuno maggio, data in cui era venerato anche a Benevento, Salerno e Sulmona. Altre celebrazioni locali si tenevano il tredici maggio a Terracina, il ventitré maggio ad Arce e il trentuno dicembre a Canne in Puglia, dove Eleuterio era venerato come vescovo locale. Nella tradizione di Canne, il santo veniva considerato figlio di Evanzia, un nome che costituisce una evidente corruzione di Anzia. La devozione ha lasciato segni duraturi nella toponomastica e nel monachesimo: il celebre monastero di Maiella è dedicato a san Liberatore e ha preso da lui il proprio nome, mentre la località di Sant'Eleuterio presso l'antica Aequum Tuticum degli Irpini, situata lungo la via Traiana, deve la sua denominazione proprio al santo.
Una vida entregada
La trayectoria de San Eleuterio destaca por una vocación profunda y un servicio constante a la Iglesia en tiempos de gran adversidad. El proceso de su formación ministerial, que culminó con su consagración como obispo por el papa Aniceto, le permitió ejercer su labor pastoral en múltiples territorios, extendiendo su influencia desde el Ilírico hasta llegar a puntos tan diversos como Rieti, Nápoles y Parenzo. En cada una de estas comunidades, su presencia fue un signo de unidad y de fidelidad a la doctrina apostólica, fortaleciendo el espíritu de los creyentes que enfrentaban las presiones de un entorno hostil.
Junto a Santa Anzia, San Eleuterio enfrentó el juicio definitivo bajo el mandato del emperador Adriano. La condena a muerte, lejos de ser el fin de su misión, marcó el momento de su mayor testimonio. En Roma, lugar de su martirio, ambos entregaron sus vidas, dando fe de que el amor a Dios trasciende cualquier poder terrenal. La posterior traslación de sus cuerpos a la ciudad de Aeca no solo fue un acto de devoción por parte de los cristianos de aquel tiempo, sino también una forma de custodiar la memoria de quienes, con su entrega, iluminaron el camino de la Iglesia en el siglo quinto. Su historia nos invita a reflexionar sobre la importancia de la coherencia de vida y la entrega generosa en favor de los demás, valores que, aunque vividos en una época lejana, conservan una vigencia plena para el hombre y la mujer de hoy que buscan un sentido trascendente en su caminar diario.
El culto a los mártires
La veneración a los santos Eleuterio y Anzia se ha manifestado de diversas maneras a lo largo de la historia de la Iglesia, reflejando el afecto profundo que los fieles han profesado hacia estos testigos de la fe. La presencia de sus restos en la ciudad de Aeca se convirtió en un centro de peregrinación y oración, donde muchos acudían buscando consuelo e intercesión. El hecho de que su memoria sea celebrada en diferentes fechas, como el dieciocho de abril, el quince de diciembre, el veintiuno de julio, el cinco de septiembre y el veinticuatro de noviembre, además de otras festividades locales, evidencia cómo su figura ha sido acogida y celebrada de manera constante en distintos contextos geográficos.
Esta multiplicidad de fechas de conmemoración subraya la importancia que estos santos han tenido para diversas comunidades, las cuales, a lo largo de los siglos, han querido integrar la memoria de su martirio en su propio calendario litúrgico. Más allá de la diversidad de los días de fiesta, lo esencial permanece: el reconocimiento de Eleuterio y Anzia como modelos de fortaleza y entrega. Para los fieles actuales, recordar a estos mártires es una oportunidad para renovar su propio compromiso de fe, reconociendo en la sobriedad de su sacrificio una luz que sigue guiando a quienes, en la sencillez de su vida cotidiana, desean permanecer fieles a los valores del Evangelio hasta el fin.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia santi Eleuterio e Anzia?
La ricorrenza principale si celebra il diciotto aprile, sebbene i sinassari greci ricordino il santo il quindici dicembre e in altre date locali.