1 de agosto
Santi Friardo y Secondello de Vinduneta
Eremitas
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
La giovinezza e i primi segni
San Friardo nacque nel territorio di Nantes da una famiglia di umili origini contadine, in un'epoca collocata nel corso del sesto secolo. Durante la giovinezza, trascorsa lavorando nei campi, Friardo si distingueva nettamente dai compagni per la sua intensa pietà e per il profondo raccoglimento interiore. Questa dedizione spirituale non passava inosservata, ma attirava purtroppo lo scherno e i brutti tiri dei lavoratori con cui divideva la fatica quotidiana. Tra le abitudini che suscitavano le beffe dei compatrioti vi erano i frequenti segni di croce che il giovane usava farsi sulle orecchie e sugli occhi. La pietà di Friardo era semplice quanto la sua vita, e trovava espressione in una preghiera che Gregorio di Tours ricorda essere ripetuta incessantemente dalle sue labbra: l'invocazione Adiutorium nostrum in nomine Domini. La benevolenza divina si manifestò in modo chiaro un giorno durante la mietitura, quando i lavoratori e lo stesso Friardo furono assaliti e punti da uno sciame di vespe. I compagni, spaventati e doloranti, si rivolsero a Friardo chiedendo il suo aiuto. Il santo si mise semplicemente in ginocchio e tracciò un segno di croce, in seguito al quale le vespe cessarono l'attacco e si nascosero docilmente nel loro buco.
Il ritiro nell'isola di Vinduneta
Spinto dal desiderio di trovare un raccoglimento ancora maggiore e di dedicarsi interamente alla penitenza, Friardo decise di lasciare il mondo e di ritirarsi nell'isola di Vinduneta, situata sulla Loira. Gli storici e i geografi concordano nell'identificare questo luogo con Besné, un territorio oggi separato dal corso del fiume dalle suggestive paludi della Grande Brière. Su quell'isola esisteva già la presenza di quest'uomo di straordinaria santità che viveva come recluso. Nell'isola Friardo non rimase solo, poiché visse insieme al diacono Secondello. I due condividevano la ricerca di Dio abitando ciascuno nella propria celletta. Per un certo periodo si unì a loro anche un abate di nome Sabaudus, il quale in passato era stato servitore del re Clotario, ma questi decise successivamente di fare ritorno al proprio monastero. La vita dei due rimasti, Friardo e Secondello, si svolse fedelmente sul modello dei padri del deserto, caratterizzata da un impegno ascetico profondo segnato sia da fatti meravigliosi sia da intensi interventi diabolici. La storia di Friardo è raccontata da Gregorio di Tours, un autore che nella sua narrazione si mostrò interessato soprattutto ai miracoli e ai segni spirituali piuttosto che alle precisazioni puramente storiche.
La prova della vanagloria e la morte di Secondello
La vita claustrale dei due eremiti fu messa alla prova da insidie spirituali e momenti di tensione interiore. In una circostanza, il diacono Secondello lasciò temporaneamente l'isola per recarsi a predicare e a guarire alcuni malati. Al suo ritorno nell'isola, Secondello provava una grande gioia per le opere compiute. Friardo, con il discernimento proprio dei solitari esperti nelle cose dello spirito, interpretò quel comportamento come una pericolosa trappola tesa dal demonio per riempire il compagno di vanagloria. Il tentatore, non dandosi per vinto, riapparve successivamente a Secondello assumendo le sembianze di Cristo stesso, ma il diacono riconobbe l'inganno e lo scacciò prontamente facendosi un segno di croce. Secondo il disegno della Provvidenza, Secondello morì per primo tra i due compagni. La memoria di Secondello è custodita nel luogo dove sorge una cappella a lui dedicata, circondata da un boschetto di lauri e situata proprio presso una fontana. Tale cappella sorge esattamente nel punto in cui i due santi eremiti erano soliti incontrarsi ogni giorno durante la loro vita comune. Dopo la morte di Secondello, alcuni discepoli giunsero nell'isola per sostituirlo, attratti dalla fama della santità di Friardo.
Il transito di san Friardo e la cura del vescovo
Quando giunse per san Friardo l'ora del transito da questo mondo, il santo avvertì che la fine era vicina e, sentendosi molto malato, pregò il vescovo di Nantes, san Felice, di fargli visita per riceverne il conforto. San Felice, all'epoca fortemente occupato negli affari della diocesi, mandò a dire al santo di attendere ancora un poco. Friardo dimostrò una grande virtù di obbedienza e attese pazientemente l'arrivo del venerato pastore prima di chiudere gli occhi alla terra. Il vescovo san Felice, che nutriva per l'eremita una grandissima stima, si recò infine da lui per assisterlo nei suoi ultimi momenti e per provvedere personalmente alla sua sepoltura. La morte di san Friardo avvenne intorno all'anno 570. Le spoglie mortali di san Friardo e san Secondello trovarono riposo all'interno di tombe in pietra calcarea, impreziosite da disegni che raffigurano piante di felce. Queste tombe sono conservate con devozione nella cripta della chiesa di Besné, dove i fedeli si recano tuttora per venerare le loro reliquie.
Il culto e la devozione nel tempo
La memoria dei santi eremiti Friardo e Secondello ha continuato a vivere nei secoli attraverso la preghiera e la devozione della Chiesa. Il Martyrologium Romanum fissa la data ufficiale del loro culto al primo agosto, ricordando la loro presenza benedetta nell'isola di Besné presso Nantes. All'interno della diocesi di Nantes, tuttavia, la tradizione liturgica riserva date specifiche per ciascuno dei due santi: il 10 agosto per san Friardo e il 29 aprile per san Secondello. La chiesa e la parrocchia di Besné riconoscono con gratitudine san Friardo come proprio patrono. Nel corso dei secoli la devozione popolare ha trovato nuove forme di espressione: nel 1642 il vescovo di Nantes eresse in onore dei santi una speciale confraternita, la quale fu dotata di importanti indulgenze concesse da papa Urbano VIII. Sfortunatamente, come molte istituzioni religiose dell'epoca, la confraternita si sciolse durante i tumulti della Rivoluzione francese. La vitalità della fede popolare permise tuttavia la sua rinascita, poiché essa fu ristabilita nel 1846 accompagnata da nuove indulgenze concesse generosamente da Pio IX, rinnovando così il legame spirituale della comunità con i suoi antichi padri nella fede.
La vida en el retiro
La historia de San Friardo comienza en el territorio de Nantes, en el seno de una familia dedicada a las labores del campo. Desde su juventud, sintió el llamado a una vida de mayor intimidad con el Creador, lo que lo impulsó a dejar atrás las comodidades de su entorno para abrazar el silencio de la vida eremítica. Encontró su refugio en la isla de Vinduneta, un paraje apartado donde la naturaleza invitaba al recogimiento y a la meditación continua de la palabra de Dios.
En esta etapa de su vida, San Friardo no caminó solo, pues contó con la compañía del diacono Secondello. Juntos, vivieron en una comunidad de oración y sacrificio, sosteniéndose mutuamente en el rigor y la serenidad que exigía su condición de eremitas. Este vínculo fraterno es un pilar fundamental de su relato, demostrando cómo la fe se fortalece en la comunión y en el apoyo recíproco hacia una meta común de santidad. La vida de estos dos hombres transcurrió alejada de los honores temporales, centrada exclusivamente en la devoción y en la escucha silenciosa de la voluntad divina.
Hacia el final de sus días, San Friardo se trasladó a Besné. Fue allí, en el año quinientos setenta, donde alcanzó el final de su peregrinación terrenal. Un detalle significativo que la tradición ha conservado con respeto es la presencia del obispo Felice de Nantes junto al lecho del santo. El hecho de que un prelado acompañara a un eremita en su último suspiro subraya la estima y la importancia que la comunidad cristiana otorgaba a la vida de estos hombres, reconociendo en su retiro una forma elevada de servicio a la Iglesia y al prójimo.
El culto y la veneración
La memoria de los Santos Friardo y Secondello se mantiene viva a través de su inclusión en el calendario litúrgico, donde se honra su entrega y su ejemplo de vida. Su figura es especialmente significativa en la localidad de Besné, donde son reconocidos como patronos, manteniendo un vínculo histórico y espiritual con el lugar donde culminó su existencia terrenal.
La Iglesia celebra su memoria en fechas distintas según la tradición local: el Martyrologium Romanum fija su conmemoración el primero de agosto, mientras que en la región de Nantes se celebra el diez de agosto. Estas fechas son una oportunidad para que los fieles recuerden la vocación de estos eremitas, quienes, sin buscar gloria alguna, supieron convertir su retiro en un faro de luz para su época y para las generaciones venideras. Su ejemplo continúa invitando a los creyentes a buscar, en medio de las ocupaciones diarias, un espacio de silencio y oración profunda para encontrarse con el Señor.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggiano san Friardo e san Secondello?
Il Martyrologium Romanum fissa la festa il 1 agosto. La diocesi di Nantes celebra san Friardo il 10 agosto e san Secondello il 29 aprile.
Di cosa è patrono san Friardo?
San Friardo è il patrono della chiesa e della parrocchia di Besné.
En la isla de Besné, cerca de Nantes en Francia, santos Friardo y Secondello diácono, eremitas. — Martirologio Romano