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26 de junio

Santi Juan y Pablo

Mártires de Roma

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Identidad y fuentes históricas

Esistono due santi martiri romani che non sono gli omonimi apostoli. Gli studiosi hanno aperto una controversia sulla data del martirio dei due santi. Il martirio dei due santi è avvenuto effettivamente a Roma. La questione sulla data del martirio è rimasta irrisolta. La passio antica giunta fino a noi viene seguita per ricostruire la vicenda. Alcuni studiosi hanno riscontrato contraddizioni nella passio. Giovanni e Paolo erano fratelli di sangue e di fede cristiana. La passio in tre recensioni consecutive risale al quarto secolo. In una recensione Giovanni e Paolo sono presentati come maggiordomo e primicerio di Costantina, figlia dell'imperatore Costantino. In un'altra recensione i due erano soldati del generale Gallicano. Giovanni e Paolo suggerirono a Gallicano un voto che ottenne la vittoria dell'esercito sugli Sciti. Nell'ultima recensione i due sono citati come privati cittadini nella loro casa al Celio. Giovanni e Paolo furono molto munifici di elemosine e aiuti con i beni ricevuti da Costantina.

Le opposizioni degli studiosi si basano sul fatto che la persecuzione di Giuliano l'Apostata non fece vittime a Roma ma solo in Oriente dove risiedeva. Per tale motivo alcuni studiosi sono propensi a spostare la vicenda sotto l'impero di Diocleziano, vissuto tra il 243 e il 313. A volte i due santi sono stati confusi con altri santi martiri come Gioventino e Massimino. Si può ipotizzare che l'antica passio quasi contemporanea non narri il falso. Anche se non vi furono vittime ufficiali romane durante la persecuzione di Giuliano l'Apostata, poteva esserci qualche martire tenuto nascosto a Roma come Giovanni e Paolo. I cristiani avevano ottenuto la libertà di culto con Costantino. Giuliano aveva inizialmente emanato un editto di tolleranza. Il popolo non era disposto a ritornare indietro sulla pace e sulla libertà raggiunta.

Il martirio sotto Giuliano l'Apostata

Nel 361 salì al trono imperiale Giuliano l'Apostata, vissuto tra il 331 e il 363. Giuliano l'Apostata decise di ripristinare il culto pagano dopo aver rinnegato il cristianesimo. Giuliano cercò di convincere Giovanni e Paolo alle sue idee restauratrici invitandoli a tornare a corte per collaborare al progetto. I due fratelli godevano di molta considerazione a Roma e rifiutarono l'invito di Giuliano. Giuliano mandò il capo delle guardie Terenziano con l'intimazione di adorare l'idolo di Giove. A causa del loro persistente rifiuto, i due fratelli furono sequestrati in casa per una decina di giorni per riflettere sulle conseguenze. Il prete Crispo fu informato del fatto e si recò con due cristiani, Crispiniano e Benedetta, a visitarli. Il gruppo portò ai due fratelli la Santa Comunione e il loro conforto. Trascorsi i dieci giorni, il comandante Terenziano tornò nella loro casa. Dopo tre ore di inutili minacce e lusinghe, Terenziano li fece decapitare. I corpi furono seppelliti in una fossa scavata nella stessa casa. Fu sparsa la voce che i due fossero stati esiliati. Il martirio avvenne il 26 giugno 362. La morte dei santi Giovanni e Paolo avvenne a Roma il 26 giugno 362.

Il prete Crispo e i suoi compagni Crispiniano e Benedetta furono avvertiti da una visione e si recarono sulla tomba a pregare. Sulla tomba furono sorpresi e uccisi anche loro. Dopo la loro morte, il figlio di Terenziano cadde in preda a un'ossessione urlando che Giovanni e Paolo lo tormentavano. Terenziano condusse con grande preoccupazione il figlio sulla tomba dei due martiri. Il ragazzo ottenne la guarigione presso la tomba. Il prodigio fece convertire sia Terenziano che il figlio, i quali furono in seguito anch'essi martirizzati. Il successore di Giuliano l'Apostata fu l'imperatore Gioviano, regnante tra il 363 e il 364. Gioviano abrogò la persecuzione contro i cristiani. Gioviano diede incarico al senatore Bizante di ricercare i corpi dei due fratelli.

La basilica e le reliquie

Una volta trovati i corpi, il senatore Bizante e suo figlio Pannachio fecere erigere una basilica sopra la loro casa. Il sepolcro costituito da una tomba a due piazze conserva il piccolo vano della confessio. La confessio conserva ancora antichi affreschi narranti il martirio. Il complesso è conglobato in una basilica detta Celimontana che si affaccia sul Clivio di Scauro tra archi medioevali e contrafforti. La chiesa fu più volte ristrutturata e modificata. Nel 1588 le reliquie furono traslate dalla primitiva sepoltura. Nel 1677 le reliquie furono collocate sotto l'altare maggiore. Nel 1725 il cardinale Paolucci fece racchiudere le reliquie in un'urna di porfido ricavata da un'antica vasca termale. L'urna di porfido forma ancora oggi la base dell'altare. Nel 1887 fu scoperta sotto la chiesa una casa romana a due piani con affreschi e fregi. Sono stati effettuati lavori archeologici e pubblicati studi sugli scavi sotto la Basilica Celimontana dei santi Giovanni e Paolo. Gli scavi furono condotti dal passionista padre Germano di S. Stanislao, al secolo Vincenzo Ruoppolo. Padre Germano di S. Stanislao morì nel 1909. I lavori archeologici furono completati da altri studiosi. Gli scavi confermano il racconto della passio. Gli scavi hanno portato alla scoperta della casa romana. I due fratelli martiri erano probabilmente i proprietari della casa romana scoperta sotto la basilica. La basilica è stata eretta sulla casa romana scoperta. La basilica è posta nell'omonima piazza sul monte Celio lungo il clivo di Scauro. La basilica sorge nella proprietà del senatore Pammachio.

Il culto e la memoria

Il culto dei santi è antichissimo ed è testimoniato da innumerevoli citazioni in Canoni romani e ambrosiani. Il culto è attestato in vari Martirologi e Sacramentari. Esistono orazioni e prefazi dedicati ai due santi. Il culto è testimoniato da epigrafi marmoree. San Gregorio I Magno, vissuto tra il 535 e il 604, fondò un monastero intitolato ai due martiri. Un'altra chiesa eretta sul Gianicolo era dedicata a Giovanni e Paolo. I santi sono raffigurati nel mosaico di Sant'Apollinare Nuovo a Ravenna. È indubbio il culto ufficiale che i santi ricevettero nei secoli. Il racconto della passio giustifica la presenza di un sepolcro in una casa al centro di Roma anziché alla periferia. Il Martirologio commemora a Roma i santi Giovanni e Paolo.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia Santi Juan y Pablo?

La festa dei Santi Juan y Pablo si celebra il ventisei giugno.

En Roma conmemoración de los santos Juan y Pablo, a cuyo nombre está dedicada la basílica sobre el monte Celio a lo largo del clivo de Scauro en la propiedad del senador Pammachio. — Martirologio Romano