2 de mayo
Santi Vendemiale, Florencio, Eugenio y Longino
Obispos y mártires
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Le origini e l'opera di Vendemiale
Le notizie relative a questi martiri derivano direttamente dagli scritti di Tiziano, vescovo di Treviso intorno all'anno settecentoquarantatré. Vendemiale nacque in Africa e ricevette la sua educazione dal santo vescovo Appiano. Ordinato inizialmente sacerdote, divenne successivamente vescovo di Capsa, come narra la Passio dei sette martiri cartaginesi. Uomo dotato di profonda dottrina e di eccezionale santità, Vendemiale venne ingiustamente espulso dalla sua sede episcopale africana insieme a più di seicentocinquanta vescovi, per un esilio di massa decretato dal re Unnerico e fortemente condizionato dagli eretici ariani. Giunto in Corsica, Vendemiale si dedicò intensamente all'attività pastorale e missionaria insieme a Eugenio, vescovo di Cartagine, e a un altro vescovo chiamato Longino. L'opera congiunta di questi tre pastori portò a numerose conversioni tra la popolazione e rappresentò un solido argine contro la penetrazione dell'arianesimo nell'isola. Dopo aver temporaneamente abbandonato la Corsica per proseguire altrove la diffusione della fede cristiana, Vendemiale vi fece nuovamente ritorno, trovando infine la morte per mano degli invasori saraceni che saccheggiarono e distrussero i luoghi di culto locali.
La testimonianza di Fiorenzo e il martirio
Fiorenzo si mise mirabilmente in luce nella sua terra d'origine per la tenace e trasparente difesa della dottrina cattolica. A motivo di tale irreprensibile condotta, Fiorenzo fu nominato giudice del Concilio e successivamente inviato in ambasciata presso gli imperatori Onorio e Teodosio, con il compito di sollecitare interventi risolutivi contro le malvagità commesse da pagani ed eretici. Nell'anno quattrocentottantaquattro, anche Fiorenzo subì la pena dell'esilio in Corsica, decretata dal re ariano Unnerico. Si ritiene che in terra corsa Fiorenzo sia stato nominato vescovo della diocesi di Nebbio, circoscrizione che fu in seguito soppressa nel mille ottocentouno. Riguardo al suo trapasso, la storia tramanda unicamente la certezza che Fiorenzo concluse la sua esistenza terrena come martire della fede. Parallelamente, il Martirologio commemora i santi martiri Vendemiale, vescovo di Gafsa in Numidia, e Longino di Pamaria in Mauritania, ricordando che entrambi furono condannati alla pena capitale per decapitazione dal re vandalo Unnerico per la loro fiera opposizione agli ariani durante il Concilio di Cartagine, avvenuta nel quattrocentottantatré.
Il ritrovamento e la custodia delle reliquie
Il vescovo Tiziano di Treviso, giunto in Corsica, venne a conoscenza della drammatica invasione saracena dell'isola e dei conseguenti saccheggi che avevano devastato gli edifici sacri. Fu in questo contesto che Tiziano avviò le ricerche per rintracciare il corpo del vescovo Vendemiale, riuscendo infine a rinvenirlo accanto a quello del vescovo Fiorenzo. Animato da profonda devozione, il presule trevigiano si impegnò solennemente per trasferire le salme dei santi Vendemiale e Fiorenzo nella sua città episcopale. I venerati resti furono inizialmente accolti e sepolti nella chiesa trevigiana di San Giovanni, un edificio che oggi svolge la funzione di battistero. Successivamente, il vescovo Rotari, salito alla cattedra episcopale nel mille venticinque, ordinò il solenne trasferimento delle reliquie all'interno della cripta della cattedrale, edificata appositamente per custodire degnamente i corpi dei martiri. Dall'inizio del diciannovesimo secolo, i resti mortali dei due santi vescovi, insieme a quelli dei Santi Innocenti, trovano definitiva custodia in tre ampolle di vetro accuratamente posizionate all'interno di teche collocate ai lati del tabernacolo dell'altare del Beato Enrico da Bolzano.
La vida de los santos obispos
La trayectoria de estos santos obispos está profundamente ligada al complejo contexto del siglo quinto en el norte de África. Vendemial, quien recibió una esmerada formación bajo la guía del obispo Appiano, desempeñó su labor pastoral en la región de Capsa. Por su parte, la figura de Florencio destaca por su notable labor como juez en los concilios y su elocuencia al dirigirse ante los emperadores, lo que lo convirtió en un referente de su tiempo. Ambos, junto a Eugenio y Longino, fueron pastores dedicados a guiar a sus comunidades en medio de grandes dificultades políticas y religiosas.
El decreto del rey vándalo Unnerico, que ordenó el exilio de numerosos obispos, cambió radicalmente el destino de estos hombres de Dios. Vendemial fue expulsado de África, mientras que Florencio sufrió un destino similar en el año cuatrocientos ochenta y cuatro. El exilio, lejos de silenciar su labor, se convirtió en una nueva oportunidad para el apostolado. Trasladados a Córcega, los santos obispos continuaron su incansable labor de evangelización, centrando sus esfuerzos en combatir la propagación del arrianismo. Su presencia en la isla, especialmente en la diócesis de Nebbio, fue un pilar fundamental para sostener a los fieles en la ortodoxia. Finalmente, su compromiso con la fe les costó la vida, siendo martirizados en tierras corsas por los invasores que ocupaban la región. Su muerte, ocurrida entre los años cuatrocientos ochenta y tres y cuatrocientos ochenta y cuatro, selló un ministerio caracterizado por la valentía frente a la adversidad y la defensa inquebrantable de la unidad de la Iglesia.
El culto y la memoria
La veneración a los santos Vendemial, Florencio, Eugenio y Longino se consolidó mediante un culto ancestral que ha honrado su memoria a través de los siglos. Desde su martirio en Córcega, su ejemplo ha sido transmitido de generación en generación, siendo especialmente recordados por su valentía frente a las persecuciones. La Iglesia los celebra hoy como mártires, reconociendo en su entrega el valor de quienes prefirieron perder la vida terrenal antes que renunciar a la verdad del Evangelio.
Aunque su labor se desarrolló en lugares tan diversos como África, Córcega y las tierras vinculadas a Treviso, su unidad como grupo de obispos mártires permanece intacta en la liturgia. La conmemoración conjunta subraya la fraternidad que los unió durante el exilio y en el momento final de su sacrificio. La devoción a estos santos invita a los fieles a reflexionar sobre la importancia de la fidelidad a la Iglesia en tiempos de incertidumbre, manteniendo viva la memoria de aquellos que, con su sangre, fundamentaron la fe de las comunidades cristianas en las que sirvieron como pastores.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia i Santi Vendemiale, Florencio, Eugenio y Longino?
La ricorrenza liturgica di questi santi vescovi e martiri si celebra il giorno due maggio.
Conmemoración de los santos mártires Vendemiale, obispo de Gafsa en Numidia, en la actual Túnez, y Longino de Pamaria en Mauritania, ahora en Argelia, que, por haberse opuesto a los arrianos en el Concilio de Cartago, fueron condenados por el rey vándalo Unnerico a la decapitación. — Martirologio Romano