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4 de noviembre

Santi Vital y Agrícola

Protomártires boloñeses

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

La vita e il martirio

Le notizie biografiche sulla vita dei due santi sono estremamente scarse ma delineano una figura di profonda comunione spirituale. Si ritiene che Agricola fosse un cittadino di religione cristiana residente a Bologna. Vitale era un servo alle dipendenze di Agricola che decise di abbracciare la medesima fede cristiana del suo padrone. La vicenda rappresenta uno storico esempio di fraternità e uguaglianza tra un padrone e il suo schiavo uniti nella fede. Entrambi vennero condotti all'interno dell'arena per testimoniare il Vangelo. Vitale fu il primo tra i due a subire il martirio. Secondo la descrizione riportata da sant'Ambrogio, Vitale fu dapprima servo di Agricola e in seguito suo compagno nel martirio. Vitale fu sottoposto a tormenti così gravi da non lasciare alcuna parte del suo corpo priva di ferite, subendo torture su tutto il corpo che lo condussero alla morte. I carnefici credevano che l'esecuzione di Vitale avrebbe spinto Agricola ad abiurare la fede cristiana. I supplizi inflitti a Vitale ottennero tuttavia l'effetto opposto rispetto alle intenzioni dei carnefici. La morte del suo servitore diede ulteriore forza e coraggio ad Agricola. Agricola non si lasciò spaventare dalle sofferenze patite dal suo servo e ne seguì l'esempio affrontando la morte sulla croce. Agricola affrontò la pena della crocifissione dimostrando una grande forza d'animo. Il corpo di Agricola venne trafitto con dei chiodi durante il martirio. Agricola mantenne la propria testimonianza di fede cristiana sino al momento della morte.

Il ritrovamento e il culto

Prima del 392 le figure di Vitale e Agricola erano del tutto sconosciute. Nel 392 il vescovo di Bologna, Eusebio, rese noto il ritrovamento dei loro resti all'interno di un cimitero ebraico a Bologna. Il vescovo Eusebio organizzò per i due corpi una nuova sepoltura secondo il rito cristiano. Sant'Ambrogio partecipò personalmente alla cerimonia della nuova sepoltura. Durante la celebrazione, sant'Ambrogio pronunciò un'omelia rivolta ai due martiri ed esortò il popolo a venerare le loro reliquie. Le informazioni storiche sui due protomartiri si basano su una testimonianza del vescovo di Milano, sant'Ambrogio, risalente al 392. Un'ulteriore testimonianza storica sui due santi è fornita da san Paolino di Nola nel 403. La diffusione del culto dei due martiri nell'Europa occidentale fu promossa dall'iniziativa di sant'Ambrogio. Sant'Ambrogio scrisse dei due santi e fece trasferire una parte dei loro resti a Milano. Sant'Ambrogio donò un'altra porzione delle reliquie dei due martiri alla città di Firenze. A seguito dell'azione di sant'Ambrogio, molti vescovi chiesero reliquie dei due santi da collocare nelle proprie cattedrali. Verso la fine del sesto secolo, san Gregorio di Tours scrisse in una sua opera che non esisteva una passio dedicata a san Vitale e san Agricola. L'affermazione di san Gregorio di Tours sulla mancanza di fonti non era del tutto precisa. Negli Acta Sanctorum sono stati inseriti due resoconti leggendari attribuiti erroneamente a sant'Ambrogio. Il centro principale del culto rimase la città di Bologna. A Bologna venne costruita una basilica con lo scopo specifico di accogliere le salme dei due martiri. Successivamente le salme vennero spostate nella cappella adiacente alla basilica. La tradizione ecclesiale bolognese attribuisce alla testimonianza di sangue dei due santi la nascita e la crescita della Chiesa locale. Il Martirologio attesta la sepoltura dei santi Vitale e Agricola a Bologna.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia i santi Vitale e Agricola?

La ricorrenza liturgica dei santi Vitale e Agricola si celebra il quattro novembre.

En Bolonia, santos Vital y Agrícola, mártires, de los cuales, según cuenta san Ambrosio, el primero fue primero esclavo del otro, luego compañero de martirio: Vital, de hecho, sufrió tales tormentos que no quedó parte de su cuerpo sin herida; Agrícola, para nada atemorizado por el suplicio de su esclavo, lo imitó en el martirio sufriendo la crucifixión. — Martirologio Romano