23 de febrero
Virgen del Divino Llanto
Venerada en Cernusco sul Naviglio
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Il contesto e le origini dell'istituto
Cernusco sul Naviglio è una cittadina situata a circa venti chilometri da Milano. In questo luogo si trova il luogo di fondazione dell'Istituto delle Suore di Santa Marcellina, dette popolarmente Marcelline. Nel 1838 Monsignor Luigi Biraghi diede corpo all'intuizione di fondare un istituto religioso femminile avuto due anni prima. Monsignor Luigi Biraghi è stato dottore della Biblioteca Ambrosiana e direttore spirituale nel Seminario di Milano, e in seguito è stato proclamato Beato nel 2006. Lo scopo dell'istituto fondato da Biraghi era educare la gioventù e le ragazze per ridare basi solide alla famiglia. Il collegio delle Marcelline di Cernusco fu successivamente adibito a casa di riposo per suore anziane e ricovero per quelle ammalate.
La sofferenza e la prima visione di suor Elisabetta
Nel 1922 fu condotta a Cernusco una giovane ventisettenne di nome suor Elisabetta Redaelli, colpita da un male sconosciuto. Suor Elisabetta Redaelli soffriva di frequenti emottisi, era impedita nelle funzioni elementari ed era divenuta progressivamente cieca. Il 6 gennaio 1924 avvenne un fatto che cambiò il corso dell'esistenza di suor Elisabetta. Intorno alle ventidue e trenta del 6 gennaio 1924, le suore che la vegliavano in infermeria credettero di sentirla parlare nel sonno. Suor Elisabetta riferì alle suore di essere sveglia e di aver visto una bella Signora che l'aveva consolata. La bella Signora disse a suor Elisabetta di pregare, confidare e sperare, aggiungendo che sarebbe tornata dal ventidue al ventitré. Le consorelle non capivano come suor Elisabetta potesse aver visto la Signora pur avendo perso l'uso degli occhi.
L'attesa e la seconda apparizione della Madonna
Il 3 febbraio, un mese dopo, suor Elisabetta fu trovata in lacrime. Suor Elisabetta aveva capito che la Signora sarebbe tornata dal due al tre del mese seguente alla prima visita. Suor Elisabetta temeva che la Signora non si fosse ripresentata perché lei non era stata abbastanza buona. Il 22 febbraio, alle ventitré e quarantacinque, il medico aveva ormai dichiarato disperata la condizione di suor Elisabetta. Alle ventitré e quarantacinque del 22 febbraio suor Elisabetta rivide la visitatrice soprannaturale e la riconobbe come la Madonna. La Madonna indossava un mantello celeste e teneva stretto al cuore Gesù Bambino. Sul volto di Gesù Bambino scorrevano grosse lacrime. La Vergine spiegò con un sorriso mesto che il Bambino piangeva perché non era abbastanza amato, cercato e desiderato anche dalle persone a Lui consacrate. Suor Elisabetta richiese di essere portata in Paradiso perché si riteneva un peso per le consorelle. La celeste interlocutrice rispose a suor Elisabetta dicendole che doveva rimanere lì per dire quel messaggio.
Il miracolo della guarigione e la custodia del silenzio
L'ammalata si sentì spinta a chiedere un segno per essere creduta. La visione rispose dicendo che le avrebbe reso la salute, poi disparve. Poco dopo, l'ammalata prese a gridare come in preda a un grande dolore fisico. Suor Emilia Gariboldi assistette alla scena insieme a una consorella infermiera, senza vedere nulla ma sentendo le parole. Suor Emilia Gariboldi afferrò suor Elisabetta al volo prima che saltasse giù dal letto. Suor Elisabetta esclamò di essere guarita. L'intera casa di Cernusco fu presa da un turbine di gioia per l'avvenuto miracolo e la notizia si sparse in paese. Suor Elisabetta, stupita per il trambusto, commentò che la Madonna sa fare questo e ben altro. Suor Elisabetta fu destinata alla Casa Madre di via Quadronno a Milano per sfuggire alla curiosità della gente. A Milano, suor Elisabetta si dedicò per lunghi anni alle ragazze che frequentavano la scuola. Quando le facevano domande sugli eventi, suor Elisabetta sviava abilmente il discorso ed era fedele all'impegno di non raccontare più nulla. Suor Elisabetta chiedeva che non si parlasse tanto di lei, ma piuttosto della Madonna. Suor Elisabetta morì il 15 aprile 1984, dopo essere stata riportata a Cernusco, segnando la fine di una vita terrena spesa nella dedizione e nel nascondimento.
I luoghi della memoria e la diffusione del culto
La stanzetta dell'infermeria della seconda apparizione fu trasformata in cappella. Nella cappella fu collocata una statua molto somigliante ma non identica alla visione, come santa Bernadette definì quella dell'Immacolata di Lourdes. In basso nella cappella, protetto da un vetro, è visibile il punto preciso in cui la Vergine posò i piedi. Sull'arcata della cappella, liberamente visitabile previo contatto con le suore, si staglia la sagoma di un albero con frutti a forma di cuori d'argento come simboli di grazie ricevute. L'apparizione fu denominata Madonna del Divin Pianto perché a piangere non fu lei, ma il Bambino tra le braccia. Il Beato cardinal Alfredo Ildefonso Schuster, informato dell'accaduto, commentò che la Madonna si sarebbe fatta strada da sé. Il cardinal Carlo Maria Martini, poco dopo l'ottantesimo anniversario, autorizzò l'intitolazione di una parrocchia di Cernusco con quel nome. La parrocchia intitolata alla Madonna del Divin Pianto è attualmente parte della Comunità Pastorale Famiglia di Nazaret. Esiste anche la parrocchia di Nossa Senhora do Divino Pranto a San Paolo del Brasile. Le dichiarazioni dei cardinali rappresentano per le Marcelline un'approvazione autorevole e indiretta, benché non formale, degli eventi.
Le celebrazioni e la commemorazione annuale
Ogni anno la Comunità Pastorale e le suore ricordano l'evento con una serie di celebrazioni. Il 22 febbraio, alle ore 23, si svolge una commemorazione dell'apparizione. L'indomani mattina viene celebrata una Messa solenne nella chiesa parrocchiale della Madonna del Divin Pianto. Nel pomeriggio si svolge un Rosario itinerante con la statua della Madonna. Il Rosario itinerante parte dal collegio delle Marcelline e arriva alla chiesa del Divin Pianto. Gli eventi si svolgono a Cernusco sul Naviglio in provincia di Milano, coinvolgendoli in un clima di viva fede popolare. Le date di riferimento restano sempre il 6 gennaio e il 23 febbraio 1924, pietre miliari di una storia di grazia che continua a parlare ai cuori dei fedeli.
El camino de la fe
La historia de la Virgen del Divino Llanto comienza en un contexto de fragilidad humana y entrega silenciosa. En el año mil novecientos veintidós, la religiosa protagonista de estos hechos se encontraba en Cernusco sul Naviglio, donde padeció una enfermedad severa que la condujo a la ceguera. En medio de aquel sufrimiento, su fe se convirtió en su único sostén, preparándola para una experiencia que cambiaría su vida para siempre.
En enero y febrero de mil novecientos veinticuatro, la religiosa manifestó haber sido visitada por la Santísima Virgen. El momento culminante ocurrió durante la segunda aparición, cuando declaró haber experimentado una curación física instantánea. Lejos de buscar el reconocimiento personal o la fama, ella asumió estos dones con una sencillez admirable. Al ser trasladada a la Casa Madre de Milán, volcó su vocación en la formación y educación de las jóvenes, convirtiéndose en una guía dedicada y abnegada. Su vida posterior se caracterizó por una reserva absoluta sobre los fenómenos místicos, prefiriendo vivir su fe en la cotidianidad del deber cumplido y en la oración constante. Su fallecimiento en el año mil novecientos ochenta y cuatro cerró una existencia marcada por la discreción, dejando tras de sí un legado de espiritualidad que continúa inspirando a quienes se acercan a esta advocación mariana.
La devoción en Cernusco sul Naviglio
El culto a la Virgen del Divino Llanto se ha consolidado en Cernusco sul Naviglio como una expresión de fe sencilla y profunda. Cada año, la comunidad se reúne para recordar las apariciones que bendijeron aquel lugar, manteniendo viva la memoria de la intercesión mariana. La conmemoración principal se celebra el veintidós de febrero, víspera de la festividad litúrgica, con una serie de actos que invitan a la reflexión y al encuentro comunitario.
La celebración destaca por la realización de una Misa solemne, donde los fieles encomiendan sus necesidades a la Madre de Dios, y por la organización de un Rosario itinerante que recorre los espacios significativos de la localidad. Estos momentos de oración compartida permiten que el mensaje de la Virgen del Divino Llanto siga siendo una fuente de consuelo. La sobriedad de estas prácticas litúrgicas refleja la misma humildad que caracterizó a la religiosa que fue testigo de las apariciones, invitando a todos los presentes a cultivar una vida interior centrada en la confianza plena en Dios y en el amor maternal de la Santísima Virgen.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la commemorazione della Madonna del Divin Pianto?
La commemorazione annuale si svolge il 22 febbraio alle ore 23, con eventi liturgici che proseguono il giorno successivo.