La Beata Francesca Saveria, nota al secolo come Maria Fenollosa Alcayna, visse nel ventesimo secolo ed è ricordata come vergine e martire della fede. Nata a Rafelbunol, in provincia di Valencia, in Spagna, il ventiquattro maggio 1901, entrò in convento nel 1921. Emise la professione temporanea nel 1924 e quella perpetua nel 1928, svolgendo l'incarico di aiutante della maestra delle novizie. Era stimata da tutti come una suora pia, fervorosa, umile, amante del silenzio e sempre sorridente. A causa del pericolo che incombeva sulla sua comunità, fece ritorno nella propria famiglia, ma il ventisette settembre 1936 fu arrestata insieme a suo fratello Giuseppe. Il giorno successivo all'arresto i cadaveri di Maria Fenollosa Alcaína e del fratello furono trovati in cimiteri diversi.
Il martirologio ricorda nel villaggio di Gilet, nel territorio di Valencia in Spagna, le beate martiri Francesca Saveria, religiosa del Terz'Ordine delle Cappuccine della Sacra Famiglia, ed Erminia Martínez Amigó, madre di famiglia. Insieme a loro, la tradizione e i fatti storici ricordano altre figure di rilievo come Pietra Maria Vittoria Quintana Argos, nota come Rosaria da Soano, nata a Soano, in provincia di Santander, da Antonio Quintana Cuesta e Luisa de Argos Cabanzón. Entrata nella Congregazione delle suore terziarie cappuccine della Sacra Famiglia, fondata da Luigi Amigó y Ferrer, visse con un carattere buono, sereno ed affabile, distinguendosi per fede, carità, fedeltà a Dio, povertà e umiltà. Insieme a lei vi era Emanuela Giusta Fernández Ibero, nata ad Ochovi nel 1872. Le martiri furono uccise nel corso della Guerra civile spagnola tra il 1936 e il 1939, confermando con il loro sangue la fedeltà al Signore durante la persecuzione.