Enciende una vela por quien amas — arde aquí durante 7 díasEnciende la tuya →

14 de enero

Beata Alfonsa Clerici

Virgen

Actualizado el 18 de septiembre de 2026

Origini e fanciullezza a Lainate

Alfonsa Clerici nacque il 14 febbraio 1860 a Lainate, in provincia di Milano, inserendosi in un contesto familiare profondamente radicato nei valori della terra e della fede. Ella era la prima dei dieci figli di Angelo Clerici e Maria Romanò, una coppia di umili, onestissimi e religiosi contadini. La piccola Alfonsa fu battezzata nella chiesa di San Vittore Martire a Lainate il 15 febbraio 1860, ricevendo il sacramento dal parroco don Francesco Spreafico. La vita domestica e la crescita spirituale procedettero in armonia, tanto che la vocazione religiosa fiorì non solo nel suo cuore, bensì anche in altri rami della famiglia: infatti, tre fratelli di Alfonsa scelsero la vita consacrata, poiché Prospero e Ildefonso divennero barnabiti, mentre la sorella Bonaventura divenne Suora del Preziosissimo Sangue.

Il cammino della fede cristiana proseguì con il sacramento della Cresima, ricevuto il 6 ottobre 1868, all'età di otto anni, nella chiesa prepositurale di San Stefano a Nerviano. La confermazione fu amministrata da monsignor Luigi Nazari di Calabiana, arcivescovo di Milano. Negli anni successivi, tra il 1870 e il 1872, ricevette la prima Comunione. Durante la fanciullezza si manifestò precocemente la sua viva sete di Dio, come testimonia un episodio particolare: una sera d'estate compì una fuga da casa diretta al Santuario di Rho, situato a quattro chilometri di distanza. Intercettata da una contadina che le chiese dove stesse andando, la piccola rispose candidamente che si recava al Santuario per dire le preghiere.

La prima istruzione le fu impartita direttamente a casa dal padre Angelo Clerici, il quale insegnava ai figli e ai contadini gli elementi fondamentali della lingua e dell'aritmetica. In seguito frequentò regolarmente la scuola elementare a Lainate. All'età di quindici anni, nel 1875, per via della sua spiccata inclinazione allo studio e su interessamento della zia materna Giuseppina Romano, fu iscritta al Collegio delle Suore del Preziosissimo Sangue a Monza per conseguire il diploma di maestra. Rimase in Collegio a Monza fino al 1878, e tra il 1878 e il 1879 conseguì il diploma di maestra di grado superiore. Forte della preparazione acquisita, dal 1880 al 1883 insegnò nella prima classe maschile della Scuola Comunale di Lainate. Durante gli anni di collegio maturò definitivamente la vocazione alla vita religiosa, parlandone dapprima con la zia Giuseppina. Prima di entrare in convento, lavorò per quattro anni insegnando a Lainate e contribuendo economicamente al sostentamento della famiglia.

La vita religiosa e l'impegno a Monza

Il 15 agosto 1883 segnò una svolta decisiva nella vita di Alfonsa, la quale lasciò definitivamente Lainate ed entrò tra le suore del Preziosissimo Sangue a Monza. Nell'agosto 1884 vestì l'abito religioso e diede inizio al proprio noviziato. Fu ammessa alla professione religiosa grazie alla sua semplicità, alla operosità e all'obbedienza dimostrate. Monsignor Gaetano Annoni, dopo aver proceduto all'esame canonico, la trovò ferma e risoluta nella vocazione. Il 7 settembre 1886, all'età di ventisei anni e mezzo, emise i voti temporanei. In quella circostanza scrisse una lettera al fratello Prospero, divenuto barnabito nello stesso anno, esortandolo a salire al Calvario e offrendosi di sacrificare la propria volontà e il proprio amor proprio. Poche settimane prima, anche la sorella Bonaventura era entrata nella medesima Congregazione delle Suore del Preziosissimo Sangue.

Dopo la professione religiosa si dedicò con generosità all'insegnamento nel Collegio di Monza dal 1887 al 1889. Le sue qualità umane e organizzative emersero chiaramente con il passare degli anni, tanto che il 18 ottobre 1898 divenne Vice-Direttrice del Collegio di Monza, per poi assumere l'incarico di Direttrice dello stesso Collegio il 22 novembre 1898. Il suo compito principale come direttrice consisteva nel seguire le educande nello studio, accompagnarle nelle uscite, preparare le feste e rappresentare l'Istituto nelle circostanze ufficiali. Nel 1906 l'Istituto affrontò una grave crisi economica causata da alcune gestioni imprudenti del passato. Suor Alfonsa svolse un ruolo determinante per la soluzione della crisi grazie alla sua spiccata saggezza e alla prudenza amministrativa. Ella considerava la difficile congiuntura come un'occasione propizia per riordinare e riformare la comunità senza disperderla, dando prova di grande lungimiranza, come scrisse esplicitamente al cardinale Ferrari.

Il ministero a Vercelli

Dal 20 novembre 1911 suor Alfonsa si trasferì a Vercelli, città in cui visse per i restanti diciannove anni della sua vita terrena. A Vercelli le fu affidata la direzione del 'Ritiro della Provvidenza'. Tale istituzione era stata fondata intorno al 1840 dai sacerdoti vercellesi Salvatore e Paolo Montagnini, i quali univano alla solida spiritualità e cultura una spiccata sensibilità per i problemi sociali del tempo. Lo scopo originario dell'Istituto di Vercelli era l'educazione delle giovani, con una particolare preferenza per quelle povere e provenienti da situazioni familiari precarie. Le Suore del Preziosissimo Sangue erano state chiamate dal Consiglio di Amministrazione per ridare vitalità a una realtà scolastico-assistenziale che versava in condizioni di grande difficoltà. La chiamata delle suore era subordinata alla rigorosa condizione di conservare e mantenere tutto il personale già operante nell'Istituto. La richiesta fu accettata prontamente perché l'opera risultava perfettamente in sintonia con le finalità educative della Congregazione, sebbene vi fosse piena consapevolezza della difficile posizione in cui le religiose si sarebbero venute a trovare.

Le difficoltà incontrate furono anzitutto di carattere amministrativo, mentre il problema più delicato riguardava il riordinamento interno dell'Istituto. Le suore furono chiamate a Vercelli dall'arcivescovo monsignor Teodoro Valfrè di Bonzo, e subentrarono nella direzione dell'opera ad alcune maestre laiche che non erano più in grado di sostenerne la gestione da sole, dopo avervi speso tutte le energie giovanili. A Vercelli la vita spirituale della serva di Dio si raccolse interamente intorno all'obbedienza al mistero di Cristo. Gli anni vercellesi rappresentano la conclusione della vicenda terrena di suor Alfonsa, un periodo dominato da una pedagogia divina a cui ella si abbandonò con umile docilità. La sera del suo primo giorno a Vercelli, suor Alfonsa pregò la Santissima Trinità affinché la rendesse docile strumento di Dio nella direzione dell'Istituto. Non perse mai di vista che la dimensione prioritaria risiedeva nell'educazione cristiana delle giovani ospiti. Ella non fece mai rivendicazioni personali, accettando con serenità umiliazioni, contrasti, critiche e accuse pur di centrare lo scopo della sua presenza a Vercelli.

Le ex alunne conservano ancora oggi un ricordo affettuoso e commosso di suor Alfonsa e degli anni trascorsi al Ritiro. Per le allieve ella era come una vera mamma e mostrava grande dolcezza anche nel riprenderle quando necessario. Quando le alunne venivano castigate o private della merenda, suor Alfonsa intercedeva prontamente presso le maestre per ottenere il perdono. Era solita scusare la vivacità del carattere e attribuiva a semplici malanni la svogliatezza nel lavoro scolastico. Ciascuna allieva nutriva la granitica certezza di essere la privilegiata della Madre, grazie ai molti riguardi che sapeva prodigare. Suor Alfonsa manifestava una grande bontà verso tutte le allieve, persino nei confronti di quelle che le causavano maggiori dispiaceri. La radice di tale atteggiamento risiedeva in una preghiera molto intensa e profonda. Dalla fedeltà costante all'orazione, suor Alfonsa traeva la grazia necessaria per un quotidiano dimenticarsi di sé e per morire a se stessa in un servizio faticoso e poco gratificante.

Il transito e il processo di canonizzazione

Nella notte tra il 12 e il 13 gennaio 1930 suor Alfonsa fu colpita da una grave emorragia cerebrale. Fu trovata nella sua stanza nel suo abituale e composto atteggiamento di preghiera, con la fronte rivolta verso terra. Suor Alfonsa morì il 14 gennaio 1930 verso le ore tredici e trenta. Il 16 gennaio 1930 furono celebrati i solenni funerali nel Duomo di Vercelli, testimoniando la stima e l'affetto della cittadinanza. Successivamente, il 16 febbraio 1930 si tenne la solenne celebrazione nel trigesimo della morte, con la partecipazione corale delle autorità religiose e civili di Vercelli.

La causa di canonizzazione fu avviata trentacinque anni dopo la morte. Il ritardo iniziale nell'avvio della causa fu dovuto principalmente alla complessa situazione economica dell'Istituto e alla priorità accordata alla causa della Fondatrice Madre Maria Matilde Bucchi. Le pratiche preliminari al processo canonico vennero avviate nel 1965. L'8 maggio 1965 i resti mortali della serva di Dio furono traslati dal cimitero di Vercelli alla cappella del Ritiro della Provvidenza nella stessa città. Il 1 luglio 1965 l'arcivescovo di Vercelli, monsignor Francesco Imberti, promulgò l'editto per la requisizione degli scritti, fissandone la consegna per il 31 dicembre 1965. Il 13 gennaio 1966 lo stesso monsignor Francesco Imberti aprì ufficialmente il Processo Diocesano a Vercelli, il quale fu chiuso il 30 giugno 1969 dall'arcivescovo monsignor Albino Mensa. Nel 1969 la Causa passò alla Congregazione per le Cause dei Santi.

Il 4 gennaio 1974 la Congregazione per le Cause dei Santi concesse il nulla osta per il proseguimento della Causa, e il 12 novembre 1988 espresse voto favorevole sulla validità del Processo Informativo diocesano. Un momento fondamentale si ebbe il 22 giugno 2004 con la lettura pubblica del Decreto super virtutibus davanti al servo di Dio Giovanni Paolo II nella Sala Clementina in Vaticano. Successivamente, la Consulta medica e il Congresso peculiare dei Teologi espressero parere favorevole sulla guarigione miracolosa del signor Frosini, attribuita all'intercessione della serva di Dio suor Alfonsa Clerici. Il 13 aprile 2010 la Congregazione dei Cardinali e dei Vescovi riconobbe formalmente il miracolo, e il 1 luglio 2010 il Santo Padre Benedetto XVI promulgò il Decreto riguardante il miracolo della Venerabile serva di Dio.

Il 23 ottobre 2011 suor Alfonsa è stata beatificata nel Duomo di Vercelli. La cerimonia solenne di beatificazione è stata presieduta dal cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi, in rappresentanza di Papa Benedetto XVI. I resti mortali della Beata Alfonsa, a seguito della prescritta ricognizione canonica, sono stati collocati il 2 ottobre 2011 sull'altare della Cappella del Crocifisso nel Duomo di Vercelli per la pubblica venerazione dei fedeli. La Beata Alfonsa Clerici ha rivelarmi in vita l'amore misericordioso di Dio per i giovani, per i poveri e per i tribolati. La Postulazione Generale delle Suore del Preziosissimo Sangue ha la propria sede in Via Lecco 6 a Monza.

Preguntas frecuentes

Quando si festeggia la Beata Alfonsa Clerici?

La memoria liturgica della Beata Alfonsa Clerici si celebra il 14 gennaio, giorno della sua nascita al cielo.

Quali furono le principali opere della Beata Alfonsa Clerici?

La Beata Alfonsa si dedicò instancabilmente all'insegnamento scolastico e alla direzione di istituti educativi, distinguendosi in particolare nella guida del Collegio di Monza e del Ritiro della Provvidenza a Vercelli per l'educazione delle giovani bisognose.