14 de junio
Beata Castora Gabrielli
Esposa y terciaria franciscana
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Origini nobiliari e virtù giovanili
Non si conosce la data precisa di nascita della Beata Castora Gabrielli, originaria della città di Gubbio. Ella nacque dal conte Pietruccio Gabrielli, conte di Corbara, e da Elena di Pietruccio Del Monte. La famiglia dei Gabrielli di Gubbio ricoprì un ruolo di primo piano nella storia del tempo, esprimendo numerosi personaggi illustri in ambito ecclesiastico e militare e dominando diversi castelli del territorio. Tra i suoi familiari si annovera anche il fratello Paolo Gabrielli, che fu vescovo di Lucca. Nonostante godesse di un bellissimo aspetto e di una giusta statura, Castora manifestò fin dalla giovinezza un animo radicalmente diverso da quello che ci si aspetterebbe da una giovane nobile. Ella fu una donna molto modesta e ritirata, che disprezzava ogni vanità e qualsiasi cosa mondana, orientando ogni suo pensiero verso i beni celesti. Era devotissima a San Francesco d'Assisi e profondamente dedita al servizio di Dio e al beneficio del prossimo.
Il matrimonio difficile e la prova della pazienza
La sua unione coniugale avvenne unicamente per obbedire ai voleri dei suoi genitori. In giovane età sposò infatti il giurista Santuccio o Gualtiero Sansoneri, conte di San Martino e Bassinario nel territorio di Sant'Angelo in Vado. Questo vincolo matrimoniale si rivelò particolarmente difficile a causa del carattere aspro e rigido del marito. Castora impiegava tutto il tempo libero dalla cura domestica in intensa orazione, recandosi abitualmente nella chiesa di San Francesco detta della Terra. Tuttavia, al suo ritorno a casa, veniva regolarmente maltrattata dal marito con parole e fatti a causa della natura aspra di lui. La nobile donna sopportava ogni sofferenza per amor di Dio con una ammirabile e costante pazienza, dimostrandosi una creatura di rara pietà e profonda carità cristiana.
La consacrazione francescana e il transito
Alla morte del marito, con il pieno consenso del figlio Oddone, Castora prese la decisione radicale di distribuire tutti i suoi beni ai poveri. Vestì l'abito del Terz'Ordine Francescano e trascorse il resto della sua vita nella penitenza, nella preghiera continua e in molteplici opere sante, osservando sempre puntualmente la regola del Terz'Ordine. Durante la sua esistenza si diffuse ampiamente la fama che Dio operasse numerosi miracoli per suo mezzo. La sua vita terrena si concluse il quattordicesimo giorno di giugno del milletrecentonovantuno a Macerata. Dopo la morte, il figlio Oddone volle curare la traslazione del corpo della beata nella chiesa di San Francesco in Sant'Angelo in Vado. Nel corso dei secoli la memoria della sua santità rimase viva, come attesta il padre Gregorio da Urbino, il quale nel milleseicentosettantacinque risiedeva nel convento di Sant'Angelo in Vado e consultò un'antica Chronica Custodiae Feretranae. Tale cronaca attestava che il corpo della beata veniva anticamente esposto alla venerazione dei fedeli nel giorno dell'Ascensione. Oggi il suo corpo si conserva intero nella sacrestia della chiesa di San Francesco in Sant'Angelo in Vado, ove fu originariamente sepolta con il venerabile abito terziario francescano.
Il cammino di fede
Nata a Gubbio, la Beata Castora Gabrielli attraversò le vicende del quattordicesimo secolo con uno spirito profondamente orientato verso Dio. La sua vita matrimoniale, trascorsa al fianco del giurista Santuccio Sansoneri, fu segnata da prove dolorose e maltrattamenti, che ella seppe accogliere con una pazienza che molti definirono straordinaria. In quel contesto di tribolazione, Castora non smarrì mai la speranza, trasformando le mura domestiche in un luogo di silenziosa testimonianza cristiana.
Una volta rimasta vedova, la sua vita subì un mutamento profondo e definitivo. Libera dagli obblighi coniugali, decise di compiere un gesto di radicale rinuncia: distribuì tutti i suoi beni ai poveri, privandosi delle ricchezze terrene per arricchirsi dello spirito. Entrò a far parte del Terz'Ordine Francescano, vestendo l'abito della penitenza e dedicando ogni suo istante alla preghiera e all'esercizio della carità. Questo periodo della sua vita fu caratterizzato da una continua ascesi, che la portò a vivere in conformità con l'ideale di San Francesco d'Assisi, cercando la solitudine e la meditazione costante. La sua esistenza si concluse a Macerata nell'anno mille trecento novantuno, lasciando un esempio di virtù che ha attraversato i secoli.
Il culto e la memoria
La memoria della Beata Castora Gabrielli rimane viva attraverso la venerazione dei fedeli che, nel corso del tempo, hanno riconosciuto in lei una potente interceditrice. Dopo la sua morte, il legame con la sua terra d'origine e con i luoghi che frequentò trovò espressione nella traslazione delle sue spoglie mortali. Il suo corpo fu deposto nella chiesa di San Francesco a Sant'Angelo in Vado, un luogo che ancora oggi invita alla riflessione e al raccoglimento davanti alla tomba di colei che scelse la via della povertà evangelica.
La Chiesa riconosce in Castora una guida per coloro che vivono la difficoltà dei matrimoni complessi, offrendo la sua intercessione come conforto per chi soffre. La sua figura è celebrata con devozione il quattordici giugno, data in cui si ricorda il suo transito al cielo. Attraverso i secoli, la sua storia continua a parlare ai cuori di chi cerca, nelle tribolazioni della vita quotidiana, un modello di perseveranza e di abbandono fiducioso alla volontà di Dio, mantenendo vivo il ricordo di una donna che, pur nel dolore, seppe irradiare la luce del Vangelo.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la Beata Castora Gabrielli?
La Beata Castora Gabrielli si festeggia il quattordicesimo giorno di giugno, nel giorno anniversario della sua morte.
Di cosa è patrona la Beata Castora Gabrielli?
La Beata Castora Gabrielli è invocata e venerata come patrona per i matrimoni difficili.