Sant' Eliseo visse nel nono secolo avanti Cristo ed è ricordato come il grande continuatore dell'opera del profeta Elia in Israele. Originario di Abelmeula e in origine ricco possidente, il suo nome significa Dio salva, un appellativo che risponde perfettamente alla natura della missione svolta in mezzo al popolo. Svolse la sua opera profetica sotto il regno di Ioram, Iehu, Ioacaz e Ioash, senza lasciare oracoli scritti ma operando prodigi straordinari che preannunciarono la salvezza per tutti gli uomini.
La tradizione e i racconti biblici tramandano la sua memoria con profonda venerazione, ricordandolo come il più taumaturgico tra i profeti dell'Antico Testamento. La sua vita fu interamente consacrata all'ascolto di Jahvè e al servizio del maestro, culminando in una eredità spirituale capace di manifestare la potenza divina anche dopo la sua morte, avvenuta verso il settecentonovanta avanti Cristo nei pressi di Samaria.
San Fortunato è ricordato come il venerato vescovo di Napoli che guidò la sua comunità cristiana nel corso del quarto secolo. Il suo episcopato si colloca in un periodo particolarmente complesso e travagliato, segnato dalla profonda crisi spirituale e dottrinale provocata dall'eresia ariana. Questa divisione teologica, originata dagli insegnamenti di Ario di Alessandria vissuto tra il biennio del duecento ottanta e il trecentotrentasei, sosteneva che il Verbo incarnato in Gesù non fosse della stessa sostanza del Padre, ma rappresentasse soltanto la prima delle creature. Tale dottrina scatenò conflitti intensi e spesso violenti all'interno della Chiesa, coinvolgendo direttamente anche il potere civile dell'epoca. In questo scenario difficile, il vescovo Fortunato operò con dedizione e fermezza per preservare la sua diocesi dagli scossoni ariani, resistendo persino alle pressioni dei vescovi orientali favorevoli all'arianesimo che erano fuggiti dal Concilio di Sardica, corrispondente all'odierna città di Sofia in Bulgaria, e che avevano tentato di tirarlo dalla loro parte.
Oltre al suo impegno nella difesa della fede ortodossa, la memoria di san Fortunato è legata alla cura pastorale e alla cura dei luoghi di culto della città. Fece costruire nella valle della Sanità una basilica cimiteriale che prese il suo nome e che sorse poco lontano dalle catacombe di san Gaudioso, un luogo destinato ad assumere una primaria importanza per la comunità cristiana locale. Dopo la sua morte, il santo vescovo fu sepolto proprio all'interno di questa basilica. Il Martirologio attesta la sua figura di pastore a Napoli, e la sua festività liturgica continua a essere celebrata annualmente il quattordici giugno, data confermata dal celebre Calendario Marmoreo e da numerosi altri antichi calendari napoletani, oltre che dal Martirologio Romano. La devozione tramandata nei secoli trova testimonianza anche nella persistente diffusione del nome Fortunato tra gli abitanti di Napoli.
San Metodio, figura eminente del nono secolo spesso ricordata con gli appellativi il Confessore o il Grande, fu un vescovo e patriarca di Costantinopoli che impiegò tutta la sua esistenza nella difesa della fede ortodossa. Nato in Sicilia, ricevette un'ottima educazione presso Siracusa prima di trasferirsi nella capitale imperiale per assicurarsi un posto a corte. La sua vita fu profondamente segnata dalla lotta per il ristabilimento del culto delle sacre icone contro il movimento iconoclasta, affrontando anni di durissima prigionia, sofferenze inaudite e persecuzioni senza mai piegare il suo spirito integro.
Elevato all'episcopato, celebrò solennemente il trionfo della retta fede e guidò la Chiesa di Costantinopoli con coraggio apostolico durante il suo breve ma intenso patriarcato. San Metodio morì a Costantinopoli nell'ottocentoquarantasette, lasciando un'eredità spirituale indelebile nella liturgia orientale attraverso l'istituzione della festa dell'Ortodossia, celebrata ancora oggi la prima domenica di Quaresima in memoria della vittoria definitiva sulla distruzione delle immagini sacre.
En Brasil, la Beata Francisca de Paula De Jesus es conocida en vida y después de la muerte con el nombre de Nhà Chica, que significa tía Francesca. Nacida en el siglo XIX, exactamente en 1808, en tierras brasileñas, su figura destaca por una profunda entrega espiritual vivida desde la condición laical. Hija de una mujer esclava y de padre ignoto, probablemente el dueño de la fazenda donde su madre servía, creció sin el derecho a un apellido debido a su condición de origen y fue bautizada con el nombre de San Francesco de' Paola, una devoción muy arraigada entre los esclavos sudamericanos. Tras ser afianzada de la esclavitud, se trasladó a la ciudad junto a su madre y un hermano, quedando huérfana en su juventud y permaneciendo completamente analfabeta. Su madre le legó una sólida educación religiosa, pidiéndole una vida de oración y caridad, un compromiso que mantuvo intacto hasta su fallecimiento el 14 de junio de 1895 en la localidad de Baependi. Su muerte se sitúa a casi 120 años de distancia respecto al tiempo presente de la narración, dejando una huella imborrable en el alma de su pueblo.
A lo largo de su existencia, Francisca se convirtió en un faro de esperanza para personas de toda condición social, desde humildes hasta consiglieri imperiales. Su fama de intercesora y su generosidad sin límites la llevaron a ser considerada la madre de los pobres, utilizando incluso una gran herencia recibida de su hermano para construir una capilla dedicada a la Inmaculada Concepción antes de despojarse de todo bien material. Los brasileños han nutrido siempre una gran confianza hacia ella, culminando este camino de fe en su solemne beatificación celebrada el 4 de mayo de 2013 en Baependi, un rito presidido por el cardenal Angelo Amato en representación del papa, con una memoria liturgica legata alla beatificazione que se celebra cada 14 de junio.
Il beato Ludovico Biassoni visse nel corso del sedicesimo secolo e appartiene all'ordine dei francescani, lasciando un segno profondo nella comunità di Monza grazie alla sua dedizione al servizio divino e alla predicazione. Originario della località di Biassono nella diocesi di Milano, scelse la via della consacrazione religiosa vestendo l'abito serafico dei frati minori osservanti ed emettendo la professione solenne nel convento di Santa Maria delle Grazie fuori Monza.
Egli è ricordato non soltanto per la sua straordinaria fama di santità e per la celebrità come predicatore, ma anche per la fondazione del monte di Pietà cittadino, sorto presso l'ospedale di Santa Marta. La sua esistenza terrena si concluse in modo mirabile direttamente sul pulpito della chiesa di San Giovanni Battista, mentre con apostolico calore ammoniva il popolo, lasciando un'eredità di fede che la tradizione continua a custodire e a celebrare il quattordici giugno.
La Beata Castora Gabrielli visse nel Quattordicesimo secolo ed è una figura luminosa di sposa e terziaria francescana, ricordata per la sua straordinaria virtù nella pazienza e nella carità. Nata a Gubbio dal conte Pietruccio Gabrielli e da Elena di Pietruccio Del Monte, apparteneva a una nobile e illustre casata che dominava diversi castelli e vantava importanti personaggi ecclesiastici e militari, tra cui suo fratello Paolo, vescovo di Lucca. Dotata di un bellissimo aspetto e di giusta statura, Castora scelse tuttavia una vita di profonda modestia e raccoglimento, disprezzando ogni vanità mondana e coltivando una fervida devozione a San Francesco d'Assisi. La sua esistenza terrena si svolse tra le cure della famiglia e la dedizione al servizio di Dio e del prossimo, offrendo una testimonianza evangelica che ancora oggi risplende nella Chiesa.
La beata è ricordata in particolare per aver affrontato con eroica sopportazione un matrimonio difficile a causa del carattere aspro e rigido del marito, il giurista Santuccio o Gualtiero Sansoneri. Rimasta vedova, scelse la via della povertà evangelica distribuendo i suoi beni ai poveri con il consenso del figlio Oddone, per vestire l'abito del Terz'Ordine Francescano. Trascorse il resto dei suoi giorni in preghiera, penitenza e opere sante, guadagnandosi la fama di operatrice di prodigi per grazia divina. Spirata a Macerata il quattordicesimo giorno di giugno del milletrecentonovantuno, il suo corpo incorrotto è custodito nella sacrestia della chiesa di San Francesco in Sant'Angelo in Vado, dove la comunità cristiana continua a invocarla come celeste patrona nei matrimoni difficili.
El beato Cosme Spessotto fue un sacerdote franciscano cuya vida estuvo marcada por una entrega incondicional a la misión y al servicio de los más necesitados. Nacido en Italia, su vocación lo llevó a tierras lejanas donde dedicó su existencia a construir esperanza, edificando no solo estructuras físicas, sino también comunidades sólidas fundamentadas en la fe y el progreso humano.
Es recordado hoy como un mártir, un testigo valiente que permaneció fiel a su ministerio hasta el último instante. Su vida es un ejemplo de coherencia evangélica, recordándonos que el servicio a Dios se manifiesta plenamente en el cuidado del prójimo y en la defensa de la dignidad humana, incluso en medio de las circunstancias más adversas y dolorosas que marcaron el final de su camino terrenal en el siglo veinte.
Cerca de Soissons en la Galia belga, hoy en Francia, santos Valerio y Rufino, mártires.
Sant' Eterio de Vienne
Obispo
En Vienne en Borgoña, hoy en Francia, san Eterio, obispo.
Santi Anastasio, Félix y Digna
Mártires
En Córdoba, en Andalucía, España, santos mártires Anastasio, sacerdote, Félix, monje, y Digna, virgen, que murieron todos juntos en el mismo día: Anastasio, habiendo confesado ante los cónsules Moros su fe cristiana, fue prontamente atravesado con la espada y, junto a él, también Félix, de origen gétula, que había profesado en las Asturias la fe católica y conducía vida monástica; Digna, aún jovencísima, que a la muerte de sus compañeros había corajudamente expresado reproche hacia el juez, fue sin dilación decapitada.
San Proto de Aquilea
Mártir
En Aquilea, hoy en Friuli, san Proto, mártir.
Santa Teopista
Virgen y mártir
San Cipriano
Venerado en Antigny
Beato Pedro de Bustamante
Obispo
Beata Constanza de Castro
Terciaria franciscana
Beata Bárbara de Milán
Clarisa
San Dogmael
Monje
Del Martirologio Romano
En Samaria o Sebaste en Palestina, conmemoración de san Eliseo, que, discípulo de Elías, fue profeta en Israel desde el tiempo del rey Joram hasta los días de Joás; aunque no dejó oráculos escritos, sin embargo, obrando prodigios en beneficio de los extranjeros, preanunció la futura salvación para todos los hombres. — Martirologio Romano