10 de febrero
Beata Clara Agolanti de Rímini
Clarisa
Actualizado el 18 de septiembre de 2026
Una giovinezza ribelle e mondana
Chiara Agolanti è nata nel 1280 da una famiglia fiorentina esiliata a Rimini nella seconda metà del duecento. Il padre Onosdeo la educò in modo molto forte e marziale, quasi maschile e insofferente a ogni sottomissione. La madre Gaudiana cercò invano di inculcarle pratiche religiose e di educarla a modi di vivere più civili. Chiara passò l'adolescenza cavalcando e giostrando, risultando una bambina ribelle e una scavezzacollo insofferente alle regole. La madre Gaudiana morì quando Chiara aveva appena sette anni. Dopo la morte della madre, il padre si risposò e Chiara divenne ancora più indipendente. Poco più che bambina fu promessa al figlio della matrigna, che sposò appena adolescente.
Il giovane marito morì dopo soli tre anni, lasciandola vedova e erede di immense ricchezze. Il lutto non la addolorò né la depressa, e per otto anni continuò a darsi a feste, giostre cavalleresche, conviti e banchetti. Condusse una vita frivola, mondana e peccaminosa che destò scandalo e pessime dicerie tra i riminesi. La figura della beata Chiara Agolanti ha ben poco a spartire con la santa omonima di Assisi, almeno per i primi tre quarti della sua vita. Il padre e il fratello morirono lo stesso giorno in guerra contro i Malatesta per rivalità di dominio sul territorio riminese. La morte del padre e del fratello concentrò tutte le ricchezze e l'ingente patrimonio della famiglia Agolanti nelle mani della giovane vedova, facendola diventare uno dei migliori partiti della città. Fu richiesta in sposa da un nobile discusso e chiacchierato che faceva una vita dissipata come lei. Accettò di sposare questo secondo pretendente a patto di poter continuare lo stesso modo di vivere sregolato.
La svolta e la conversione
All'età di trentaquattro anni, una forza misteriosa e irresistibile la costrinse a entrare in una chiesa. Quel giorno entrò per curiosità nella chiesa dei Padri Conventuali di Santa Maria in Tribio. All'interno della chiesa si sentì per la prima volta turbata e agitata interiormente. All'interno della chiesa recitò un Padre nostro che le cambiò la vita. Tornata a casa, si rinchiuse nella sua stanza, si gettò a terra, ebbe un pianto dirotto di pentimento e decise di cambiare vita. Dopo una notte insonne, il giorno successivo tornò nella stessa chiesa. Nella seconda visita si confessò in generale e prese il proposito di cambiare vita. Da quel momento iniziò un'esistenza di pietà, opere buone e penitenza. Dimostrò grande risolutezza e tenacia nel mantenere i propositi fatti, in netto contrasto con la precedente vita sregolata e trasgressiva.
Coinvolse nella conversione il marito libertino. Accettò di vivere la fede profondamente e contagiò il coniuge, che cambiò vita e morì due anni dopo in pace con Dio e con se stesso. A seguito della morte del marito, intensificò le sue penitenze diventate terribili, animata da un fuoco d'espiazione. Espiò la precedente vita dissoluta con la penitenza, la mortificazione della carne e i digiuni. Le esperienze mistiche furono a volte turbate dal rimorso dei peccati giovanili, inducendola a cercare di rimediare praticando rigorosissime penitenze. La vita di santa Maria Maddalena, come libertina e poi convertita e penitente, ha avuto nel corso dei secoli delle anime che si sono ritrovate nella stessa situazione, tra cui Chiara Agolanti.
Opere di carità e fondazione monastica
Impiegò le sue immense ricchezze per aiutare tutte le miserie materiali e morali. Iniziò a dedicarsi all'aiuto dei poveri, degli affamati e dei malati donando loro tutti i suoi beni. Fornì dote e assistenza a tutte le ragazze povere da sposare. Da ricca che era, iniziò a bussare di casa in casa per elemosinare quanto necessario per un convento di clausura. Alcune donne di grande fervore si riunirono intorno a lei per condurre una vita di clausura e penitenza. Chiara fondò un piccolo convento detto di Santa Maria degli Angeli, poi chiamato di Santa Chiara, fondando un convento di sua proprietà. Ottenne la benedizione del vescovo di Rimini Guido Abasio. Si recò alla Chiesa Cattedrale per emettere i voti religiosi secondo la Regola di Santa Chiara. Radunò delle compagne in un monastero dove servì il Signore in spirito di umiltà.
Visse una decina d'anni come superiora, intensificando i sacrifici e la contemplazione della Passione di Cristo. Nel convento visse esperienze mistiche molto intense. Ricevette da Dio il dono di grazie mistiche elevatissime ed estasi profonde che nessuna forza umana poteva interrompere, tranne quando le si portava davanti il Santissimo Sacramento. Morì all'età di quarantasei anni il 10 febbraio 1236, consumata dalle penitenze e dalla contemplazione, sebbene alcune fonti indichino la sua presenza temporale estesa tra il 1280 e il 1326. Il suo corpo riposa nella chiesa del monastero. Alla sua morte fu immediatamente circondata dalla venerazione e dalla simpatia della gente, che la sentiva vicina sia nello sforzo di fedeltà a Dio sia nell'umana debolezza.
La vida de Clara
La vida de la Beata Clara Agolanti comenzó en el año 1280 en la ciudad de Rímini. Durante su juventud, Clara se vio inmersa en una vida marcada por la frivolidad y las costumbres mundanas, distanciándose de las virtudes cristianas. Sin embargo, el curso de su existencia cambió de manera radical tras un encuentro providencial en la iglesia de Santa María in Tribio. Allí, la luz de la fe tocó su corazón, impulsándola a abandonar sus errores y a buscar una vida de rectitud.
Este cambio interior no fue un evento aislado, pues la influencia de su conversión logró alcanzar también a su esposo, quien compartió con ella este nuevo camino de fe. Tras la muerte de su marido, Clara asumió su viudez con una disposición espiritual renovada, orientando todos sus esfuerzos hacia la vida contemplativa. Su vocación se concretó al realizar su profesión religiosa según la Regola de Santa Clara, comprometiéndose a vivir en pobreza, obediencia y castidad.
Con el fin de consolidar esta vocación y ofrecer un espacio de oración a otras mujeres, Clara fundó el monasterio de Santa María degli Angeli en Rímini. Bajo su guía, este lugar se convirtió en un faro de espiritualidad franciscana. La Beata Clara dedicó sus años restantes a la consolidación de esta comunidad, viviendo con sencillez y entrega hasta su fallecimiento en el año 1326. Su trayectoria, que transcurrió íntegramente en Rímini, permanece como un modelo de perseverancia y de la capacidad transformadora del arrepentimiento sincero.
El culto y la memoria
La memoria de la Beata Clara Agolanti se mantiene viva en la ciudad de Rímini, lugar donde desarrolló su obra y donde entregó su alma a Dios. Su legado está indisolublemente unido a la iglesia de Santa María in Tribio, sitio que presenció el inicio de su conversión, y al monasterio de Santa María degli Angeli, que ella misma fundó para la gloria de Dios.
Los fieles honran su figura recordando su capacidad para superar un pasado de disipación mediante la penitencia y la oración constante. Su vida, vivida plenamente en el siglo XIV, es una invitación a la reflexión sobre la importancia de la conversión continua y la fidelidad a la Regola de Santa Clara. La celebración de su memoria litúrgica cada 10 de febrero permite a la comunidad cristiana renovar el agradecimiento por su testimonio de entrega, reconociendo en ella a una mujer que, habiendo conocido las sombras del mundo, supo elegir la luz del Evangelio como guía definitiva para sus pasos.
Preguntas frecuentes
Quando si festeggia la beata Chiara Agolanti?
La sua ricorrenza liturgica si celebra il 10 febbraio.
Qual è il ruolo riconosciuto alla beata Chiara nel Martirologio?
Il Martirologio la indica come beata Chiara, vedova, ricordandola per il suo cammino di conversione e di ascesi.
En Rímini, beata Clara, viuda, que expió con la penitencia, la mortificación de la carne y los ayunos la precedente vida disoluta y, reunidas compañeras en un monasterio, sirvió el Señor en espíritu de humildad. — Martirologio Romano